SARDEGNA: CERCASI POLITICA, DISPERATAMENTE, ANCHE QUANTISTICA!

POST 133 SARDEGNA CERCASI SINISTRA DISPERATAMENTEMentre un ex-Presidente del Consiglio si barrica dietro una montagna di certificati medici…

…la Chiesa Cattolica cerca il successore di un Papa barricato nella Città del Vaticano…

…un Presidente del Consiglio in carica per gli affari correnti si barrica dietro il silenzio…

…un comico di successo – votato da otto milioni di cittadinispettatori – si barrica dietro una giacca a vento…

…un aspirante alla Presidenza del Consiglio si barrica dietro la finzione di una politica sopravvissuta a sé stessa…

…nell’Isola di Atlantide la Sinistra e la Sinistra-Sinistra sono impegnate, entrambe, nella strenua ricerca del suicidio più doloroso possibile.

Un’iniezione letale di Sardismo?

Overdose di clientelismo?

Trasfusione infetta di grillismo spicciolo?

Incipiente frammentazione tra destra del centrosinistra, centro del centrosinistra e sinistra del centrosinistra? E perché non tra destra e sinistra della destra del centrosinistra? …

Non è dato sapere, non ancora, perché le grandi (sic!) manovre sono ancora in atto e non si sa quale esito avranno. Ciò che stupisce qualche comune cittadino (ad esempio me!) è l’apparente noncuranza di questi curiosi politici che, in mezzo ad una tempesta che poco fa presagire di buono, continuano a porsi (apparentemente) un solo e grande problema: per quale cazzo di motivo non stanno litigando per spartirsi le posizioni di sottogoverno – si domandano – che diamine è accaduto? Ma non si era detto che dopo le elezioni sarebbe stato il momento di cacciare via la destra e prenderne il posto, magari venendo a patti con un centro diventato ago della bilancia?

Sì, effettivamente si era detto, ma nel frattempo le elezioni ci sono state sul serio e in Sardegna Grillo ha sbancato, diventando, in un baleno, il primo partito. Ops!

Potrebbe darsi che PD&SEL non abbiano ancora metabolizzato l’accaduto, perché, ad un osservatore esterno (alla politica) pare davvero che poco o nulla sia davvero cambiato. Si continua a parlare di alleanze per le prossime regionali (e i sardisti hanno lasciato, parrebbe, la coalizione al governo della Sardegna, rendendosi disponibili a scomparire definitivamente assieme a ciò che resta del centrosinistra). Ci si interroga sull’opportunità dell’ingresso di un ex-senatore PD (forse tra breve, anche ex-PD, vai a capire cosa ci riserverà il futuro) dentro una fondazione bancaria. Ci si ammala di lavevodettoprimismo, sindrome da inutile inseguimento di politiche altrui che si manifesta con sintomi tipici, ad esempio la ripetizione ossessiva della frase «L’avevo detto prima io!», come accaduto a Barracciu quando il M5S ha argomentato riguardo la bufala di Cappellacci sulla Zona Franca.

Come dire che nessuno si domanda sul serio se non sia il caso di correre ai ripari prima che dall’attuale 30% il M5S passi a qualcosa di peggio (o meglio, dipende dai punti di vista) riuscendo a fare ciò che gli è riuscito a Parma: vincere!

Che farà il centrosinistra in Sardegna alle prossime regionali: conterà sul (poco probabile) dissolvimento del M5S operato dall’accorta tattica di Bersani? Come dire che, ancora una volta, aspetterà che altri, a livello nazionale, caccino i ditini nella padella per estrarre qualche castagna arroventata? Non sono ancora soddisfatti della figuraccia di varechina rimediata con la trovata esilarante del PDSardofederatocolPD?

E che dire di SEL, attualmente a caccia di uno straccio di identità e curiosamente impegnato in un’improbabile forse-campagna-pre-ma-forse-pos-telettorale senza un’idea comune del che-dire-che-fare? Potrebbero, almeno, mettersi d’accordo (che poi non è che siano centomila!) su poche cose da dire, sempre quelle, così da dare almeno l’impressione che esista uno straccio di linea comune? Non dico che ci sia, accidenti, ma almeno far finta in modo dignitoso!

Forse il centrosinistra avrebbe bisogno di un buon allenatore, di quelli che, quando il pugile prende un brutto montante e torna all’angolo suonato come una campana, gli ripete ossessivamente solo una cosa, solo quella, perché sa benissimo che è inutile elaborare tattiche sofisticate: Parti col sinistro! Parti col sinistro! Parti col sinistro!… nella speranza che qualcosa succeda! Non è che possa scappare dal ring, no?

In fondo è quello che sta cercando di fare il povero Bersani: si è inventato lo slogan degli otto-punti-otto (forse prendendo spunto dai punti che gli hanno dato sulla fronte al pronto soccorso, dopo l’esito delle elezioni) e procede come un treno lanciato verso una montagna di granito sperando di passarci attraverso grazie al magico mantra: ottopunti…ottopunti…ottopunti… Me lo vedo, alla guida della motrice, osservare con sguardo allucinato la falesia rocciosa che si avvicina a folle velocità mentre continua a ripetere: «Con gli ottopunti si attraversano anche le montagne!» Meglio della réclame di un lubrificante per massaggi intimi!

Improbabile, però un approccio quantistico della realtà gli riserva qualche possibilità, per quanto assai ridotta (per non dire infinitesimale, certo, ma diversa da zero: chiedere ad Heisenberg per delucidazioni!). Si è inventato la politica quantistica, insomma, altro che vaselina!, anche se nessuno, ancora, se n’è reso conto. E pare che un poco (pochissimo, certo) funzioni, perché c’è chi, leggendo la situazione con una certa disinvoltura (…tanta …tantissima disinvoltura!) ha visto un Grillo in difficoltà (sic)!

Non si potrebbe fare lo stesso? Chiudetevi dentro una sala (tanto non siete propriamente una legione) e prendetevi a schiaffi finché non ne rimanga in piedi che uno, quello con la più grande faccia da schiaffi di tutti quanti. Pensi poi lui qualche cazzata come quella degli ottopunti di Bersani e gli altri l’imparino a memoria, ripetendola con ragionevole precisione e diffondendola tra l’inclito e il colto.

Non so se l’avete capito, ma noi, poveri elettori di sinistra e sinistra-sinistra ne avremmo anche bisogno, così, per essere sicuri che questa sinistra e sinistra-sinistra esistano ancora… in Sardegna!

…o no?

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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Una risposta a SARDEGNA: CERCASI POLITICA, DISPERATAMENTE, ANCHE QUANTISTICA!

  1. Proto Zuniari ha detto:

    Si, qui si barricano tutti, in casa, a farsi le pere di sardismo pesando che passi. O forse no, vogliono solo farla finita, subito, in modo indolore. Proprio non l’hanno capito che il cannonau lo puoi bariccare finchè vuoi, ma se non ci aggiungi un vitigno internazionale che gli dia un po’ di tannini e antociani, rimarrà sempre scarico, da prima abbocato, poi ossidazione acetica e ci fai l’insalata.

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