LINFOMI A PULA TRA SARAS, LA VIA QUIRRA E IL WEST

leucemia_foto5_galleryQualche tempo addietro ho segnalato la bizzarra incongruenza per la quale si è montato un caso mediatico per il poligono di Quirra (che potrebbe essere giustificato, intendiamoci, mai sottovalutare i potenziali pericoli per la salute) caso basato su sospetti che, fino ad ora, non hanno trovato riscontri, mentre non si è parlato dei risultato di uno studio epidemiologico, dunque dati scientifici, non sospetti, sull’incidenza di tumori nel distretto di Cagliari Ovest.

Nel post, intitolato LE “STRANE MORTI “ DI QUIRRA E LE “MORTI PER NIENTE STRANE” DI CAGLIARI. L’INFORMAZIONE CHE NON INFORMA, mi domandavo, per l’appunto, come mai un’informazione così pronta al sensazionalismo nel caso di un poligono militare, sebbene si trattasse di “sospetti” fosse del tutto silente nel caso di dati «certi» per un’anormale incidenza di tumori.

Il GrIG, Grippo di Intervento Giuridico, ha rotto il silenzio:

[…] le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inoltrato (22 febbraio 2013) in proposito una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti al Ministero della salute, alla Regione autonoma della Sardegna (Presidente, Assessore della sanità), all’A.R.P.A.S., ai Sindaci di Pula e Sarroch, al Commissario straordinario di Assemini, alla A.S.L. n. 8 e, per opportuna informazione, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.

Se cito Quirra è per segnalare un’altra coincidenza curiosa: l’autore dello studio epidemiologico che mette in risalto i casi di tumore del distretto di Cagliari Ovest è “quel” Pierluigi Cocco per il quale, a Lanusei, si richiede il rinvio a giudizio.

Il cattivone di Quirra e il buono di Cagliari.

Colgo l’occasione per auspicare, ancora una volta, che si proceda per “dati”, per “fatti”, soprattutto da parte di coloro – i giornalisti – che dovrebbero informare. La salute non è un bene negoziabile, in nessun senso e non si possono affrontare temi come quelli della morte per tumore con leggerezza, come si fa in no studio televisivo per uno dei tanti “omicidi celebri” dei nostri tempi.

Con un ringraziamento sincero ai GrIG e a tutti coloro che agiscono per la salvaguardia dell’ambiente. Visto che ci siamo, ricordiamoci tutti che esiste la possibilità di barrare una casellina e destinare a loro l’otto per mille: perché continuare a darlo ai preti?

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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