QUIRRA COME NAZCA? LE MISTERIOSE PISTE DI ATTERRAGGIO DEL PISQ

POST 164 QUIRRA COME NAZCA LE MISTERIOSE PISTE DI ATTERRAGGIO DEL PISQA dire il vero avevo intenzione di scrivere due righe su un volantino di Sardigna Natzione, uno scritto che mi aveva colpito, prima di tutto, per la profonda inutilità (che non sorprende, sia chiaro, di cose inutili questi nostri curiosi indipendenstrani ne combinano in continuazione).

Invece la saga del PISQ mi ha regalato un’altra sorprendente, questa sì!, puntata: il sequestro di venti chilometri di “piste d’atterraggio” disposto dal GIP di Cagliari Giovanni Massidda su richiesta del pm Marco Cocco. Notizia rilanciata da vari siti e tasinantaonline: ecco i link:

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/310790

http://247.libero.it/rfocus/17576665/1/piste-di-atterraggio-non-autorizzate-sigilli-della-forestale-nel-poligono-quirra/  (questo link è davvero bizzarro perché rimanda semplicemente al precedente!)

http://www.videolina.it/video/servizi/42974/quirra-sigilli-a-20-km-di-piste-di-atterraggio-non-autorizzate.html

http://www.sardiniapost.it/cronaca/quirra-sequestrate-le-piste-di-atterraggio/

Piste di atterraggio? Venti (dicasi venti: v-e-n-t-i) chilometri? E che diamine devono far atterrare al PISQ, l’Enterprise del capitano Kirk e di mister Spock? Sono in arrivo gli alieni e nessuno ci ha detto nulla? Sarà Pili che torna da Marte e non sa dove atterrare?

COSA SUCCEDE A QUIRRA??

Pare che la troupe di Voyager sia già all’opera, coadiuvata dal famoso studioso disallineato Melardo Leonis e da altri importanti scienziati di fama mondiale, come il celeberrimo Mario Pomponio Zanda, scopritore della Pastinaca NuraGGica, e la criptobiologa A. Balossa, che per prima ha svelato i segreti della scrittura copronuraGGica, catalogando, unica al mondo, più di centomila criptocoprofonemi fossili attribuiti ai dinosauri nuraGGici del cretaceo, affetti da colite nuraGGica.

I primi risultati dell’indagine, di cui siamo venuti a conoscenza, portano ad un’ipotesi sconcertante. Pare che gli Sherdanu, edificatori dei nuraghi, fossero sfuggiti al terribile tsunami che mandò a fondo Atlantide sparandosi nello spazio profondo. Per farlo, avrebbero adoperato proprio le celebri costruzioni megalitiche che punteggiano l’Isola di Atlantide, i nuraghi, usate come poderosi cannoni orientati verso la costellazione del Sirbone. Conquistata la galassia, i guerrieri Sherdanu avrebbero inviato un messaggio a Melardo Leonis e sarebbero pronti al ritorno, da cui la necessità di approntare le «piste di atterraggio» per il rientro!

Leonis, dopo il clamoroso successo dei suoi libri La Jenesi delle Urine e La Jenesi delle feci, sarebbe in procinto di pubblicare Il ritorno degli Sherdanu e avrebbe contattato il PISQ per organizzare la presentazione proprio in concomitanza con l’atterraggio dei guerrieri Sherdanu, di ritorno dalle profondità dello spazio! Dopo le piste di Nazca, ecco le piste di Quirra (in attesa delle piste di coca…)!

Si prevedono suicidi in massa di tutti gli archeologi sardi!

In realtà, la Procura di Cagliari contesta un disboscamento avvenuto, pare, senza le dovute autorizzazioni. Da ciò che si capisce, i militari avrebbero incaricato Vitrociset di liberare dalla vegetazione alcune aree di bosco per un totale di circa 20 km di «piste», attività illecita se non preventivamente autorizzata, come riporta, correttamente, La Repubblica. Da cui il sequestro delle aree e l’avviso di garanzia al generale Bonotto, comandate del PISQ dall’ottobre 2010. Punto. Quale sia l’uso delle «piste» liberate dalla vegetazione non è dato sapere, per ora.

Quindi parliamo di «piste», non «piste di atterraggio»: c’è una bella differenza!, ma pare che la nostra stampa locale abbia un raffinato gusto per il nonsense e la poca capacità di informazione, come se davvero si potessero approntare venti chilometri di «piste d’atterraggio» senza le opportune autorizzazioni (e progetti!!)

Insomma, dopo le bufale sull’uranio impoverito e il torio, ci mancavano le bufale volanti, per le quali, a quanto pare, sono state realizzate le «piste di atterraggio»!

Alfonso Stiglitz sarà felicissimo: le bufale di Cubeddu avranno un luogo dove stare!

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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12 risposte a QUIRRA COME NAZCA? LE MISTERIOSE PISTE DI ATTERRAGGIO DEL PISQ

  1. Andrea ha detto:

    E non è contento di ciò? Così almeno lo chiudono, giusto?
    A

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Andrea,
      sarei contento se la politica, espressione dei cittadini, chiudesse il poligono indirizzando lo sviluppo del territorio in altre direzioni che non le armi. Le bufale, da qualunque parte arrivino, non mi entusiasmano, anche perchè si rivelano sempre un’arma nelle mani del più forte.
      Una volta che questa sciocchezza delle piste di atterraggio andrà a finire dove stanno l’uranio e il torio, tutto resterà come prima: armi e sottosviluppo.
      Cordialmente,

  2. Priamo ha detto:

    Gent.mo Ainis, anche tu non fare come i “veri giornalisti” l’informazione va data a 360°. La politica in Ogliastra, Comuni e Provincia, si è espressa con vari deliberati (Giunta e Consiglio) a proposito del Poligono di Quirra. Ti riporto l’intervento, estrapolato della delibera di Consiglio Provincia Ogliastra votato all’unanimità, dell’Assessore all’Ambiente Roberto Cabiddu presentata al Parlamento Europeo circa un anno fa «Il Poligono sperimentale interforze può essere una grande opportunità di crescita per il territorio. E per questo potrebbe esservi affiancato o integrato un distretto delle tecnologie duali (civili-militari) e aerospaziali per promuovere le attività di ricerca e sviluppo e di formazione in tali settori. Il Pisq da tempo è sotto accusa, ma tutte le attività militari compatibili con la salute degli abitanti e dei lavoratori della base, con la tutela dell’ambiente e con l’economia del territorio, dovranno essere non solo permesse, ma auspicabili. La struttura non dovrebbe essere messa in discussione, né da parte delle istituzioni locali, né da parte dello Stato. Il Poligono ha rappresentato e rappresenta un’imprescindibile fonte di reddito per centinaia di lavoratori locali e un tassello importante di sviluppo nel precario scenario economico del territorio. Un distretto tecnologico affiancato o integrato al Pisq, avrebbe l’obiettivo di progettare congiuntamente attività integrate di R&S tra imprese, enti di ricerca e università, facilitando anche la competitività del territorio. In questo modo i posti di lavoro sarebbero salvaguardati, o incrementati, dalla plurifunzionalità del Pisq grazie a questo progetto di valenza internazionale, volto alla realizzazione di politiche per il lavoro a elevato contenuto tecnico incentrato sullo sviluppo di nuove attività e sulla salvaguardia delle professionalità esistenti». Tutto questo per una corretta informazione.
    Cordialmente,

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Priamo,
      tanto per essere chiari:
      1) nel mio blogghino scrivo ciò che mi pare;
      2) ciascuno è libero di leggere o meno (e se non legge me ne faccio una ragione);
      3) ho dichiarato esplicitamente più volte di essere un pacifista e non sopportare la produzione e l’uso delle armi;
      4) trovo sbagliato utilizzare il territorio per lo sviluppo/collaudo delle armi;
      5) detesto le bufale a prescindere proprio perché fanno il gioco di chi i poligoni non li vuole chiudere (io sì, invece, li chiuderei tutti).
      Ciò detto, trovo profondamente sbagliato integrare Quirra in un progetto per lo sviluppo delle armi, come si vorrebbe fare e il fatto che la Provincia (ente inutile e dannoso) si pronunci in tal senso mi lascia del tutto indifferente.
      Le armi non si producono e non si usano (e volerlo fare in Ogliastra è una scemenza totale perché i quattrini andrebbero comunque altrove e resterebbero solo le briciole e i disagi)!
      Cordialmente,

  3. Priamo ha detto:

    E’ molto facile trincerarsi dietro un computer e sparare cazzate, alla fine fanno molto più danno delle esercitazioni Militari, ormai tutte in bianco. Ti ho risposto per farti capire, che anche grazie alla POLITICA dell’ Ogliastra abbiamo ottenuto questo risultato: dalla ricerca pubblicata da Il Sole 24Ore dove vengono utilizzati 40 parametri per definire le migliori province italiane nel 2009, l’Ogliastra, appena divenuta provincia (OG), è considerata uno dei luoghi più belli del mondo. Ti piaccia o no l’economia Ogliastrina si mantiene e si sostiene principalmente con i 1200 posti di lavoro del Pisq. Fai una bella proposta politica alternativa, se sei in grado, la porto subito all’ordine del giorno della Provincia Ogliastra per essere discussa. Aspetto un risposta pacata e riflessiva e non come tuo solito “fuori dai c……i chi non la pensa come me”.
    Cordialità

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Priamo,
      premessa: che lei legga e/o risponda, così come dei suoi giudizi, non me ne può fregare di meno.
      Ciò detto, lei commette l’errore di confondere i luoghi belli con quelli in cui si vive bene. L’Ogliastra sarà anche bella, ma ha le pezze al culo; e ha le pezze al culo così i militari possono metterci il PISQ, perché chi ha le pezze al culo preferisce il PISQ al niente. Ergo, per avere i poligoni militari bisogna rimanere con le pezze al culo ed è ciò che i militari fanno per avere i poligoni: scelgono territori da lasciare con le pezze al culo. Poi ci sono coloro che se accorgono e gli imbecilli come lei che non se ne rendono conto.
      Quanto al resto, non vedo per quale motivo dovrei essere io a dirle cosa fare al posto del PISQ: e perché? Perfino un idiota come lei, se volesse, potrebbe andare a cercarsi l’importo relativo all’impegno statale annuo che viene gettato nel buco nero del PISQ (una montagna di soldi) con i quali si potrebbe sviluppare davvero il territorio e anche in maniera sostenibile. Solo che ci sono quelli come lei, che preferiscono vendersi per un pezzo di pane e credono anche di essere furbi. Sul PISQ chi ci guadagna sono i produttori e venditori d’armi: agli ogliastrini le briciole!
      Cordialmente,

  4. Priamo ha detto:

    Grazie genio Ainis, sei unico ero giù di tono e sei riuscito a farmi fare una scorpacciata di risate.
    Sempre cordialmente,

  5. Carlo ha detto:

    Ho seguito i vari commenti, Ainis per la precisione le pezze al culo l’Ogliastra ce le ha proprio da quando è partita quest’inchiesta che non ha portato a niente, in precedenza la popolazione residente in questo territorio, ha sempre vantato benessere economico e fisico.
    Dare degli handicappati e dei deficienti agli altri (in questo caso me compreso), non è proprio sintomo di buona educazione, si è il tuo blog, ma non credere che anche tu possa fare e scrivere tutto ciò che vuoi.
    Cordialmente

  6. Gianni Melas ha detto:

    Gentile Ainis,
    la seguo spesso senza mai intervenire, aprezzo i suoi ragionamenti e le sue idee ma talvolta cade anche lei nell’invettiva, forse perchè provocato ma tantè.
    Lei ha seguito le vicende del pisq sin dalla prima ora e riconoscerà che di fandonie se ne sono scritte aiosa, dovrebbe anche compredere che in ogliastra, del poligono, la gente si è fatta tutt’altra idea da quella dei lettori distratti dei giornali.
    Per quanto a lei non piaccia il poligono è una piccola industria, che come lei sà inquina molto meno delle auto che circolano in via Roma a Cagliari tutti i giorni.
    E’ assai più costruttivo confrontarsi senza scrivere cose false, e su questo sono certo lei è d’accordo con mè.
    Però abbandonate le ideologie militariste e anti le assicuro che trovare sistemi di sviluppo è tutt’altro che facile, altrimenti non si spiegherebbe come anche alla Maddalena, ribadisco la Maddalena non Perdadefogu, rimpiangano i militari.
    Cordiali saluti

  7. Andrea ha detto:

    Concordo pienamente con lei. Si dovrebbe avere l’onestá intellettuale di dire che non si vuole il Poligono per pura ideologia antimilitarista invece di togliere fuori la fotografia (sempre la stessa) dell’ agnello Polifemo o ancore storie di innominati subacquei che perdono i denti o ancora esibire scheletri in piazza del Carmine.
    Da ultimo, Mariella Cao che parla di morti accertate per cancro e disastro ambientale a Quirra, tra una sigaretta e l’altra. A questo siamo arrivati
    .

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