AZIONE POPOLARE: UN XXV APRILE CON SALVATORE SETTIS

POST 174 AZIONE POPOLARERiconoscendo la mia conclamata mediocrità, avevo deciso di non scrivere un solo rigo sul XXV Aprile. In più, non credevo che nella mia vita avrei assistito (l’ho ascoltato in diretta, alla radio, in auto) allo spettacolo indecoroso di un presidente della Repubblica capace di cancellare i valori costituzionali in nome della stessa Costituzione. Napolitano non era un mio compagno al tempi del PCI, non è stato il mio presidente nel corso del suo settennato, non lo è oggi. Probabilmente, ma potrei dire certamente, non lo sarà mai. Non potrei sopportare un XXV Aprile assieme a lui.

Dunque, oggi passerò il mio tempo libero con un personaggio che ho imparato ad apprezzare per le sue doti di intellettuale e amare perché dimostra che l’intellettualità italiana non è morta del tutto. Ci sono ancora persone che dimostrano nel proprio agire – e non solo in discorsi involuti e privi di profondità ad uso del più becero politicismo – come il Paese sia in grado di esprimere proposte pragmatiche di contrasto contro l’adesione acritica al paradigma del liberismo e dei mercati.

In questo bel libro, Azione popolare, cittadini per il bene comune (Einaudi 2012) Salvatore Settis compie un’altra tappa del percorso che l’ha visto spendersi personalmente – e in prima linea – per la difesa della collettività, categoria talmente ignorata che oggi appare scomparsa dall’agenda politica.

Dopo il bellissimo Paesaggio Costituzione cemento, Settis amplia l’orizzonte della propria critica serrata al progressivo e implacabile saccheggio del bene comune, ne invoca a gran voce la rivalutazione e lo pone al centro dell’attenzione.

In un momento in cui le forze politiche che si definiscono democratiche esperiscono ogni tentativo per tacciare di populismo e infantilismo politico quanti ascoltano e tentano di dar voce all’evidente esasperazione dei cittadini di fronte ad una classe dirigente rapace, incapace e cialtrona, le parole di Settis indicano una direzione precisa, ricca di pragmatismo: l’Azione Popolare.

 

«L’azione popolare non va intesa come la soluzione di tutti i problemi, ma come una fase intermedia, necessaria perché i cittadini facciano sentire la propria voce, perché esercitino una forte influenza sulle organizzazioni politiche e le istituzioni di governo, spingendole a cambiare radicalmente la rotta. Per ricreare la cultura che muove le norme, ripristina la legalità, si fonda sulla sovranità, fa perno sull’interesse collettivo e sulla progettazione del futuro, l’idea di bene comune e quella di azione popolare sono due facce della stessa medaglia. Azione popolare è diritto e dovere di resistenza collettiva al degrado delle città e delle campagne, alla razzia del paesaggio, all’esilio della cultura e del lavoro, alla spoliazione dei diritti; è promuovere singole azioni di contrasto agli atti dei poteri pubblici che vadano contro il pubblico interesse, ma anche metterle in rete tra loro; è costruire una larga base di informazione, di analisi , di consapevolezza. Vuol dire far esplodere le contraddizioni insanabili fra il dettato costituzionale e le leggi che lo ignorano e  lo aggirano, tra le norme di garanzia e le deroghe e i condoni che lo annientano. Vuol dire riconquistare, in prima persona, un pieno diritto di cittadinanza, in nome della sovranità popolare, della moralità e della legalità costituzionale. Vuol dire esercitare con responsabilità e nella sua massima estensione il potere negativo dei cittadini, e farlo sia in presenza di norme esplicite […] sia quando esse appaiano carenti.

Questo progetto non è impossibile, se nel bene comune riconosciamo il fondamento della democrazia, dell’uguaglianza, della cultura, della libertà, per noi e per le generazioni future.

[…] Abbiamo bisogno, in Italia come altrove, di un nuovo spirito collettivo che si riconosca nei diritti, nella democrazia»

 

Non so voi, ma io preferisco questa robaccia, che riconsegna ai cittadini una prospettiva per un paese migliore, alle parole vuote di chi vorrebbe donare dignità politica alle consorterie d’affari, in nome di una lettura capziosa della Carta Costituzionale.

Non posso scegliermi i parenti, ma gli amici e i compagni di viaggio sì e dei discorsi di Napolitano, francamente, ne ho piene le palle!

 

Buon XXV Aprile.

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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2 risposte a AZIONE POPOLARE: UN XXV APRILE CON SALVATORE SETTIS

  1. New Entry ha detto:

    Felice che poi abbia deciso di scrivere!

  2. Proto Zuniari ha detto:

    Settis for president? Muy bien! Pero el pueblo….

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