L’ANTROPOLOGIA DEL GRILLINO O DELL’INUTILITÀ DELLA DISCUSSIONE

POST 118 L’antropologia del grillino o dell’inutilità della discussioneMi hanno mandato un link. Un post che enumera cinque buoni motivi per non votare il Movimento 5 Stelle. (Mi punge vaghezza che ve ne siano in numero maggiore, io stesso potrei citarne molti, ma l’assonanza numerica ha sempre un suo perché: 5 Stelle, 5 Motivi). Di quel post mi hanno colpito soprattutto due cose:

1. la citazione da Gramsci;

2. i commenti.

La citazione, perché costruire uno scritto attorno a Gramsci appare, al giorno d’oggi, del tutto fantascientifico. Abbiamo perso la capacità di riflettere e ci siamo convinti che la realtà si interpreti con i tweet, altro che Gramsci!

I commenti, per il semplice motivo che mi hanno confortato nella mia idea che la metafisica – come dire: la religione – assuma ancora un ruolo fondamentale nella vita di noi tutti. A leggerli, i commenti, mi pare infatti di assistere ad una diatriba come tante ne ho viste attorno ai miei vent’anni, periodo in cui andavano di moda gli aforismi privi di senso di Comunione e Liberazione. A parlare con uno di essi, un adepto, si finiva con l’essere tacciati di “non capire”, cui faceva seguito, immancabilmente, la citazione di un aforisma strampalato, criptico, privo di senso ma dall’indubbia fascinazione: «Si vive per amore di un qualcosa che sta accadendo ora». Che vuol dire? Niente, però illude che ci sia sotto una profonda verità e, per chi intende credere, è quanto di meglio si possa immaginare: la possibilità di sentirsi furbissimo senza capire un cazzo!

 

Il fatto assodato che, dopo vent’anni di Berlusconi, si ripresenti una versione aggiornata e corretta dello stesso schema per la raccolta di consenso, avrebbe dovuto far riflettere, a sinistra, invece non è accaduto. Siamo ancora fermi alla gioiosa utilitaria di Paperetto e non ci si riesce a capacitare del perché e percome le idee raccolgano poco consenso e le barzellette tantissimo, sebbene dubiti (e lo dico prima dei risultati elettorali) che a questa tornata Grillo riesca a raccogliere un risultato davvero eclatante (ad esempio il 25%, tanto per essere chiaro, sebbene ottenere un risultato a due cifre sarebbe comunque un enorme successo).

Potrebbe anche darsi che lo dica in via scaramantica, certo, ma non è importante (Che cazzo conta, Ainis?): non ho mai preteso di essere Stampunieddu e poi ciò che davvero mi interessa è immaginare chi possa essere colui che guarda Grillo in rete, magari lo va a vedere in una piazza (personalmente l’ho visto due volte, pagando entrambe il biglietto) e poi lo vota (senza pensare che non sta votando lui ma una torma di difensori dei pinoli nel pesto, come ha fatto osservare Crozza, spesso osservatore politico più acuto di chi lo fa di mestiere)

Ebbene, nel mio piccolo, devo dire di non avere dubbi, come non ne avevo nel lontano inizio anni ‘90 in cui comparve Berlusconi e mi convinsi immediatamente che per Occhetto non ci sarebbe stata trippa: Grillo lo votano gli italiani, lo votiamo noi, gli stessi che sono convinti come la realtà sia una cosetta semplice semplice che si aggiusta in quattro e quattr’otto secondo i nostri desideri e due genialate spicciole. Basta votare Tizio, oppure Caio, oppure Sempronio, insomma basta votare «quello giusto», che tutto si appiana. Quindi non si tratta di capire la realtà ma di azzeccare il Mandrake che possiede la magia migliore. Siccome Monti non fa ridere, ad esempio, molto meglio Grillo, che almeno fa scompisciare dalle risate e dice che risolve tutto in tre secondi (quando va piano). Chi deve scegliere tra l’uno e l’altro (e ci sono, perché molti si trovano nella condizione di doverlo fare, per idee e convenienza) sceglie tra un programma di governo (quello di Monti è criticabile, nelle idee di base, ma chiaramente esiste) e il niente vestito da buoni sentimenti, quindi uno schermo vuoto nel quale proiettare i propri sogni: la realtà non mi piace, troppo brutta e faticosa da capire e gestire, quindi mi affido alla fantasia onirica, molto più rassicurante. Tanto (quante volte l’abbiamo sentito?!) Peggio di quegli altri non è possibile! (Sì, mi fischiano le orecchie perché Cappellacci l’abbiamo eletto così!)

Ciò non ha nulla a che fare col fascismo, sebbene il M5S ne sia una riedizione attualizzata ai giorni nostri: Mussolini era un dittatore comico che faceva finta di non esserlo, comico, Grillo un comico dittatore che fa finta di non esserlo, dittatore. Ha a che fare, invece, con il diffusissimo italiano “medio”, tendenzialmente ignorante e contento di esserlo, poco abituato all’analisi critica della realtà, alla possibilità di essere in torto di fronte ad essa, come per l’appunto il Ciellino: questo non è fascismo – forse ne è una parte – è metafisica, religione! Se la realtà non ci piace, cerchiamo un prete che ce ne racconti una migliore, e non dev’essere neppure particolarmente bravo, il prete, perché la maggior parte del lavoro la facciamo noi.

Pertanto, poiché potrebbe darsi che questa fase sia tutt’altro che una stabilizzazione, piuttosto l’inizio di un periodo ancor più caotico, sarà bene, a sinistra, capire chi siano gli elettori che votano Grillo (e non le idee di Grillo, che non esistono!) perché ad aver ragione e non prendere i voti siamo capaci da più di mezzo secolo: e se ci affidassimo, come fanno gli avversari, all’antropologia? Tanto discutere con i preti e i credenti, laici o religiosi che siano, è tempo perso.

Cari politici di sinistra, vi racconto un aneddoto vero, verissimo e verificabile.

Un giorno, in un paesino, venne arrestato un “santone” con l’accusa di esercitare abusivamente la professione medica. Al processo, l’imputato pretese un dibattimento a porte chiuse, poi esibì un documento dirimente: la propria laurea in medicina e chirurgia nonché l’attestazione dell’iscrizione all’Ordine dei Medici. Era un medico, ma preferiva presentarsi come santone perché lo pretendevano i pazienti. Signor giudice – disse l’imputato – per carità non fate sapere ai miei pazienti che sono un medico, sarebbero capaci di non farsi più curare da me e si rivolgerebbero ad un santone “vero”!

 

«Il fascismo si è presentato come l’antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odi, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato»

(Antonio Gramsci, L’Ordine Nuovo, 26 aprile 1921)

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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6 risposte a L’ANTROPOLOGIA DEL GRILLINO O DELL’INUTILITÀ DELLA DISCUSSIONE

  1. Asia ha detto:

    La frase di Gramsci è illuminante.
    Grazie per averla rispolverata… anche se tardivamente, purtroppo.
    L’esempio del medico-santone è agghiacciante, proprio per la verosimiglianza nel paradosso.
    Agli italiani è sempre piaciuta l’idea di avere un padrone e di osannarlo.
    Ma sui tedeschi… chi avrebbe scommesso?
    Ah… l’antropologia!

  2. Ale Sestu ha detto:

    Dai, due parole le dico pur’io e sarò lungo, scusate. Anche ieri m’è apparso in bacheca un estrapolato di Gramsci, questa volta però, per mano d’uno che in novembre giustificava i razzi d’Israele su Gaza e che, giusto per inquadrare il personaggio, nell’ottobre del 2010 giustificava i pestaggi delle forze dell’ordine ai pastori sardi. Questo per dire che non la critica, ma l’attacco al 5stelle è giustappunto Qualunquista, giacchè lo stesso estrapolato l’ho visto per mano anche di cosiddetti “compagni”, rossi.Però si sa, a guardare rosso per troppo tempo…la vista rovina, per questo le divise chirurgiche son verdi, opposte al campo rosso dell’incisione chirurgica.L’estrapolato sarebbe questo:“Il fascismo si è presentato come l’antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato”.

    Purtroppo però, si è sottovalutato il fatto che qualcuno possa avere l’Ordine Nuovo a casa (ed. Einaudi del ’53) e che lo stesso qualcuno legga Gramsci tutti i giorni, così come tutti i giorni si mangi e si beva e si succhi un caffè. Così salta fuori che l’estrapolato sia monco, siano state omesse parole e siano state omesse persino le spiegazioni precedenti e successive di Gramsci a questo suo scrivere; come dicevamo, si fa del qualunquismo al contrario, in tv si direbbe dema-gogia. Come si dice, quando si tira fuori un coltello bisogna saperlo usare, altrimenti verrà usato contro di voi e se quel coltello non lo usaste per pungere ma per mangiare e riempir pancia e pance, assicuratevi d’aver pure una forchetta, altrimenti risulterete essere grotteschi, non riuscireste nè a tagliar fibra, nè a portarvi il cibo alla bocca, a meno che, come scimmie “barbariche” non usaste le mani.Vi prego, ditemi, perchè vi siete savianizzati? Perchè, come avrebbe detto Nino, vi siete “decomposti” a tal punto? Perchè confondete e falsificate gratuitamente fenomeni così opposti? Probabilmente perchè non ne avete mai studiato i prodromi e l’evoluzione, siete fermi a qualche simboletto, a qualche braccetto alzato e via dicendo o persino al solo colore della camicia, o forse, e starei gentilmente attenuando il grave della vostra ignoranza, stareste prendendo le parti del vostro partitino di riferimento, cioè siete dei semplici leccaculo, di cui il leccare non è l’azione peggiore, l’azione peggiore è la disonestà intellettuale, il cinismo intellettuale, [anche se fosse giusto nego che sia giusto], eppure Nino, ci diede una lezione con quel Gobetti e quel Gobetti con Nino.Anche oggi, un altro saccente qualunquista rincoglionito dice “il fascismo nacque così, il nazismo nacque così”: pazzesco, vi inviterei a riaprire i libri di storia depositati nelle soffitte ed a non confondere l’immagine di quelle piazze piene con quelle di questi giorni, la vostra è una a dir poco idiota associazione d’immagini, priva di riscontri politici sostanziali; secondo quest’ottica infatti, anche Gesù Cristo, Gandhi, Lenin, anche loro avrebbero dato vita a fenomeni fascisti [nei casi indiretti della chiesa e dello stalinismo, sì, si può dire, ma c’è stato il sovvertimento delle idee delle origini].Uno per tutti e che vale da spartiacque è il militarismo: una dittatura, nera o rossa o bianca che sia si appoggia sull’esercito, un regime totalitario nutre e si nutre d’esercito, l’imperialismo coloniale e pre e post coloniale si è ingigantito mostruosamente grazie alle guerre d’eserciti, in quelle interne Franco-Mussoliniane ed in quelle esterne ed internazionalizzate libiche, albanesi e abissiniche. Questi regimi sono la propaggine politica del capitalismo industriale: è quest’ultimo che ha bisogno di distruzione per ricostruire, è quest’ultimo che per primo si faceva proteggere dalle guardie bianche fasciste, che oggi potremmo individuare nei quotidiani, nella stampa, di cui sono a tutti gli effetti proprietari, così com’erano proprietari di quei cittadini-disoccupati al loro soldo, i primi squadristi. Chi sono oggi questi partiti-banca, questi industriali e queste stampe che fan soldi sulla distruzione, nel senso lato e più stretto del termine? Eccoli là, ne son piene le tv ed i giornali, parlamento e confederazioni industriali e salotti intellettuali, quelli, ve lo dico con simpatia, quelli son fascisti secondo definizione gramsciana: finanziano guerre ed armamenti, costruiscono caserme, sperperano soldi pubblici in opere inutili e dissanguano i piccoli risparmiatori. Ora qualcuno coraggioso, ma davvero coraggioso provi a tirar fuori da questa categoria il pd e sua coalizione, ad esempio, così avrò prova certa che respiriate solo per automatismo vegetativo e non per vita attiva. In quegli anni ’20 c’era uno che faceva dichiarazioni di guerra, esortazioni alla virilità Romana, al sacrificare la vita per la patria, al nemico nazionale anarco-comunista, al nemico internazionale di territorio di confine e non.Quindi ripeto, non vi fa vergogna paragonare i due fenomeni? Di fatto, l’unica cosa simile sono i ceti che occupano queste piazze, sempre loro, sempre gli stessi, bassi, medio-bassi e medi, perchè dagli anni ’20 ad oggi c’è solo un po’ di tecnologia in più a distrarci. Si è arrivati ad un incarceramento psicologico tale che non si riesce neppure a concepire un mondo, un sistema diverso da questo; e si arriva a giustificare il sistema poichè insieme alla psiche s’hanno l’ali atrofizzate: davanti alla porticina della gabbietta aperta si pensa alla trappola, senza neppur argomentare il perchè dovrebbe essere una trappola o dandone argomentazioni retoriche; e questa è un’incapacità di volere volare, retoricamente parlando.Voti di destra? Wow che paura. Ancora si giudica chi vota e non il programma che vota? Se è un programma di sinistra, colui che votava a destra, evidentemente si diseduca e s’educa a sinistra, o probabilmente votava a simpatia, a caso, a stagione, dubito che un votante maturo anche d’età e d’ideologia realmente di destra sia d’accordo con l’anti-militarismo o con le unioni omosessuali, esulando da temi economicistici: [matrimonio ed unione sono cose giudiricamente diverse…(ad esempio il pd è pro unione ma contro il matrimonio, mentre sel è pro matrimonio) fate ciiiisss…click].Ah già, il 5stelle è d’omofobi o presunti tali e strumentalizzati tali nemmeno candidati, tutto il 5stelle, tutto tutto.

    [A questo proposito mi piacerebbe sondare quel battiscopa di mondo indipendentista, credo che ci sarebbero belle sorprese riguardo l’omosessualità [unione-matrimonio-adozione] e l’immigrazione, come già successe per 200 o 300 nord-africani esuli delle “Primavere” arabe e sbarcati a Cagliari un paio d’anni fa: si sentivano cose che meglio non ritirar fuori ed in via Roma li stanno ancora cercando, quei ladroni di posti di lavoro.Ancora, vorrei sondare quel battiscopa di mondo indipendentista riguardo al motto “l’indipendentismo non è di destra, nè di sinistra”, sbaglio? Non ricordo certo male, era ed è il motto d’una bella formazione indipendentista ormai semi-dissolta e l’ho riletto anche ieri su due post diversi, due persone, questa volta d’un’altra coalizione indipendentista, peraltro candidata a queste elezioni:una diceva “non importa che tu sia di destra o di sinistra, sostieni BC e aiutaci a mandare BC in senato”;l’altra diceva “visto che il 5stelle non considera l’ideologia destra/sinistra discriminante, vi siete chiesti come si comporteranno dopo?”;vedete, come diceva Giorgetto Orwell: “Non c’è crimineche non possa essere perdonatose compiuto dalla nostra fazione”. Ma lasciamo da parte lo squallido mondo dell’indipendentismo politico, gallinaceo senza testa, senza metodo, senza programma, critica il 5stelle xenofobicamente, così come xenofobico è il suo rapporto con l’elettorato, quello potenzialmente suo, che i problemi evidentemente li capisce, ma non gli da certo le chiavi per governare. Ne riparleremo. ]Al di là di questi qualunquismi al contrario, che male ci sarebbe a persuadere persone verso un programma giusto e pesato a sinistra? Consideriamo forse l’individuo marchiato a fuoco e d’ideologia fissa celeste o pensiero politico determinato dalla nascita, dall’educazione e da una formazione senza ritorno? Allora poco o pochissimo ci distingue da Lombroso e dai suoi squallori antropologici. Il giusto educa, attira e persuade, anche per pulsione. Si ringrazi ogni giorno, che questo stato di cose non abbia prodotto veramente dell’altro, ringraziate che c’è uno che facendosi mecenate d’un movimento voglia smilitarizzare e non militarizzare. Ringraziate.Il metodo è nuovo, aggira la stampa di regime, aggira le tv di regime, aggira i partiti di regime, piace e trova consensi perchè è pesato a sinistra, a sinistra ripeto, quella del bene comune. Perchè pur non dandosi una categorizzazione, che avrebbe condizionato i deboli di spirito e di preconcetto, parla a tutti, perchè il giusto, sia quello più specificatamente economico, che quello sociale sono evidentemente comprensibili a tutti e piacciono. Quindi la novità è solo di mezzo strumentale e di metodo, il senso è il senso leninista dell’onestà, ripreso ed ammirato ovviamente da Nino, persino nei primi numeri dell’Ordine Nuovo. L’onestà, banale quanto elevato concetto di governo e dei “governati”. Dopo queste elezioni, molti o tutti saranno obbligati a seguire quel percorso. Poi non so se basterà questo per sovvertire il livello di marcio raggiunto e quanto potrà durare, vista la fallibilità della natura umana, ma di certo riesco ancora a distinguere il rosso dal nero.A questo stesso proposito, sulle strumentalizzate “aperture” a casapound, ci sarebbero da dire due cose, chè l’acqua si sporca alla fonte.Casapound e surrogati sono un prodotto di Togliatti, della sua legge d’Amnistia del ’47, poi rinnovata e rinvigorita da altri due disegni di legge successivi negli anni ’50-’60, che assolsero senza mai processare gerarchi fascisti. Casapound e surrogati son nati in virtù di questa “mollezza” della sinistra, così come permanerono ben trasformati elementi fascisti nelle istituzioni. La stessa apologia di fascismo, fu una legge facciata e lava-coscienza, disattesa in primis dallo stesso Scelba, ministro dell’interno negli anni ’50, che per una decina d’anni massacrò operai, contadini ed ex-partigiani come, dove e quando voleva. Casapound è nata e s’è diffusa in città e regioni con giunte di sinistra, queste sono le “aperture” che avrebbero dovuto far discutere. La tensione anti-fascista ci può pure stare, come un led di sistema immunitario sempre acceso,ma siccome non puoi uccidere chi la pensi diversamente da te, nè lo puoi mandare in Siberia (anche se ad alcuni piacerebbe), usando questa mollezza della sinistra di regime, si ringrazi ancora una volta. E si ringrazi che queste casapound, così ben localizzate e conosciute possano essere controllate e infiltrate, e raccolgano tutti quei nostalgici del mussolinismo, più che del fascismo, trattandosi di idolatrie adolescenziali politicizzate, le stesse che impregnano le recrudescenze fognarie staliniste. Si ringrazi che queste casapound facciano da casupole circondariali per questi elementi, i quali, nella migliore delle ipotesi usano coltelli e spranghe, nella peggiore usano bombe. Si ringrazi, vi ripeto, si ringrazi e si speri che questi si riuniscano solo là e non privatamente in qualche garage o perchè no, in qualche salotto dei servizi e dello stato maggiore.Detto tutto ciò, io non voterò, questioni personali e non di sella indipendentista, ma mi guardo bene dal gettare gratuita merda sul 5stelle, dovrei rinnegare il socialismo che m’appartiene e credo debba appartenere alla comunità e quel senso civico del proletariato nella storia, quelle classi basse, medio-basse e medie che son state sempre e solo comparse. Già, queste persone non hanno esperienza politica, meglio così, fino ad oggi l’esperienza politica è stata il clientelismo a tutti i livelli. Meglio così, immaginatevi qualcuno che vi dica prima d’essere padri che non sarete in grado di fare i padri, o qualcun’altro che vi chieda esperienza lavorativa appena usciti dall’università o dalle superiori. Del resto ne riparleremo nei prossimi mesi, giudicare senza metter alla prova e conoscere non fa per me.Un’ultima cosa e poi andiamo a ciucciarci una birra. Forse nessuno se n’è accorto, ma in quella visione del lavoro e dell’attività umana gridata dal palco, c’è Marx.Scusate gli errori ortografici, buonanotte e figlie femmine ♥.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Ale Sestu,
      1) mi sono permesso di sostituire il link con il testo. Se non andasse bene me lo dice e ci zacco il link.
      2) In tutta evidenza, il post non è rivolto ai grillini (sono decenni che evito di discutere con i Ciellini – veri, non con quelli che usano CL per farsi i fatti prorpi, che sono cialtroni –
      non ho intenzione di ricominciare con i grillini. Ciò non significa che lei non possa postare un commento, ci mancherebbe e la ringrazio, ma è meglio specificare.
      Cordialmente,

  3. Proto Zuniari ha detto:

    “Lo spettacolo è il discorso ininterrotto che l’ordine presente tiene su sé stesso, il suo monologo elogiativo. L’apparenza feticista di pura oggettività nei rapporti spettacolari cela il loro carattere di rapporto tra uomini e tra classi ….. Ma lo spettacolo non è il prodotto necessario dello sviluppo tecnico considerato come uno sviluppo naturale. La società dello spettacolo è al contrario la forma che sceglie il proprio contenuto tecnico. Se può sembrare che lo spettacolo, preso sotto l’aspetto ristretto dei “mezzi di comunicazione di massa”, che sono la sua manifestazione superficiale più soffocante, invada la società come una semplice strumentazione, questa in realtà non è per nulla neutra, ma è proprio la strumentazione che conviene al suo auto-movimento totale. Se i bisogni sociali dell’epoca in cui si sviluppano tali tecniche non possono trovare soddisfazione che attraverso la loro mediazione, se l’amministrazione di questa società e ogni contatto tra gli uomini non possono più esercitarsi se non per il tramite di questa potenza di comunicazione istantanea, è perché questa “comunicazione” è essenzialmente UNILATERALE; di modo che la sua con­centrazione torna ad accumulare nelle mani dell’amministrazione del sistema esistente i mezzi che gli permettono di continuare questa amministrazione determinata.
    ……
    Lo spettacolo non canta gli uomini e le loro armi, ma le merci e le loro passioni”
    Guy Debord
    Mi sa che Debord, 50 anni orsono (al di là del linguaggio un p troppo intellettuale), ci aveva azzeccato.
    Grillo è solo una primadonna di questa società dello spettacolo, e i rincoglioniti della rete e della piazza i suoi spettatori che pensano di avere la merce gratis. Prima si pagava il biglietto cash, ora si paga in voti per sentire vaff.. e altri approfondimenti culturali in difesa dei pinoli nel pesto.

    • lu ha detto:

      sottoscrrivo tutto.e il giorno dopo i risultati per me devastanti.
      ma questo paese è quello che è .ignorante.?non civile.

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