LA SINDROME DEL CANE STITICO DI ZEDDA: UOP, UOP, UOP-UOP BIMBOMINKIA STYLE!

È ora di finirla, disse il grnlstbmbmnk (giornalista bimbominkia) Zedda sta per lasciare SEL perché l’amministrazione cittadina è un fallimento e Massi scappa: approda al PD!

Cazzo, se l’ha detto il grnlstbmbmnk dev’essere senz’altro vero! E adesso?

Adesso dovrò trovarmi un altro lavoro, porcattroia!, perché se Zedda non è più Zedda che piacere è? Che ci sta a fare il think tank (TT)?

Niente, naturalmente, però me ne frego! Tanto essere il TT del sindaco è un mestiere, mentre essere lo zio di Zedda è ben altra cosa: mica si possono licenziare gli zii, no? Quindi sto tranquillo, perderò lo stipendio di TT ma resterà l’indennità di parente prossimo vicino (PPV). Del resto, in momenti di austerità, anche la piccola indennità di PPV è grasso che cola: se anche Boldrini e Grasso si decurtano i compensi (sebbene non abbia capito bene cosa intendano fare, forse Grasso cambierà cognome e si chiamerà Margarina) bisogna farsene una ragione. Vuol dire che continuerò a dargli i miei consigli, così continuerà nella sua folgorante carriera, diventando sempre più ricco (e smettendola di dare le dimissioni da consigliere regionale prima di maturare il vitalizio, razza di ignorante!)

Tutti contenti?

Posso fare un passo indietro? Sì? Ma sì che posso, tanto questo è il mio blog e faccio come mi pare e piace.

Prendiamo un fatto che ha avuto poco rilievo: RadioPress ha smesso di pressare e la pressa non prende lo stipendio da mesi. I giornalisti, infatti, sono orfani di quattrino, né il futuro appare particolarmente roseo. Non si sa cosa succerà, ma pare proprio che un altro pezzetto dell’informazione isolana sia sulla buona strada per affiancarsi ad altri progetti arenati al Poetto, come Sardegna24 e il caso freudiano di Sardegna Quotidiano (fa pure rima!) che pare una balena spiaggiata che gli ecologisti tentano di rimandare al largo e lei no, si impunta e si precipita di nuovo sulla spiaggia, ansiosa di annaspare in attesa di un altro contrattino pubblicitario. Perché l’informazione è così in crisi? Perché la rete è intasata da giovani e meno giovani che vorrebbero pressare (spesso essendo tecnicamente giornalisti, ovvero iscritti all’albo) e non pressano un fico, accontentandosi di scrivere in un blog e, a volte, provando anche a farlo diventare un mestiere?

Uno dei motivi potrebbe essere la mancanza cronica di soldi: niente quattrini, niente pubblicità; niente pubblicità, niente giornali, o meglio niente giornali che non abbiano dietro qualcuno disposto a metterci i soldi, in un modo o nell’altro (cioè prelevandoli dalle nostre tasche, magari con qualche passaggio che non lo renda troppo evidente).

Ma un altro motivo è la mancanza di appeal: non si può continuare a sperare che un copia/incolla dal sito dell’ANSA o da quello di meteo.it possa davvero essere confuso con l’informazione. Per non parlare dei grnlstbmbmnk, coloro che credono giornalismo il dire per primi che il cane della contessa Baietorra ha fatto la cacca verde a pallini gialli (e il fucsia?)

Per quanto professione svaccata e snaturata da un paio di buoni decenni di lotta strenua al buon giornalismo, condotta da Berlusconi&C (e in Sardegna ne abbiamo esempi eclatanti) c’è un limite a tutto e non si può pretendere di essere considerati giornalisti se, da un alto, si usa la sintassi come un rotolone a doppio velo e, dall’altro, si dimentica che esiste una lettura matura della realtà. Come dire che sarà pur vero che tanto giornalismo si è trasformato in chiacchiera da bar, ma non si può pensare di allettare potenziali lettori se si parla di Cagliari (e della Sardegna) dal punto di vista dei quattro amici che siedono a un tavolino e chiedono una bottiglia di Ichnusa e quattro bicchieri!

Quindi arriviamo, finalmente, alla sindrome del cane stitico di Zedda, ovvero l’insieme di sintomi da cui i grnlstbmbmnk casteddai paiono affetti (e non da poco). Essi sono inequivocabili quanto palesi: si scrive tutto il male possibile di Zedda, soprattutto se a sproposito, negandosi qualunque riflessione dignitosa sui temi generali della città, poi ci si scambia la «notiZZia» così da aumentare i click sul proprio blog, tasinantaonline, forum, social, etc. etc. etc.

Ad esempio: davvero Zedda pensa di trasferirsi armi e bagagli dentro il PD e, per farlo, si rivolge ad un uomo politico a fine carriera che gli stessi sodali cercano di estromettere in nome del rinnovamento (anche anagrafico) del partito? Per di più parlando di una simile eventualità in un bar. di fronte a un caffè? E, se fosse, da quali fonti arriva la notizia?

Stop. Adesso sto esagerando: pretendo che i grnlstbmbmnk siano giornalisti sul serio e ciò non è (salvo trascurabili aspetti formali come, ad esempio, la possibile appartenenza all’ordine): sono bimbiminkia, altrimenti avrebbero la capacità di riflettere ma, prima di ogni altra cosa, verificare le notizie: v-e-r-i-f-i-c-a-r-e, come dire avere qualche riscontro sulla cui base separare le «notizie» dalle «chiacchiere da bar».

Però è pretendere troppo: ciò che invece si può (si deve?) fare è osservarli con curiosità e divertimento, guardarli mentre ballano tutti assieme con i polsi uniti e le zampette che battono a tempo sul palcoscenico, le piume di struzzo ben piantate dentro il sedere come insegnano i famosi artisti: uop, uop, uop-uop bimbominkia style…

Ah, mi raccomando: battiamo le mani a tempo eh?, ci tengono molto!

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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