QUIRRA: SE POSSIBILE, LA CONFUSIONE AUMENTA

quirraLa pubblicazione in rete della “RELAZIONE SULLE RISULTANZE DELLE INDAGINI SVOLTE DALLA COMMISSIONE” della Commissione parlamentare sull’Uranio Impoverito (Depleted Uranium, DU), ha sortito un effetto, almeno per me, del tutto inatteso: ha contribuito ad aumentare la confusione sull’”Affaire Quirra”. Credevo impossibile che, dopo tutto il polverone mediatico e giudiziario, si potesse arrivare a tanto, ma tant’è: l’Espresso pubblica una pretesa notizia sulla destinazione dei fondi stanziati dal comitato di prevenzione e controllo creato dalla stessa commissione, fondi che risultano affidati (in gran parte) a componenti dello stesso comitato o a personaggi ad esso legati. Dunque: possibile conflitto d’interesse!

Se parlo di pretesa notizia è perché da una testata come l’Espresso non mi aspetto la comparsa di un pezzo di questo tipo dopo la pubblicazione della relazione. Non c’è alcun mistero nell’assegnazione dei fondi, avvenuta con regolare bando, sebbene ci sia da concordare che le modalità e la destinazione suscitino perplessità. Sono i tempi ad essere incongrui: possibile che un settimanale di punta che pretende di seguire una vicenda di questa portata si riduca ad attendere le rimostranze contenute nella relazione? Possibile che i giornalisti titolari dell’inchiesta (non stiamo parlando dello sversamento di una betoniera a Bettolino Alto, accidenti, ma di un caso di rilevanza sovranazionale!) se ne accorgano oggi? Questa sarebbe una notizia?

E perché parlo di confusione?

 

Semplice: perché i nomi citati che hanno ottenuto il finanziamento sono quelli di Gatti, Zucchetti e D’Amelio (ma anche un altro che cito oltre) come dire coloro che la vulgata popolare divisa in due fazioni avversarie e combattenti, considerano “dalla parte dei buoni” (che sarebbero coloro che sostengono come i dati fino ad ora prodotti siano in qualche maniera carenti, sebbene non ne portino di diversi!)! Ad esempio quella tessa Gatti che viene citata (devo dire spesso a sproposito) come fortemente critica sui risultati che dimostrano l’assenza di DU nel PISQ! La stessa per la quale, in tanti, si dichiarano certi che le venga impedito di lavorare ed esprimersi in nome di un’azione delle forze armate intenzionate a nascondere una realtà scomoda.

Come dire che dal tono dell’articolo dell’Espresso (ripreso anche da SardiniaPost) parrebbe di capire che anche i buoni si siano intascati i quattrini, per di più spartendoli con Pierluigi Cocco (ecco il nome che mancava), che invece sarebbe tra i cattivi, perché indagato da Fiordalisi con l’accusa di aver diffuso false notizie! (Non sarebbe male, ogni tanto, citare il fatto che Cocco è consulente del tribunale di Cagliari, quindi a Cagliari è buono, a Lanusei cattivo!)

Naturalmente potrei sbagliarmi, ma il tenore generale dei due articoli che cito (e ce ne sono altri) è inequivocabile: sottolinea le dubbie procedure di assegnazione dei fondi, i risultati inesistenti, le lamentele dei politici della commissione e il fatto che Cocco sia in attesa della sentenza del GUP di Lanusei. Non verrà detto esplicitamente, ma cosa si dovrebbe pensare se c’è una faccenda di soldi pubblici assegnati con un bando discutibile, a delle persone che dovrebbero essere anche i controllori, a un medico accusato di aver detto il falso e per di più, per tutti, senza risultati? Che impressione potrebbe trarne il lettore medio, se non la solita espressione italiota del: È tutto un mangia-mangia!, Sono tutti uguali! e via così fino al prossimo giro?

Eppure, questo è davvero bizzarro!, la relazione della commissione è a disposizione di tutti, rappresenta un risultato che andrebbe comunque discusso e valutato, magari anche per il motivo segnalato dall’articolo pubblicato dall’Espresso e ripreso da Sardiniapost, che però ne parlano con un ritardo sconcertante, come se, non sapendo cosa dire e dovendo tenere caldo l’argomento, stiano in realtà rigirando il minestrone freddo. Ma di fronte alla relazione, a tutta la relazione, possibile che si discuta di questo aspetto? Senza peraltro chiedere una dichiarazione ai Gatti, Zucchetti e D’Amelio e non dico a Cocco che avrà i propri buoni motivi per tacere in attesa di novità giudiziarie?

In realtà, la relazione, neppure tanto lunga, in fondo, è un documento che potrebbe contribuire a diminuire la confusione, se solo ci si degnasse di leggerlo. Non dico che non lo si possa criticare, ci mancherebbe, ma almeno cerca di introdurre un elemento di chiarezza nella vicenda, stabilendo la tipologia dei criteri attraverso i quali riportare ai cittadini se sussistano pericoli o meno, e, nel caso, in che misura.

La relazione, nei punti essenziali che riguardano il PISQ, comunica un messaggio chiaro: che DU non se n’è trovato; che i dati epidemiologici disponibili non segnalano un incremento di malattie potenzialmente attribuibili all’attività del PISQ; che quella del torio è una bufala peggiore, se possibile, del DU!

Dice anche che l’impostazione di Fiordalisi non viene accolta e che i dati considerati (e da considerare), per fortuna, sono quelli forniti dagli studi epidemiologici e dalle indagini scientifiche effettuate. Scompaiono i raconti, le deposizioni sulle zie che raccolgono i funghi e gli agnelli polifemo. Si certifica, ripeto per fortuna, come il dato utile per la comunità sia quello scientifico.

Poiché il dato scientifico non è “vero”, lo si può discutere, criticare, si possono proporre nuovi dati o nuove interpretazioni, pianificare indagini più approfondite o differenti… ma l’introdurre nuova confusione attraverso articoli come quello dell’Espresso è del tutto inutile. Fuorviante!

Credo sia necessario, prima di ogni altra cosa, condividere un lessico comune. Senza questo, qualunque discussione sul PISQ, sulla “sindrome di Quirra”, posto che esista, non potrà che portare alla contrapposizione di due posizioni preconcette: l’una convinta dell’esistenza di un segreto da celare, posizione per la quale nessun dato è “vero” se non quelli potenzialmente suscettibili di portare ragione alla propria tesi, l’altra convinta dell’opposto e per la quale vale il medesimo principio informatore.

Non può essere così: è necessario decidere assieme quali indagini, quali dati debbano essere considerati dirimenti, perché non siamo in presenza di una lite da bar in cui si discute sul rigore dell’ultima partita di calcio in attesa della successiva. Il lessico deve avere una base scientifica, ma ciò non significa che la discussione possa rimanere aperta all’infinito. Entro la prossima estate, si spera, e con un ritardo che poteva essere evitato, si concluderà l’estensione dell’indagine epidemiologica, indirizzata dall’Istituto Superiore di Sanità, relativa ai territori interessati dall’attività del PISQ. Verificherà se i dati preliminari, che hanno escluso un incremento della mortalità, possano essere confermati o meno. Siamo disponibili ad accettare le risultanze dell’indagine, oppure dovremo ancora una volta affidarci al desiderio di vedere accettate a tutti i costi le nostre teorie preconcette?

Sia chiaro: nessuno sconto, mai! E mai abbassare la guardia sulla salute. Se ci sono soldi spesi bene sono quelli per il controllo ambientale, quindi nessuna ambiguità: i controlli attorno al PISQ (ma quanto mi piacerebbe se venisse chiuso!) devono essere stringenti, Devono essere al di sopra di ogni sospetto per quanto si può, Si accettano proposte in merito.

Ma una volta che i risultati vengano pubblicati e resi disponibili, basta confusione: parliamo di merito, Lo dobbiamo prima di tutto ai cittadini, quindi a noi stessi!

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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2 risposte a QUIRRA: SE POSSIBILE, LA CONFUSIONE AUMENTA

  1. Franco Anedda ha detto:

    Torno a fare presente che il polverone che ha coinvolto il PISQ era determinato dalla necessità di boicottare i lavori della Commissione del Senato.
    Questa, facendo tesoro di quanto era emerso nelle precedenti Commissioni, intendeva focalizzare l’attenzione sulle vaccinazioni come causa di linfomi nei militari.
    Affermare che delle vaccinazioni “intensive” su adulti possono causare tumori farebbe esplodere l’obiezione alle vaccinazioni infantili creando grossi problemi a chi gestisce la Sanità.
    Per questo si è alzato un fuoco di sbarramento che ha impantanato il lavori della Commissione e imposto consulenti i quali hanno dimostrato ampiamente la loro inattendibilità ed inaffidabilità.

    Ho seguito i lavori delle varie Commissioni e, sinceramente, ho perso la fiducia: dalla politica non è possibile ottenere l’accertamento della verità.
    I politici sono facilmente ricattabili: tra una scomoda verità e una comoda bugia scelgono inevitabilmente la seconda.

    Cosa resta da fare?
    Essenzialmente due cose, la prima pretendere che vengano, finalmente, avviati i vari registri che consentano di monitorare lo stato di salute della popolazione (tumori, malattie immunitarie, vaccinazioni, diabete…) rendendo disponibili i dati grezzi per eventuali ricerche indipendenti.
    La seconda:è confidare nella Magistratura, sperando di non trovare ancora dei magistrati come Fiordalisi ma bensì dei Guariniello.
    A Taranto l’unica speranza che hanno di far cessare la strage dell’ILVA sta nella Magistratura, la politica, per quello che può, preferisce tutelare gli interessi dei più forti.

  2. roberto ha detto:

    Cosa fare ? Se fosse possibile contattare la redazione dell’espresso gli si potrebbe fare capire che rimestare nel pentolone delle bugie non fa un buon servizio al cittadino. Ma tanto mi sa che sono parole buttate alla spazzatura.
    Il territorio di Quirra non è inquinato, lo dicono le indagini.
    Noi non siamo radioattivi perché sosteniamo ciò che c’è scritto nelle relazioni ufficiali.
    Ma chi ci ascolta?

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