DOPO OSCAR GIANNINO ARRIVA ANCHE CHARLOT, POI ABBIAMO FINITO E SI VOTA

Tanto per intenderci, Oscar Giannino sarebbe colui che, dopo il terremoto in Giappone (quello del disastro della centrale nucleare di Fukushima) ebbe la faccia di dire che l’accaduto dimostrava l’affidabilità delle centrali nucleari, qualora costruite e gestite decentemente, come per l’appunto erano capaci i giapponesi.

A dire il vero lo affermò prima che si scoprisse il piccolo “errorino” delle autorità preposte al controllo: avevano ciurlato nel manico e a Fukushima era successo un immane disastro. Tanto per parlare di “gestione”! Però si guardò bene dal rimangiarsi le immense puttanate urlacchiate a voce contenuta dalle frequenze di Radio24: se ne dimenticò. E da questo si vede la stoffa del politico.

A mio avviso – assai modesto, è vero – uno così dovrebbero lasciarlo dove merita di stare: assieme ai bizzarri personaggi di Lascia o Raddoppia scoperti e lanciati in video da quel genio della comunicazione che è stato Mike Buongiorno. Qualcuno si ricorda, ad esempio, Gian Luigi Marianini? Ecco, uno così, bizzarro a sufficienza da attirare l’attenzione e capace di esprimersi in un italiano forbito al punto giusto, così da non dire un cazzo ma fare comunque una porca figura. Se si osserva la biografia di Marianini su Wiki si può leggere:«[…] è stato un personaggio televisivo italiano». Ecco: personaggio televisivo, definizione moderna di ciò che un tempo si chiamava maschera. Marianini era una maschera televisiva e c’è stato chi, a carnevale, si è travestito “da Marianini”, come oggi potremmo trovare qualcuno, visto che il carnevale impazza, che si camuffi “da Giannino”!

Ora, dopo i nostri indipendentisti, i Cappellacci, i Pili, i Doddore Meloni, dopo la lite tra Pili e Sanna per la profanazione del pozzo di Santa Cristina, dopo Grillo che viene appresso al suo Tsunami per suggerisci di fare i sardi e non rinunciare alla nostra identità (ci spiegasse anche cosa diamine sia, almeno), dopo il Partito Democratico Sardo federato al Piddì nazionale e le manie identitarie che coinvolgono tutto e tutti (fino alla sinistra di Ingroia, tanto a sinistra che a volte mi pare abbiamo fatto tutto il giro e siano finiti nuovamente a destra) dopo tutto questo sfacelo… poteva mancare anche Giannino?

Scherziamo? Arriva Grillo che ci dice di trasformare le miniere seguendo l’esempio del Galles e ci risparmiamo Giannino? Neppure per idea, eccolo che arriva a parlarci di…

…TURISMO! Alè, evvai che ci mancava! Uno che non sa neppure dove stia di casa il turismo (neppure il nucleare, per l’appunto e infatti parla a sproposito anche di questo) ci parla prima di tutto di trasporti e turismo! Aspettavamo lui!

Ora, a parte tutto: perché Giannino non dovrebbe venire dalle nostre parti a deliziarci con il mercato e il liberismo? Abbiamo i nostri, di uomini politici, che non sanno cosa dire, praticamente senza parole se si eccettuano gli slogan più vuoti che si possano immaginare e che sempre lì vanno a parare (identità, of course!)… perché non perder tempo ad ascoltare anche questo bizzarro ometto che si è ritagliato una propria visibilità come Alba Parietti, e per di più senza ricorrere (spero!) alla chirurgia estetica?

Ma ascoltiamo anche lui, che diamine, vediamo cos’ha da dirci: che dobbiamo aprire alla concorrenza per abbattere i costi dei trasporti? E per trasportare cosa: i turisti che non ci sono anche a causa del costo dei trasporti? E che tipo di turismo: quello dell’Emiro del Qatar? Quello delle quadruple case in nero profondo? Oppure costruiamo il Resort Portovesme Red Coast di fronte alle colline di fanghi rossi e l’Hotel Due Ciminiere a Ottana, con suite imperiale vista inceneritore? Portiamo i turisti ad ammirare la famosa danza etnica detta “I caschetti sbattuti” con tour avventuroso nella sala celle di quella che un tempo fu l’ALSAR?

Preferisce l’Hotel Macchiareddu, le inalazioni Syndial, un ombrellone sotto gli scambiatori della SARAS, la vacanza verde a Porto Torres vista Matrìca? Una passeggiata ecosostenibile a Teulada, dentro il poligono nel corso di un’esercitazione militare?

E a quando l’annunciata visita di Charlot che suggerirà di impiantare una fabbrica di bombette (i berretti, non le bombette puzzolenti) al posto dell’ALSAR?

Ma no, non me la prendo con Giannino, ci mancherebbe! Abbiamo i Pili,  i Cappellacci e dovrei protestare per un Oscar? Tutt’altro, trovo invece che sia particolarmente intonato al colore locale sardo, soprattutto adesso, a carnevale: Boes e Merdùles, Mamuthones e Issohadores, Cappellacci e Pili… volete che manchi Oscar&Giannino?

Anzi, sapete che vi dico?

Se vi piace, chiamatemi Oscar

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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