CHI SONO I GRILLINI?ATTENZIONE ALLE ELEZIONI REGIONALI!!

flit 1Qualche tempo fa, una ventina d’anni, mi sono domandato che diamine fossero la Lega Lombarda e la Liga Veneta. Me lo sono chiesto prima che Bossi riuscisse a metterle assieme creando il piccolo capolavoro politico chiamato Lega Nord (per l’indipendenza della Padania) quindi, in un certo senso, prima di Bossi (o prima che Bossi diventasse Bossi). Esaurito il compito – per saperlo ho fatto in fretta: non erano niente!! – mi sono trovato – come spesso accade quando si investiga la realtà, anche per sciocchezze come questa – di fronte ad un’altra domanda: chi è il leghista? Oppure, in modo più semplice: chi cazzo vota una scempiaggine evidente come la Lega?

Rispondere alla seconda domanda non è stato per nulla semplice, anche perché il tipo antropologico è cambiato col tempo, così come la leadership, da Bossi a Maroni, però credo di essermi fatto un’idea abbastanza precisa. Impressione poi confermata da un bel saggio pubblicato nel 2011: (L. Dematteo, L’idiota in politica; antropologia della Lega Nord, Feltrinelli, 2011) passato largamente sotto silenzio perché i politici – direi soprattutto a sinistra – hanno la tendenza, ultimamente, ad inventarsi un’idea di elettore che spesso non esiste, tarando la propria offerta su di esso, con quel che ne consegue.

Così, al nord, la sinistra non si è domandata chi fossero i leghisti, cosa che ha sortito l’effetto di scomparire dalle regioni settentrionali (salvo il Piemonte, per fortuna, ma con un altro po’ d’impegno si può rimediare). Nello stesso modo, pare che la sinistra non si sia domandata chi fossero i grillini… e i risultati si vedono!

E adesso? 

Forse sarà tardi, tuttavia potrebbe avere un senso domandarsi chi cazzo voti il Movimento 5 Stelle. Come dire, chi cazzo siano questi grillini, piuttosto che concentrarsi su Grillo e Casaleggio. Anche perché, se a livello nazionale siamo potentemente nelle curve, le prossime regionali non aspettano e sono domattina: non sarebbe male domandarsi che diamine fare in proposito!

Un recentissimo- un mesetto scarso- lavoro a più mani, curato da Corbetta e Gualmini (Il Partito di Grillo, Il Mulino 2013) dedica il terzo capitolo (autori: Pedrazzoni e Pinto) proprio a questo busillis: Gli elettori del Movimento 5 Stelle.

Naturalmente parliamo della provenienza politica, della distribuzione anagrafica, di genere, dei mestieri di coloro che vengono attratti dal Movimento (cioè il profilo sociodemografico). Senza conclusioni di carattere antropologico, invece, che a mio avviso sarebbero ben più interessanti. Si legge che, in soldoni, M5S nasce come espressione di una sinistra ecologista e libertaria, che si aggregano movimenti vari e variegati – prima di tutto nell’area dell’ambientalismo, ma anche legati a istanze puramente locali, sussecutivamente integrate e ampliate dal gruppo. Finché diventa un attrattore valido anche per la destra una volta che venga cavalcata l’istanza “antisistema” (se ci si intende sul termine, naturalmente, tanto per esser chiari il : “mandiamoli tutti a casa”).

Premesso che raccomando caldamente la lettura di questo libro (monotono per chi non ama tabelle e grafici, preziosissimo per chi ha la pretesa di leggerli e trarne conclusioni per interpretare il fenomeno Grillo) mi permetto di suggerire un approccio antropologico, come quello del saggio di Dematteo sui leghisti. Quindi, non tanto un parallelo tra M5S e Lega dal punto di vista del confronto tra Grillo e Bossi o di quello tra la proposta antisistema di entrambi, quanto ciò che nel libro di Corbetta e Gualmini manca e dovrebbe essere aggiunto: chi è il grillino, da un punto di vista antropologico?

Secondo me è un idiota, nell’accezione etimologica del termine proposta dal saggio sull’antropologia del leghista di Dematteo: uno che vive alla periferia, un escluso dai processi principali di inclusione (intellettuale, sociale, politica, ultimamente anche economica) e metabolizza la propria esclusione attraverso un processo di valorizzazione della stessa. Non c’è bisogno di uno studio antropologico approfondito: basta spendere qualche giorno in rete per realizzare come la posizione tipica del grillino sia, come quella dell’adepto ad una setta, la valorizzazione del proprio status di “diverso” (= escluso che lo rivendica e valorizza = gliela facciamo vedere noi!)

Questa sostanziale convergenza tra il tipo leghista e il grillino è sottolineata, a posteriori, dalla migrazione del voto leghista sperimentata alle ultime elezioni (la lega si è dimezzata!) soprattutto in Veneto, regione in cui i leghisti idioti, hanno sperimentato una doppia esclusione: la prima che ha determinato il diventare leghisti, la seconda percependo come tale (esclusione) la supremazia lombarda all’interno della Lega Nord.

Non molto tempo fa, avevo suggerito un parallelo antropologico (l’idiozia) tra leghisti e indipendentisti/autonomisti sardi (a questo link) e non è un caso che i voti sardi dell’area “sovranista” siano confluiti nel Movimento 5 Stelle, come ha fatto esplicitamente notare, ad esempio, quel campione di indipendentismo che risponde al nome di Bustianu Cumpostu (Il PSd’Az non ha fatto notare nulla, è sparito praticamente nel silenzio!)

Dove voglio andare a parare?

Prima di tutto, cari compagni, spendiamo 16,00 euro e leggiamo con somma attenzione ciò che c’è scritto nel libro che segnalo. Possibilmente, facciamo anche in fretta, perché le elezioni sono domattina all’alba. Non aspettiamoci troppe novità, in fondo è una raccolta (ma molto aggiornata) di idee che si trovano spesso espresse sui giornali o nel web, però trovarle raccolte tutte assieme invita alla riflessione.

Secondo, domandiamoci se sia il caso di sparire dalla scena politica per un bel po’ di tempo, oppure valga la pena trovare il tempo per capire chi siano coloro che trovano nel Movimento 5 Stelle una risposta alle proprie esigenze. Potremmo anche scoprire che sono persone che hanno desideri e aspettative simili alle nostre e, magari, che potremmo essere anche noi idioti come loro senza essere idioti per nulla.

Terzo, leggiamo con attenzione l’analisi, molto ben fatta, dei meccanismi spiccioli di comunicazione coinvolti nella strategia di Casaleggio. Non per imitarli, quanto per capire che senza comunicazione non si procede.

Poi svegliamoci e cominciamo a pensare come si fa ad aprire uno spazio di aggregazione virtuale, però in fretta, prima di domattina!

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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9 risposte a CHI SONO I GRILLINI?ATTENZIONE ALLE ELEZIONI REGIONALI!!

  1. Asia ha detto:

    Leggerò il saggio con interesse ma, nel frattempo, vorrei fare qualche considerazione.
    Ritengo che gli elettori del M5S appartengano semplicemente alla categoria degli indignati attivi.
    Sono prevalentemente giovani senza lavoro o precari, adulti delusi dal fallimento perenne delle solite cariatidi, cittadini furenti contro i privilegi della casta.
    C’è proprio di tutto: una bella marmellata socio-culturale.
    Se aggiungiamo questo 25% al 25% degli indignati passivi, alias gli astensionisti, raggiungiamo il 50%.
    Il che significa che la metà degli italiani non crede più alla politica tradizionale, quella supportata dall’affarismo malavitoso, dagli inciuci, dai compromessi e connotata dal fallimento sistematico.
    Resta il 25% che ha creduto ancora in Bersani e Vendola, magari turandosi il naso, le orecchie ed ogni altro pertugio… ed un improbabile 25% rimediato dal cavaliere con ogni mezzo.
    E quando dico OGNI, dico OGNI.
    Anzio docet. http://www.beppegrillo.it/2013/02/brogli_ad_anzio.html
    In compenso la base dei grillini si sta già ribellando ai diktat della sala regia:
    “Grillo adesso non decide più nulla. Decide durante la campagna elettorale, ma dal momento in cui le elezioni sanciscono chi è stato eletto, spetta a noi eletti decidere. Adesso e’ tutto nelle mani dei portavoce, in contatto con la cittadinanza”.
    Lo ha detto Valentina Zafarana, portavoce Movimento 5 Stelle all’Assemblea Nazionale siciliana, intervistata durante la trasmissione Tutta la Citta’ ne parla, su Radio3Rai. “Non decideranno Grillo e Casaleggio se dare la fiducia al Senato a un eventuale Governo. “.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Asia,
      non capisco bene quale profilo sociodemografico intenda (detto così, come fa lei, direi nessuno) tuttavia le suggerisco di dare un’occhiata al libro (potrebbe stupirsi, in ogni caso sarebbe informata e ne parlerebbe con cognizione di causa). Non si offenda ma, leggendo in giro, si sentono tante sciocchezze. Se almeno avessimo sottomano i dati (che hanno la rilevanza degli studi sociologici, naturalmente, se non si ha fiducia allora è inutile e non si parla di nulla se non di pure e semplici “impressioni”) avremmo una base comune da cui partire.
      Quanto al resto del suo commento, non capisco bene cosa intenda (se lo scrive per dichiararsi s’accordo con me o no). Io mi interrogo sul perché di un voto come quello grillino da un punto di vista antropologico e ciò che dice lei collima con quanto affermo io: ci sono persone che si sentono “escluse” “lontane” (da cui “idiote”) e reagiscono partendo da questo, anzi rivendicandolo. Esattamente come i leghisti e i nostri autonomisti. Tanto è vero che entrambi (leghisti e autonomisti) hanno dato il voto al M5S!
      La mia è semplicemente un’esortazione ai politici: non rifate l’errore commesso nei confronti della Lega perchè stimao parlando della stessa gente (i leghisti prima, ora grillini)
      Dico anche a lei (mi hanno scritto in parecchi) che non sto esprimendo un giudizio di merito sui grillini (e gli altri). Nno in questo post.
      Cordialmente,
      ——————————————————–
      PS – I suoi commenti finiscono regolarmente nello spam. Se non dovessero comparire mi mandi una mail

  2. Proto Zuniari ha detto:

    Gentile Asia,
    sono entrato nel blog da lei suggerito e il commento che più mi ha colpito è questo:
    “Grazie Beppe e grazie a tutti uomini e donne D’ONORE ED ONESTA’ che ci darete voce contro i
    falliti digerenti del paese. Finalmente mi sento parte di una comunità”. A parte che “uomo d’onore” sarebbe un’offesa per chiunque abbia buon senso, e che non si capisce se l’errore è voluto (ah, ah !), mi sembra che Ainis, sul fatto dell’idiota/escluso che finalmente trova una comunità, abbia ragione. Quanto al termine fallito (utilizzato da Lei come dall’autore del commento), se rivolto a chi negli ultimi vent’anni ha governato il paese mi sembra proprio inappropriato. Le sembra che Berlusconi che ha il monopolio assoluto dell’informazione televisiva e non (qualche giornale per trattamenti Boffo serve sempre), Mediaset , Mediolanum, Mediaword, e potrei continuare, sia un fallito? Che Denis Verdini ancora a piede libero sia un fallito? E Bertolaso a piede libero? Lui in tangenti ha accumulato una fortuna e in galera ci vanno bischeri “esperti di terremoti” che hanno solo obbedito a lui. Mara Carfagna, la Minetti, e la Gelmini (che ha distrutto l’Università) insieme al circo Formigoni con la sua Compagnia delle Opere, sono dei falliti? Cosa erano tutte queste persone 10-15 anni orsono? Anche se dovessero stare lontani dal potere, ciò che hanno accumulato basterà loro per campare spendendo in un giorno quello che un cassintegrato guadagna in un mese (se non in un anno). Loro non sono falliti sono la banda Bassotti che ha raggiunto i suoi obbiettivi a spese del fallimento del paese. E il rancore (l’indignazione nei post dei grillini è merce rara) che si evince nei commenti , in molti casi, sembra proprio quello di esclusi dal banchetto che il fallimento del paese ha decretato. Tutti gli altri post sono contro i brogli che avrebbero tolto la vittoria al Movimento. Mah!. A proposito io ho votato Vendola ma non mi sono turato il naso. Se vogliamo ragionare su una categoria, soggetta a relativismo, come l’onestà, lui, Vendola, è mille volte più onesto ( sopratutto intellettualmente) di Pizzarotti che con l’inceneritore ha infinocchiato i Parmensi. Che sia un allievo di Callisto Tanzi?
    Comunque, vorrei tanto che Lei e anche Pedrazzoni e Pinto (origini di sinistra ecologista e libertaria? Ma per favore! povero Kropotkin) aveste ragione.

    Cordialmente

  3. Asia ha detto:

    Carissimo P.Z.,
    è ovvio che mi riferissi al fallimento istituzionale.
    So bene che i corrotti, in società alla deriva, sono dei vincenti… purtroppo.
    Le dirò che intendevo dare il mio voto al M5S almeno al Senato, per rinnovare il “parco buoi” con relativa mangiatoia.
    Mi sono ricreduta all’ultimo momento e mi sono turata diversi pertugi prima di dare il voto al PD.
    Non le nascondo il mio rammarico per l’insuccesso di Ingroia e per l’uscita di Di Pietro, che ho sempre considerato -malgrado tutto- una preziosa sentinella per gli eccessi della casta.
    Perché gli italiani sono indifferenti alla legalità? Perché confondono la giustizia con il giustizialismo?
    Perché non si sentono rassicurati dalla presenza di ex magistrati seri in quel protervo letamaio?
    Stento a capire.

    • New Entry ha detto:

      Il progressivo deterioramento del concetto di legalità va di pari passo con il progressivo deterioramento del concetto di società civile, che delle norme che regolano i rapporti dello stato-comunità è presupposto. Non può esistere l’uno (concetto) senza l’altro. La conseguenza sono azioni non adeguate e reazioni scomposte (per intenderci non dissimili dalla mia maniera di giocare a scacchi!). Equamente distribuite tra schieramenti e votanti, astensionisti (ancora in crescita) compresi.

  4. Proto Zuniari ha detto:

    Mi scusi Asia,
    Di Pietro sentinella di che e di chi ? Di Scilipoti e di quell’altro che si è venduto per 5 “miseri” milioni a Berlusconi? Sentinella contro il familismo? E il figlio? Sentinella contro chi usa i soldi del finanziamento pubblico ai partiti per altri scopi? Beh, è vero IDV non era un partito era un partito-persona come quello di Ingroia che, guarda caso, attacca la Boccassini riferendo presunti commenti su di lei da parte di un giudice vittima della mafia che non può confermare. Bel metodo! Mi scuso, sbagliavo, il fiduciario di Di Pietro non ha commesso reato, infatti, non esistendo più i partiti – e da un pezzo – ma solo cognomi di ducetti con una sigla a seguire, è ovvio che il finanziamento vada al cognome, inteso come famiglia. L’importante è combattere la “partitocrazia”. Anche se i partiti sono scomparsi (salvo qualche eccezione).

  5. cla ha detto:

    Ma che analisi raffinata Gabriele, complimenti. Chi vota M5S è un idiota, chi vota Lega un demente, e chi vota Silvio…aspetta che indovino, idiota anche lui? Ma “etimologicamente” e “antropologicamente”. Fantastico: lo stesso tipo di analisi ribassista che, pronunciata con la spocchia di chi la sa lunga, da chi magari a suo tempo ha votato Soru credendo di fare qualcosa di sinistra, condannerà per sempre il Partito Democratico in Italia a un ruolo subalterno. Fino a quando il centrosinistra in Italia non tornerà a guardare le persone negli occhi sarà destinato a smacchiare giaguari a metà.

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