ZEDDA: LASCIATE CHE I CELLINO VENGANO A ME

POST 043 ZEDDA A VIDEOLINA ATTENTI AL PICCIONEMorto Andreotti, in molti hanno parlato dei suoi processi. Quelli per mafia, naturalmente. Assai meno hanno ricordato, al contrario, un altro processo che il famoso uomo politico amava frequentare con una certa assiduità: quello di Biscardi. Uomo di potere, Giulio Andreotti ha sempre considerato il calcio un’utile strumento per la raccolta di consenso, come del resto molti altri politici prima e dopo di lui.

Per questo motivo, perché calcio e potere vanno di pari passo, è interessante riflettere sulla peculiare situazione cagliaritana riguardo questa particolarissima forma di spettacolo, il calcio, che nell’antica Roma era sostituita dai combattimenti dei gladiatori e dalle corse delle bighe.

La storia è nota (sebbene la si racconti diversamente a seconda dell’interesse che si esprime): dopo decenni di subalternità dell’amministrazione cittadina agli interessi della Società Cagliari Calcio, Zedda ha marcato una differenza netta, riportando i rapporti tra interesse pubblico e privato nella direzione del rispetto delle leggi. Se in precedenza tutto (o quasi) era permesso, pur di favorire il fenomeno calcio, con poco riguardo per gli interessi collettivi, la giunta Zedda ha operato (quindi non parole: fatti!) in modo chiaro: lo stadio cittadino è di proprietà della collettività; esistono leggi che regolano l’uso dei beni pubblici; la Società Cagliari Calcio deve rispettarle (cioè pagare quanto di competenza, se non si fosse capito!); punto! Reazioni? Il presidente della Società ha preso baracca e burattini e si è traferito… Continua a leggere

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LA SARDISTRA: QUANDO POLITICA (E INFORMAZIONE) FA RIMA CON MEDIOCRITÀ

POST 178 LA SARDISTRA QUANDO POLITICA (E INFORMAZIONE) FA RIMA CON MEDIOCRITÀCome passa il tempo: sembra ieri che Berlusconi chiedeva a Cappellacci di dire qualcosa per sentire, finalmente, che voce avesse, ed oggi ci siamo di nuovo… le elezioni sono alle porte! Cosa è cambiato da allora?

Poco o niente, naturalmente: politica poca e, la poca, pessima. Anzi, mediocre e, forse, è anche peggio.

Ciò che atterrisce è la completa e assoluta mancanza di una proposta politica. Che, tradotto in italieno corrente, sarebbe come dire: una qualche idea di dove andare a parare nel futuro e di come arrivarci. Non dico un Obama in berritta che esprima una politica, riflesso di una concezione dignitosamente precisa del mondo che auspica, quanto uno straccio di politico locale che ci dica, in poche parole, quale Sardegna vorrebbe e perché.

Tanto per restare terra-terra- e fingendo che esista una personalità politica sarda capace di tanto! – una cosa semplice come questa: Continua a leggere

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LAVORO IN SARDEGNA? NON SAPPIAMO NEPPURE PREGARE S. EFISIO!

C’è chi può e se ne va a Roma per ascoltare Elio in diretta che prende per il culo i sindacati (rei di averlo invitato). Io non può, quindi mi sono rotto le scatole in una giornata di tempo conflittuale con sé stesso, indeciso tra pioggia e no. Visto che c’ero, ho anche letto Mercato del Lavoro in Sardegna Rapporto 2012 a cura di Maria Letizia Pruna (nota Lilli, edito da CUEC, Cagliari 2013).

Un gran bel lavoro, professionale, né si poteva dubitarne visto il livello della curatrice (cito testualmente: ricercatrice in Sociologia dei processi economici e del lavoro presso il Dipartimento di Scienze Sociali e delle Istituzioni dell’Università di Cagliari e docente di Sistemi di Welfare). Soprattutto adatto alla giornata: I maggio, festa del lavoro. Quasi banale. Continua a leggere

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LIRICO DI CAGLIARI: CHI ERA COSTUI?

POST 043 ZEDDA A VIDEOLINA ATTENTI AL PICCIONEL’informazione (in Italia e non solo) è come l’abbigliamento. Ci sono notizie che vanno di moda ed altre che passano di moda. Come l’abbigliamento, dipende dai guadagni: si pubblica ciò che fa comodo per trarne vantaggio, si ignora il resto.

Non a caso, la fondamentale vicenda del Lirico di Cagliari è sparita dalle cronache cittadine (ma ci tornerà per aggiornarci sulle vicende giudiziarie, non preoccupiamoci). Nel momento in cui i cittadini cominciavano a realizzare come la levata di scudi contro Zedda fosse uno di uno dei tanti esempi di attaccamento feroce a privilegi cui si rinuncia con difficoltà, i mezzi di informazione hanno pensato bene di non insistere: hai visto mai che si capisse che il sindaco cerca di sradicare un sistema clientelare radicato da decenni??

Poiché giornalisti bimbiminkia e pennuti artisti hanno cambiato registro – e considerato che ho poca voglia di scrivere – sfrutto gli amici che mi mandano i link e ne segnalo uno che vale davvero la pena cliccare, questo: Continua a leggere

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SARDEGNA&POLITICA: LA MALEDIZIONE DEI BIMBIMINKIA

POST 175 SARDEGNA E POLITICA«Nel 1351, un francescano di Barcellona si pose una domanda di fondamentale importanza: il sangue di Gesù Cristo gocciolato per terra durante i supplizi, fu assunto in cielo assieme al corpo o no? […]

Non stupirà apprendere che, ad oggi, nessun papa ha mai deciso in merito: evidentemente, dopo 659 anni, i tempi non sono ancora maturi, e poi è bene tenere sottomano una disputa inutile per avere qualcosa di cui parlare […]»

Cominciamo con una bestemmia: in Sardegna, rispetto ad altri luoghi d’Italia, questa terribile crisi si percepisce molto meno (per ora…)! Continua a leggere

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AZIONE POPOLARE: UN XXV APRILE CON SALVATORE SETTIS

POST 174 AZIONE POPOLARERiconoscendo la mia conclamata mediocrità, avevo deciso di non scrivere un solo rigo sul XXV Aprile. In più, non credevo che nella mia vita avrei assistito (l’ho ascoltato in diretta, alla radio, in auto) allo spettacolo indecoroso di un presidente della Repubblica capace di cancellare i valori costituzionali in nome della stessa Costituzione. Napolitano non era un mio compagno al tempi del PCI, non è stato il mio presidente nel corso del suo settennato, non lo è oggi. Probabilmente, ma potrei dire certamente, non lo sarà mai. Non potrei sopportare un XXV Aprile assieme a lui.

Dunque, oggi passerò il mio tempo libero con un personaggio che ho imparato ad apprezzare per le sue doti di intellettuale e amare perché dimostra che l’intellettualità italiana non è morta del tutto. Continua a leggere

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IL TOPO CHE AMAVA I GATTI

Il topo che amava i gattiNelle scuole italiane, di norma, la teoria dell’evoluzione viene insegnata poco e male. Non il solo Darwin è trascurato, s’intende (ci sarebbe una lunga lista) ma non sono molte le teorie così invise alla religione (per fortuna!) così questo esempio, per chi ama la scienza e il metodo scientifico, è particolarmente importante.

Trascurare Darwin nel percorso scolastico significa evitare di fornire strumenti critici per l’interpretazione della realtà, con l’aggravante che il parlarne in modo approssimativo, come spesso accade nella nostra vita dominata dalla televisione, conduce a vere e proprie distorsioni nella percezione di un gran numero di fenomeni.

Questo piccolo saggio, Il topo che amava i gatti e altre stranezze dell’evoluzione, di Michel Raymond (Bollati Boringhieri, 2013, € 13.50), si propone un obiettivo minimo eppure importante: illustrare cosa sia un adattamento e come esso si determini. Perché una specie esibisce una particolare caratetristica? Come accade che una specie cambiarla ciclicamente oscillando tra diverse opzioni? In che termini definire una «caratteristica» di una specie? Continua a leggere

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