PERCHÉ SONO INDIPENDENTISTA

Grafica1No, non è una presa per il culo: personalmente sono sempre stato indipendentista e ne sono anche orgoglioso! Ad esempio, fin da ragazzino, ho cercato di rendermi indipendente il più presto possibile.

Indipendente da che?

Dall’abbraccio affettuoso della mia famiglia, che mi ha amorevolmente mantenuto dandomi gli strumenti per cavarmela da solo. È stato uno scambio responsabile: da una parte la consapevolezza di dover provvedere ad una persona che non aveva domandato di venire al mondo, dall’altra il riconoscimento che ciò non è un buon motivo per farsi mantenere tutta la vita!

Come sarebbe a dire: Cosa c’entra con l’indipendenza della Sardegna?

C’entra e come! Anzi, è esattamente la stessa cosa. Essere indipendenti non significa fare ciò che si vuole bensì avere la possibilità di farlo, con il piccolo e insignificante corollario che è necessario possedere i mezzi che lo rendano possibile, altrimenti, piaccia o meno, bisogna fare ciò che vogliono gli altri: per la Sardegna è precisamente lo stesso!

 

No, coloro che si definiscono indipendentisti o autonomisti, chiedendo il voto a queste elezioni, dicono l’esatto contrario: che sarà l’indipendenza o l’autonomia a risolvere tutti i problemi. Come? E chi lo sa? Nessuno di costoro lo dice. C’è quello che i pastori; quello che la zona franca; quello che il Fiocco Verde, rosso, nero arancione e noisette; quello che l’agricoltura, quello che il turismo e che la vertenza entrate…

Balle spaziali!

Il punto vero e incontrovertibile è che la nostra isola consuma più di quel che produce e la differenza viene coperta dai quattrini provenienti dallo stato centrale: punto! Per questo motivo tutte le sciocchezze sull’indipendenza, l’autonomia e il tenersi le tasse sono semplicemente improponibili, perché l’unica soluzione ragionevole sarebbe, prima di tutto, produrre in misura pari a ciò che consumiamo. Tutto il resto, da qualunque parte provenga, sono solo balle: vere e proprie bugie spalate a carriolate (la maggior parte) oppure ignoranza di come va il mondo (solo una piccola percentuale, per fortuna, perché i delinquenti sono interlocutori migliori degli idioti!)

Quindi sono indipendentista, nel senso che vorrei una Sardegna che produce quanto consuma e quindi non ha bisogno di urlacchiare e chiedere l’elemosina come fanno coloro che, al contrario, dichiarano di essere indipendentisti e non lo sono, invocando un cambio di padrone: dall’Italia (che paga inostri conti) all’Europa (ma l’hanno chiesto, all’Europa, se ci vuole? Ad esempio ad Angela?)

Perché in tutto il circo autonomista/indipendentista non ce n’è uno capace di dire come vorrebbe far sì che la Sardegna sia indipendente sul serio. Cosa intendiamo fare, produrre pecorino a chilometro zero? Patate a un centimetro? Lattuga a un millimetro? Turismo?

Mentre nessuno se ne cura e i nostri pochi laureati (pagati da noi, perché i costi delle università sono coperti dalle nostre tasse) se ne vanno all’estero, gli imbecilli predicano il ritorno ai bei tempi andati – la pastorizia l’agricoltura, i nuraghi – facendo finta che il lavoro sia tutto uguale e i servizi (le scuole, gli ospedali, la cultura) non siano sostenuti dalle tasse, cioè dalla ricchezza che si produce. Lavori ricchi, società ricca, lavori poveri, società povera. Ciò vale per l’Italia – che negli ultimi anni ha perso un PIL pari a quello dell’Ungheria (!) e ha visto la qualità del lavoro regredire da quello più specializzato a quello meno pregiato – ma, in particolar, modo per la Sardegna. Noi siamo ridotti così male che l’immigrazione non è più un problema, perché gli immigrati se ne stanno andando verso lidi più promettenti seguiti (e preceduti, altro che storie!) dagli autoctoni: da noi! Altro che la Sardegna ai Sardi, l’Isola la stiamo svendendo grazie a coloro che si avvolgono nei Quattro Mori e sostengono politici inetti come Cappellacci, “quello che il Qatar” e Pili “quello che le case su Marte”!

E non è un caso se anche i Monti e i Grillo, approdati in Sardegna a chiedere il voto, si siano avvolti nella stessa bandiera. Possibile che questo non ci dica niente? Possibile?

Sì dobbiamo fare da noi, inventarci una classe dirigente capace di immaginare una Sardegna moderna, rispettosa dell’ambiente ma non certo appiattita su slogan improponibili. Per me, chi intende proporre una politica dignitosa deve mostrarmi una tabellina semplice, comprensibile anche dalla casalinga di Buddusò, in cui le voci di spesa della comunità (le scuole, gli ospedali, le strade, i servizi, il welfare) sommino a una cifra da controbilanciare con le tasse derivanti dalla produzione di beni di consumo di valore almeno equivalente, prodotti da una frazione elevata della forza lavoro potenziale. Vogliamo dirlo in altro modo?

Dobbiamo lavorare tutti, il lavoro dev’essere di buona qualità, i prodotti ad elevato valore aggiunto e non dobbiamo svendere le coste e coprire l’isola di cemento, né morire di tumore a causa delle fabbriche!

È possibile? Sì, lo è, perché avviene in altre parti del mondo che hanno avuto l’opportunità di sviluppare un’economia avanzata e non l’abbiamo!

Quindi dobbiamo convincerci che non risolveremo i nostri problemi con l’artigianato o le visite guidate al nuraghe di Barumini, né con il ballo tondo e le maschere dei Boes! Al mondo ci sono paesi che vivono così e fanno parte, per l’appunto, del “quarto mondo”, alla faccia di coloro che sbarcano nel Sulcis e ci dicono che siccome hanno viaggiato, loro, hanno visto le miniere del Galles trasformate in musei! Ci rimanessero in Galles, anziché venire nel Sulcis!

Basta con chi vive alle nostre spalle masturbandosi con l’indipendentismo! Masturbarsi non fa certo male, ma un po’ di sesso con uno o più partner (consapevoli e consenzienti) è decisamente meglio, come sanno bene coloro che l’hanno sperimentato. Basta seghe e ditalini indipendentisti:

 

Sardegna indipendente, il più presto possibile!!

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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Una risposta a PERCHÉ SONO INDIPENDENTISTA

  1. Proto Zuniari ha detto:

    Ainis, Ainis, proprio quando Lei mi diventa indipendentista (magari qualcuno di loro ci ha creduto) gli indipendentisti evaporano. Già la minacciavano prima, ora sicuramente Le attribuiranno facoltà da menagramo. Spero non La rapiscano e la nascondano nel Galles. Nel caso trovi un posto anche per me, La prego, in questa Italia – Sardegna compresa – non vale la pena continuare a stare.
    Cordialmente

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