CHE BRUTTO ESSERE STAMPUNIEDDU IN VERSIONE CASSANDRA!

Grafica1Qualche giorno fa, alla vigilia delle elezioni, ho scritto: «Siamo ancora fermi alla gioiosa utilitaria di Paperetto e non ci si riesce a capacitare del perché e percome le idee raccolgano poco consenso e le barzellette tantissimo, […]» (per i più giovani, Paperetto sarebbe il nomignolo che Corrado Guzzanti affibbiò ad Achille Occhetto, protagonista dell’affondamento della sinistra e della celeberrima “gioiosa macchina da guerra” nella tenzone contro il primo Berlusconi)

Purtroppo ci ho azzeccato, anche se su un altro risultato ho preso un granchio non da poco: «[…] sebbene dubiti (e lo dico prima dei risultati elettorali) che a questa tornata Grillo riesca a raccogliere un risultato davvero eclatante (ad esempio il 25%, tanto per essere chiaro, sebbene ottenere un risultato a due cifre sarebbe comunque un enorme successo).»

Su Grillo mi sono sbagliato per due motivi. Il primo: le persone che conosco bazzicano tra Piemonte e Lombardia. In questa pensavo ad una performance migliore per Cavaliere&Lega, in quello un risultato attorno al 25% (perché il M5S riesce ad unire il disagio cittadino con i movimenti tipo No-TAV, montagnini e localisti). Il secondo: credevo che Monti fosse più bravino, soprattutto in Lombardia (e invece mi ha tradito!). In totale, guardando all’orticello che conosco meglio e interpretandolo come un buon campione della realtà, mi ero fatto l’idea di un qualcosa poco sotto il 20%.

 

Tuttavia, come ho detto nel post di cui parlavo, non ero (e sono) particolarmente interessato al risultato di Grillo (in realtà 20 o 25% il succo del problema è lo stesso: non si riesce a formare un governo) quanto ai motivi per i quali la sinistra abbia, ancora una volta, proceduto ad un suicidio (per me) annunciato di fronte a due personaggi (Berlusconi e Grillo) che adoperano la stessa tecnica per la raccolta del consenso: la fantasia!

Entrambi promettono l’impossibile. Berlusconi in maniera più becera: IMU e gnocca per tutti; Grillo con toni più fantasiosi: ecologia, zucchine biologiche, uomini politici incensurati, acqua piovana per far transitare gli stronzi dal cesso alla fossa settica, energia pulita… Un cumulo di balle, come dimostrato a Parma da Pizzarotti che, di fronte alla necessità di amministrare, ha proceduto a soluzioni pragmatiche, perché si può anche dire che non si vuole un inceneritore, poi , una volta verificato che non se ne possa fare a meno, si finisce per tenerselo, grilli o non grilli, cicale o non cicale (ci cale, ci cale, altro se ci cale…). Tanto, al massimo, a cose fatte si glissa, anche perché, per l’appunto, nessuno si preoccupa di ricordarlo e poi , sul palco, Grillo venderebbe ghiaccio agli Inuit, come Berlusconi sabbia ai Tuareg. Come dire che contro i sogni, bellissimi, è inutile parlare dell’inevitabilità delle tasse! Bisogna elaborare altri sogni, immaginifici e coinvolgenti.

La sinistra, a queste elezioni, aveva due candidati che sono capaci di far sognare le persone: Vendola alla sinistra dello schieramento, Renzi a destra. Con una mossa da vera volpe del deserto (Rommel si sarebbe complimentato) Bersani, nel corso delle primarie, li ha messi l’uno contro l’altro e li ha neutralizzati. Bravo, certo, peccato che così abbia azzerato il potenziale immaginifico della coalizione, perché Vendola è sparito (tra l’altro, fatto oggetto di una vera e propria guerra mediatica da parte di Ingroia) mentre Renzi, invece, pure, impallinato da compagni di partito troppo intenti a spartirsi la pelle dell’orso prima ancora di averlo scuoiato. In tal modo (e ancora una volta, direi) mentre il PD era intento all’opera di sgomitare per i posti di governo (cercando di tenere fuori Renzi&Vendola) Berlusconi e Grillo (probabilmente increduli di fronte a tanta fortuna!) facevano sognare la gente.

Così eccoci qua: le macchie del giaguaro sono rimaste dove stavano! Abbiamo sbagliato candeggina?

Sì, del tutto e, se proprio si vuole riflettere, invito a considerare il caso bizzarro del Sulcis.

Prima di tutto i dati: area tra le più povere d’Europa, deindustrializzazione selvaggia, disoccupazione a livelli inauditi, pessime prospettive per il futuro, crisi sociale fortissima, inquinamento galoppante. Però zona fortemente sindacalizzata, industrializzata (fin dai tempi delle miniere) provincia amministrata dal centrosinistra che sta proponendo un “piano per il Sulcis” disponendo di fondi non immensi ma ragguardevoli. Amministrazione regionale di destra tra le più incompetenti del dopoguerra (probabilmente la peggiore).

Cosa avremmo dovuto aspettarci?

Di vincere a man bassa, ad occhi chiusi. Avremmo dovuto inventarci il futuro, raccontarlo, o “alla Vendola” o “alla Renzi”, scegliendo qualcosa che desse alle persone (gli elettori) la possibilità di credere in un futuro. Risultato?

Movimento 5 Stelle: 30%; coalizione di centro sinistra: 26%; centrodestra: 21%! (Considero i dati della Camera, ma il succo del ragionamento rimane lo stesso anche al Senato). Cosa è successo?

È successo che la sinistra non riesce a comunicare la speranza in un futuro, neppure quando amministra e ha la possibilità di progettarlo in prima persona. Perfino Ingroia, che ha candidato il fanculatore di leghisti, ottiene meno voti di Doddore Meloni, quello rapito dall’arcangelo Michele! E il motivo è sotto gli occhi di tutti (coloro che lo vogliono vedere): perfino Doddore Meloni, con l’eloquio forbito di un mattone di ladiriri, cattura maggiore attenzione di Ingroia, che fa sognare quanto un pacchetto di merka cabrarese (per i non addetti ai lavori, si tratta di muggine bollito, di certo dotato di maggiore appeal del magistrato siciliano).

Di fronte a un Grillo che propone mille euro al mese per tutti, e Berlusconi che restituisce l’IMU e crea quattro milioni di posti di lavoro dall’oggi al domani, davvero si crede di poter argomentare sottilmente  nella Sardegna (e Italia) di oggi? Nel Sulcis?

Considerazione finale, poi vado a leggere Busi, che, almeno lui, la realtà la conosce e se gli “intellettuali di sinistra” lo leggessero ne trarrebbero un gran beneficio. Sarà anche vero che quando si acchiappa una previsione poi ci si bea di essere Stampunieddu. Se avessimo vinto, forse, sarei rimasto in silenzio, oppure avrei detto: Meno male che sono un cazzone e mi sono sbagliato!

Però, siamo seri: nessuno si era davvero reso conto di quanto andava accadendo? Non dico Grillo al 25%, dico la destra dove sta, che perfino io sono riuscito a prevederlo! Mi spiace fare la Cassandra, magari porto pure sfiga, ma possibile che sia così difficile imparare la lezione?

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

120

 

Questa voce è stata pubblicata in politica e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...