QUIRRA: CI MANCAVA ANCHE SEL! PARTE SECONDA: L’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

POST 169 QUIRRA CI MANCAVA ANCHE SEL PARTE PRIMA L'AMBIENTALISTA NUCLEAREPrima di passare al nocciolo dell’interrogazione di SEL riguardante il PISQ è utile leggere con attenzione le considerazioni in premessa. Scrivono i firmatari, tra l’altro:

 

Nel corso dei decenni di attività del Poligono si stima si siano verificate migliaia di esplosioni, tra le quali assumono una particolare rilevanza – fino al 2003 – quelle di 1187 missili anticarro Milan di produzione francese, ritirati perché considerati pericolosi per il rilascio di Torio 232, sostanza radioattiva contenuto nei sistemi di guida dei medesimi;

 

Nel corso degli anni ’90 il verificarsi di una serie di morti sospette e la rilevazioni di una molteplicità di casi di persone ed animali nati con pesanti deformità fisiche ha sollecitato la mobilitazione della società civile, che ha iniziato una intensa attività di informazione e sensibilizzazione sul tema della presenza militare nell’Isola, sul PISQ in particolare, sugli effetti dell’attività militare sull’ambiente, la fauna, la salute delle popolazioni locali;

 

I riscontri ambientali confermano come nel territorio in oggetto, in particolare in prossimità del Poligono, sia presente un massiccio inquinamento: diretto, ovvero dato dalla presenza dell’attività militare; indiretto, derivante dalla presenza di materiali pesanti naturali che, sommati agli effetti delle numerose esplosioni nell’area, diffondono ulteriore inquinamento derivante da nanoparticelle;

 

Tali dati sull’inquinamento risultano conclamati, certificati dal gruppo di esperti che fu chiamato a partecipare ai lavori della Commissione Parlamentare d’Inchiesta insediata nel corso della XVI Legislatura; trattasi di circa 1000 ettari dei 13400 e sono quelle a più intensa attività militare, ciò senza considerare l’inquinamento da materiali d’esercitazione e la recente scoperta di una enorme discarica di sostanze tossiche e residui bellici provenienti da tutto il territorio nazionale e – con ogni probabilità – anche dall’Estero; Sono molteplici le segnalazioni riguardo la nascita di bestiame deforme nei pascoli adiacenti o situati nei dintorni del Poligono;

 

Negli ultimi decenni si é assistito a un crescente numero di morti sospette per leucemie ed in particolare causa linfoma di Hodgkin (malattia meglio nota come Sindrome del Golfo) riscontrate sia fra i militari operativi nella Base, sia fra i pastori che usufruivano dei pascoli adiacenti la stessa; per triste analogia si é parlato in questi anni di “Sindrome di Quirra”;

 

Dalle indagini fin qui svolte non é emersa la presenza di Uranio impoverito, d’altro canto le tracce di Torio ed altre sostanze radioattive e una multifattorialità di inquinamento ambientale mettono in evidenza i rischi di cui sopra;

 

Quindi, riassumendo, gli interroganti fanno notare:

a)      Che ci sarebbero deformità e morti sospette (si citano i linfomi di Hodgin) potenzialmente causate dalle attività militari; quali?

b)      I missili Milan (quindi Torio) e le esplosioni ripetute (di effetto non meglio specificato) ma non,

c)       L’Uranio Impoverito… ma forse

d)      Nanoparticelle e «altre sostanze radioattive»!

Non so cosa risponderà il Ministro Competente, tuttavia farei sommessamente notare quanto segue:

a)      Gli esami epidemiologici fin qui effettuali (i risultati dell’ultimo, ancora in atto, sono attesi a breve) lo escludono; non è vero che ci siano morti o deformità superiori alla media regionale nel territorio del PISQ! Questa non è una suggestione bensì un dato scientifico!

b)      Premesso che ogni altra discussione sarebbe superflua (se non ci sono morti e deformità superiori alla media, di che parliamo??) vale la pena dissipare alcuni dubbi su questa storia del Torio. Tanto per essere chiari, il Torio nel terreno è stato cercato e mai trovato, se non nelle concentrazioni naturali delle formazioni geologiche (è un elemento tutt’altro che raro, anzi, è più comune del piombo!) Inoltre, sarei curioso di sapere da dove provenga l’asserita pericolosità di questo elemento, visto che la letteratura scientifica che studia gli effetti del Torio (disponibile per chi voglia leggerla) stabilisce come esso sia pericoloso solamente se iniettato (prassi comune in medicina come agente di contrasto, finché non risultò dannoso). Gli studi compiuti sia in ambito minerario (estrazione del torio) sia negli impianti di arricchimento, hanno certificato come esso sia innocuo se respirato! In ogni caso, quando pericoloso (quindi solo in caso di iniezione endovena) non è causa di linfomi di Hodgin!

c)       Il quali linfomi sono stati associati, per l’appunto, all’esposizione in caso di uso di munizionamento all’Uranio Impoverito… che però al PISQ non è stato trovato (e l’interrogazione lo ricorda, citando tra l’altro le conclusioni della Commissione parlamentare)!

d)      Le nanoparticelle non sono mai state trovate… e quali sarebbero le «altre sostanze radioattive»?? Da dove salterebbero fuori?

Insomma: se Torio non ne è stato trovato, nanoparticelle e «altre sostanze radioattive» neppure… da dove salterebbero fuori i rischi citati? Di quali rischi parliamo?

Inoltre appare bizzarro che, dopo aver ampiamente citato le tesi di Fiordalisi, sostanzialmente identiche alle precedenti, si scriva:

Il 27 marzo 2013 il Procuratore della Repubblica di Lanusei ha chiesto al Gup Nicola Clivio il sequestro totale del PISQ, al fine di consentire al prof.Mariani del Politecnico di Milano di portare avanti il lavoro di campionamento di terreno, suoli ed acque antistanti il Poligono e ricerca di materiali inquinanti;

Come se non fosse vero che Mariani sia stato nominato proprio dal GUP, ben poco soddisfatto dei risultati dell’istruttoria di Fiordalisi per quanto riguarda la pericolosità del presunto inquinamento del PISQ! Insomma, in definitiva, l’interrogazione è basata:

1)      Sulle suggestioni giornalistiche autoreferenziali prive di qualunque base scientifica;

2)      Sulle tesi di Fiordalisi, largamente carenti di senso scientifico, le stesse che parlavano prima di Uranio e poi, sparito questo, di Torio (che non sarebbe pericoloso neppure se ci fosse ma non c’è) per ritornare agli agnelli deformi e alle persone che muoiono ma non si sa di cosa e comunque i morti, piaccia o meno, non ci sono e le bestie deformi neppure (come accertato dall’autorità veterinaria)!

Però, ad essere sincero, poco mi preoccupa tutto questo di fronte ad un altro fatto: che quando si arriva all’interrogazione vera e propria, tutta la montagna di premesse e considerazioni partorisce un topolino. Chiedono gli interroganti:

Quali siano le intenzioni del Governo circa la questione del Poligono Interforze del Salto di Quirra ed il suo futuro;

 

Se intenda codesto Governo dare seguito oppure meno alle risultanze, alle indicazioni ed alle proposte della Commissione d’Inchiesta del Senato della XVI Legislatura;

 

Se intenda o meno dare avvio all’apertura di un tavolo istituzionale con il Governo regionale della Sardegna affinché si possa inaugurare un percorso condiviso che conduca alla ridefinizione della presenza militare nell’Isola ed a un principio di dismissione di basi e poligoni militari che da decenni segnano il territorio sardo, mettendo a rischio la salute delle persone, i fattori ambientali e sottraendo migliaia di ettari all’economia civile ed alle vocazioni produttive del territorio;

Orbene: la prima domanda è retorica e la seconda sconcertante, tanto da chiedersi se gli interroganti abbiano davvero letto la relazione conclusiva della commissione d’Inchiesta citata! La quale dice, in breve, che non ci sono morti collegabili all’attività del PISQ e che il Poligono resterà dove sta e sarà, assai genericamente, aggiornato su nuove direzioni non meglio specificate e sottoposto a bonifica… che non si capisce cosa sia, perché da nessuna parte si dettaglia lo stato di inquinamento e dunque non si vede cosa e come bonificare!

Eppure, è l’ultima frase citata che impressiona, perché la ridefinizione della presenza militare viene legata al fatto che :«[…] basi e poligoni militari […] da decenni segnano il territorio sardo, mettendo a rischio la salute delle persone, i fattori ambientali e sottraendo migliaia di ettari all’economia civile ed alle vocazioni produttive del territorio»!

Il che è palesemente inutile, poiché, se venisse dimostrato, come in effetti sta avvenendo e proprio la commissione citata lo conferma, che l’attività militare non ha causato morti in eccesso né un inquinamento superiore ad altre attività industriali (pensiamo ad esempio allo scempio ambientale delle attività estrattive) per qual motivo si dovrebbe chiederne la chiusura, visto che portano posti di lavoro? Non sarà che in questo modo si finisce per fare proprio il gioco di chi vorrebbe tenere aperti i poligoni?

Farei notare all’onorevole Piras (che chiamo in questo modo per rispetto nei confronti della funzione che ricopre e senza alcuna ironia) che la sua interrogazione riporta:

Il Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ), […], venne costituito con il compito precipuo di sperimentare nuovi sistemi d’arma; […]

Il Poligono attua le predisposizioni tecniche operative, tecniche e logistiche per la sperimentazione e la messa a punto e collaudo di velivoli, missili, razzi e radio bersagli,[…]

Quindi parliamo della succursale di una fabbrica d’armi! Stiamo parlando di attività che permettono di rendere le armi più efficaci… di ammazzare meglio la gente!

Io non so di preciso cosa pensi l’onorevole delle armi, però io ho votato SEL perché è dichiaratamente pacifista, perché chiede l’annullamento della commessa degli F35, la riduzione delle spese militari che corrisponde, guarda un po’, proprio alla riduzione della produzione d’armi, settore nel quale il nostro bel paese eccelle!

Non sembra, questa, una ragione sufficiente per chiedere che i poligoni militari vengano chiusi?? Dobbiamo ricorrere ad altri motivi probabilmente privi di sostanza come le bufale su Uranio e Torio, che tanto presto o tardi si sgonfiano? Abbiamo bisogno degli agnelli polifemo per chiudere il PISQ? E se gli agnelli polifemo non ci fossero, come effettivamente è, lo lasceremmo aperto??

Posso anche passare sopra gli errori marchiani sui morti in eccesso che non ci sono, sull’uranio e sul torio che fanno ridere, ma che non si citi la necessità di piantarla con le armi e con la guerra indipendentemente dall’inquinamento nei poligoni proprio no, su questo non ci sto, né, credo, tanti altri come me!

Lo ritengo un errore, sebbene riconosca come non si possa cambiare con una cesura netta. Il PISQ porta posti di lavoro, pochi e maledetti, ma sempre meglio di nulla, per ora. Legarsi a sciocchezze come gli agnelli polifemo non è producente, lascia tutto come sta e soprattutto ignora il problema vero: che una fetta considerevole della Sardegna viene usata per ammazzare meglio la gente, con l’aggravante che i soldi prodotti da questa attività (e sono una montagna) non producono sviluppo: ci vendiamo per due soldi!

Ne vogliamo parlare, oppure ci limitiamo alle interrogazioni sugli agnelli polifemo?

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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Una risposta a QUIRRA: CI MANCAVA ANCHE SEL! PARTE SECONDA: L’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

  1. Proto Zuniari ha detto:

    Mi sa che i militari fanno sempre paura. Nessuno se la sente di dire che non vogliamo posti dove sperimentare strumenti di morte, punto e basta. E allora se la prendono con quel poveretto del torio che, a proposito di energia nucleare, potrebbe fornirne di più e di molto meno pericolosa rispetto all’uranio.

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