VENDOLA, SENZA SAPERLO, PARLA DELLA SARDEGNA DA PALOMBELLI: LO ASCOLTIAMO?

Industria_meccanica_europea28minuti è una trasmissione giornaliera di Radio2, condotta da Barbara Palombelli che intervista l’ospite del giorno, come il plat-du-jour in una brasserié. L’ascolto di rado: non mi piace Palombelli, la trovo insulsa, spesso priva di logica e ideologicamente orientata nel suo essere intellettuale. Non nel senso corrente del termine, quanto nel ritenersi superiore per grazia giornalistica, appartenente a un circolo di superumani aventi il diritto di pontificare su qualunque cosa con la pretesa di essere presi sul serio (da Parolisi all’omeopatia, passando per la via Emilia e il West). Il tipo peggiore di condizionamento ideologico, insomma: la spocchia.

Palombelli di rado mette alla berlina i politici, quando li ospita. Né, detto francamente, stupisce.

Ieri, 31 gennaio, è stata la volta di Nichi Vendola. Per caso mi trovavo in macchina, con la radio accesa e ho deciso di ascoltare.

Ho fatto bene! Ho fatto bene perché, senza saperlo, immagino, Vendola ha regalato una lezione durissima ai sardi, quelli che vagolano alla ricerca di un domani, uno qualunque. Coloro che al contrario cercano l’oggi (e il passato) meglio che ascoltino la lezione di Cappellacci. Cos’ha detto Vendola?

Ha risposto ad una domanda per nulla scontata: Monti ha detto di lei che una sua eventuale partecipazione al governo preoccuperebbe i mercati: cosa risponde?

E Vendola ha risposto, citando qualche numero del suo essere Presidente della regione Puglia da due legislature. Eletto per caso, forse, alla prima, ma confermato alla seconda per manifesta capacità!

Ad esempio ha detto che ci sono aziende tedesche che si impiantano nella sua regione, che da quando c’è lui è cresciuto il turismo (ma lo sapete che ha raccolto parte di coloro che hanno avuto paura di andare a Sharm-el-sheik a causa dei tumulti egiziani, mentre il nostro turismo fa acqua da tutte le parti?) Che la Puglia, in controtendenza rispetto al Sud, spende i fondi strutturali europei (FESR) con percentuali simili alle regioni del nord. E poi, guarda un po’, ha citato la tipologia delle aziende che non solo non scappano dalla Puglia ma ci vanno ad investire… e cosa si scopre? Che fanno meccanica fine, ecco, motoristica d’avanguardia, ad esempio. Sì, ma non parliamo di dichiarazioni come quelle di Cappellacci, tanto per intenderci – del tipo: Un’azienda importantissima che vuole rimanere anonima mi ha promesso… – bensì di un elenco di nomi, cognomi e indirizzi, per il semplice motivo che sono società che effettivamente stanno investendo in Puglia!

In breve, cosa ha detto il Presidente di una regione del Sud? Che lui è stato capace di creare posti di lavoro, che sono mestieri il cui impatto ambientale deve essere valutato e reso compatibile con le altre attività umane, che ci vuole l’industria e” il turismo e” l’agricoltura e”… (e ci vuole anche l’ILVA, tra l’altro!)

…e un rapporto rinnovato, rispetto a ciò che combina il sud, tra l’industria e le amministrazioni locali…

…e che i localismi identitari, conditi in salsa razzista, sono un obbrobrio!

E che tutto ciò è compatibile con il sistema produttivo occidentale, senza sovietizzare la Puglia, altro che preoccupazione dei mercati!

Ha detto anche altro (per una volta, ad esempio, Palombelli ha incalzato un uomo politico chiedendo, a Vendola, che non è del PD, di spiegare cosa abbia combinato il partito nell’affare MPS!). E ha pure risposto, tra l’altro, sebbene in politichese perché non si può attaccare il proprio partner quando si va ad elezioni (se di nome non si fa Bindi…) ma direi che ce n’è abbastanza per riflettere di Sardegna.

Per farlo, cito una circostanza che potrebbe passare inosservata: sarà pur vero che Vendola sia un poeta; che parli come parla; che appaia involuto; che racconti la propria terra da innamorato; ma quando ha cominciato a citare i risultati raggiunti, non è partito dalle famose masserie! Queste le ha citate Palombelli, e sono comunque finite alla fine del discorso. Perché?

Per il semplice motivo che le masserie sono una cosa bellissima che però bisogna potersi permettere. Come le patate a chilometri zero, che costano un occhio della testa (soprattutto se ci paiono convenienti e le paghiamo in nero!). E le masserie si possono rimettere in ordine se ci sono i soldi per farlo, e i soldi saltano fuori dalle tasse prodotte dall’industria! Ecco perché Vendola ,tra l’altro, parla di spettacolo, cultura, cinema e arte!!

Certo, non cadiamo dal pero: l’industria, in Puglia, Vendola ce l’ha trovata, non l’ha certo inventata lui, però l’ha difesa, difesa a spada tratta. Anche se poi si parla di agricoltura, turismo, arte, ricchi premi e cotillon, quando si cade sull’ILVA, che inquina come inquina, si scopre che Vendola, nonostante la “E” di SEL significhi “Ecologia”, non ha mai pensato di chiuderla, neppure temporaneamente, perché sa bene quanto possa incidere uno stabilimento come quello nel futuro della sua regione. Ha fatto di tutto per spingere a bonificare, a rendere le produzioni compatibili con Taranto, ma non ha mia pensato di contribuire alla deindustrializzazione!

Intendiamoci: la Puglia non è la Cina. Ci si arriva in un paio d’ore d’aereo, meno che andare a Porto Torres se si rispettano i limiti di velocità. Ed è altrettanto chiaro che la destra, in Sardegna, non ha alcun vantaggio a promuovere l’industria, perché le piace il mattone e lo sfruttamento selvaggio del territorio. Alla destra piacciono gli emiri, gli alberghi, gli stazzi per miliardari e basta!

E allora: c’è qualcuno che mi spiega perché a sinistra non siamo capaci di guardare ad un esempio come quello pugliese? Perché si continua a considerare l’industria come il male infinito senza capire che non è con la coltivazione di carciofi e i Bed&Breakfast che si può tirare avanti? E che la Puglia il turismo lo cura (e come se lo cura) ma senza pensare neppure per un minuto di abbandonare il comparto manifatturiero? E che lo slogan di Vendola non è chiudere l’ILVA perché inquina ma mantenere l’ILVA facendo sì che la smetta di inquinare?

In Italia, una sinistra di governo al sud c’è già, non abbiamo bisogno di inventarla, bisognerebbe soltanto capire che esiste!

Come dire: parla Vendola… proviamo ad ascoltarlo o facciamo finta di niente?

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

94

 

Questa voce è stata pubblicata in Industria, politica, Uncategorized e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a VENDOLA, SENZA SAPERLO, PARLA DELLA SARDEGNA DA PALOMBELLI: LO ASCOLTIAMO?

  1. M. ha detto:

    ”quanto nel ritenersi superiore per grazia giornalistica, appartenente a un circolo di superumani aventi il diritto di pontificare su qualunque cosa con la pretesa di essere presi sul serio (da Parolisi all’omeopatia, passando per la via Emilia e il West). Il tipo peggiore di condizionamento ideologico, insomma: la spocchia”. Pienamente d’accordo con lei su questa definizione della Palombelli. Cavolo, però, se ci penso bene, si adatterebbe perfettamente anche a Lei.
    Cordialmente,

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile M.,
      ciascuno di noi è libero di esprimere un’opinione. La piccola differenza tra Palombelli e il sottoscritto è che io non sono pagato dal servizio pubblico per andare in radio e dire (per caso, eh, assolutamente per caso, ci mancherebbe) di aver assunto un vaccino omeopatico! Tanto per dirne una.
      Cordialmente,

  2. Asia ha detto:

    Caro Ainis,
    ma lei crede davvero che l’italiano medio valuti un politico in base alle sue idee geniali, al suo operato e al suo spessore?
    Se così fosse, non avremmo mai avuto il berlusconismo a vita e la corruzione montante con strategiche infiltrazioni.
    Da anni mi chiedo come mai i partiti più credibili (come proposte e come figure di riferimento) abbiano consensi risibili, pur parlando di giustizia, ecologia, lavoro e legalità.
    L’italiano medio preferisce brucare giulivo nel prato delle promesse, delle illusioni e delle raccomandazioni e snobbare chi lavora con onestà e spirito di servizio, per costruire un’ Italia migliore.
    E così Vendola viene considerato un “culattone” che non ha niente da insegnare e Di Pietro un “contadino” semianalfabeta.
    In Sardegna poi… il luogocomunismo dei pregiudizi ci mostra a destra la mattoneria e a sinistra la calce e martello. Non solo: secondo i più, i pochi politici con le mani pulite hanno rubato la saponetta (vedi accanimento vs Adriano Salis).
    E, in questa svalutazione generale, si riaffacciano gli indipendentisti… pronti ad offrirci, tra un B&B, una manciata di fantarcheologia ed un corso di limba, un bel bagno di sardità. 😀

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Asia,

      non parlavo all’italiano medio; la mia era una considerazione su una sinistra (anche sarda) che avrebbe un patrimonio da spendere per mostrare come possa essere in grado di gestire i problemi del sud e non lo usa (il patrimonio).
      Quanto agli indipendentisti, se ha notato, tutti buoni e coperti perché sanno che a queste elezioni non c’è trippa per gatti (cioè contributi elettorali!).

      Cordialmente,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...