SHARDANA SU MARTE E ILSECONDO TSUNAMI DI ATLANTIDE: PILI, SANNA E GRILLO!

POST 096 SHARDANA SU MARTE E IL SECONDO TSUNAMI DI ATLANTIDE PILI, SANNA E GRILLO!Saputo del Patto col Popolo Sardo del prode Shardana Mauro Pili, mi ero accinto a scrivere un post intitolato Shardana su Marte. Alla luce della nullità politica di Pili, salito alla ribalta nazionale per la burletta delle Case su Marte («Una ‘casa’ su Marte con marchio Sardegna può rappresentare per l’Italia una grande opportunità di sviluppo» sic!) mi pareva opportuno.

Poi l’uscita di Sanna (PSd’Az) che ha accusato Pili di profanare il pozzo nuragico di S.Cristina, mi ha fregato: chi sono io, per contrastare la vena ironica dei sardisti? In un paese in cui i notisti politici di punta sono Crozza e Litizzetto, due comici, bisognerebbe trovarsi almeno al loro livello, come i sardisti, appunto, quindi niente da fare. Ho lasciato correre.

Poi è arrivato Grillo e la cosa si è fatta seria, anzi serissima, perché pure lui, avendo etichettato il proprio viaggio elettorale Tsunami tour, ha cominciato a parlare come Pili e Sanna, di “identità” (che io sappia non si è spinto a parlare di “sardità”, ma forse non sono del tutto informato) facendo seguire una proposta operativa (corsivo mio) che mi ha colpito. Dice Grillo: usiamo le miniere come nel Galles, per il turismo!

E, di fronte a questa ennesima cazzata, ho ripreso a battere sui tasti, anche se non sono un comico.

 

Che in Sardegna la campagna elettorale venga giocata sul nulla, cioè sul più becero localismo identitario, non me ne sono accorto solo io (ci mancherebbe). Anche i notisti più cretini (e non mancano, anzi, pare che la Sardegna sia in cima alla graduatoria mondiale per la cattiva qualità dei giornalisti che si occupano di politica) l’hanno detto e lo ripetono (alcuni ne sono compiaciuti, a caccia del Guinness per il notista più imbecille della galassia!). Il fenomeno, che coinvolge tutte le formazioni politiche, nessuna esclusa, può essere visto da almeno due punti di vista: prima di tutto, la sostanziale rinuncia di gran parte del mondo autonomista a presentarsi alle elezioni, con la conseguenza disponibilità di un bacino elettorale che fa gola. Se ci sono allodole autonomiste/indipendentiste disponibili, si può dar loro la caccia predisponendo un certo numero di specchietti.

Cui si aggiunge, però, un altro motivo ben più importante, che merita questa descrizione semplice e garbata: si ricorre al localismo identitario perché non si ha un cazzo da dire!

Che non abbia nulla da dirci la destra che attualmente governa la regione è scontato, certo, quindi niente di sorprendete che Pili si aggreghi agli Shardana su Marte e Sanna lo segua a ruota, rivendicando, non si sa bene su quali basi, un diritto di prelazione sul brand. È ben diverso, al contrario, il comportamento dell’opposizione, da cui ci si aspetterebbe una proposta politica concreta che, a partire dai principi enunciati a livello nazionale, calasse una visione forte del futuro isolano.

E infatti cosa troviamo? L’esempio che più mi ha colpito è la bufala clamorosa del PDS, in cui la “S” non è più “Sinistra” bensì “Sardo”, cioè il partito democratico sardo “federato” con il PD “nazionale”. Che la scusa per lanciare questa burletta sia stato l’affaire delle candidature, inoltre, non può che essere incasellato nella posizione “cazzate elettorali” che tutti perdoniamo ai partiti e agli uomini politici in occasione delle elezioni, momento in cui i candidati sanno di poter dire praticamente di tutto, ben consapevoli che i cittadini non crederanno che a una piccola frazione (molto piccola) di ciò che dicono. Come insegna Berlusconi (che le campagne elettorali le sa fare) l’importante è che se ne parli, si faccia rumore sovrastando le voci altrui.

Allora tutto regolare?

No, per nulla. Prima di tutto perché a seguire Berlusconi ci si sbrunca. Secondo, perché alle “cazzate elettorali” (ammesse) bisognerebbe sommare, in ogni caso, una proposta politica dignitosa, altrimenti torniamo a Bomba con la stessa tattica che ha portato all’Italia il governo Prodi II, vincitore perché  impossibile da evitare e incapace di governare per manifesto casino politico interno e pochi numeri al senato. Le cazzate elettorali devono essere aggiunte alla proposta politica, non sono succedanei! Perché, se si resta solamente sul campo delle trovate eclatanti che spingono il brand, Berlusconi è imbattibile, oppure si deve ricorrere ai Renzi, che di proposta politica non ne hanno, però… e si torna all’inizio!

Per fortuna che c’è Grillo, allora, che presenta una proposta innovativa!

No tutt’altro: per sfortuna c’è Grillo e, in più, ecco che si adatta al nulla locale, parlando di identità e del Galles che usa le miniere per il turismo! Poi ci sarà, immagino, l’agropastorale e il chilometro zero, la riduzione dei costi della politica, i due mandati poi tutti a casa, l’energia pulita che ciascuno deve produrre per conto proprio e l’orticello per coltivare le zucchine: contenti?

Attenzione, tanta, tantissima, mai troppa: non ho alcuna intenzione di cimentarmi in un trattato di politica isolana, ci mancherebbe, ma faccio notare qualche piccola e trascurabile cosetta:

1) attualmente, l’Isola riceve, dallo stato, servizi in misura eccedente i versamenti fiscali; detto in modo più crudo, c’è chi lavora, in Italia, per pagare i propri servizi e parte di quelli dei sardi;

2) per rimediare alla situazione, se non si desidera abbassare il livello dei servizi (ad esempio chiudere gli ospedali) e non si corre dietro alla cazzata dell’”ottimizzazione”, come dire uno slogan per gettare fumo negli occhi e chiudere gli ospedali, abbiamo bisogno di lavoro (che genera tasse e quindi servizi);

3) per il lavoro, non basta dire che lo si pone in cima alle priorità; così son capaci tutti (e infatti l’urlacchiano continuamente) bisogna anche dire come si fa a crearne e di che tipo, perché…

4) non tutto il lavoro è “buono”, né qualunque lavoro può contribuire alla soluzione dei problemi della Sardegna; ci vuole un tipo di lavoro che garantisca un valore aggiunto sufficiente a…

5) assicurare servizi compatibili con le nostre aspettative e quindi ridurre il divario tra il valore di ciò che attualmente ci dà lo stato e ciò che allo stato diamo, come dire…

6) diventare veramente autonomi e padroni di noi stessi!

Per cui, basta con le bufale dell’agricoltura, del turismo e delle miniere del Galles, basta con la limba che crea posti di lavoro e l’agenzia sarda delle entrate, perché basta ricorrere alle quattro operazioni per capire che turismo&agricoltura&sogni non risolvono i problemi dell’isola. Né, soprattutto, possono contribuire a che noi si decida di noi stessi, come i figli viziati che a quarant’anni vivono ancora sulle spalle di mammà&papà svolgendo lavoretti saltuari: per diventare indipendenti da mammà&papà – e comprarsi l’automobile – non basta dire che si desidera esserlo, bensì trovare un lavoro, poi non ci sarà bisogno della secessione dai genitori perché decideremo da noi con i nostri soldi!

Per cui, basta con le stronzate localistiche: lavoro e di quello buono, ecco di cosa dobbiamo parlare! Poi ci sarà spazio per ottimi carciofi a centimetro zero, per le guide turistiche che accolgono i turisti nei nuraghi raccontando di Atlantide, i libri trilingui (inglese, sardo e nuragico) e i soldi da spendere nella sagra del zizzigorro nuragico.

C’è qualcuno che ha proposte serie? Sì? Aspettiamo fiduciosi e, tra l’altro, senza alcun bisogno di atlantidi, nuraghi e tsunami: basterebbe qualche persona seria, solo qualcuna, magari competente. Di Grillo, Pili e Sanna, a destra, sinistra e centro, ne ho piene le… tasche!

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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Una risposta a SHARDANA SU MARTE E ILSECONDO TSUNAMI DI ATLANTIDE: PILI, SANNA E GRILLO!

  1. Asia ha detto:

    A proposito di Grillo… ci sono alcune cosette da sapere.

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