REGIONALI SARDE: CERCASI SERRACCHIANU PER SINISTRA ORFANA

In un recente post, avevo suggerito la ricetta per vincere alle regionali. Poiché i miei antenati sono di origine friulana (Ainis è cognome friulano *)) i prodi furlan di centrosinistra l’hanno seguita e hanno vinto. Sono bravo o no?

Cosa ci dice il risultato elettorale del Friuli, soprattutto in prospettiva sarda?

Un sacco di cose che la stampa e i «notisti politici» non apprezzano, naturalmente, perché la maggior parte di essi è occupata a compiacere il politico di riferimento. Dai giornalisti renziani (in crescita) che rivendicano la vittoria come fulgido esempio del pragmatismo di cui Renzi dovrebbe essere interprete, fino alla sinistra di Vendola che fa correttamente notare come, senza i voti di SEL, la giovine e belloccia Debora non avrebbe vinto un belino di niente (e non cito i 5.261 voti di Slovenska Skupnost o i 4.006 di IDV, fondamentali per la vittoria!)

Ciò che nessuno vuol far notare è che il Friuli se lo sarebbe tenuto la destra, se non si fosse fatto correre da solo il buon Franco Bandelli, come dire che non abbiamo assistito alla vittoria del centrosinistra bensì al suicidio del centrodestra… e che quest’ultimo avrebbe vinto facile se non si fosse scoperto affetto dalla stessa malattia congenita del centrosinistra, notoriamente incapace di evitare litigi e divisioni. Continua a leggere

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NIENTE POLITICA: SIAMO SARDI!

«Io non capisco la gente che non ci piacciono i crauti […]»

Mi spiace per coloro che, non avendo la mia età, non sanno chi sia stato Ivan della Mea. Che poi, in realtà, è morto da poco, nel 2009, ma per capire chi fosse bisognerebbe tornare indietro nel tempo ed erano anni in cui la ggente di oggi non c’era, per motivi anagrafici, oppure c’era e non sentiva (ed è una fine un po’ peggiore, direbbe Guccini).

Per chi ha voglia di capire, capacità di capire, la canzone di Ivan ha la stessa profondità di chi è riuscito ad analizzare la situazione politica complessiva dell’ultima settimana italiana nel voto al conte Raffaello Mascetti, durante il tiro al bersaglio parlamentare nei confronti di Marini: un’enorme, cosmica supercazzola prematurata con scappellamento a destra. Che poi fosse davvero un’analisi consapevole di quanto andava accadendo non saprei dire, ma è spesso il caso che si incarica di spiegare con stupefacente chiarezza ciò che si va combinando. Sta a noi, però, prenderne coscienza. Continua a leggere

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QUIRRA: CI MANCAVA ANCHE SEL! PARTE SECONDA: L’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

POST 169 QUIRRA CI MANCAVA ANCHE SEL PARTE PRIMA L'AMBIENTALISTA NUCLEAREPrima di passare al nocciolo dell’interrogazione di SEL riguardante il PISQ è utile leggere con attenzione le considerazioni in premessa. Scrivono i firmatari, tra l’altro:

 

Nel corso dei decenni di attività del Poligono si stima si siano verificate migliaia di esplosioni, tra le quali assumono una particolare rilevanza – fino al 2003 – quelle di 1187 missili anticarro Milan di produzione francese, ritirati perché considerati pericolosi per il rilascio di Torio 232, sostanza radioattiva contenuto nei sistemi di guida dei medesimi;

 

Nel corso degli anni ’90 il verificarsi di una serie di morti sospette e la rilevazioni di una molteplicità di casi di persone ed animali nati con pesanti deformità fisiche ha sollecitato la mobilitazione della società civile, che ha iniziato una intensa attività di informazione e sensibilizzazione sul tema della presenza militare nell’Isola, sul PISQ in particolare, sugli effetti dell’attività militare sull’ambiente, la fauna, la salute delle popolazioni locali;

 

I riscontri ambientali confermano come nel territorio in oggetto, in particolare in prossimità del Poligono, sia presente un massiccio inquinamento: diretto, ovvero dato dalla presenza dell’attività militare; indiretto, derivante dalla presenza di materiali pesanti naturali che, sommati agli effetti delle numerose esplosioni nell’area, diffondono ulteriore inquinamento derivante da nanoparticelle;

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QUIRRA: CI MANCAVA ANCHE SEL! PARTE PRIMA: L’AMBIENTALISTA NUCLEARE

POST 169 QUIRRA CI MANCAVA ANCHE SEL PARTE PRIMA L'AMBIENTALISTA NUCLEAREL’onorevole Michele Piras ha depositato, assieme ad altri parlamentari di SEL, un’interrogazione concernente il Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ). Avendola letta con molta curiosità, ho provato due sensazioni: lo sconcerto per la sostanziale mancanza di informazione, il disappunto per le domande poste. Se devo essere sincero, ne ho ricavato l’impressione di una sostanziale poca utilità. Così ho deciso di scrivere due righe.

Tuttavia, essendo stato accusato di essere carente in tema di onestà intellettuale e informazione da entrambe le parti che litigano sul tema da anni (coloro che difendono la permanenza del PISQ e quanti lo vorrebbero levare di mezzo) ho deciso di dividere il post in due parti. Nella prima, questa, cercherò di illustrare il qual modo mi piace guardare il mondo: usando i numeri, i dati, la scienza. Per farlo, parlerò di un libricino non proprio nuovissimo intitolato L’ambientalista nucleare: alternative al cambiamento climatico. Esso parla di produzione energetica, clima e produzione di energia attraverso la fissione nucleare. Scritto da uno scienziato, difende la scelta nucleare in nome dell’ambientalismo e lo fa attraverso un ragionamento basato proprio su questo: su un’analisi scientifica del problema.

Perché impostare l’analisi dell’interrogazione di SEL in questo modo? Continua a leggere

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ZEDDA: HAI GETTATO CASTEDDU NEL BARATRO, DICONO I FASCISTI… E NON SOLO!

POST 043 ZEDDA A VIDEOLINA ATTENTI AL PICCIONESe mi ha stupito l’attacco lanciato a Zedda da Casa Pound? Naturalmente no, ci mancherebbe anche questa, mi avrebbe stupito il contrario: se per caso Casa Pound avesse “detto qualcosa di sinistra” sostenendo l’azione del sindaco. Dal mio punto di vista la situazione è chiarissima: Zedda è un sindaco di sinistra (vera, il primo espresso dai casteddai) “fa cose di sinistra”, quindi si prende gli sciollori di Casa Pound. Non ne sarà contento, ma un tantinello compiaciuto forse sì.

Ciò che sbalordisce, al contrario, è la continua polemica di parte della sinistra, che continua a criticare Zedda usando le stesse identiche categorie di Casa Pound! Ciò, effettivamente, spinge a riflettere: possibile che un ritaglio dell’intellighenzia casteddaia (che si dichiara di sinistra) dia addosso al Massimo cittadino sugli stessi identici temi sollevati dai fascisti? Dalla destra più becera dei beceri? Da quelli che vanno in piazza con la manina a tipo tifoso laziale che imita Di Canio?

Sorprendentemente, la risposa è sì, Continua a leggere

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IL CATOBLEPISMO DI BARCA: SEL È MORTO, VIVA SEL

POST 165 IL CATOBLEPISMO DI BARCA SEL è MORTO, VIVA SELQuando un potenziale «nuovo leader» politico va in televisione ad annunciare sé stesso non è un inizio: è la seconda fase di un processo che si spera lungo e fruttuoso. Prima degli annunci ci sono analisi, lavoro intenso, un gruppo di supporto complesso e già formato, pronto alla pugna (nella speranza che sia una grossa pugna e non una piccola e insignificante pugnetta dagli effetti passeggeri, per quanto gradevoli).

Ciò per dire che le comparsate televisive dell’attuale Barca Pantocrator sono tutto fuorché una sorpresa. Se ne parlava da tempo e si conoscevano anche le linee guida del Barcapensiero, manifestato più volte nel corso dell’ultimo anno e mezzo, periodo in cui il Ministro per la Coesione Territoriale ha percorso tutti gli angoli in crisi del nostro disastrato paese (quindi tutti gli angoli) mettendo in cascina una preziosa conoscenza dello stato del territorio.

Dopo tanto attendere, ecco il manifesto di Barca, scaricabile qui.

Poiché verrà commentato in lungo e in largo da una pletora di valenti intellettuali, vorrei svolgere un insignificante temino, domandandomi, nell’ordine: Continua a leggere

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CHE FINE FA LA SARAS? NON SI SA E, IN OGNI CASO: CHI CAZZO SE NE FREGA?

POST 167 CHE FINE FA LA SARAS NON SI SA E, IN OGNI CASO CHI CAZZO SE NE FREGANon ho voglia di cercare il link, ma qualche tempo fa scrissi un post sulla SARAS e sulla lettera di intenti siglata dalla società con i russi di Rosneft, nello scorso dicembre, per la costituzione di una Joint Venture. Se ben ricordo, mi domandavo per quale motivo la notizia non entrasse nel dibattito politico regionale, considerata l’importanza della raffineria per il PIL regionale e per i posti di lavoro, diretti e dell’indotto.

Domanda retorica, naturalmente, poiché SARAS appare un’entità mai veramente assorbita nel tessuto sociale isolano, una sorta di corpo estraneo, una verruca sul naso che si sopporta malvolentieri e si eliminerebbe con piacere, se non fosse che l’intervento appare costoso e si sospetta che l’operazione potrebbe anche riservare spiacevoli sorprese. E se poi al posto del porro comparisse qualcosa di peggio? Continua a leggere

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