LE MACERIE DEL LIRICO E IL MECCANO N°10

Ottobre 2012: cosa si può dire del Lirico di Cagliari che già non sia stato detto in questi giorni di feroci liti mediatiche?

Praticamente tutto, perché del Lirico – e di lirica – in realtà, non ne parla nessuno.

Non ne parlano i politici (salvo un paio di eccezioni, ma ci arriviamo) impegnati ad adoperarlo in una lotta di potere che chiunque avrebbe potuto prevedere osservando, con mente disincantata, la situazione di difficile convivenza creatasi in Sardegna tra l’amministrazione dell’unica città sarda degna di tal nome (gli altri centri isolani sono paesotti) il governo regionale e quello nazionale.

Non ne parlano gli intellettuali, occupati come al solito a guardarsi con rara intensità l’ombelico. Alcuni, come Gianluca Floris, impegnati anche nell’esibizione di ciò che ritengono di possedere sotto l’ombelico.

Non ne parlano i giornalisti, per ignoranza, certo, ma anche perché parlare di giornalismo in Sardegna è come parlare di acqua al centro del Sahara: anche laggiù sanno che esiste, ma nessuno la vede mai, salvo qualche sorso ogni tanto e, quando capita, è pure sporca e al limite della potabilità.

Non ne parlano gli artisti, perché direttamente implicati nella vicenda e portatori malati di conflitto di interessi, così come i «Lavoratori del Lirico», categoria difficile da definire, che compare quando c’è da reclamare qualche briciola della ricca torta di milioni di euro che giunge annualmente dalle casse pubbliche.

Eppure, per capire quanto poco si parli del Lirico, basterebbe una banale considerazione, la domanda seguente: perché è possibile che i cittadini scendano in piazza per un ospedale mentre è impossibile che ciò accada per il Lirico?

La risposta è altrettanto banale ed essa contiene i motivi per i quali non si parla del Lirico: perché nessuno sa davvero a cosa serva!

A cosa serve il Lirico? Perché è stato deciso di sostenere la lirica con denaro pubblico? Perché la lirica è equiparata alle scuole, ai musei, agli ospedali, all’esercito, alla politica? E perché, allora, se accade che i cittadini protestino qualora una scuola venga chiusa, un pronto soccorso abolito, una caserma dei carabinieri cancellata, non può ragionevolmente capitare che manifesti per una fondazione lirica che non funzioni o attorno alla quale si crei del rumore mediatico? Detto in termini brutali: ma se domani il Lirico chiudesse, possiamo prevedere cortei infiammati che attraversino la città, la regione, caschi sbattuti sui muri a Roma e cariche della polizia?

La risposta standard a questa domanda è di solito la seguente: no, naturalmente, perché i politici sono ignoranti e non badano alla cultura. Sarà pure vero, ma da dove, i politici, dovrebbero trarre la percezione che la cultura sia importante? E, se anche lo fosse, c’è qualcuno che saprebbe spiegarne i motivi? E inoltre: siamo del tutto sicuri che il Lirico, la sua esistenza, sia una questione di cultura?

Ecco: se si cominciasse a parlare di questo, si potrebbe ragionare di cosa stia succedendo effettivamente attorno al Lirico, perché si avrebbe la percezione della sua funzione e si potrebbe discriminare tra ciò che è cultura e ciò che è ben altro: spartizione becera di potere, ad esempio, oppure gioco politico o, assai più semplicemente, rivendicazione sindacale di un gruppo di lavoratori (dipendenti e non) che bada, comprensibilmente, al proprio tornaconto.

Quindi, tornando a noi: c’è qualcuno che ha cercato di spiegare per quale motivo è opportuno che il Lirico sopravviva?

Purtroppo sì. E dico purtroppo perché ci ha pensato quel raffinato intellettuale che risponde al nome di Gianluca Floris, in un blog che si chiama “Costruire su macerie”. Il titolo di ciò che ha scritto potrebbe essere riassunto efficacemente così: «Le dieci cazzate sul Lirico di Cagliari che non bisognerebbe mai dire». Dall’affermazione che i quattrini investiti nel Lirico ritornano moltiplicati alla comunità (con citazione di un link che dice il contrario, una vera perla) al calcolo algebrico del perché la lirica non sarebbe un bene culturale a fruizione elitaria, altra meravigliosa idiozia, fino alla conclusione che equivale più o meno al nocciolo duro della poetica di Alex Drastico: «Chi non è d’accordo con me ce l’ha piccolo!»

Il punto vero è che spiegare cosa sia e a cosa serva una Fondazione Lirica richiede necessariamente un impietoso confronto con l’osceno livello culturale del cittadino medio: basso nel caso italiano, disastroso in quello isolano (qualcuno sa che esibiamo con orgoglio il primato europeo dell’abbandono scolastico?). Per cui la lirica non è elitaria solo perché in pochi hanno la possibilità di seguirla (fatto incontestabile, comunque) quanto perché nessuno possiede gli strumenti culturali necessari per apprezzarla. Questo non lo dirà certamente un Floris, posto che lo sappia, perché si porrebbe immediatamente un problema ben più interessante, il seguente: dobbiamo davvero investire una paccata di milioni di euro per tenere aperto il Lirico, o non sarà il caso di porsi il problema dell’analfabetismo musicale? Come dire: teniamo aperta l’università senza le scuole elementari? E allora all’università chi ci va, se non i pochi che hanno frequentato le (poche e sparute) elementari?

Orbene, veniamo a noi: cosa c’entra tutto ciò nella vicenda Zedda/Lirico?

C’entra! E non ci vuole neppure tanto per capirlo, basta semplicemente considerare:

·         che di lirica non parla nessuno;

·         che la Fondazione è espressione di almeno tre amministrazioni che attualmente confliggono per profonde differenze politiche e culturali (Comune, Regione, Governo) da cui un CdA oggettivamente impossibilitato ad un’azione comune;

·         che la Fondazione rappresenta un centro di potere nelle cui casse giunge un grazioso torrente gonfio di quattrini;

·         che ci sono fortissime pressioni per lasciare che il Lirico continui a fare ciò che ha fatto fino ai giorni nostri: creare un clamoroso buco di bilancio nel quale in tanti hanno vivacchiato assai bene.

Per cui: c’è qualcuno che ha provato, magari incidentalmente, a parlare di cultura?

Sì: ci ha provato Zedda.

E non è piaciuto neppure un po’.

Piaccia o meno, è stato l’unico che ha chiarito di avere un’idea precisa di cosa debba fare il Lirico e, per dare attuazione a ciò che ritiene opportuno, ha individuato una figura professionale (in chiara collaborazione con il Ministero): Marcella Crivellenti.

Sbaglia? Lo dirà il tempo e in ogni caso ha fatto ciò che la legge richiede al presidente di un CdA: si è preso la responsabilità di una decisione.

Ha il diritto di farlo? No: ha il dovere di farlo, perché i cittadini gli hanno dato un mandato che deve esercitare e, se non piace la direzione che intende imprimere al Lirico, non sono i lavoratori che hanno il diritto di porre veti, nello stesso modo in cui gli infermieri di un ospedale non hanno il diritto di porre veti di fronte alla nomina di un direttore sanitario che decide di aprire o chiudere un reparto. Certo, possono manifestare disagio, ma non in quanto dipendenti, tenuti a rispettare un contratto di lavoro. Possono farlo da cittadini ed avranno seguito se riusciranno a spiegare perché hanno ragione, se ne hanno. Finora si sono sentite solo grida isteriche, urletti da primadonna ferita ed esibizioni di pisellini. Tanto per essere chiari: il Lirico non è dei lavoratori del Lirico (né dei cantanti, registi, costumisti e cazzi vari) è dei cittadini. Né il Lirico sta aperto per dare lavoro.

Speriamo di poter vedere di meglio in seguito, perché non è mica vero che sia necessario ricorrere alla distruzione per illudersi di saper ricostruire sulle macerie. Né è sufficiente farsi cogliere da un attacco isterico per avere la scatola di Meccano n° 10: se il capofamiglia ha deciso che d’ora in poi ci si contenterà della n°4  – e il capofamiglia l’hanno votato i cittadini – sarà bene farsene una ragione.

Oppure cominciare a spiegare bene cosa sia il Lirico e perché Cagliari ne abbia bisogno, senza cadere nell’errore di affermare che il motivo è la dimensione del pene dei cantanti lirici: potrebbe darsi che ai cittadini non gliene freghi granché (e che non sia così lungo come si crede).

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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63 risposte a LE MACERIE DEL LIRICO E IL MECCANO N°10

  1. gianlucafloris ha detto:

    Buongiorno Ainis. Solo per farle notare che sulla vicenda recente del Lirico non ho aperto bocca. Buon lavoro.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Floris,
      né io l’ho detto.
      Grazie per la visita.
      Cordialmente,

      • Annalisa ha detto:

        Leggo molti suoi commenti che trovo estremamente interessanti anche se intrisi di polemica, ma di una polemica stimolante ……ma questa volta Lei appare proprio come : un :”soluzionologo di breve termine”

  2. maurizio ha detto:

    Gentile signor Ainis,
    sulla vicenda cagliaritana lei ha del tutto ragione e vista dal “continente” è una cosetta ridicola. Ridicoli i sindacati che fanno la voce grossa, con ‘acuti’ femminili anche sgradevoli un poco da pescivendola. Ridicolo il vostro tenore locale, notoriamente scritturato per ruoli di comprimariato, che cerca da anni di fare il salto nella dirigenza, aiutato in ciò anche dai suoi agenti (ne ha cambiati almeno due, ed entrambi lo sponsorizzano…dove sanno di poterlo fare senza cadere nel ridicolo).
    Ridicole le argomentazioni: 1) la competenza dichiesta dallo statuto…beh..in un settore come quello della lirica dove il 50% dei sovrintendenti non ha i titoli NESSUNO avvallerà questo argomento, con il rischio di danneggiare se’ stesso. 2) la procedura: la manifestazione di interesse non è un bando e quindi il sindaco la può disattendere. Parma (con un bando) ha fatto la medesima cosa. La nomina all’unanimità c’è stata. Non può essere ritrattata.
    L’unica cosa su cui non sono d’accordo è che la lirica non abbia alcun peso e valore per Sardegna e Italia: qui sbaglia. Se ben gestita e sfruttata la lirica è interessante per tutto il mondo che la chiede e la compra. Quindi vale la pena di investirci, perchè patrimonio prezioso di sviluppo anche economico.

    saluti

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Maurizio,
      non condivido il suo giudizio su Floris. Pubblico il commento perché è un parere che lei ha il diritto di esprimere, ma non corrisponde al mio (né di questo si parla nel post).
      Sulla Lirica ha torto, sfortunatamente, ed è una posizione che alla lirica nuoce non poco.
      Cordialmente,

      • maurizio ha detto:

        beh..se mi permette se io ho torto non lo decide lei! al massimo lei può dire che non è d’accordo con me!

        • Gabriele Ainis ha detto:

          Gentile Maurizio,
          poiché lei sostiene una tesi (che dalla Lirica si guadagni) l’onere della prova sta a lei, non a me. Lo dimostri e saprà di avere ragione. Finché non lo fa, no.
          Cordialmente,

  3. Andrea ha detto:

    Gentile Sig Ainis,
    Vorrei conoscere da Lei , un segreto!!!
    Ma chi è il suo spacciatore??
    Qualsiasi sia il suo lavoro, lo cambi!!!

  4. Mc Puddu ha detto:

    Ho come l’impressione che lei sia uno dei tanti utenti investiti dal virus della “tuttologia”, attualmente dilagante in tutta Italia, che porta il paziente a ritenersi esperto di un qualsiasi argomento a giorni alterni… Oggi è toccato alla lirica, tra qualche mese toccherà alla Nazionale italiana, domani sicuramente all’Alcoa, e sicuramente dopodomani avrà da ridire perché sul Gambero Rosso hanno dato un parere diverso dal suo, così autorevole e competente…. Un pò rimpiango i bei tempi in cui il web sembrava essere solo un’utopia, e gli utOnti come lei potevano fare questi discorsi da bar sport davanti nel luogo e nel momento giusto: al tavolo dl bar sport davanti ad una birretta fresca. Vada a farsi un giretto nei teatri del mondo, e veda perché il finanziamento di TUTTA la cultura dovrebbe essere onere di uno Stato civile.
    Cordiali saluti alla sua signora.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      GentileMc Puddu,
      seguirò il supo consiglio.
      Lei nel frattempo frequenti le elementari: potrebbe arrivare (seppure con fatica) a capire il senso di un testo di media complessità.
      Cordialmente,

      • Mc Puddu ha detto:

        Guardi, al massimo posso accettare qualche critica (giusta) sulla forma del mio commento, scritta di fretta e con la foga di chi è stufo di farsi dare del “viziato” per la sola colpa di fare il lavoro per cui si è (piacevolmente) sacrificata la propria vita… per il resto, se è giornalista, si avvicini in teatro stasera alle 19.45, scoprirà di non avere la verità assoluta ma di avere tanto da imparare. Saluti

      • Mc Puddu ha detto:

        apprezzo inoltre il fatto che attacchi sul personale, visto che evidentemente le mancano altri argomenti

        • Gabriele Ainis ha detto:

          Gentile Mc Puddu,
          ma quale attacco personale? Lei, molto semplicemente, non ha capito una mazza di quello che ho scritto. Si figuri che mi frega di attaccarla!
          Cordialmente,

          • Mc Puddu ha detto:

            Va bene, allora la prossima volta chieda gentilmente al suo gemello cattivo di non scrivere risposte simili ai suoi commentatori: “GentileMc Puddu,
            seguirò il supo consiglio. Lei nel frattempo frequenti le elementari: potrebbe arrivare (seppure con fatica) a capire il senso di un testo di media complessità.
            Cordialmente,” . E ribadisco, anzichè cercare i suoi 5 minuti di visibilità nel mondo in questo modo, faccia qualcosa di utile: metta da parte i pregiudizi e venga a sentire le ragioni dei lavoratori in teatro, non si perda tempo a cercarle su Topolino..

            • Gabriele Ainis ha detto:

              gentile McPuddu,
              non le piace la scuola elementare?
              Provi l’asilo nido.
              Cordialmente,

              • Mc Puddu ha detto:

                La sua risposta parla per lei signor Ainis. Non c’è bisogno di aggiungere altro… e lei si permette pure di sproloquiare su fatti e situazioni di cui non sa nulla… buona fortuna

              • candido ha detto:

                gentile Ainis, casi di narcisismo patologico ne ho curato tanti in tanti anni di pratica psichiatrica: purtroppo penso che la sua malattia sia incurabile. Ma se vuole farci visita al Santissima Trinità un posticino già lo troviamo.

          • Lavoratore del Lirico ha detto:

            Veramente è molto difficile capire tutte le castronerie che scrive, signo Ainus. Forse non le capisce neppure lei. Ma mi faccia il piacere… Si occupi di altro, che arte e cultura sono cose troppo impegnative per una mente come la sua…

  5. Alessandra Atzori ha detto:

    Le offese in questo post non si contano sia verso un professionista stimato come Gianluca Floris e sia verso tutti noi lavoratori del Teatro lirico di Cagliari che da anni cerchiamo di difendere il nostro lavoro con dignità e professionalità .Il nostro posto è a rischio, lottiamo per una dirigenza seria onde evitare un domani di perdere il nostro lavoro e il sostentamento per la nostra famiglia e lei parla in questo modo? Complimenti! Un grande esempio di bassezza umana

  6. norisbicchis ha detto:

    Grazie, egregio Ainis. I suoi modi fintamente cortesi e i suoi contenuti fintamente logici avranno l’effetto di rafforzare la lotta dei lavoratori del Lirico. Il suo ripetuto riferimento a organi maschili fa pensare che in realtà il problema ce l’abbia lei.
    PS Prima di invitare qualcuno alla frequenza delle elementari, si ricordi che “dimostri” si scrive con una m sola

  7. Armando ha detto:

    Su, su, Gabriele, calmati.. ora torna a guardare “Amici di Maria De Filippi”

  8. Lavoratore del Lirico ha detto:

    Ma lasciatelo perdere… Tanto questo Ainis non lo conosce nessuno e nessuno tiene in considerazione i suoi insulti.
    So per esperienza che tanto veleno contro il Lirico e i suoi dipendenti cela, e male, un atteggiamento di rivalsa per qualcosa che si è cercato di ottenere senza riuscirvi.
    Ne conosco tanti, come lei…
    Si conservi, egregio, si conservi…
    Continui pure così che va alla grande.
    D’altronde è lei a chiamarlo “blogghino”.
    Ecco: più di questo non è.
    Ciao.

  9. Lavoratore del Lirico ha detto:

    Ma baidindi, o Ainus…
    Cordialmente,

  10. tott'attadinantau ha detto:

    mavatteneaffanculova’

  11. Paolo ha detto:

    salve ainis,
    sono un lavoratore del lirico. se fosse interessato a capire un po meglio, e avesse delle domande specifiche, io sono disposto a rispondere su tutto, apertamente, magari via mail. poi potrebbe fare un nuovo post a completamento di questo, in modo da avere un quadro ben definito.
    per adesso le posso dire che ieri, prima del concerto inaugurale della stagione sinfonica, le RSU hanno fatto una piccola conferenza stampa dove c’è stato il riassunto della vicenda e dove hanno spiegato al pubblico che il teatro è il loro, è dei cittadini ed è inserito nel circuito delle 14 fondazioni liriche italiane, che si occupano di tramandare e divulgare l’opera lirica in italia e fuori.
    in questo suo post ci sono delle verità ma anche delle inesattezze; per rendere più attenta e completa la sua analisi, sempre che le interessi, sono a disposizione.
    Paolo, artista del coro
    paolo-piras@alice.it

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Paolo,
      ma lei è sicuro di aver capito cosa ho scritto?
      Guardi, visto che lei è un corista (che le piaccia o meno) glielo riassumo:
      1) nessuno si prende la briga di spiegare ai cittadini (ahimé ignoranti) cosa sia la lirica e perché ce ne sia bisogno; men che meno coloro che si illudono di fornire dotte spiegazioni (ad esempio le scemenze di Floris).
      2) ergo i cittadini sono lontani dalla lirica;
      3) ergo, il casino attuale viene visto solo ed esclusivamente come:
      4) un conflitto di potere tra politici di diversi schieramenti, oppure
      5) una delle tante rivendicazioni sindacali di uno qualunque degli stabilimenti isolani in crisi!

      Questo ho scritto… e il fatto che lei e tanti altri (sì, un sacco di persone hanno letto il post) continuiate a rispondere a voi stessi e non a me (che parlo di cultura) dimostra il bassissimo livello della dotazione di strumenti di analisi della realtà di cui vi servite (e il motivo della necessità della cultura – tra cui la lirica – sarebbe proprio questo: accrescere la capacità di analisi della realtà!).

      Mi dice adesso cosa accidenti vuol dire il suo commento? Io sarei – se non l’ha capito – tra coloro che amano la lirica, si illudono di capirla (perché mio padre era un melomane e si è preso la briga di farmela studiare) e desiderano che sopravviva.
      Allo stesso tempo, mi rendo conto che non sono più tempi di vacche grasse e bisogna convivere con ciò che abbiamo. E mi rendo anche conto (veda di farlo anche lei) che l’Ente Lirico non è una proprietà di chi ci lavora dentro ma dei cittadini, che decidono democraticamente (eleggendo i propri rappresentanti) in quale direzione debba andare. Quindi che si possa riofiutare un nuovo DG è una follia!
      Conclusione: rispetto il lavoro altrui, sempre e comunque, quindi le vostre istanze ve le ciucciate voi e saranno soddisfatte se le saprete spiegare alla collettività, ma che la lirica venga del tutto ignorata non mi sta bene e, se proprio voi non siete capaci di parlarne, non lamentatevi se i cittadini – del Lirico – se ne sbattono altamente le palle e vi vedono come inutili orpelli decorativi (sì è una citazione dotta, provi a risalire alla fonte)!
      Se adesso non ha capito non so che farci: vuole che glielo dica diversamente?
      Andate avanti così a non spiegare l’enorme valore culturale della Lirica e lei si ritroverà a cantare al mercato del pesce di San Benedetto urlando “Sparedda, sparedda frisca!”
      E un poco se lo meriterà!
      Cordialmente,

      • Paolo ha detto:

        in altre occasioni si è spiegato il valore della lirica e l’importanza della cultura nelle scuole.
        in questa occasione si sta cercando di spiegare perchè è importante avere un manager capace di fare tutto questo.
        è stato spiegato anche nella conferenza stampa.
        ogni anno noi spieghiamo il valore della lirica e dela musica, ogni anno: nelle scuole, al pubblico, alla politica.
        non lo fa solo il lirico di cagliari ma tutte le fondazioni.
        ma la verità è che capisce chi si avvicina e chi si interessa, chi vuole capire insomma.
        agli altri, e forse a lei, non sembra interessare.
        forse possiamo fare di più, sicuramente, tutto è migliorabile. ma adesso a noi serve un manager che permetta al teatro di compiere la missione che lei stesso chiede, che è nello statuto e nelle leggi che regolano le fondazioni.
        mi sembra davvero strano che ancora non si sia capito cosa chiediamo, davvero strano e sospetto.
        saluti.

        • Gabriele Ainis ha detto:

          Gentile Paolo,
          le ho detto che se vuole scrivere e pubblicare un post nel blogghino può farlo. Oppure può commentare, ovviamente.
          Se però il tenore del post (o del commento) e di questo tipo, la informo che continuerà a darsi le mazzate sulle palle, che sarebbe poi il nocciolo di ciò che sto cercando di dirle (e non solo a lei!).
          Volete il manager che faccia ciò che lei dice debba fare? Il CdA lo ha scelto! E il CdA è l’espressione di coloro che pagano il suo stipendio (la collettività). Mi spiega perché lei dovrebbe avere il diritto di scegliersi il DG e un infermere del Brotzu no?
          Inoltre: mi dice cosa diamice c’entra il resto con il mio post? Ciò che ho detto è che dovreste spiegare – se lo sapete – a cosa serva la lirica, ovvero i motivi per i quali ha senso che la collettività investa (e guardi che ho detto “investa”, non “sprechi”) così tanti soldi negli enti lirici. Guardi che ci sono, sa?, solo che mi punge vaghezza che lei non li sappia.
          Infine, ciò che volete è chiarissimo a tutti, infatti un sacco di gente si è rotta le palle (ad esempio, io). E non è per nulla sospetto, anzi, a vedere la campagna di diffamazione lanciata gratuitamente in rete, è del tutto palese: si tenta di far cessare che un carrozzone sia tale e il carrozzone si oppone!
          Cordialmente,

          DImenticavo: sì, certo a me la Lirica non piace, vi giudico tutti dei mangiapane a tradimento e Zedda mi paga per scrivere i post: contento?
          E non siete neppure capaci di scegliervi gli amici!

          • Paolo ha detto:

            la lirica va tutelata perchè è nostro patrimonio, come altre arti. tra l’altro l’abbiamo proprio inventata noi.
            le fondazioni, come i musei e gli altri presìdi culturali, sono stati creati per tramandare questo patrimonio e sono sovvenzionati dallo stato perchè l’italia, come scritto anche nella costituzione, si è imposta di farlo, riconoscendone l’importanza storica.
            molto semplice, mi pare sia stato detto tante volte ma lo ripetiamo volentieri.
            il lirico di cagliari è uno di quei presìdi in grado di svolgere questo compito al meglio, con notevole qualità direi (ma non dovrei dirlo io perchè ovviamente son di parte), forte delle maestranze specializzate, selezionate negli anni con concorso pubblico europeo (per il settore artistico) e per selezione dei migliori curriculum per quello tecnico.

            la questione qui però è fare in modo che le sovvenzioni siano usate al meglio per questo scopo.
            io non voglio scegliere il manager; io voglio che zedda e il cda lo scelgano con il metodo che zedda ha proposto, ovvero la manifestazione di interesse. sono arrivati dei curriculum e vanno vagliati tutti e fra i migliori dieci o cinque o quindici, si scelga quello con le caratteristiche più vicine a quanto indicato dallo statuto.
            a me sembra che stiamo dicendo le stesse cose ma il suo modo è particolarmente violento, a tratti sarcastico.
            ma tant’è.

          • Paolo ha detto:

            la lirica è patrimonio artistico italiano, l’abbiamo inventata noi.
            l’italia e la sua costituzione salvaguardano il patrimonio artistico e culturale con i metodi che si è scelta.
            le fondazioni liriche sono istituite per salvaguardare questo patrimonio e il lirico di cagliari è una di queste.
            questo è, nient’altro.
            per il resto ha ragione lei, mi spiace se le ho fatto perdere del tempo.

  12. Lavoratore del Lirico di Cagliari ha detto:

    Ainus,
    anche dalla risposta data a Paolo si capisce che chi non capisce sei tu.
    Hai studiato lirica? Ma cosa vuol dire, che hai studiato lirica?
    Comunque sia, invito tutti i colleghi che commentano quest’ammasso di castronerie scritte da questo Ainus a non intervenire più.
    E’ riuscito, grazie a noi, nello scopo che si era prefisso: ottenere qualche ora di celebrità, un po’ come quel poveraccio che si piazza dietro i cronisti della TV e saluta parenti e amici.
    Cordialmente, Ainus…

  13. Anonimo0 ha detto:

    Dott. Ainis !! Buonasera ! *****.

  14. Lavoratore del Lirico di Cagliari ha detto:

    “I «Lavoratori del Lirico», categoria difficile da definire, che compare quando c’è da reclamare qualche briciola della ricca torta di milioni di euro che giunge annualmente dalle casse pubbliche.”
    C’è da vergognarsi, a parlare così di una qualsiasi categoria di lavoratori che non chiedono altro che di poter fare il loro lavoro…
    Lavoro che, contrariamente a quello che pensi tu, Ainus, è apprezzato a livello internazionale e non solo locale.
    Vergognati.
    Le cose peggiori, Ainus
    Cordialmente, o “cordialmante” come spesso scrivi tu, Ainus

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Lavoratore del Lirico,
      se non lo sapesse, ogni volta che appare un commento aumenta la probabilità che il post venga letto. Quindi lei mi sta facendo pubblicità. Sa perché glielo dico? Perchè il suo comportamento è una buona metafora delle stupidaggini combinate attorno al Lirico, ad esempio da Floris, che con le sue cazzate ha indispettito molti, spingendoli a domandarsi se debbano davvero pagare le tasse per permettere a una primadonna di dare borsettate a destra e a manca.
      Capisco che lei non sia particolarmente intelligente, ma guardi che a fare come Floris – che ha pubblicato il link di questo post sulla propria pagina fb per poter dire che sono un imbecille, così da farlo leggere a un sacco di gente, dimostrando chi sia davvero il cretino – si imita Tafazzi. Se poi lei ci gode così tanto a darsi le borsettate sulle palle, come Floris, faccia pure, le palle sono sue!
      CordialmAnte,

      • Lavoratore del Lirico di Cagliari ha detto:

        Visto che ama insultare, le rispondo con lo stesso tono: sulla mia intelligenza ha poco da ridire, perchè se c’è uno che sta dimostrando di essere veramente poco dotato di materia grigia è proprio lei, collezionista di figure meschine.
        E oltretutto continua a coinvolgere chi non è intervenuto in questa “conversazione”, cioè Floris.
        Oltre a non essere intelligente lei è anche un grandissimo maleducato.
        Ciao, Ainus.
        A mai più rivederla.

        • Gabriele Ainis ha detto:

          Gentile lavoratore del Lirico,
          ci ha messo tanto?
          Piuttosto che perdere tempo con me – e se è davvero un lavoratore del lirico – pensi piuttosto a quando dovrà far finta di lavorare sul serio. Allora non basterà digitare quattro fesserie su una tastiera. Bello, no?
          Cordialmente,

  15. Lavoratore del Lirico di Cagliari ha detto:

    Hai ragione, Ainus…
    A distanza di 24 ore dal tuo ultimo vomito non ti ha cagato nessuno, oltre il sottoscritto.
    Hai ragione: sono soltanto io ad accrescere la visibilità del tuo blogghino, ma in realtà non sei nessuno.
    No, non perdere tempo a rispondermi perchè tanto non perderò tempo a leggere la tua replica.
    Cordialmente,

  16. Francesca Mulas ha detto:

    Povero Ainis…quello vero…l’esperto di legislazione dei beni culturali….ma sa che usa il suo nome per una cosa simile?

  17. Lavoratore del Lirico di Cagliari ha detto:

    Ciao, coso…
    *********

    Cordialmente

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Lavoratore del Lirico di Cagliari,
      salute a lei.
      La ringrazio perché aumenta lo score del blog.
      Per il link, temo lei non abbia ancora trovato quelli più simpatici. Questo è di un poverino che non riuscendo a diventare universitario e insegnando in un liceo, si consola così.
      Cerchi meglio, tanto tempo ne ha, come sanno tutti i cittadini che pagano le tasse per far sopravvivere i fannulloni accozzati come lei.
      Però potrebbe cambiare. Coraggio, lavorare non sarà così spiacevole, lo fa la maggior parte dell’umanità.

      Cordialmente,

  18. Lavoratore del Lirico di Cagliari ha detto:

    Ne sei convinto,
    ******
    Cordialmente,

  19. Lavoratore del Lirico di Cagliari ha detto:

    E inoltre
    ******

  20. Lavoratore del Lirico di Cagliari ha detto:

    *******

  21. Magog ha detto:

    Ciao! Che bel blog!

  22. Magog ha detto:

    Scusa, ho sbagliato blog: questo blogghino non lo caga nessuno…

  23. Magog ha detto:

    La proòssima voòlta stai più atteenta tu… Non ti accoorgi di quanto sei ridicoola e caschi nei tranelli…
    Noi lavoratoori del Lirico abbiamo mille risoorse, e se anche tu ci auguri di perdere il poosto non ci preoccupi molto… Pensa a te, piuttoosto, che oltre a dire cazzate sul tuo blogghino non ha altro da faare…

  24. Magog ha detto:

    Ciao, Ugo!

  25. Magog ha detto:

    *****

  26. Aldo ha detto:

    ****

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