REGIONALI SARDE: CERCASI SERRACCHIANU PER SINISTRA ORFANA

In un recente post, avevo suggerito la ricetta per vincere alle regionali. Poiché i miei antenati sono di origine friulana (Ainis è cognome friulano *)) i prodi furlan di centrosinistra l’hanno seguita e hanno vinto. Sono bravo o no?

Cosa ci dice il risultato elettorale del Friuli, soprattutto in prospettiva sarda?

Un sacco di cose che la stampa e i «notisti politici» non apprezzano, naturalmente, perché la maggior parte di essi è occupata a compiacere il politico di riferimento. Dai giornalisti renziani (in crescita) che rivendicano la vittoria come fulgido esempio del pragmatismo di cui Renzi dovrebbe essere interprete, fino alla sinistra di Vendola che fa correttamente notare come, senza i voti di SEL, la giovine e belloccia Debora non avrebbe vinto un belino di niente (e non cito i 5.261 voti di Slovenska Skupnost o i 4.006 di IDV, fondamentali per la vittoria!)

Ciò che nessuno vuol far notare è che il Friuli se lo sarebbe tenuto la destra, se non si fosse fatto correre da solo il buon Franco Bandelli, come dire che non abbiamo assistito alla vittoria del centrosinistra bensì al suicidio del centrodestra… e che quest’ultimo avrebbe vinto facile se non si fosse scoperto affetto dalla stessa malattia congenita del centrosinistra, notoriamente incapace di evitare litigi e divisioni.

Ma soprattutto che c’è stata un’astensione enorme, dato oggettivo che non si può fare a meno di citare ma ci si guarda bene dal commentare e discutere: gli elettori si sono rotti poderosamente le scatole di andare a votare per poi vedere regolarmente frustrate le proprie aspettative e sono caduti nella “sindrome yankee”, per la quale il presidente USA viene eletto da una sparuta minoranza di elettori e tutti magnificano la splendida democrazia statunitense (che poi lo è, una democrazia, ma bisognerebbe rifletterci).

Condensando la “Vittoria di Serracchiani” in poche parole, si potrebbe dire: la destra si è suicidata, come un tacchino che entra da solo nel forno il giorno del ringraziamento, mentre gli elettori passavano la domenica a raccogliere margherite e ad incazzarsi.

Ci sarebbe anche da notare la consistenza del Movimento 5*. Hanno preso 100.000 voti (non stiamo a discutere sulle differenze candidato/lista perché per il 5* è una scemenza!) che con l’astensione mostruosa di questa tornata corrispondono al 20% circa. Si potrà notare il calo netto rispetto alle ultime politiche, ma questa è la dimensione regionale dei 5*. Altro è mandare dei rappresentanti a Roma col Porcellum, altro eleggere coloro che regolano la vita della regione autonoma, facce che si vogliono note e riconoscibili (come dimostrato dalle differenze tra le percentuali ragionali e nazionali del 5* nelle regioni che sono andate al voto a febbraio o, se si vuole, il contrario della Puglia, regione che riconferma Vendola e poi lo vota con percentuali infime alle politiche). Questi, i 5*, sono passati dal nulla a 100.000 voti in una sola volta e con il casino enorme di Roma, altro che storie, un notevole successo! Lo sarebbe stato anche se fossero andati a votare tutti quanti e la percentuale fosse stata il 10%, come dire numeri che i Monti, favolosi “tecnici” di livello europeo, si sognano la notte producendo copiose polluzioni!

Cosa ci può dire allora il Friuli che possa aiutare a capire meglio la Sardegna?

Se tutto resta come sta o peggiora (come dire che il PD forma il governo col PDL e caccia via gli scomodi giovanotti colpevoli di coerenza politica e adesione alla base del partito) non resta che sperare il suicidio malattia contagiosa e di rapida propagazione: dal nordest al sudovest. Il Friuli di Illy aveva preferito Tondo come la Sardegna di Soru il sempre scravattato Cappellacci. Tondo ha combinato i medesimi guai di Cappellacci e, se non avesse deciso di perdere, adesso starebbe pensando al secondo mandato. Quindi, primo requisito, una forte propensione al suicidio per la destra.

Secondo insostituibile ingrediente (la mia ricetta funziona davvero, come dimostrano i fatti) la necessità di una faccia da spendere, un DeborU/DeborA SerracchianU in grado di far passare per roba seria un clone delle supercazzole friulane sulla scorta del punto intitolato Programma indicato nel mio post (Nota: sono 17 punti di programma e non 12 come dico io, ma solo perché Serracchiani esagera e ricorre ai numeri primi; 12 è meglio, così si fa anche meno fatica ad inventare slogan originalissimi come: Dentro la politica che vale, fuori la politica che costa, oppure Praticare sport significa più società, più valori, più benessere).

Riassumendo: una bella faccia e un gran culo!

Diciamolo francamente: per il culo ci si potrebbe affidare alla sorte (e, a sinistra, non mi pare si eccella) ma la faccia è ben altro. Questa non la si può inventare di punto in bianco e il maquillage presenta notevoli rischi: chissà se gli elettori sono disponibili ad accettare ciglia finte e una rinoplastica, senza contare che tra facce e culi, nella sinistra sarda, corriamo seri rischi di non essere capaci di distinguere gli uni dagli altri.

Nel Friuli, a sinistra, non hanno tirato fuori una faccia dal cilindro, l’hanno costruita per tempo e per bene (riuscendo anche, lo so che sembra incredibile ma è pure vero, ad evitare litigi). Esattamente come indicato nella mia ricetta.

Inoltre, tanto per essere chiari, regione fortemente radicata ad un’idea identitaria del territorio, non hanno trasformato il radicamento in folklore da spendere politicamente. Nel programma di Serracchiani non c’è molto (come prevede la mia ricetta) e c’è il radicamento territoriale, che però non viene confuso con una panacea universale in grado di sostituire ciò che manca. Nessuno è così cretino (in Friuli) da pensare che i friulani possano essere presi per il naso con la friulinità, sebbene tanti sardioti la richiamino spesso come esempio (ad minchiam, direbbe un preclaro intellettuale della prima serata televisiva del martedì). Detto in altri termini, la merda può anche essere etichettata come bene identitario ma resta comunque merda (con o senza i quattro mori, detto in salsa sarda!) Ecco: Serracchiani proprio merda-merda, nel programma, ne ha messa poca. Quindi piantiamola con i “Partiti Sardi” e vediamo di capire che vivere e amministrare seriamente il proprio territorio, essendo orgogliosamente legati ad esso, non significa passare il tempo con la berritta in testa, oppure che la berritta non risolve i problemi, ci dovrebbe pensare ciò che sta sotto… se c’è!

Chiosa finale: una regione in cui ci si prende a pappine dentro il PD, che a sinistra si è divisi tra SEL e RC (con accuse che ancora non arrivano alla pedofilia ma, sperabilmente, ci si arriverà) e nella pozzanghera autonomista/indipendentista si cercano i Partiti Elementari ricorrendo al CERN di Ginevra… potrà mai comparire il/la compagno/a SerracchianU capace di coagulare una coalizione coesa?

Coalizione chi? Ma hai letto il Programma di Soru?

Soru chi?

Speriamo nel suicidio di Cappellacci e che il 5* riconfermi la tendenza delle altre regioni. Amen!

 

*) non è vero niente, però condividere il DNA dei vincitori fa figo.

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

172

 

Questa voce è stata pubblicata in politica e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a REGIONALI SARDE: CERCASI SERRACCHIANU PER SINISTRA ORFANA

  1. Proto Zuniari ha detto:

    E va beh. Rispetto alle precedenti regionali, cioè allo 0, hanno preso un sacco di voti , ma secondo me ci son rimasti male comunque; il vento c’è ma non è più un gran lasco, dovranno cazzare e smettere di cazzeggiare. Certo che la Seracchianu deve ringraziare SEL, e spero che se ne ricordi. Comunque sempre meglio lei e le sue supercazzole che i dalemoni. E poi, confesso, il punto 16 non è così male non prevede una LFC. A proposito, guardi che si sbaglia. Ainis è un cognome Lenghe Furlan Comun.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Proto Zuniari,
      certo che si aspettavano di più, ma io non l’ho certo negato. Ho solo notato la differenza tra politiche e regionali anche quando si votano assieme. Del resto la dinamica del voto è ben differente.
      Ainis, come Lei ben sa, è di chiara origine Sherdanu e risale ad Atlantide!
      Cordialmente,

  2. Regina Madry ha detto:

    Gentile Gabriele, ha qualche nome da suggerire? sì, vero? eddai: ce lo dica! 🙂

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Regina Madry,
      è sempre un piacere ritrovarla (e leggerla).
      Quanto alla Sua domanda, la risposta devono trovarla i partiti della sinistra (se ancora ci sono, chissà!)
      Attualmente il PD non appare in grado di trovare un accordo neppure sulla forma di un cerchio, figurarsi riguardo una figura trasversale (come Serracchiani) da condividere (tra l’altro) con il resto della sinistra.
      E poi io sono lontano, vivo sotto le montagne e non capisco un accidente di politica… 🙂
      Un grande saluto ai due grandi calciatori.
      Cordialmente,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...