LE “STRANE MORTI “ DI QUIRRA E LE “MORTI PER NIENTE STRANE” DI CAGLIARI. L’INFORMAZIONE CHE NON INFORMA

leucemia_foto5_galleryLa trasmissione televisiva PresaDiretta – che si è occupata, tra l’altro, della vicenda del Poligono di Quirra – ha messo in risalto, ancora una volta, l’incomprensibile bizzarria di un’informazione che non cita i dati scientifici prodotti dalle istituzioni, per avventarsi sulle foto di agnelli con un solo occhio e dichiarazioni (perfettamente comprensibili, sia chiaro) di poveri congiunti che piangono familiari morti.

Eppure i dati ci sono, chiari e trasparenti, ottenuti da differenti agenzie indipendenti e fondamentalmente in accordo tra loro: a Quirra, fino ad ora, più si scava in profondità, più la scienza afferma che non ci sono aumenti di mortalità nel territorio interessato alle attività del PISQ, rispetto al resto della Sardegna! Perché l’informazione (anche Iacona, giornalista serissimo, ecco lo stupore!) li ignora? Perché non dice che quando si svolgono studi scientifici queste “strane morti” di Quirra non saltano fuori? Che le “strane morti” non ci sono?

Principio di precauzione, si dirà: meglio gridare “Al lupo” che finire nelle sue fauci se arriva.

Vero, si potrebbe anche essere d’accordo, ma se il lupo è di fronte a noi e ne vediamo le zanne, che facciamo: ne parliamo o no? I morti di Cagliari sono figli di nessuno?

Ad esempio, senza andare troppo lontano: come mai si parla tanto degli agnelli deformi di Quirra e non delle percentuali assolutamente fuori norma delle patologie tumorali a Cagliari Ovest?

All’inizio del 2012, quindi ben dentro il grande fenomeno mediatico della “Sindrome di Quirra”, il professor Perluigi Cocco, epidemiologo dell’Università di Cagliari, pubblica un articolo su Epidemiologia e Prevenzione intitolato: Lezione dalla “Sindrome di Quirra” – Epidemiologia? No, grazie (Epidemiol Prev 36(1), 41-44 (2012). Quale lezione trae, Cocco, dalla sindrome di Quirra?

Prima di essere subissato dalle obiezioni, preciso che so benissimo chi sia il professor Cocco. Ha svolto fin dal 2002 la funzione di medico competente (DL 81/88) presso il PISQ ed è stato chiamato in causa dal procuratore Fiordalisi. Punto.

E infatti non entro nel merito né di Quirra né del lavoro di Cocco, parlo di questo articolo perché viene citato un risultato importante: a Cagliari Ovest, ci si becca la leucemia con una frequenza superiore al resto della popolazione. Ma non “di poco superiore”… con una frequenza “molto superiore”!

Cito:

L’incidenza dei linfomi non Hodgkin in Sardegna fu rilevata retrospettivamente, attraverso la consultazione dei registri dei ricoveri ospedalieri presso tutti gli ospedali della regione, i registri dei servizi di ematologia e di anatomia patologica, degli archivi delle diagnosi di dimissione ospedaliera e dei registri di mortalità delle 8 aziende sanitarie regionali nel 1974-93. Nel giugno 2008, fu consegnato al direttore generale della ASL 8 un rapporto che aggiornava l’analisi al decennio 1994- 2003, applicando la stessa metodologia per il rilievo dei casi, e la estendeva a tutte le neoplasie del sistema emolinfopoietico nel territorio di sua competenza. La completezza della raccolta dei casi incidenti nel 1974-93 è stata considerata sufficiente ai fini dell’analisi, e i risultati ottenuti validati attraverso il confronto con l’indagine ESA sulla mortalità nelle aree a priori definite a rischio ambientale. In questa analisi, gli attesi furono ricavati dai tassi età e sesso specifici dei registri tumori italiani (http://www.registri-tumori.it/cms/).

[A questo punto, tralascio le conclusioni su Quirra – di cui ho già detto – e passo a ciò di cui voglio parlare]

Si segnalava, peraltro, che la popolazione maschile, ma non quella femminile, residente nel distretto sanitario di Cagliari ovest, escludendo la città di Cagliari, presentava un rischio elevato di emolinfopatie maligne, e in particolare di leucemie (tutte le leucemie: osservati 59, attesi 35,27; OR = 1,7; IC 95% 1,30 – 2,15). I rischi più elevati di leucemie si manifestavano nel comune di Pula (osservati 8, attesi 2,32; OR = 3,4; IC 95% 1,80 – 6,60), Sarroch (osservati 5, attesi 1,92; OR = 2,6; IC 95%1,12 – 6,05) e Assemini (osservati 17, attesi 6,72;OR = 2,5; IC 95%1,60 – 4,00). Altri comuni dello stesso distretto, quali Capoterra, Domusdemaria, Elmas, Teulada, o Villa San Pietro non manifestavano alcun eccesso, mentre aumenti degli osservati verso gli attesi erano rilevabili nella popolazione maschile di altri comuni nel resto del territorio della ASL 8. I comuni di Sarroch e Villa San Pietro all’inizio degli anni Novanta, furono oggetto di un’indagine da parte dell’Istituto superiore di sanità su richiesta dei rispettivi sindaci, a causa della segnalazione di un eccesso di leucemie […]. Nonostante il rapporto del 2008 confermasse l’eccesso con ben maggiore robustezza statistica e si concludesse esprimendo la necessità di urgenti indagini di epidemiologia analitica per l’esame dei possibili determinanti, non ne seguì alcuna reazione.

Come dire: abbiamo il sospetto che a Quirra qualcosa non funzioni? Bene: facciamo casino, agitiamoci perché la salute dei cittadini non è cosa su cui si possa giocare. Agitiamoci tutti. Giornalisti, politici, magistrati, comitati…

Abbiamo la certezza che la salute in quel di Cagliari e dintorni sia in pericolo e le persone muoiano più di quanto sia lecito attendersi? Ne abbiamo la certezza scientifica? Non facciamo un accidente, non ne parliamo, non cerchiamo le cause e ce ne sbattiamo allegramente le palle perché vicino a Cagliari non ci sono poligoni, non c’è uranio impoverito (neppure a Quirra, ma nessuno lo dice) quindi nessuno se ne cura: giornalisti, politici, magistrati, comitati…

Sia chiaro: lungi da me l’intenzione di passare da benaltrista. Non ci sono morti di serie A e morti di serie B, ciò che mi aspetterei da un’informazione seria e da politici seri è che se ne parli e si prendano decisioni sulla base di ciò che si chiede. Chiediamo indagini sull’incidenza dei tumori? Bene: una volta che siano concluse e i risultati resi noti, traiamo le conseguenza. Fino ad oggi, le indagini dicono che a Quirra non si muore di tumore in ragione superiore alla media, mentre a Cagliari Ovest, a Pula, Sarroch e Assemini, si muore di tumore molto più della media!!

Possiamo pretendere che se ne parli, tra un agnello polifemo e l’altro, o è troppo?

E, visto che siamo sotto elezioni: che dicono quelli che avremmo intenzione di votare?

Oppure i rimedi sarebbero questi, cioè nulla??

 

http://www.consregsardegna.it/XIVLegislatura/Interpellanze/Intrp0373.asp

 

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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9 risposte a LE “STRANE MORTI “ DI QUIRRA E LE “MORTI PER NIENTE STRANE” DI CAGLIARI. L’INFORMAZIONE CHE NON INFORMA

  1. Asia ha detto:

    Se ne parla, se ne parla. Se n’è parlato abbastanza.
    Il documentario OIL del coraggioso Massimiliano Mazzotta, come lei ben sa, ha vinto il primo premio al Filmfestival Cinemambiente come miglior documentario: “Per aver portato alla luce con efficacia la vicenda della raffineria Saras fondata nel 1962 da Angelo Moratti, evidenziando gli effetti contraddittori di un modello di sviluppo industriale che ha caratterizzato il nostro Paese negli anni ’60 e che, oltre ad avere portato benefici sull’occupazione, ha sottovalutato o ignorato o NASCOSTO l’impatto a lungo termine sul territorio e sulla popolazione di Sarroch, provincia di Cagliari”.

    Anche se i media ufficiali tendono a minimizzare la portata della realtà, chi vuole approfondire… in rete trova proprio TUTTO, a portata di mouse.
    Ciò che allarma non è tanto la cosiddetta “delittuosità” del sistema industriale o l’economia criminale, ma il fatto che la verità venga nascosta dalle stesse istituzioni.
    Ricorda le menzogne di Stato sulla presenza dei “sommergibili nucleari” americani a La Maddalena?
    Ecco: al di là dei numeri ufficiali diffusi, volevo sottolineare -insieme a qualche altro lettore- la pericolosità e la gravità degli intrallazzi tra Stato e imprese, tra Stato e mafie, tra Stato e Forze Armate.
    Con conseguente manipolazione della verità.
    Tutto qui.
    Lei non è d’accordo? Pazienza.
    A questo mondo c’è posto per tutti.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Asia,
      sbaglia ancora una volta: non se ne parla se non nel modo sbagliato, esattamente come per Quirra. Ciò che conta, in tribunale, e sono i tribunali che decidono, sono i dati scientifici, non i Gomplotti. E i ntribunale si vince con le prove (cioè i dati scientifici). I dati di cui parlo io sono lì, disponibii per chiunque, ma la stampa non ne parla. I morti ci sono sul serio con incidenze tre volte l’atteso e non se ne parla. DI cosa si parla? Di Quirra, posto in cui i dati dicono che i morti non ci sono ma le persone come lei pensano il contrario perché ci sono i complotti!
      Sa qual è il risultato?
      Che ci teniamo Quirra, e la SARAS! E tutto perché anziché badare ai “fatti” si preferisce sognare: come fa lei!
      Sì, è vero, al mondo c’è posto per tutti, per l’appunto!
      Cordialmente,

  2. Asia ha detto:

    Troppo facile liquidare chi coltiva il dubbio anche di fronte a dati UFFICIALI, definendolo complottista, sognatore o imbecille.
    Se proprio la vogliamo dire tutta, non solo i suoi cari dati sono definiti INCOMPLETI e inattendibili dall’epidemiologo del CNR Bianchi ma, quando lo scienziato parla di una doppia ricerca SERIA che prevede le due fasi “cluster in cerca di ipotesi causale e ipotesi causale in cerca di cluster” fa chiaramente capire che NON è stata fatta.
    Sa chi sta TENTANDO di farla?
    Proprio i coniugi Montanari-Gatti, cui viene inspiegabilmente messo il bavaglio in Italia, a fronte di prestigiosi riconoscimenti all’estero.
    Non mi dirà che la sottrazione del prezioso microscopio è un sogno…

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Asia,
      non mi metta in bocca cose che non ho detto: lei non è complottista, sognatrice o imbecille. Lei è ignorante (come Monni). Il che è del tutto differente. Ignora quali siano i metodi della ricerca scientifica, dove non ci sono i coniugi Montanari-Gatti ma i dati nudi a disposizione di tutti (anche a lei, se li sa leggere).
      Poi la scienza è fatta di dati e ricerche che devono (non possono) essere criticate, quindi, quando verranno pubblicate altre ricerche, se ne parlerà (è in dirittura di arrivo quella dell’ISS: non le piacerà neppure questa, sa? Mi spingo a prevedere che confermerà quanto già accertato e a me farà piacere, perché sarà un’indicazione che la gente di Quirra sta bene!)
      Ciò che lei non è in grado di apprezzare è che io non sto dicendo che i dati disponibili siano “la verità” dico solo che sono gli unici disponibili (ad oggi) e, le piaccia o meno, con gli stessi dati nessuno ha anocra trovato nulla di diverso. Quando accadrà ne riparleremo.
      Ci dobbiamo accontentare? No, ma neppure appiattirci con l’informazione che non cita gli unici dati disponibili (anche per dire che sono sbagliati, beninteso, proprio li ignora, come quelli di Sarroch) ma solo gli agnelli e le lacrime.
      Quanto ai riconoscimenti esteri, non hanno nulla a che fare con la scienza, che si fa con le pubblicazioni su ruvista.
      infine, sono gli atteggiament come i suoi che fanno comodo a chi ha l’intenzione di fare i prorpi comodi (ad esempio coloro che non desiderano chiudere il PISQ e ridurre la SARAS alla ragione). A TAranto, ad esempio, se mai si riuscirà ad ottenere qualcosa dibuono, non sarà grazie alle lotte contro i complotti ma perché le indagini sono state condotte bene e impugnate nel modo giusti, non incazzandosi ma andando in tribunale (e vincendo). Ad andare in tribunale e lasciuara tutto come sta, son capaci tutti.
      Cordialmente,

  3. New Entry ha detto:

    Comunque sia, credo che sia quanto meno legittimo chiedersi, di fronte ad un dubbio non risolto, se non sia il caso di approfondire. Il che deve valere per Quirra (se sussistono dubbi, e spiegando in modo concreto quali) così come per Cagliari ovest.

  4. Asia ha detto:

    Caro Ainis,
    quindi lei mette in discussione l’autorevole parere di un epidemiologo del CNR che definisce quei dati NUDI assolutamente incompleti e frutto di un’indagine discutibile e inattendibile?
    E’ così?
    Sarò ignorante, ma lei mi conforta e non mi fa sentire tanto sola.
    Comunque sento che ne riparleremo.
    Dopo i brogli elettorali del 2006 (ero in prima linea, allora) ho imparato a mettere da parte i numeri, nudi o vestiti che siano, e a cercare la verità dovunque, anche nei bidoni della spazzatura.
    Cordialità

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Asia,
      le ho già risposto. Non io: la scienza mette in discussione qualunque cosa (anche i dati epidemiologici a cui continuo a riferirmi). Vedremo le pubblicazioni quando usciranno. Per ora si vedono troppe interviste e troppo pochi lavori.
      Tenga conto anche di un’altro “fatto” e di una considerazione:
      “fatto”: c’è un processo in atto (quindi attori contrapposti e parecchi scienziati sono coinvolti)
      considerazione: gli scienziati sono esseri umani come gli altri. Competenti, incompetenti, cialtroni, arrivisti, onesti, disonesti…
      Cordialmente,

  5. Pingback: LINFOMI A PULA TRA SARAS,LA VIA QUIRRA E IL WEST | Il blogghino di Gabriele Ainis

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