SINISTRA SARDA: PROVE GENERALI DI ESTINZIONE

suicide1Nei posti normali, passato uno tsunami, si seppelliscono i morti. Quindi ci si dedica immediatamente alla ricostruzione. Nei posti normali, in cui vive della gente con un minimo di raziocinio, si ricostruisce tenendo conto del fatto che uno tsunami, per quanto raro, può sempre capitare di nuovo. Pertanto è saggio pensare a qualche accorgimento per far sì che la volta successiva i danni siano minori, se non proprio assenti.

Poi ci sono i luoghi in cui si sa benissimo che uno tsunami può capitare di frequente e allora ci vogliono misure preventive, la consapevolezza che con queste calamità bisogna conviverci.

Infine c’è la Sardegna, Atlantide su cui lo tsunami si è appena abbattuto, che ha scelto una strategia alternativa: far finta di nulla.

Così, se si parla di politica, uno degli argomenti è la posizione di Maninchedda (!) che si è smarcato dalla maggioranza al governo della Sardegna e poi quella del PSd’Az, che l’ha imitato poco più tardi. Previsto, naturalmente, perché questo partitino ha fatto del mercato delle vacche il senso primo della propria esistenza. A fine legislatura si rivendica la propria indipendenza “al servizio della Sardegna”, poi comincia l’asta e si vende al miglior offerente, contrattando le poltrone. Che ci sarebbe di nuovo?

Ci sarebbe che alle ultime consultazioni il PSd’Az non l‘ha votato nessuno per manifesta inutilità. Ci sarebbe che gli elettori hanno manifestato in maniera chiarissima la propria volontà di non dare fiducia ad una formazione politica inutile e incapace di qualunque azione a vantaggio dei cittadini. Ci sarebbe che c’è stato uno tsunami… ecco che ci sarebbe di nuovo: nessuno l’ha notato? E, visto che si è riaperto il mercato delle vacche: quale sarebbe l’appeal politico di un partitino di questo genere, se non la gestione delle clientele generate dalle piccole posizioni di sottogoverno? Chi, in un momento come questo, potrebbe essere interessato a una cosa del genere?

Se nessuno l’avesse capito, pare che il PSd’Az qualche estimatore ce l’abbia e neppure da poco tempo: la sinistra-sinistra sarda, come dire, SEL! Che l’ultimo, sparuto e spaurito sopravvissuto della sinistra possa essere interessato a un fossile come il PSd’Az potrebbe essere una buona trama per un film di Monicelli, il sequel de “I Soliti Ignoti”. Ce li ricordiamo? Spostati, suonati, soprattutto completamente avulsi dalla realtà e abbarbicati al sogno irrealizzabile del “colpo” risolutore, sistemarsi per la vita.

Solo che quello era un film, bello, bellissimo, però un film, mentre lo tsunami non è un’invenzione fantarcheologica, lo tsunami c’è stato sul serio e sarebbe auspicabile domandarsi se, come capita a volte per gli tsunami, la prima grande onda non ne faccia presagire un’altra, forse più pericolosa della precedente se non si prendono le opportune contromisure.

Insomma, lasciando correre le metafore e parlando fuori dai denti: che ci trova di interessante, SEL, nel PSd’Az? Ne vanta la buona politica amministrativa sfoggiata nel corso dell’amministrazione Cappellacci? Ne loda la proposta politica (cioè niente)? Vorrebbe impossessarsi della testa di quella “grande testa” di Manichedda, vero genio politico e intellettuale di primo piano? Oppure i dirigenti di SEL – formazione politica che dovrebbe avere nella capacità di immaginare il futuro la sua principale caratteristica – sono attratti dalla forza elettorale di un partito che si è definitivamente squagliato alle ultime politiche? Si potrebbe sapere cosa cazzo ci trovano nel Partito Sardo d’Azione – gli Uras&C – che noi poveri cazzoni incompetenti, ma cittadini votanti, non riusciamo a vedere? Quale convenienza? Quale idea di futuro? Quale idea di Sardegna?

O, in alternativa: che lezione hanno tratto i suddetti dirigenti dalle ultime elezioni? Forse che tutto è rimasto come prima – in fondo l’ondina, l’ondarella, l’ondicina è passata – quindi ha senso continuare a spendere tempo prezioso nelle interessanti e fondamentali attività che passano sotto il nome di “manovre pre-elettorali” per la “definizione delle alleanze”? Come dire che in questo momento, proprio in questo, dopo lo tsunami, decidiamo se abbia maggior senso allearsi con Capannelle o con Sylvester J. Pussycat Senior (*) alle prossime elezioni?

Non so quali considerazioni si possano svolgere di fronte a tanta miopia, forse siamo in presenza di una svolta, un tritacarne evolutivo nel quale un comico ha costretto una classe politica. Ci saranno coloro che, compresa la situazione, cercheranno di costruire il più in fretta possibile un’alternativa valida all’inconsistenza politica dimostrata fino ad ora, chi invece si estinguerà, lasciando di sé lo stesso ricordo dell’Ottoia prolifica (**): vi ricordate di lui?

Senza dimenticare, tutti quanti, che nella lotta per la sopravvivenza non soccombe il peggiore perché il migliore sopravviva. Non ci sono migliori e peggiori, quanto più adatti, coloro che mettono in campo capacità tali da conquistare la sopravvivenza. In una distesa di fango, una landa desolata senza terreno solido, sono i vermi ad avere migliori chances, non gli elefanti, destinati ad affogare nella palta coadiuvati dal proprio agitarsi. Dunque domandiamoci cos’abbia da mettere in campo la sinistra per sopravvivere, se un’idea di futuro e l’intenzione di perseguirla, oppure tattiche suicide come l’inseguimento dei fossili!

Con una raccomandazione. SEL, è verissimo, ha mandato in Parlamento una rappresentanza, assente fin dal disastro annunciato portato avanti, con rara pertinacia, da Bertinotti. Quanto questa rappresentanza possa durare, date le attuali condizioni di instabilità, dovrebbe essere materia di riflessione. Potrebbe darsi che la pattuglia di Vendola si scopra tutt’altro che longeva. Potrebbe darsi che si vada presto a nuove elezioni. Se così fosse (e sono tanti a crederlo, non pochi a sperarlo) sarà necessario presentare nuovamente le proprie facce di fronte agli elettori.

Che facciamo: ci presentiamo a braccetto con i fossili del PSd’Az? Sarebbe questa la strategia di recupero messa in campo dal SEL?

Mai pensato ad una più comoda e rapida pistolettata alla tempia?

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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(*) il Gatto Silvestro

(**) verme estinto appartenente al phylum dei priapulidi (Priapulida); attualmente, pare, il soprannome più diffuso per un gran numero di’ex-onorevoli

 

 

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2 risposte a SINISTRA SARDA: PROVE GENERALI DI ESTINZIONE

  1. Elisabetta ha detto:

    quello che scrive è molto preoccupante. quali sono le sue fonti?

  2. Proto Zuniari ha detto:

    Un’alleanza del genere, prima che suicida, sarebbe una truffa nei confronti degli iscritti, in primis, e poi nei confronti degli elettori .
    Anche uno come il sottoscritto , nella migliore delle ipotesi distratto, si era accorto della vocazione atlanteidea di SEL in Sardegna, e confesso che, come i grillini hanno votato per Grillo senza neanche conoscere il nome dei candidati locali, anch’io, che pur detesto i partiti persona, ho votato SEL al senato solo per la fiducia in Vendola. Apprendo da Lei che SEL , in Sardegna, è fatta da un tale Uras & C, così sono andato sul web è ho scoperto chi ho contributo ad eleggere. Mi sarei tagliato le mani, anche perché nel suo collegio naturale il senatore avrebbe preso 3 voti, visto che Grillo è al 38%. In altri tempi sarebbe scattata l’espulsione con ignominia, ma ora, solo Grillo ha questa facoltà nei confronti dei suoi. I partiti elettronici non scherzano.

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