PER I COMPAGNI DI SEL

Grafica1Posso permettermi due righe per un sacco di gente che neppure conosco? Si? Sono le magie della rete, quelle che Grillo e Casaleggio sono riusciti a sfruttare così bene.

Solo due righe, davvero, per compiacermi di un fatto passato apparentemente sotto silenzio nel gran casino dei grillini, convinti di essere sulla via per cambiare il mondo (anche De Bono e Mussolini, sulla via di Roma, erano convinti che l’avrebbero cambiato e, loro , ci riuscirono).

Mentre Bersani, ultimo di una lunga serie di segretari del PCI, PDS, DS, PD, realizza come per raccogliere la sabbia ci voglia un secchio e non le dita, perché la sabbia ci passa attraverso, festeggio un piccolo avvenimento che, per me, ha un senso particolare: la sinistra torna in parlamento!

 

Devo essere sincero (e ho pure i testimoni che potrebbero dirlo): la campagna elettorale della sinistra, anche in Sardegna, mi è parsa moscia, debole, priva di mordente per quanto condotta con tanta, tantissima passione. Eppure mi sono cacciato un tappo in bocca e non ho detto una sola parola, non una. Avrei voluto dire che strizzare l’occhio al PSd’Az, ad esempio, era una solenne cazzata (e infatti sono spariti, evaporati, finalmente, era ora!) che sarebbe stato opportuno decidere una linea che parlasse in modo forte di futuro, di industria “buona”, di soluzioni pragmatiche (quella farlocche di Grillo, le zucchine biologiche, hanno anche avuto fortuna: perché non provare a proporne qualcuna dignitosa?).

Eppure sono stato zitto, zittissimo, zittissimissimo!

Perché?

Per scaramanzia – ecco perché –  perché, pur essendo critico con un bel po’ di argomenti portati dagli esponenti di SEL (ad esempio Doneddu, accipicchia!) ho sperato che questa volta si potesse, in qualche maniera, ovviare ad una mancanza che mi stava sul gozzo fin dai tempi della Sinistra Arcobaleno, una formazione che chiunque, con un minimo di cervello, avrebbe immediatamente considerato un terribile e tragico flop. Ho sperato che la sinistra tornasse in Parlamento, magari, sai la goduria!, al governo!

No, non la sinistra di Ingroia, detto con tutto il rispetto di questo mondo, una formazione politica dalla quale mi divide la mancanza di pragmatismo, quello necessario alla comprensione di un fatto elementare per quanto, apparentemente, troppo arduo per tanti compagni: la realtà non è mai esattamente come la vorremmo; bisogna farci i conti e, a volte, accontentarsi!

E questa volta, dopo lunghi anni in cui la sinistra mancava dal Parlamento, non solo mi accontento, ma sono anche felice che la Sardegna esprima due parlamentari autenticamente progressisti. Con i quali condivido l’idea forte di un futuro in cui le donne non vengano trattate come oggetti inutili attorno a una figa, in cui gli omosessuali abbiano il diritto di baciarsi in pubblico come tutte le persone che si vogliono bene, in cui il reato di tortura venga perseguito dalla legge e le armi siano bandite. Un futuro in cui le persone in difficoltà abbiano pari dignità di tutti gli altri. Insomma un mondo migliore secondo quanto intendo io, senza la presunzione che ciò si possa ottenere in tre giorni, come pretenderebbe Grillo, o mai, come piacerebbe a Berlusconi.

A sessant’anni, ci manca poco, qualche giorno, mi accontenterei di un trend, parolina abusata che esprime la tendenza di un fenomeno. Sarei contento di vedere qualche progresso, dopo lunghi anni passati a registrare regressi, il becero tornare indietro sui principi per i quali, da ragazzo, mi ero illuso di contribuire ad una soluzione.

Non dico che vedere SEL tornare alla camera e al Senato mi abbia commosso, ma non ci manca molto. Invecchiando si rincoglionisce… oppure si diventa più saggi: più che un ossimoro, un sinonimo.

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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2 risposte a PER I COMPAGNI DI SEL

  1. Proto Zuniari ha detto:

    Caro Ainis,
    il commento vale per gli ultimi tre post. Vero, siamo fermi alla gioiosa macchina di paperetto, ed è anche vero che che l’annunciatrice del TG3 LIS, in confronto a Bersani, è una in grado di convincere i fedeli di La Mecca a bere rum nel ramadan. Ma Vendola è un’altra cosa, la fantasia la fa girare “sa parlare anche al cuore”; oltre a saper comunicare i risultati di ciò che ha già fatto in Puglia (e.g. sitemazione dei precari delle scuole), sa prospettare un futuro agli sfigati, e ha saputo dimostrare pragmatismo (vedi ILVA), si batte per i diritti civili e delle donne e, ultimo ma non meno importante per uno di sinistra, è sempre stato dalla parte degli operai. Eppure SEL non è stata premiata. Sono contento che grazie al pragmatismo di Vendola ( che non ha voluto correre da solo in nome della purezza) un po’ di compagni siano entrati in parlamento, ma non basta. Agli occhi dell’italiano medio, devastato da vent’anni di merci-spettacolo avariate propinate da Mediaset, Vendola è pur sempre un politico, e la ggente vuole attori, imbonitori da fiera, mafiosi, (im)prenditori, giudici, (ora, per fortuna, in declino), tutto fuorchè un politico che nasce come tale. Non so cosa questi personaggi che entrano in politica possano far sognare, ma si sa el sueno de la razon … .
    Comunque meglio un Bersani imbalsamato che un imbonitore pifferaio.
    Chissà se gli scrittori potrebbero funzionare; Busi in TV si è cimentato ma non ha dato uno spettacolo entusiasmante, però il suo venditore di collant e la sua vita standard mi piacque molto, se sapesse vendere buone ide e convicere un po’ di elettori , chissa! El especialista, invece, non mi ha convinto. Busi che fa il moralista è un po’ improbabile. L’ho letto, anche , seguendo un suo consiglio e perché sono di sinistra, ma non un intellettuale.
    Cordialmente

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Proto Zuniari,
      il mio citare Vendola si riferisce alla capacità di descrivere un futuro (come faceva anche Renzi). Se fosse andato da solo non sarebbe entrato in Parlamento (infatti ne apprezzo il pragamatismo)!
      Però le rispondo su Busi. L’ultimo romanzo a me è piaciuto molto. Prima di tutto per la struttura narrativa, che trovo molto innovativa. Poi per la scrittura, ancora fresca nonostante gli anni che passano. Infine proprio per l’aspetto che a lei non piace: perché si mette in gioco sul serio sull’oggi, mentre potrebbe benissimo campare scrivendo ancora e sempre lo stesso romanzo (e non dimentichiamo il Seminario, che pubblicato oggi andrebbe subito in testa alle classifiche).
      Come dire: chi glielo fa fare, a Busi? Potrebbe fare il Moccia gay e diventare ricco sfondato!
      Inoltre (so che potrà sembrare paradossale) ma il mondo che descrive mi pare straordinariamente simile a quello che sperimento tutti i giorni, ovvero trovo che riesca a sintonizzarsi molto bene con la realtà.
      A volte, riflettendo su ciò che scrive, mi domando se davvero non abbia piena ragione a svuotare le persone da ogni fronzolo sovrastrutturale per ridurle a esseri umani appena sopra la soglia della bestialità. Mi chiedo se noi italiani, oggi, non siamo davvero i personaggi di Busi!
      In questo senso, lo trovo molto più “intellettuale” di un Kundera, ad esempio, tanto per citarne uno, che si dedica ai grandi problemi del mondo dialogando, di fatto, solamente con altri Kundera come lui. Non che Busi sia alla portata di tutti (tutt’altro) ma non parla ad altri Busi, parla anche a me (non so a lei, non la conosco a sufficienza). Kundera no, invece, non parla per quelli come me, privi di velleità da intellettuale.
      Il totale, premesso che considero la Vita Standard un vero capolavoro (ma la Delfina continua ad intrigarmi ancora oggi come la prima volta che l’ho letto) oggi sarebbe del tutto fuori contesto. Il mondo della Vita standard non è quello di oggi, ecco perchè El Especialista mi ha colpito così tanto (però sono davvero un patito di Busi, quindi sono di parte).
      Cordialmente,

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