SIAMO TUTTI GRILLINI

SNOOPY dSono bastati pochi giorni e tutti ci siamo improvvisamente scoperti grillini. Tra l’altro in modo particolarmente subdolo: fingendo di ragionare. Improvvisamente, dopo aver detto per anni come Grillo e il grillismo siano pericolosi avversari della democrazia (ma io direi nemici), ecco che ci scopriamo tutti estimatori di alcuni punti, o molti punti, o la quasi totalità dei punti, del programma 5 Stelle. E quando dico «tutti estimatori», intendo proprio tutti, salvo Berlusconi&C, fatto ben comprensibile, nonché pochi e sparuti cittadini che vedono nella sinistra e/o nella democrazia un riferimento forte. Persino Vendola, sebbene per chiaro interesse di partito (e fa benissimo, dal suo punto di vista) invoca un accordo, un dialogo, una consonanza, perché, in fondo, dice, ci sono molto punti in comune!

Che fine ha fatto il Grillo “pericoloso per la democrazia”? Cos’ha cambiato, Grillo, perché il pericolo tante volte invocato sia improvvisamente sparito?

Grillo non ha cambiato proprio niente, tutt’altro, è sempre lo stesso ducetto fascista di prima e ballonzola gesticolando sui palchi e alla televisione quanto e più di prima, spostando l’attenzione, che dovremmo appuntare sui gravissimi difetti del suo movimento stellato, sul preteso “programma”! Come i prestigiatori suoi colleghi, maestri nel dirigere l’attenzione degli spettatori dove non si veda il trucco. Esattamente come Berlusconi! 

Se un cambiamento è avvenuto, ed era ora!, è che adesso si è capito davvero quanto sia pericoloso!

Orbene: che si fa quando, credendo di avere a che fare con un gatto soriano, scopriamo invece che, per uno strano effetto ottico, non ci eravamo accorti trattarsi di una tigre del Bengala?

Non so cosa si faccia, mai fatto politica in vita mia (e magari si vede) però so per certo cos’ha fatto Bersani, seguito da una gran massa di bizzarri “esperti” di politica: gli ha teso una mano! Ha teso una mano ad una tigre del Bengala, quella che prima credeva essere un gattino. Viste le zanne lunghe dieci centimetri, le ha fatto: Ué, tigre, come va? Mi dai la zampa?

Vaffanculo!!, ha risposto la tigre e Bersani è stato contento: Ripetimelo in Parlamento!, ha ribattuto. Chissà cosa farà quando verrà fanculato in Parlamento: si metterà a piangere?

Ciò che vorrei dire, senza troppa ironia, è che approcciare una tigre cercando di blandirla è tattica suicida. Suicida in ogni caso. Non so se Bersani fosse davvero convinto della pericolosità di Grillo quando lo affermava pubblicamente, però non si sbagliava: lo era e lo è! Non si può sdoganare Grillo come non si sarebbe dovuto sdoganare Berlusconi (e spero che all’inferno ci sia un girone particolarmente duro nel quale far finire D’Alema e i suoi Dalemoni!) perché il nocciolo della teoria politica di Grillo (che sostiene di non averne una ed è evidentemente falso) è esattamente la negazione della democrazia rappresentativa, l’illusione che un popolo possa governarsi decidendo di volta in volta con un referendum, magari effettuato in rete! Ma come spiegarlo a milioni di cittadini i quali, come correttamente osserva Berlusconi, hanno la cultura di un ragazzino delle elementari?

Non è una mancanza di rispetto per i cittadini, però siamo punto e a capo: finito il Berlusconi cattivo, adesso ci stiamo innamorando del Berlusconi “buono”, senza notare che non esistono fascismi buoni e fascismi cattivi: i fascismi sono fascismi e basta. Non ha senso leggere il programma di un fascista e scoprire che, in fondo, non tutto è sbagliato. Sarebbe come dire che Mussolini non ha sbagliato proprio tutto perché qualcosa di buono l’ha fatta anche lui, una solenne cazzata!

Che fare, allora?

Difficile da immaginare, naturalmente. Se la tigre si introduce nella nostra cucina con una furbata (le tigri sono anche scaltre) non possiamo far finta che non ci sia. Però so che una cosa nonpossiamo permettercela: non dobbiamo far finta che non sia una tigre, quindi, ad esempio, ritenere che, in fondo, qualcosa di buono ce l’abbia anche lei, perché le tigri non sono né buone né cattive: sono tigri!

Ovviamente, non si può neppure pretendere che Bersani non sia Bersani e che il PD non sia il PD, sarebbe peggio che scambiare Grillo per un gatto soriano, ma spero che la politica – con un aiutino, si potrebbe dire, se non una spintarella, che probabilmente arriverà dall’estero – riprenda un ruolo dignitoso, affidando a un ennesimo governo tecnico l’incarico di proporre una legge elettorale che consenta la governabilità, per tornare alle urne a breve, non appena possibile, perché siamo anche riusciti nell’impresa di incasinarci ulteriormente con il rinnovo del Presidente della Repubblica!

Poi vincerà Grillo? Può essere, ci sono ottime possibilità, ma meglio un futuro incerto di un passato prossimo certissimo, perché, a tendergli la mano, Grillo ha già vinto e rimandare l’essere divorati ha comunque una certa dignità: se non altro non ci saremo arresi senza provarci.

E poi non si sa mai, magari troviamo il candidato giusto per le elezioni. Io propongo Luciana Littizzetto: quanto a mandare la gente a fare in culo non è seconda a nessuno, neppure a Grillo. Non avrà la stessa presenza scenica, certo, ha bisogno di una spalla, ma per questo potrebbe andar bene anche Renzi. Ce lo vedo, duettare con Luciana che lo accusa di averlo piccolo e non cambiare le mutande troppo spesso. Più sanguigno di un ligure, Fazio è abbastanza smortino, potrebbe anche scappargli un madonnabucaiola che farebbe audience, mica come il giaguaro di Bersani o il Vaffà di Grillo.

Magari, dopo gli Occhetto, Veltroni e Bersani (l’altro, il marito di Palombelli neppure mi ricordo come si chiami) è la volta buona che ce la facciamo.

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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2 risposte a SIAMO TUTTI GRILLINI

  1. Pingback: DI TIGRI, GRILLI E ALTRE BESTIE « Marcello Sovjet Cadeddu

  2. Proto Zuniari ha detto:

    No, non siamo tutti grillini. Ma men che mai siamo berluscones. Che i ducetti alla Grillo, nel paese della commedia dell’arte e dell’allergia ad ogni forma di democrazia, siano pericolosi è chiaro. Almeno per lo sparuto (oserei dire eroico, in questa situazione ) 30% di chi vede nella democrazia un riferimento forte. Grillo accanto ai : “la mafia è meglio dello stato”, “Casa Pound ci piace”, silenzi sulla lotta all’evasione, velati accenti xenofobi, tutte cose che gli portano i voti di Berlusconi, ha fatto proprie molte tematiche della sinistra. Queste tematiche le ha sapute ridurre a slogan e le ha rese “pregnanti”, cosa che le nostre anime belle non sanno fare, o si vergognano di fare. Ho guardato , con tenerezza, quel “brav’uomo” di Bersani, ieri, da Fazio. Ha dato due altri assist a Grillo: lo vorrebbe stanare nientemeno che sulla cittadinanza agli extracomunitari e sull’evasione fiscale. Che dire? Grande onestà intellettuale! (e altra emorragia di voti). Però, sai cosa gli importa al cassintegrato che pensa che sia colpa dei rumeni se non ha più il lavoro o all’evasore di necessità (ne esistono, ne esistono) che non ha conti alle Coyman o in Svizzera .
    Se la tigre mi entra in cucina, e vuole mangiarsi anche i piatti fatti con le mie ricette, le alternative sono due: o li mangiamo insieme o, se vuole tutto per sé, mi sacrifico per salvare i piatti e mi offro io in pasto. Una terza possibilità è quella di aggiungere curaro alla ricette originali e fargliele mangiare. Ma non è praticabile, perchè le anime belle sono anche animaliste.
    Però se ci riprendessimo qualche slogan di sinistra e lo gridassimo forte, forse il danno potremo ridurlo. Magari l’Imu non si restituisce ma si usa per creare posti di lavoro finanziando start up e stabilizzado i precari (la nostra pubblica amministrazione al di là di ciò che è percepito è la più magra d’Europa), primi fra tutti nell’istruzione pubblica, magari si nazionalizzano attività e patrimoni dei bancarottieri che mettono gli operai sul lastrico, e se ci vuole la patrimoniale non si sussurra ma si dice (tanto chi vive di rendita voterà sempre Berlusconi). Senza voler , a tutti i costi, acchiappare citrulli.
    Credo, comunque, che al di là dei “programmi”, ciò che bisogna fare è smarcarsi da quanto è percepito come “casta” . Questo voto è stato il più ideologico del dopoguerra; l’ideologia nuovista, dell’antipolitica, e anticasta, dei programmi se ne è fottuta, ed è stata più forte anche degli interessi materiali. Guardiamo Parma, dove hanno vinto contro l’inceneritore che faceva venire il cancro e ora, infatti, Pizzarotti ne fa due e li paga aumentando le rette degli asili nido. E poi il Sulcis dove votarono Berlusconi perchè Putin gli conservava le fabbriche e ora stravotano Grillo che le fabbriche le vorrebbe tutte chiuse.

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