ALFONSO STIGLITZ: LE BUFALE CHE VOLANO E LE ZUCCHE CHE SCRIVONO

POST 156 ALFONSO STIGLITZ LE BUFALE CHE VOLANO E LE ZUCCHE CHE SCRIVONOQuesta volta Alfonso Stiglitz si è incazzato duro, non senza qualche ragione. Su Il Manifesto Sardo, parlando di Fanta-X (espressione che preferisco a fanta-archeologi, visto che in Sardistan non ci facciamo mancare nulla, dalla fanta-etnologia alla fanta-sociologia, passando per la fanta-storia e il fanta-carnevale) se la prende con Mario Cubeddu per uno sfortunato articolo intitolato L’isola degli inganni. In questo, l’autore discetta maldestramente di Atlantide, cadendo nei soliti equivoci giornalistici che vorrebbero la Summa di Frau un’opera tutto sommato stimolante nel panorama dell’archeologia sarda, velatamente accusata, questa, di immobilismo e poca considerazione per talune eclatanti “scoperte” lasciate a marcire nei sotterranei dei musei.

Dice, infine, Stiglitz: «Una cosa mi ha indignato nell’articolo di Mario Cubeddu e gliene chiedo conto pubblicamente: l’accostamento tra i critici di Frau e “gli abusi collegati alla speculazione edilizia sul colle di Tuvixeddu”. Sono stato tra i più accesi critici di Frau e ne ho subìto una quantità industriale di insulti e minacce oltre alla pesante censura dei mass media (e di ciò fai finta di non accorgerti), ma sono stato anche uno dei più attivi archeologi nella campagna per la salvaguardia di Tuvixeddu e con me tantissimi altri colleghi: non ti permetto di fare simili accostamenti. Chi ses homini, chistiona.»

Poiché seguo Il Manifesto Sardo con buona frequenza, avevo letto l’articolo di Cubeddu giudicandolo mediocre o, peggio, inutile. La ben nota – e più volte rilanciata – mistificazione dei «famosi intellettuali» (Carandini&C) che esprimono benevolenza per il libricino di Frau è indegna di chiunque pretenda di essere considerato un intellettuale appena un gradino più in alto di uno dei tanti giornalisti avventizi che occupano la stampa isolana con bizzarre enormità, dai carri a buoi scambiati per bighe ai meditati pareri sul futuro di Tuvixeddu. Più che fastidiosa, questa storia ha finito ormai per diventare estenuante.

Per tacere dell’altra sciocchezza relativa alle statue di Mont’e Prama “trascurate” dagli archeologi (che cattivoni, accidenti) osservazione per la quale ci si domanda se possa essere provocata da completa ignoranza della disciplina o da posizioni preconcette, cristallizzate dalla ripetizione ossessiva e autoreferenziale dei media, spesso funzionale a precisi interessi politici e di parte.

Insomma: avevo preso l’articolo per un’ulteriore (in)variazione sul tema, un altro (dei tanti) che scrive perché ha la penna in mano (o la più moderna tastiera sotto i polpastrelli) e si illude per questo di poter parlare di archeologia e Atlantide da ignorante (=persona che ignora) forse giustificato dall’essere in compagnia di cotanti geni enciclopedici (Carandini e Canfora non sono i primi arrivati, anzi, nel proprio mestiere non sono secondi a nessuno).

Mi aveva stupito certo, la pubblicazione dell’articolo su un giornale che esprime una linea editoriale ben diversa, sebbene la redazione avesse platealmente espresso le proprie riserve, ma l’avevo presa come espressione di pluralismo, nella serie: ma sì, facciamo parlare anche lui, così non ci potranno dire che il giornale non ami la libertà d’espressione.

In definitiva, l’avevo giudicato l’ultima, ma non ultima, archeosciocchezza passata dal convento dei media sardi: l’ulteriore bufala volante cui ne sarebbe seguita un’altra, che avrebbe preceduto la successiva dell’illimitata catena di San Nuragico che affligge il Sardistan.

Quindi la reazione veemente di Stiglitz mi ha francamente stupito, soprattutto alla luce dell’autorevolezza intellettuale del destinatario della reprimenda: «Chi ses homini, chistiona», lanciato nei confronti di Cubeddu come il guanto di sfida, mi pare davvero eccessivo (come fa notare, peraltro, anche Angioni il quale, sotto sotto, svolge le mie stesse considerazioni).

Anche perché, ancor più francamente, sebbene le implicazioni personali sottolineate da Stiglitz possano anche starci (ma sarebbe una sorta di fuoco amico causato da “troppo amore” come dice Angioni, cioè, tradotto, una scemenza veniale e tutto sommato non voluta) l’impatto di un Cubeddu sulla “questione Fanta-X” pare davvero secondario rispetto a ben altri esempi.

Bufale volanti a parte: che dire ,infatti, delle zucche?

Nell’ultimo numero del Bollettino di Studi Sardi (BSS), Raimondo Zucca dedica un ponderoso articolo alla vexata quaestio della cosiddetta scrittura nuragica. Non poche pagine sono dedicate all’analisi di un libro autoprodotto, privo della minima rilevanza scientifica (autore Sanna) e alle sciocchezze riportate in un blog anonimo tenuto da un nick! Mancherebbe il rimando bibliografico alla famosa avventura di Topolino-Sherdanu per il completamento di un’operazione sciagurata di fronte alla quale mi attendevo una vera e propria levata di scudi! Quale lezione diamo agli studenti che frequentano le nostre università: che il dibattito scientifico si imposta sulla visibilità mediatica, oppure che esistono procedure scientifiche condivise che impongono modi, tempi e luoghi di discussione? La scienza “si fa” nelle riviste scientifiche oppure dobbiamo impostare il lavoro in base ai click sui mi piace delle pagine di facebook? Ma scherziamo?

Spero di non essere accusato di benaltrismo e condivido l’incazzo secco di Stiglitz (essendo, tra l’altro, un esperto nella ricezione di gran copia di insulti e minacce) tuttavia mi permetto di osservare che l’operazione di Zucca mi pare ben più pericolosa della bufala di Cubeddu (che Stiglitz ha fatto benissimo a stigmatizzare, sia chiaro).

E cosa sarebbe il BSS (pagato dai nostri quattrini!!): una rivista che desidera mantenere una dignitosa autorevolezza e dunque da impostare come dio comanda secondo le regole della ricerca scientifica, oppure una succursale delle peggiori idiozie pseudoidentitarie sarde? La prossima volta parleremo delle Ziqqurat sarde coperte di quarzo per trasmettere i messaggi degli UFO? Oppure della nostra concittadina che si è fatta ingravidare un gran numero di volte dagli alieni? E citeremo Focus come riferimento bibliografico?

Carissimo Stiglitz, mi associo alla sua stizza per l’articolo di Cubeddu, senza se e senza ma, però, per una volta, potremmo convenire sul fatto che i peggiori danni li producono gli intellettuali alla Maninchedda&Zucca che si preoccupano delle stupidaggini comparse nel blog di Nonna Papera?

Solo per una volta, la prego, mi dia questa soddisfazione: ricordate le bufale che volano non dimentichiamo le zucche che scrivono!

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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2 risposte a ALFONSO STIGLITZ: LE BUFALE CHE VOLANO E LE ZUCCHE CHE SCRIVONO

  1. Mario ha detto:

    Ma quante stronzate dette tutte assieme! … impossibile commentarle tutte…. questo blog è lo sfogo di una manifestazione patologica ed un bellisimo esempio di uno che se la canta e se la suona! Contento tu a scrivere tutte queste stronzate

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