CARO ZEDDA TI SCRIVO

Grafica1Gentile Sindaco di Cagliari e autorevole rappresentante di SEL, Massimo Zedda,

in questa bella giornata di sole (in Piemonte splende e si riflette sugli esiti dell’ultima nevicata) considerati i risultati della tornata elettorale, vorrei indirizzarle due righe, modeste ma sentite, come un vasetto di primule in offerta dal mio vivaista di fiducia: posso? Visto che non risponde, lo prendo come un silenzio-assenso e partirò da lontano: dalla Sua elezione. Si ricorda?

Io sì, mi ricordo, anche perché, in quel periodo, a Cagliari ci venivo spesso e si respirava un’aria di entusiasmo che, per una città come la nostra, era una vera novità. C’era la percezione di scommettere con gioia su un futuro di cambiamento e questo – al di là del fatto evidente che lei a buona parte del PD stesse proprio sulle palle – faceva bene al cuore. Poi anche al cervello, certo, c’era tutto un ragionamento sui perché e percome si dovesse votare lei, un mammifero, e non un dinosauro come Fantola. Un animale sorpassato, questo, fuori tempo massimo. Fuori dal tempo di Massimo, quello che si percepiva come il futuro.

 

Bene: Lei ha vinto. Ha stupito. Ha entusiasmato… ha “comunicato” entusiasmo; e questo assieme a idee forti, non solo fuffa. Sarebbe come dire ciò che davvero mi piace di SEL: una bizzarra commistione di fantasia e pragmatismo, quella stessa che fa dire a Vendola, subito dopo queste paurose elezioni, che ai cittadini bisogna dare una speranza di futuro e un piano di indirizzo industriale! Chi altri, a parte SEL, sarebbe capace di essere tanto visionario? Berlusconi può promettere un futuro di Gnocca; Grillo può promettere un futuro di niente… Bersani è stato capace di non nominarlo mai, il futuro, come se alle persone non interessasse!

Così le buone idee della coalizione, che di buone idee ne avrebbe da vendere, si sono perse nelle chiacchiere di due imbonitori professionali, uno che vende immagine, l’altro che ci lavora assieme. Considerata la capacità comunicativa di Bersani: poteva esserci risultato diverso da quello che abbiamo sotto gli occhi? Forse sì: un’altra settimana di campagna elettorale e il premio di maggioranza alla camera l’avrebbe preso Berlusconi e forse SEL avrebbe fatto il paio con la Sinistra Arcobaleno!

Perché se si entra in competizione con due comici, non li si può contrastare senza una buona scorta di barzellette!

Orbene: so perfettamente che Lei ha capito la mia metafora e che non le sto chiedendo di seguire un corso accelerato di ironia (anche perché se la cavicchia, pur non essendo del mestiere) ma che le segnalo l’evidente (per me!) mancanza di comunicazione su ciò che la sinistra fa e immagina per il futuro dei cittadini. Guardi, mi spingo a dire quella che a persone razionali come lei potrebbe apparire una vera e propria assurdità: raccontare un futuro è decisamente più importante che descrivere un presente, per quanto positivo possa essere. E, se fosse negativo, è anche necessario.

Prendiamo Berlusconi, ad esempio: l’importante, per lui, non è negare di aver inventato l’IMU quanto promettere di restituirla. Oppure Grillo: l’importante non è negare che l’inceneritore di Parma si farà, nonostante le promesse, bensì promettere di buttarli tutti giù, gli inceneritori.

Sì, ha capito dove voglio arrivare: alle prossime regionali!

Sono domani, se la legislatura andrà alla sua scadenza naturale. Domattina presto, se si anticipa. Vogliamo pensarci? Le farei notare che a queste elezioni abbiamo un Movimento 5 Stelle che occupa un terzo dell’elettorato e il risultato di PD e SEL (che a Cagliari sono andati bene perché qualcosa di buono si è fatto, ma altrove fa tremare le dita dei piedi) non consente di essere troppo ottimisti. Ha visto il disastro del Sulcis? Un posto dove Doddore prende più voti della sinistra di Ingroia? Le pare normale? Le sembra ragionevole che l’area isolana di più antica industrializzazione (questo sono le miniere: industrie!) si rivolga a un comico che promette mille euro al mese a tutti e di trasformare le miniere in museo come opzione per il futuro? Una provincia amministrata dal PD? Un’amministrazione provinciale che promette di gestire il “Piano per il Sulcis”? Non siamo neppure capaci di raccontare un futuro avendo, forse, i soldi per progettarlo? E se anche noi volessimo dare mille euro a tutti e costruire musei sottoterra, pensa che le persone ci ascolterebbero avendo di fronte un Grillo che da una vita, per mestiere, racconta le barzellette?

E poi, nell’era di internet, della rete, come facciamo a sapere qual è l’umore del Sulcis? Lo guardiamo col binocolo? Organizziamo un incontro con un professore universitario?

Taglio corto, tanto lo so che ha capito tutto perché Lei l’entusiasmo dell’elezione se la ricorda, rammenta la scommessa sul futuro che era un’idea di buona amministrazione, certo, ma non solo. Era anche fantasia, pazzia, senso di un futuro praticabile. Era, prima di ogni altra cosa, comunicazione positiva. E poi ne parlavano tutti, ne “parlavamo” tutti chattando in rete come matti.

Ma lo sa che, adesso, non c’è neppure un forum dove si possa litigare un po’ sulle cose di Cagliari? Ci sarà pure il Circolo Atzeni, però ci sta dentro ben poca gente e non è un luogo in cui si possa andare e trovare sempre e comunque qualcuno con cui lamentarsi per i cani stitici, accidenti a Zedda! Ed io che faccio: prendo l’aereo tutte le volte che voglio parlare di politica?

Arrivo al dunque: se si vuol vendere il proprio prodotto (Berlusconi e Grillo lo sanno benissimo) bisogna comunicarne i pregi. Può darsi che un buon prodotto venduto dignitosamente venda più di uno cattivo venduto bene, ma un buon prodotto venduto male rimane in magazzino, su questo c’è poco da discutere: per vendere un prodotto bisogna parlarne. Alle ultime elezioni si conoscevano benissimo i prodotti di Berlusconi (IMU e condono fiscale!) di Grillo (un domani di grande felicità per tutti perché mandiamo a fare i culo i politici e mangiamo le zucchine biologiche!)

Il nostro? Non si riesce neppure a farci una battuta sopra!

Quindi, egregio sindaco, le domando, sommessamente, se non ritenga opportuno porre rimedio a questa situazione di vuoto. Non le chiedo di aprire un blog, un forum un cazzillo qualunque ma qualcosa bisogna inventarsi e deve anche funzionare: parlarne con i suoi colleghi della maggioranza? Nessuno che abbia voglia di cimentarsi nel terribile lavoro di creare uno spazio (anche virtuale) di discussione? Un luogo in cui si capisca, finalmente, perché la colpa delle elezioni andate male sia sua e della pessima gestione del Lirico, delle piste ciclabili e dei baretti del Poetto? E se il mio cane non fa la cacca per colpa sua: come faccio a dirglielo

Arriviamo alle prossime regionali (ma forse anche alle prossime politiche) con una mano davanti e l’altra dietro?

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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3 risposte a CARO ZEDDA TI SCRIVO

  1. Obbligatorio ha detto:

    Visto che sei in Piemonte scrivi un po anche a Fassino e Cota!

  2. Obbligatorio ha detto:

    Anzi, fai una cosa, restaci, in Piemonte!

  3. Lavoro al lirico ha detto:

    Oppure *******

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