LE VILLETTE DELL’OGLIASTRA E LA LEGALITÀ IN SARDEGNA: LE URLA DI DELIPERI

POST 148 LE VILLETTE DI TERTENIA E LA LEGALITÀ IN SARDEGNA LE URLA DI DELIPERIRiprendo un post pubblicato da Stefano Deliperi sul sito del GrIG perché ne sono rimasto colpito. La storia è nota: finalmente un magistrato dà seguito alla legge – imponendo la demolizione del mattone abusivo – e la popolazione insorge, praticamente ignorata da politici, intellettuali e giornalisti, categorie ormai ben note per la logorrea su questioni di nessuna importanza e per il silenzio profondo su temi come questo: che fine ha fatto la legalità dalle nostre parti?

Eppure, ciò che sta accadendo in Ogliastra avrebbe meritato ben altro dibattito e non solo perché la strada del mattone in Sardegna mostra tutti i suoi limiti, quanto per il problema, importante, della percezione sociale della legalità. Al di là del fatto nudo – che finalmente un magistrato si assume le proprie responsabilità e demolisce ciò che deve – è praticamente passata sotto silenzio la rivolta popolare che ha rimandato indietro le ruspe prima delle elezioni (ruspe arrivate dalla penisola, tra l’altro, non a caso!) come dire che le forze politiche hanno riconosciuto la necessità di non inasprire una situazione che avrebbe portato ad un prevedibile danno elettorale. Ma che differenza ci sarebbe, allora, tra Berlusconi che compra i voti restituendo l’IMU e la politica sarda che lo imita avallando (di fatto, se non formalmente) la possibilità di lasciare i piedi ciò che è manifestamente illegale?

E in più: per quale motivo ci sono fior di intellettuali, politici e giornalisti (veri e presunti) che si mobilitano per Tuvixeddu e per le perforazioni della SARAS nella piana di Terralba, mentre nessuno esprime un parere sulla sistematica distruzione del paesaggio sardo ad opera di comportamenti diffusi come quello di edificare abusivamente? Dove sono i coraggiosi indipendentisti? E i prodi seguaci del Movimento 5*? E la sinistra?

Capisco la destra, che sul mattone ha costruito la propria fortuna politica, distruggendo tutto ciò che ha potuto, creando una fittissima rete di interessi che ha portato alla cementificazione spinta del nostro paesaggio, ma coloro che si ergono a difensori del territorio, dell’identità (posto che si capisca cosa sia) del diritto delle popolazioni a decidere per sé senza interferenze esterne… dove cazzo sono?

Tanto per essere chiari, credo che siano dove stanno di solito: alla ricerca del consenso e poiché quella dell’abusivismo edilizio è pratica socialmente diffusa ed accettata, tanto quanto illegale, voltano la faccia altrove perché sanno benissimo che su queste spiagge – che non nomino a caso – è bene non esporsi.

Da cui ciò che ripeto spesso e non solo nel caso delle villette di Tertenia, di per sé problema tutto sommato minore, da un punto di vista quantitativo, ma importantissimo da quello qualitativo: siamo in presenza di un sistema che spazia dalla tacita accettazione di comportamenti illegali – di cui l’abusivismo edilizio è esempio emblematico – alla condivisione sociale di atteggiamenti tolleranti riguardo l’amministrazione pubblica, quella che viene adottata come diritto e dunque suddivisa in fette e spartita in ragione proporzionale al peso elettorale. In fondo, la difesa del mattone abusivo diffuso e la pratica dell’accaparramento dei benefici derivanti dallo sfruttamento del proprio voto in termini di posti di lavoro e/o contributi pubblici (variamente travestiti) sono due facce della stessa medaglia: una percezione distorta del vivere civile.

Per questo non stupisce l’assenza dei soliti noti, sempre pronti a pontificare su questioni facilmente condivisibili, quanto rapidi a defilarsi nel caso si tratti di argomenti spinosi come l’”abusivismo in casa propria”. Perché, se è facile prendersela con la SARAS, cattiva per definizione (e magari è pure vero) difendendo il diritto dei cittadini della piana di Terralba di fare ciò che vogliono nel cortile di casa propria, è appena più problematico spiegare perché non dovrebbero “fare ciò che vogliono” i cittadini di Tertenia nel proprio territorio, senza parlare della piccola e trascurabile incongruenza che a Tertenia è stata sancita una violazione della legge (l’abusivismo) mentre a Terralba no. Ma non solo: a Terralba neppure si sa davvero se le perforazioni saranno davvero impattanti o meno, mentre è certo che SARAS sta agendo (fino ad ora e salvo che qualcuno dimostri il contrario) nel rispetto della legge.

Ci troviamo così nella curiosa situazione che comportamenti legali (sebbene potenzialmente dannosi, sia chiaro, mai dimenticare che la vigilanza dei cittadini è sacrosanta, senza se o ma) vengono portati all’attenzione dei media da una caterva di personaggi e associazioni pronte a “difendere” i diritti dei cittadini, mentre comportamenti oggettivamente illegali vengono bonariamente tollerati, sebbene, anch’essi, impattanti quanto (o più) degli altri. O si vuole dire che il paesaggio di Tertenia è meno importante di quello di Terralba?

Ecco, allora, che a Terralba si spinge e sgomita per stare in prima fila (e ci sono tutti, dai 5* agli indipendentisti alla sinistra) mentre, a Tertenia, si sgomita per darsela a gambe lasciando solo Deliperi (e il GrIG, meno male che Allah ha pensato bene di inventarlo) a ricordare che stiamo parlando di un reato e che una società incapace di difendere il paesaggio osservando al legge va necessariamente incontro a una brutta fine.

E se proprio dà noia il ricordo di Terralba, sono pronto a un numero di esempi grande a piacere, l’ultimo dei quali la brutta faccenda della Klesch che, grazie ai nostri quattrini (che faranno un bel giro per far perdere le proprie tracce) si metterà in tasca lo stabilimento ALCOA di Portovesme senza una chiara idea di cosa intenda fare nel futuro… nello stesso silenzio che caratterizza la brutta faccenda della demolizione delle villette ogliastrine: da noi i tromboni (talvolta trombati) grandi politici, intellettuali&C sanno bene quando conviene indignarsi e quando nascondere la testa nella sabbia. Questa volta in quella della spiaggia di Tertenia, tanto per non perdere l’abitudine.

 

http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2013/03/25/legalita-e-ripristino-ambientale-grazie-alla-demolizione-degli-abusi-edilizi-in-ogliastra/

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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4 risposte a LE VILLETTE DELL’OGLIASTRA E LA LEGALITÀ IN SARDEGNA: LE URLA DI DELIPERI

  1. luciana cannas ha detto:

    Da Ogliastrina verace approvo in toto questo articolo. Mi correggo, sono ogliastrina verace ma distinguo ciò che è giusto e sbagliato, forse perchè non faccio parte di alcuno schieramento politico. Mi correggo, combatto (tanto) con l’arma della parola e mi indigno per le disuguaglianze sociali e per una Legge che DEVE essere uguale per tutti.
    Mi indigno quando vedo continuamente calpestata la Costituzione che è la più bella del mondo perchè esprime valori assoluti …perchè riconosce ruoli e libertà che sono l’essenza della democrazia. Ma parlo sempre da sola…siccome adoro la poesia mi piace ricordarne una che ricorda come NON VERREMO ALLA META AD UNO AD UNO …e troppo spesso naufraghiamo da soli in questo meraviglioso mare.

  2. New Entry ha detto:

    Mi è capitato spesso di non intervenire a commentare i suoi post, e non perchè non li trovi interessanti e condivisibili, come appunto questo. E’ che sento le mie conoscenze e capacità inadeguate ad aggiungere un contributo utile a quanto già da lei esposto. Se mai lei aggiungesse in calce ai suoi interventi la manina interattiva del “Mi Piace” la mia trasformazione in lettore/lettrice bimbominkia sarebbe irreversibile.
    Comunque “Mi Piace”.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile New Entry,
      premesso il mio rispetto per chiunque (anche quelli che mando a quel paese) le segnalo il link principe (secondo me) per la definione del bimbominkia (o BMBMNK):
      http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Bimbominkia
      Dal mio punto di vista, lei non rientrerebbe nella categoria (anche se si limitasse a cliccare il “mi piace”, cosa che mi capita di fare).
      In ogni caso, la piattaforma wordpress permette la gestione del “mi piace”. E’ sufficiente attivare un account wordpress e cliccare sul tasto corrispondente.
      La ringrazio per le osservazioni.
      Cordialmente,

  3. Quintale ha detto:

    E visto che ci siete fatevi la tessera di socio, al costo di una pizza. Mai visto rapporto qualità prezzo tanto alto… Saluti

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