QUIRRA: SEQUESTRIAMO IL POLIGONO?

POST 141 COME NON CHIUDERE QUIRRA E VIVERE DA INCAZZATISempre i soliti, i sardi, con questa brutta mania dei sequestri!

Però questa volta no, non è un sardo, bensì il procuratore Fiordalisi che pretende di mettere sotto sequestro tutto il PISQ. Contenti?

Io sì, parecchio (salvo un aspetto di cui dirò, non certo secondario) ma non per il fatto in sé, la richiesta di sequestro, quanto perché, finalmente, si rinomina, timidamente, ciò che era finito sotto silenzio ed invece continuo a ripetere fin dalle prime volte in cui ho cominciato ad interessarmi di questa vicenda: si riparla di metalli pesanti, come dire di ciò che è stato veramente trovato nei territori interessati dalle attività militari.

Non sfuggirà, infatti (spero!) che uranio e torio paiono in via di scomparsa, confermando come, probabilmente, l’impostazione di Fiordalisi (tutta centrata sui danni da uranio, prima, e torio, poi) abbia mostrato forti limiti, conducendo, per l’appunto, alla richiesta di ulteriori indagini da parte del GUP.

Quindi, fermi tutti e vediamo di determinare cosa ci sia veramente nel PISQ, attendendo con pazienza i risultati della nuova perizia! Se non ci fosse un piccolo problema, piccolo e insignificante. Quale? Ma come quale! Se lasciamo correre uranio e torio, cioè la radioattività, invocata soprattutto per il secondo (che sarebbe, secondo Fiordalisi, molto più pericoloso del primo proprio a causa dei prodotti di decadimento radioattivo, una vera bufala!) come facciamo a giustificare tutto il rumore attorno alle malattie di cui si è parlato fino ad ora? Gli agnelli polifemo? E i linfomi? Non erano causati da uranio (prima) e torio (poi)?

E come fare a spiegare ai foghesi che forse (dico “forse”) si è proceduto a sputtanare il loro territorio con una briciola di precipitazione?

Inoltre: siamo sicuri di poter dimostrare come l’inquinamento da metalli pesanti sia riconducibile alle attività del poligono, dopo che si è perso tutto questo tempo per correre appresso a improbabili nuclidi radioattivi?

C’è anche un altro aspetto, naturalmente, che il sequestro del PISQ, quindi la sospensione delle attività cui è destinato, causerebbero un vero terremoto nell’economia già disastrata dell’area. Sarà possibile correre ai ripari con provvedimenti urgenti che sarà dovere degli amministratori (i politici!) porre in atto? Vedremo, finalmente, la politica che «decide» prendendo atto del fatto che non si può latitare all’infinito senza assumersi la responsabilità di indirizzare l’economia di un territorio con una visione dignitosa del futuro, piuttosto che limitarsi a proclami che tutti sappiamo privi di sostanza (tipo: Chiudiamo i poligoni!) perché inattuati?

In fondo, la vicenda del PISQ pone in risalto, ancora una volta, l’assenza della politica e la supplenza della magistratura, cosa che al cittadino non giova per una lunga serie di motivi, il primo dei quali è il sostanziale fallimento della democrazia rappresentativa. Perché non si può ignorare come un tracollo della politica – dell’azione dei nostri rappresentanti, sostituita da quella dei giudici – corrisponda ad un’interruzione, grave, della rappresentanza. Fiordalisi, forse, finirà per determinare il futuro di Quirra e ciò è fondamentalmente sbagliato, perché il proprio futuro, i cittadini, dovrebbero sceglierlo da sé attraverso il processo democratico che consiste nel nominare propri rappresentanti, incaricandoli di agire secondo quanto si è scelto di fare!

Dove sono i politici, oggi, nella faccenda Quirra, se non appresso alle sparate elettorali?

Quindi attendiamo, ancora una volta, le decisioni di un tribunale, sperando che una possibile accelerazione imposta dalla magistratura costringa la politica a decidere in merito al futuro di un territorio, com’è accaduto, ad esempio, in Puglia per la vicenda dell’ILVA di Taranto. Considerato come le regionali siano dietro l’angolo, potrebbe anche darsi che qualcosa di serio venga posto in essere.

Oppure no, certo, ma nelle situazioni incancrenite da decenni di mancata amministrazione bisogna pur cominciare da qualche parte. Ecco perché sono compiaciuto per il tentativo di Fiordalisi, che prova a sospendere l’attività del PISQ: potrebbe essere un buon pretesto per costringere la politica ad un’assunzione di responsabilità… oppure a cambiare, soddisfacendo l’evidente desiderio dei cittadini espresso alle ultime elezioni politiche.

Con un auspicio: che, nel frattempo, si interrompa il gioco al massacro dei media, interessati al sensazionalismo piuttosto che ad una lettura serena dei fatti e si trovi un terreno comune di discussione, ad esempio l’accettazione dei dati scientifici prodotti in anni di analisi condotte da enti indipendenti. Perché il vero problema non è quello di ottenere o meno la condanna di qualcuno quanto mettersi d’accordo su ciò che sia davvero accaduto nel poligono e se vi siano pericoli per la salute. Con lo scontato corollario che sarebbe il caso di prendere atto come l’ecologismo sensazionalista sia finito ovunque (salvo che nel nostro amato Sardistan), sostituito da movimenti che producono prima di tutto fatti e non solo slogan da urlare quando capita e conviene.

Potrebbe essere una buona occasione anche per loro.

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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11 risposte a QUIRRA: SEQUESTRIAMO IL POLIGONO?

  1. Fabio Lai ha detto:

    Carissimo Ainis, ho letto attentamente tutto il suo articolo e sono d’accordo su tantissimi punti . Penso all’assenza totale della Politica (a livello regionale e statale) e all’accanimento continuo della stampa e dei media che hanno infangato un intero territorio (danni, secondo me, cui nessuno potrà mai riparare). Ho trovato corretta anche la sua analisi su quello che dovrebbe essere l’obiettivo di alcuni movimenti , che in realtà , hanno dimostrato in questi anni di non possedere la giusta serietà, la giusta preparazione e stanno così cercando di percorrere una scorciatoia (slealmente), fregandosene di tutti i problemi , che la chiusura di un Poligono, come quello di Quirra, potrebbe creare.
    Quando parlo di problemi mi riferisco ai licenziamenti, alla cassa integrazione dei lavoratori Vitrociset, al trasferimento dei tantissimi militari (la maggior parte sono sardi, solo una piccola percentuale proviene dalle altre regioni d’Italia). Ciò comporterà la chiusura di alcune scuole, perchè ci saranno molti bambini in meno. La chiusura di molti negozi, bar, palestre e via dicenda. Comporterà un declino costante per l’intera economia, prima foghesina , poi dell’Ogliastra e della Sardegna. Perchè molti di loro ( non mi riferisco a lei signor Anis) hanno sempre parlato di omertà dei foghesini, di egoismo perchè siamo pronti a difendere alcuni posti di lavoro e a vendere la nostra salute e quella dei sardi. Ma una volta chiuso il Poligono, la ruota comincerà a girare molto velocemente. Io per primo lascerò l’università, non pagherò più l’affitto a Cagliari, perchè non me lo potrò più permettere.
    Quindi , sign, Ainis, mi rattrista (aldilà di quelle che possono essere le differenze tra il mio e il suo pensiero sul Pisq) leggere che lei è parecchio contento per questa nuova richiesta di Fiordalisi. Non lo era prima (ricordo le sue parole sul primo sequestro) e lo è ora , quando questo sequestro , ma soprattutto le sue motivazioni, sono alquanto discutibili?
    In questo suo articolo poi oggi avrebbe potuto inserire anche i dati relativi ai tassi di mortalità e i risultati delle analisi effettuate sugli animali e sui prodotti provenienti dalle zone interne al Pisq.
    Risultati che hanno dimostrato che nelle zone ESTERNE al Pisq vi è una presenza maggiore di metalli pesanti nei prodotti.
    Il problema sono le zone del Pisq o le zone esterne al Pisq?
    Nonostante queste mie piccole precisazioni , mi associo al suo “appello” verso la politica, affinchè intervenga e prenda delle decisioni per risolvere questa situazione, che purtroppo sta pesando solo sui lavoratori e gli abitanti della zona.
    Ma voglio essere fiducioso e confido di più nel Gup Clivio.
    Cordialmente,
    Fabio Lai

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Fabio Lai,
      presto o tardi le situazioni arrivano a un punto di non ritorno, purtroppo.
      Tuttavia, non mi faccia dire cose che non ho scritto: sono ben consapevole dei problemi causati da un’eventuale sequestro probatorio (problemi che cito) tuttavia si dovrà, presto o tardi, prendere una decisione sul futuro del PISQ. Ciò che sta chiedendo Fiordalisi, se ottenuto, determinerà la necessità di una decisione a livello politico, come avvenuto nel caso dell’ILVA di Taranto, situazione che si sta avviando a conclusione (sofferta certo, ma una conclusione) perché, dopo decenni di latitanza, la politica è stata obbligata a cercare una quadra su sollecitazione dei magistrati.
      Quindi sono felice che si spinga per una soluzione (anche se Fiordalisi, ovviamente, pensa al processo in atto, come impone il suo ruolo) perché non si può continuare a vivere nell’assenza di decisioni… non mi faccia dire, pertanto, che sono contento perché Quirra sarà in difficoltà: ci mancherebbe!!
      Sul merito della presenza dei metalli pesanti credo di aver scritto una frase chiara: che bisognerà dimostrare se sussita la possibilità di una connessione con l’attività del PISQ (ho naturalmente una mia opinione, ma il post parla di tutt’altro). Il dato è che i metalli pesanti ci sono (qualunque sia la fonte) e bisogna farci i conti, mentre uranio e torio non ci sono (se non quelli naturali) e bisogna levarli dai piedi una volta per tutte!
      Abbiamo un perito all’opera, aspettiamo che finisca. Proprio su questo ho espresso un auspicio: che, fatto salvo il diritto alla critica, si cominci ad accettare ciò che indica il dato scientifico. Uranio e torio sono stati messi da un canto, vediamo che dirà la nuova perizia.
      Quanto al GUP, valuterà in punta di diritto e mi aspetto un’altra fase processuale convulsa, fatta di ricorsi e controricorsi, di mosse e contromosse. Stiamo parlando di un processo, non di una conversazione tra signorine che bevono una tazza di Lipton!
      Ciò che sottolineo è la necessità che la politica, quindi i cittadini, si riprenda la responsabilità di decidere, anche se costretta dalla magistratura.
      Cordialmente,

      • Fabio Lai ha detto:

        Gentilissimo Gabriele Ainis,
        non era mia intenzione, metterle in bocca cose da lei non scritte o non pronunciate.
        Ma sinceramente la richiesta del Pm , se accolta dal Gup, farebbe sorgere tutti quei problemi da me sopra elencati. Non ha certo bisogno di me , per comprendere, che in questa fase di crisi, politica e istituzionale, un eventuale blocco di tutte le esercitazioni e un nuovo sequestro dell’area del Pisq significherebbe crocifiggere (rimaniamo in tema , tanto è venerdì santo) l’economia di un intero territorio. La differenza è però , che dopo 3 giorni nessuno resusciterà. Non esiste un progetto per riqualificare il Poligono e soprattutto non esistono le prove per condannarlo a morte. Ma si sa, la folla sceglie sempre Barabba.
        E’ per questo che ho espresso il mio disappunto sulla “felicità” da lei menzionata nell’articolo di oggi.
        Un nuovo sequestro, farebbe sorgere tutti quei problemi (alcuni già esistenti) cui la politica oggi (visto che non abbiamo un governo) non può dare delle risposte (non vi è mai riuscito neppure in passato).
        Scusi se ancora ora, forse, non sono riuscito a comprendere appieno, il significato del suo articolo, ma da lettor,e la percezione che ho avuto, è stata questa.
        Cordialmente,
        Fabio Lai

  2. Massimiliano Lai ha detto:

    Signori c’è una sostanziale differenza tra l’ILVA di Taranto e il PISQ. A Taranto la percentuale di decessi a causa dell’ILVA (credo intorno al 35%) è certificata. A Quirra si parla di strage di pastori ma gli unici ad aver “sparato” i dati nel vento sono stati due….veterinari. Quindi il punto da cui partire secondo me, è proprio questo. Analizzato questo poi possiamo discutere sul perché devono o non devono esserci i militari. Saluti.

  3. Andrea ha detto:

    Contento lei Ainis.
    Ma se posso dire la mia: l’idea che un singolo Pubblico Ministero col bene placito di certa stampa prenda il posto, seppur lasciato vacante, dell’amministratore o del politico (andando anche oltre) mi fa venire i brividi. Siamo al delirio, mi dispiace.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Andrea,
      provi a partire dalla realtà: la magistratura prende il posto della politica. Questo è un dato di fatto, non un’opzione. Non possiamo scegliere come debba agire Fiordalisi!
      Tenuto conto di questo: posso sperare che adesso la politica si muova (come è avvenuto a Taranto, altro esempio in cui si è mossa la magistratura e non la politica)? Sarò contento se accadrà, vedendo la parte positiva dell’intervento di Fiordalisi: che costringerà chi avrebbe dovuto farlo da tempo a prendere una decisione sul futuro di Quirra.
      Cordialmente,

  4. Andrea ha detto:

    Concordo con lei su questa triste realtà: la magistratura prende il posto della politica.
    E forse, anzi molto probabilmente, ciò è dovuto al fatto che la politica per troppo tempo non ha voluto prendersi le proprie responsabilità, ma si è limitata soprattutto in Sardegna e soprattutto su Quirra a dei proclami elettorali di vago sentore demagogico.
    Giustamente lei dice che non dovrebbe essere così, che “il proprio futuro, i cittadini, dovrebbero sceglierlo da sé attraverso il processo democratico che consiste nel nominare propri rappresentanti, incaricandoli di agire secondo quanto si è scelto di fare”.
    Perfetto.
    Ora, dobbiamo per forza sopperire a questa carenza abusando della macchina processuale penale? Perché è questo che mi sembra si stia facendo, Ainis.
    E, badi bene, lo dico con estrema amarezza.
    Si sta delegando un singolo magistrato inquirente (trasformatosi nell’ennesimo salvatore della patria) di trovare un pretesto, un cavillo, una qualche traccia che sia metallo pesante (torio, arsenico, uranio, ferro, mercurio ecc. ecc.) che sia un agnello deforme con conseguente dispendio di risorse pubbliche e soprattutto umane pur di chiudere quel Poligono.
    Questo è il prezzo che dobbiamo pagare?
    Allora siamo messi molto, molto male.
    Cordialità.
    A

    P.S. Non faccia paragoni con l’ILVA di Taranto, la situazione è ben diversa e lei lo sa benissimo.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Andrea,
      1) la situazione dell’ILVA e quella di Quirra, dal punto di vista della latitanza della politica, sono identiche: non c’era politica a Taranto come non c’è in Sardegna. Se poi lei vuole capire a tutti i costi qualcosa che non ho detto, faccia pure.
      2) per Fiordalisi, che ho criticato e critico, secondo me sta sbagliando bersaglio. Un magistrato, bene o male che sia, svolge il proprio mestiere. Ciò che sta facendo il PM con la richiesta di sequestro è una normale mossa processuale, come quelle portate avanti dalle difese (che hanno richiesto un supplemento d’indagine, trovando favorevole il GUP). I problemi veri sono due: la posizione di tutti coloro che hanno preteso di usare la magistratura per chiudere il PISQ; la totale assenza di politica.
      3) Fiordalisi c’è, bisogna farsene una ragione. Piuttosto che urlare la propria rabbia, chiediamo alla politica che si dia una mossa.
      4) le ricordo che non ho mai nascostyo al mia posizione in merito ai poligoni in Sardegna: io li chiuderei, tutti, chidendo alla politica di trovare una soluzione.
      Cordialmente,

  5. Proto Zuniari ha detto:

    La decisione della chiusura della base di La Maddalena è stata presa dalla politica, non saprei quanto americana o Sarda. Anche lì la scorciatoia giuridica al torio o all’uranio (magari arricchito) è stata invocata , ma non c’è stato un magistrato che l’abbia raccolta. Di fughe radioattive la rete ASL proprio non ne trovava. Per carità, questo non significa che in caso di incidente non sarebbe andato a ramengo tutto il capo di Sopra.
    La politica doveva , poi, trovare anche soluzioni per I posti di lavoro persi. Se poi il G8 è andato come è andato, Bertolaso è ancora a piede libero, Anemone idem e 180 milioni di euro sono spariti – e chissà quanti altri sono finiti in tangenti – ben venga la magistratura, a picchiar duro, questo è il suo compito. Quello che non mi piace è che sia la magistratura e il sensazionalismo di giornalisti-si-fa-per-dire a decidere delle sorti di una popolazione, complice la vacanza di azioni politiche che non siano la mera ricerca del consenso elettorale. Un’altra illustre vittima ( ma di questo ne abbiamo già discusso), schiacciata tra politica e magistratura è la ricerca scientifica col suo metodo. Visto che le cazzate sul torio e l’uranio sono cadute, ora sembra che ci si concentri sulle nanoparticelle. Giusto! I botti dei giochini di guerra ne producono in abbondanza, e se uno è lì vicino e le respira, bene non fanno. Ma le nanoparticelle viaggiano per migliaia di chilometri e sono prodotte da diversi tipi di combustione, ne producono in abbondanza gli incendi, le centrali termoelettriche, fonderie e industrie varie. Sarei curioso di sapere quante nanoparticelle da impatto di proiettili o da combustione di motori missilistici ci sono nell’area del poligono. Questo è un dato dirimente, e se fosse stabilito che la concentrazione è sensibilmente superiore al fondo regionale ci sarebbe da preocuparsi, perchè la relazione tra malattie varie e nanoparticelle sembra dimostrata. A tutt’oggi comunque non c’è un dato. Sicuramente la dott.ssa A.M.Gatti e e suo marito dott. saranno ricercatori seri, anche se hanno una SRL che si chiama nanodiagnostics, anche se, dopo aver fatto da spalla a Grillo in mille conferenze per raccolta di fondi e per per l’acquisto di un microscopio a scansione con microanalizzatore, indispensabile per la ricerca, hanno poi litigato e sono stati privati dello strumento (storia torbida da ambo le parti). Loro, comunque, non hanno fornito prove univoche di inquinamento e , in ogni caso, non sono epidemiologi. Se Fiordalisi può sequestrare il poligono senza uno straccio di dato scientifico vuol dire che la politica è proprio frullata.

  6. panurk ha detto:

    Fatto strano: Lo stesso Fiordalisi è noto anche all’estero per due casi clamorosi
    (1) PISQ
    (2) DOCA (demolizioni ogliastrine case abusive)
    Mentre su (1) l’opinione pubblica (o meglio pubblicata) e quasi tutti i politici fanno più o meno un gran chiasso, su (2) si osserva la solita latitanza della classe politica. Vorrei aggiungere un terzo punto che condivide la stessa sorte del punto precedente, ma in più si gode della latitanza più o meno perfetta dell’opinione pubblica:
    (3) CRS4
    Faccio uso del acronimo CRS4 da emblema di una politica che da un lato fissa il turismo come il cuniglio il pitone e dall’altro lato si dimostra incapace di affiancare iniziative che mirano alla creazione di posti di lavoro ad alto livello (cosí come infatti si poteva sognarsi negli anni felici dell’atmosfera di partenza del CRS4). Quello che non intendo sotto l’emblema CRS4 sarebbe un lager per gli schiavi digitali (ed altri) della piovra amazon.

    Situazione strana, ma un po’ come del solito: Quanto più imortante un tema tanto più se ne tace. Almeno per me è ovvio che la lista di temi iniziando col tema più importante dovrebbe essere

    (3) CRS4, cioè la questione di creare e assicurare posti di lavoro “intelligente”, ossia l’offerta di un futuro per i giovani sardi ben qualificati,

    (2) DOCA, cioè un cambio dell’attegiamento di tutti in riguardo alle questioni di tutela di un patrimonio naturale che è di tutti (a tacere di questioni di legalità),

    (1) PISQ, ossia la chiusura delle zone militari, che non dovrebbe effettuarsi prima di aver trovato soluzioni per (3), perché altrimenti (specialmente se non si ha interiorizzato (2)) le zone ex-militari – e queste sono le ultime briscole nel gioco (sino ad oggi perso per i sardi) di turismo costiero – saranno invase dai soliti villaggi turistici.

  7. Proto Zuniari ha detto:

    Caro Panurk,
    (2) è un reato palese che non ha bisogno di essere dimostrato. Se il magistrato non agisce è omissione.

    (1) per essere dimostrato ha bisogno di riscontri che – nonostante le tare culturali italiche post-galileane – la legge vuole si rifacciano al metodo scientifico.

    (3) apprezzo le sue virgolette su “intelligente” per definire il lavoro fin qui svolto dal carrozzone CRS4.

    Cordialmente

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