QUIRRA, SARDINIAPOST E I ‘TASINANTAONLINE

POST 073 QUIRRA IL MISTERO DELL URANIO IMPOVERITOIn realtà questo non un post sul PISQ, o, almeno, non solo. Quirra è un pretesto per parlare di informazione in Sardegna. Forse dovrei dire di pessima informazione in Sardegna. Quindi ho bisogno di un esempio emblematico e questo dell’articolo comparso su SardiniaPost lo è: non avrei potuto trovare di meglio.

Il pezzo, a firma P.S., è solo il rilancio di una notizia riportata dall’Espresso. Lasciamo perdere il merito e domandiamoci: sarebbe questo il ruolo di un giornale locale on-line, essere una raccolta di link raccattati in rete? Si potrebbe osservare come, almeno nel caso specifico, l’ambito sia particolarmente rilevante, non per nulla è stata oggetto di interesse, recentemente, da parte di PresaDiretta, trasmissione televisiva ritenuta (assieme a Report) punta di diamante del giornalismo d’inchiesta televisivo. Da cui l’opportunità di tenere d’occhio la stampa nazionale e rilanciare. Tuttavia, proprio perché argomento di notevole importanza: perché limitarsi a rimasticare l’argomento esattamente negli stessi termini proposti dall’articolo originale? Capisco la necessità di vestire, in qualche modo, il link, ma fare la versione in prosa dell’originale (traduttor dei traduttor d’Omero, avrebbe detto la mia insegnate di lettere del ginnasio!) appare sinceramente imbarazzante. Sarebbe stato più onesto pubblicare un titolo e sotto due righe del tipo: L’espresso pubblica un articolo sui quattrini che un comitato di controllo si è messo in tasca: andate a leggerlo!

Ci sono tanti ‘tasinantaonline che non fanno altro, ad esempio castedduonline, per citare, forse, il peggiore. Notizie sconvolgenti come: Domani arriva la perturbazione Serena: prevista pioggia! Come farne a meno?

Però SardiniaPost pretenderebbe d’essere altro che non un rimando al bollettino meteorologico. Si presenta come testata giornalistica decisa a vendicare l’affronto del naufragio di Sardegna24 e dentro ci sono fior di giornalisti «veri» o, almeno, così si presentano per titoli e carriera: possibile che di fronte all’articolo dell’Espresso non si sia presentato il desiderio, almeno, di un approfondimento?

Premesso come io non sia giornalista (né scrittore, né intellettuale né un accidente di niente e si vede benissimo) mi permetterei, molto sommessamente, di eccepire sul metodo e sul merito. Ad esempio, tanto per dare qualche traccia:

– si parla del professor Pierluigi Cocco, di Cagliari; Casteddu non Sidney! Possibile che non sia venuta voglia di prendere il telefono e cercarlo per avere uno straccio di dichiarazione? Professore, pronto: com’è che si è fregato gli «euri»? Li ha usati per una vacanza alle Bahamas? Si è pagato dodici amanti? Li ha spesi per giocare al gratta-e-vinci? Magari il professore non avrebbe risposto, si sarebbe negato, e allora il signor P.S. (estensore dell’articolo) avrebbe potuto scrivere: Si è negato! Anche perché non stiamo parlando di un illustre sconosciuto: è un epidemiologo che ha un curriculum lungo quanto la quaresima, consulente del tribunale! Quale migliore occasione per montare un caso?

– si cita la relazione finale della commissione parlamentare sull’uranio impoverito; si cita il link; che sarebbe costato, al signor P.S., dire due parole in merito? Proprio due, ad esempio: non hanno trovato uranio, non hanno trovato aumenti di patologie attorno al PISQ; le ipotesi di Fiordalisi sono del tutto ignorate; il metodo pure. Quattro righe, q-u-a-t-t-r-o, non venti pagine;

– e l’uranio? Perché taggare l’articolo “uranio impoverito” se non viene neppure nominato? Perché continuare con questo equivoco quando, ormai, è assodato che non ve n’è traccia?

– e che dire della curiosa commistione tra il finanziamento ottenuto da Cocco e il fatto che si trovi di fronte al GUP? C’è forse una qualche connessione? O non sarà che pur essendo, in ogni caso, due vicende del tutto disgiunte ci sia ormai l’abitudine di triturare le persone al di fuori di ogni ragionevole motivazione?

– e, visto che ci siamo e Sardiniapost è una testata locale: possibile che nessuno di coloro che si definiscono “giornalisti” abbia mai avuto il desiderio di chiarire cosa possa significare che Cocco, secondo quanto scritto sulla richiesta di rinvio a giudizio, sarebbe stato «ben remunerato» dal PISQ? Che senso ha continuare a citare il testo di Fiordalisi senza dare al lettore uno straccio di informazione? Gli hanno dato un milione di «euri»? Centomila? Quanto? E se si scoprisse che percepiva, che so, mille euro al mese? Ottocento? E se si scoprisse questo, e che il contratto di collaborazione col PISQ era del tutto legale, trasparente e lecito: non è forse vero che il signor P.S. e tutti quelli come lui dovrebbero piantarla di definire la testata per la quale scrivono un “giornale”? Perché Cocco non sta a Sidney o a Pretoria, accidenti: prendi il telefono e chiediglielo, no? Magari non ti risponde, e allora lo scrivi che si è rifiutato, però domandaglielo, non limitarti a fare la versione in prosa dell’articolo dell’Espresso! Ma sei un giornalista o no?

Il punto vero, incontrovertibile è che in Sardegna non abbiamo informazione, e ciò è dimostrato ogni giorno pi più dalla proliferazione di questi bizzarri ‘tasinantaonline che invadono la rete rimasticando sempre e solo gli stessi link, senza neppure l’idea di un approfondimento, almeno questo, se proprio la ricerca della notizia fosse impedita dalla carenza cronica di soldi: essere micragnosi non vuol dire, necessariamente, essere anche incapaci!

E allora non si rilanci la preoccupazione dei giornalisti dell’Unione, per cortesia! ?Provino, i giornalisti (ma ne abbiamo, in Sardegna, di giornalisti?) a guardarsi allo specchio, si domandino se ciò che fanno sia davvero informazione o non ci troviamo di fronte ad un tentativo di mera sopravvivenza, la necessità di mettere in rete una pagina che possa trainare quattro soldi di pubblicità per comprarsi il pane e il salame (con quello che costa, forse, sarebbe meglio la mortadella rumena!). Continuino a fare giornalismo copia-incolla per sperare che la salumeria Cudducunnu gli dia due soldi per comparite con un riquadrino, però abbiano anche l’onestà intellettuale di dirlo, di urlarlo: Sono costretto a scrivere per due fette di mortadella e neppure di quella buona!

Secondo me farebbero miglior figura e i lettori potrebbero anche premiarli: oggi come oggi, se proprio devo dirlo, fanno, quando va bene, compassione!

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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2 risposte a QUIRRA, SARDINIAPOST E I ‘TASINANTAONLINE

  1. Andrea ha detto:

    La risposta è semplicissima caro Ainis. No, non abbiano giornalisti in Sardegna. Tutto qui.

  2. stefano rachel ha detto:

    La salumeria Cudducunnu VALE IL PEZZO!!!
    Il Popolo non Bue

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