SARDEGNA: IL SILENZIO DEI BIMBIMINKIA. E SE GRILLO SI PRENDE LA R.A.S.?

PIOReduce da una bottiglia di Barbera barricato (sì, lo so che sono in ritardo in fatto di vini, ma avevo bisogno di ubriacarmi con un sapore tondo e il truciolo ha una sua dignità) insomma, non ancora sobrio (si potrebbe dire il mio stato naturale fin dalla nascita) ho dato una scorsa all’informazione sarda. Perché lo faccio, abitando in Piemonte? Cazzi miei!!

Dicevo, ho dato un’occhiata all’informazione sarda e mi sono cascate le palle, perché pare che i giornalisti non abbiano mezze misure: si parla solo dei Massimi sistemi. Massimo d’Alema che spiega l’ennesimo Dalemone al Corriere (contribuendo ad affossare ulteriormente il PD) oppure Massimo Zedda che ha deciso di mandare a fondo Casteddu partendo dal Lirico (che dev’essere il tappo di Cagliari: tolto quello, la città affonda!). Come dire che i soliti bimbiminkia, sempre gli stessi, hanno deciso di stare in silenzio, perché a parlare di queste cose si finisce per non essere sentiti.

Eppure le notizie serie non mancherebbero, ad esempio il gran dilemma del Sulcis e la visita di Barca in Sardegna per il “Concorso Internazionale di Idee”. Oppure la scomparsa dei brand indipendentisti su cui, stranamente, tacciono proprio “quelli che Sa Limba è tutto e anche di più”!

Però c’è un argomento che dovrebbe essere all’ordine del giorno, di cui dovremmo discutere tutti e anche in fretta perché, in un momento come questo, in cui le priorità politiche nazionali sono quanto di più lontano si possa pensare dalle beghe regionali, potrebbe darsi che ne vada del nostro futuro. Quale?

Le prossime elezioni regionali! Sono domani: se la legislatura va alla conclusione naturale, diciamo domattina verso le otto; se anticipiamo, domattina alle cinque e mezza. In ogni caso, domattina presto!

Perché dovremmo parlarne?

La risposta più sensata sarebbe questa: perché Giorgio Oppi ha pensato bene di andarsene a Roma sfruttando l’ultimo aereo prima che le linee per il parlamento venissero definitivamente interrotte: dopo l’infelice scelta di Casini e il terremoto elettorale di cui ancora percepiamo forti scosse di assestamento, non è credibile che ci saranno altre possibilità.

E perché non è rimasto in Sardegna candidandosi alle prossime regionali?

Ecco, appunto, è proprio per via di questa domanda (e dell’ovvia risposta) che dovremmo parlare delle prossime elezioni regionali.

Se nessuno se ne fosse ancora reso conto, ricordo che, nonostante l’affluenza alle urne sia stata in calo (68,5%), il Movimento 5 Stelle, in Sardegna, è il primo partito con il 28,73%, ad un pelo di figa dal 31,73% della coalizione di centrosinistra. Sì, i 25.544 voti di differenza potrebbero sembrare tanti, in un posto come la Sardegna, come dire tutto SEL, però rendiamoci conto che questi simpatici burloni del M5S non li aveva mai visti nessuno (*) e la prima volta che mettono fuori il naso prendono 244.610 voti, mangiandosi destra, centro, sinistra e tutto l’indipendentismo con contorno di patate novelle e carciofi a chilometro zero! Non è che questi abbiano chiamato i delusi che alle passate elezioni si erano astenuti, proprio no, questi sono voti di persone che hanno sempre votato e questa volta hanno manifestano in pieno la loro distanza dalla politica degli ultimi anni. Di delusi della politica che questa volta non sono andati a votare ce ne sono stati più di prima! Dunque sono gli elettori che prima votavano PD, PDL, PRC, UDC etc etc che adesso hanno detto basta e hanno posto la X sulla V di MoVimento.

Allora torniamo a noi: e se domattina altri 25.245 sardi si alzano incazzati neri e votano il M5S?

Ecco spiegato perché Oppi ha pensato bene di aggrapparsi ai pattini dell’ultimo elicottero per Roma in partenza dal tetto di Villa Devoto, mentre i marines respingevano caparbiamente i grillini che l’avevano circondato.

Tornando a cosette più serie che non la carriera politica di Oppi, c’è dunque da considerare l’ipotesi fondata che domattina il M5S si prenda la R.A.S.. A mio avviso sarebbe una iattura, non perché veda nella classe politica che abbiamo saputo esprimere fino ad ora il meglio del meglio, bensì perché sono certo che il movimento di Grillo non sia assolutamente in grado di por mano ai problemi dell’ Isola, intendo quelli veri e urgenti. Ma il tema che vorrei segnalare non è tanto se il M5S vincerà o meno, quanto il fatto che pare non interessare: non se ne sta occupando nessuno e tutti parlano del Dalemone o del Lirico! (Sono due metafore, naturalmente, per dire che non si parla di un cazzo di niente, come al solito!)

Non solo: le fesserie giornalistiche di questi giorni sono lo specchio di altrettante fesserie poste all’ordine del giorno dai partiti politici, come appare evidente dal tenore degli interventi nei siti istituzionali.

Un esempio? Provate a gettare l’occhio su Sardegna Democratica, come dire la gente che continua a menarcela con Soru. Ve l’immaginate una campagna elettorale in cui in una piazza c’è Soru che parla da un palco e in un’altra c’è Grillo? Si corre il rischio di regalare i pochi posti disponibili in regione alla destra, altro che storie! E invece che porsi immediatamente il problema delle regionali, domattina, c’è chi parla del perché il PD non ha vinto – tutta colpa di Bersani, naturalmente – citando lo psicologo sociale statunitense Drew Westen (sic!): «[…] il Partito democratico non è stato in grado di comprendere il cambiamento in atto nel “paesaggio emotivo del proprio elettorato”, non si è accorto che una importante quota di propri elettori stavano decidendo di indirizzare la preferenza verso l’M5S».

Soru le ha prese da Cappellacci e vorrebbe vincere contro Grillo? Con questa gente che anziché pensare che gli stanno levando la sedia da sotto il culo si mette a citare Westen per dire che non sono capaci di guardare oltre il proprio ombelico? Ma siamo matti?

Sì, siamo matti, o meglio bimbiminkia, perché andiamo avanti indefessi a discettare dell’ombelico o delle nuove teorie sulla gravità quantistica, senza mezze misure e senza misura, quella nostra e locale che ci imporrebbe, se appena avessimo un minimo di cervello, di dedicarci a ciò che sta per piombarci sulla testa domattina. Con la dovuta attenzione al fatto che, questa volta, devo dire che l’appartenenza al genere Homo bimbominkia non risparmia nessuno: giornalisti, politici, intellettuali e semplici conoscenti, tanto per citare Bonvì, morto per non vedere le sue grottesche sturmtruppen che stanno per prendere sul serio il potere.

Quindi?

Ma lo sapete che Marcella Crivellenti se n’è andata in maternità? E adesso?

 

(*) in realtà non è del tutto vero; nel mio piccolo, avevo segnalato la performances dei grillini alle ultime amministrative, ma non ho voglia di cercare il link, tanto non conto un cazzo anche se sono il think tank di Zedda

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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7 risposte a SARDEGNA: IL SILENZIO DEI BIMBIMINKIA. E SE GRILLO SI PRENDE LA R.A.S.?

  1. Regina Madry ha detto:

    Gentile Gabriele,
    due cose, anzi 3:
    1. lei ha un’idea di chi potrebbe essere il valido antagonista per un eventuale candidato grillino alle prossime Regionali?
    2. i bimbiminkia sono ovunque e purtroppo abbondano anche dentro i partiti, non solo nell’informazione isolana. TUTTI i partiti, eh! quindi ho l’impressione che individuare un* candidat* valido diventi un’impresa, purtroppo.
    3. lei che è un femminista, se ben ricordo, potrebbe cortesemente prestare attenzione al linguaggio da caserma focalizzato sull’immagine femminile? sì, mi da fastidio (anche se, ovviamente, non conta una cippa).

    cordialmente,

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Regina Madry,

      1) domanda poco precisa, però le rispondo lo stesso: sì, se ne avesse voglia (e fosse supportato dalla sinistra e dal PD; ho forti dubbi in proposito; dalle nostre parti si preferisce perdere che far vincere un “nemico” di sinistra). (PS: il candidato grillino è Grillo, non ci sono, ad oggi, “candidati grillini”).
      2) naturalmente sono d’accordo perchè l’ho detto anch’io, aggiungendo ai giornalisti e ai politici anche i “semplici conoscenti”: la specie Homo bimbominkia conta un fottio di membri (sì, è un doppio senso);
      3) dà fastidio anche me: è il motivo per il quale lo adopero (esattamente come preferisco “cieco” a non vedente e “impotente” a non trombante)

      Non è vero che non conta una cippa, ma è padrona (ovviamente) di crederci o meno.

      Cordialmente,

  2. Proto Zuniari ha detto:

    Caro Ainis,
    i frequentatori abituali di Sardegna Democratica tacciono perché per loro sarebbe, forse, imbarazzante dare libero sfogo alla viva soddisfazione per “la non vittoria del PD” . In fondo il sito , ufficialmente, fa riferimento a Soru che nel PD ci sta ancora, anche se un giorno sì e l’altro pure c’è Muledda o qualche shardanicko che a Soru lo tira per la giacchetta. Comunque qualcuno non ha potuto resistere e lo ha fatto lo stesso, in linea con i passati reiterati attacchi a tutto ciò che sapeva di sinistra e non di pecorino, birra Ichnusa, e LSC. Gli operai vogliono un posto di lavoro, e anche le loro fabbriche. Dubito che Grillo, se andrà a dire loro che le fabbriche e le miniere sono del diavolo e che il futuro è nelle zucchine a chilometro 0 che sono di Gesù, manterrà i voti che ha avuto.
    Per ora queste cose agli operai le dicono proprio i frequentatori di SD e credo che che, in tal senso, abbiano orientato anche gran parte del PD. Il risultato lo abbiamo visto e io, da martedì, non ci dormo. Per fortuna l’enologia ha fatto passi da gigante anche in Sardegna e per il fine settimana ho pronte tre bottiglie di Cagnulari e due di Vermentino di Gallura. La barbera barriccata però no! Meglio il Barolo (Lei ce l’ha a Km 0), che dei truccioli ha sempre fatto a meno.

  3. Elisabetta ha detto:

    Beh si, il linguaggio da caserma da fastidio anche a me, è uno scivolone devo dirglielo. Non c’è nulla di offensivo nel dire cieco o impotente, invece il suo tirare in ballo l’organo femminile è così fuori luogo, così poco necessario…Peccato.

  4. alberto ha detto:

    Gentile Ainis,
    a dimostrazione di come non si parli di niente e si stravolgano le cose è servita la venuta dei sindacati nazionali al Lirico di Cagliari. Apparentemente in appoggio alle RSU locali, hanno servito su un piatto un modo diverso di leggere e affrontare la immane vertenza.
    In sintesi le rappresentanze nazionali hanno detto:
    1. Care rsu, avete fatto casino senza risolvere niente, contrapponendovi preventivamente ad un sovrintendente e bloccando il teatro. Adesso non sapete cosa fare e dobbiamo venire noi a sbrogliarvi la matassa.
    2. noi allora veniamo ma non vogliamo parlare della Crivellenti. Vogliamo che il teatro vada avanti con la programmazione perchè se no voi state a casa tutti…
    3. per questo chiediamo a Zedda come presidente di ricominciare a dialogare con i sindacati e di procedere con
    4. la nomina di direttore artistico e amministrativo almeno fino a giugno se no il teatro, che hanno bloccato le rsu del lirico, resta bloccato
    5. il teatro lo hanno bloccato le rsu offrendo la scusa al cda per non ratificare la nomina prima, poi presentando l’esposto alla magistratura, poi aiutando nei ricorsi (aiutando sì, perchè la Spocci l’hanno aiutata alcuni dei rappresentanti sindacali). Così la Crivellenti è stata messa in dubbio e non ha potuto nominare ufficialmente il suo staff, nel timore di mettere in difficoltà altre persone, oltre a se stessa. Risultato: stagione bloccata.
    6. Zedda è uno che va avanti: se fate muro contro muro vi schiantate. Bocce ferme e ripartiamo

    Quindi la venuta dei nazionali a Cagliari è in verità una strigliata ai combattivi lavoratori del lirico che hanno fatto un pasticcio e che anzi fanno pasticci sin dai tempi della nomina di Pietrantonio…caso strano vero?

    Questa è la mia lettura. Non so cosa ne pensi lei
    buona domanica

  5. Erasmus de Pauli ha detto:

    O schierau! Ses cummenti a unu pippiu chi ha castiau sa televisioni e ha crettiu che su mundu è cussu. Ma sciacuarì su ciorbeddu, e arregiona con sa conca tua. Mi fai feli biri unu cullutzu comenti a tui chistionai de nudda cumenti una pudda spinniara. Sbrigungiu e faulangiu. Tui as cumprendiu tottu, e ti vantas se s’imtelligenza chi creis de tenni, ma no hais cumprendiu nudda. Bai a cassai is puligas, chi fais menu dannu.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Erasnus da Pauli,
      pubblico il suo commento perché i coglionazzi bisogna sopportali pazientemente, poverini. Se iddio li ha creati, assieme alle oloturie, serviranno bene a qualcosa.
      Cordialmente,

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