ZEDDA, L’INFORMAZIONE A CAGLIARI E LA MANOMISSIONE DELLE PAROLE

POST 043 ZEDDA A VIDEOLINA ATTENTI AL PICCIONEAl 29 novembre 2012, l’ISTAT ci informa che gli abitanti della Sardegna risultano 1.675.411. In pari data, a Cagliari abitano 156.488 persone. In soldoni, significa che un sardo residente su dieci abita nel capoluogo. Se però si considera l’area vasta, perché chi abita a Selargius o a Quartu, ad esempio, finisce per ruotare attorno a Cagliari, saliamo approssimativamente a 420.000: uno su quattro! (Non considero la provincia, circa un terzo dei residenti in Sardegna, ma si dovrebbe).

Date le dimensioni dell’Isola e il gradiente nella densità di popolazione tra le principali aree urbane e i piccoli centri, si comprende per qual motivo i pochi organi di informazione isolani diano così tanto risalto al capoluogo, peraltro sede delle istituzioni regionali.

E, nel capoluogo, al «giovane» sindaco Zedda.

Eppure, senza ripercorrere i motivi, per certi versi ovvii, dell’interesse aggiuntivo nei confronti del sindaco – dalla sorpresa del primo sindaco di sinistra in poi – ciò che realmente stupisce, in questi giorni, è la battente campagna dispregiativa ai danni del primo cittadino. Se scrivo in modo così perentorio (avrei potuto dire, ad esempio: ciò che stupisce sono i toni apparentemente monocordi e dispregiativi…) è perché le polemiche sono diventate talmente posticce e surreali da rasentare il motto di spirito. Non è un caso che un cartoonist satirico come Banana, su SardiniaPost, abbia proposto una vignetta interattiva per sottolinearlo. E che nei social network si moltiplichi l’ironia sulle responsabilità di Zedda per i fatti più assurdi: Il mio cane è stitico: colpa di Zedda!

In parecchi sostengono come ciò sia presumibilmente dovuto al clima elettorale e all’elevata rappresentatività politica di Zedda, letto come simbolo di un possibile messaggio di rinnovamento da parte di una sinistra di governo. In un momento in cui la sinistra (o centrosinistra dipende da quale punto di vista si traguardi il PD) si propone autorevolmente per governare a livello nazionale (che poi riesca a vincere le elezioni è tutt’altro che scontato) sono le figure come Vendola, Zedda e Pisapia che possono incarnare, per certi versi e con tutte le cautele del caso, la prova provata della possibilità di coniugare, a sinistra, ideale e pragmatismo, dote senza la quale, molto semplicemente, non si governa.

Aspetta il 25 febbraio e vedrai che la smettono, mi dice un conoscente che si occupa attivamente di politica, da disincantato qual è.

Sarà disincantato, ma secondo me sbaglia!

O meglio, come direbbe uno dei più famosi intellettuali del ‘900: Sono completamente d’accordo con lui… a metà!

Che ci si possa aspettare un duro attacco all’amministrazione da parte degli organi di informazione storicamente orientati a destra è comprensibile, se non scontato. Passare da un sindaco che convoca le conferenze stampa nella sede di una società di costruzioni ad uno che agisce per la protezione di Tuvixeddu non lascia spazio a ripensamenti: lo si critica ferocemente anche quando respira, brutto egoista, perché sottrae aria vitale ai cittadini. Mica come i mattonari, che ai cittadini costruiscono tante belle case spaziose e areate!

Che però le critiche più feroci arrivino dall’attivismo culturale dichiaratamente di sinistra, e siano, sempre più spesso, immotivate e al limite del ridicolo, porta ad altri temi di riflessione.

Cito l’ultima perla di giornalismo, in ordine di tempo – ma non è detto che mentre scrivo non ne compaiano un’altra mezza dozzina – che mi pare emblematica: il botta-e-risposta tra il sindaco e un’insegnante del Liceo Classico Siotto in occasione di un’assemblea in cui Zedda è stato ospite, prestandosi a rispondere alle domande degli studenti.

In sé non c’è nulla di strano o sorprendente: un’insegnante pone una domanda senza senso sull’IMU a Cagliari e Zedda risponde, a tono, che la domanda è una sciocchezza, facendo notare come l’interrogante non sia informata!

Come compare la vicenda nei mezzi di informazione? Prima di tutto con un video tagliato ad arte, tecnica che recentemente ha sortito non pochi effetti nei confronti di Beppe Grillo. In seconda battuta, testi che suonano più o meno in questo modo: Siccome il sindaco attraversa un momento di estremo nervosismo per tutti i casini che ha combinato, ha sbroccato con un’insegnante del Siotto, rispondendo in maniera malaccorta e maleducata, tanto da essere rimproverato dal corpo docente.

Si potrà dire che esiste la libertà di pensiero, certo, ma l’incipit del ragionamento dà per scontate due cose: che Zedda sia nervoso e che la causa sia da ricercare nei casini che sta combinando. Quindi non c’è alcun ragionamento, alcuna analisi e soprattutto nessuna prova. Quali sarebbero i casini che sta combinando? C’è chi fa un elenco, naturalmente, un chi di sinistra (così si definisce) e rimette sul tavolo: il Lirico, Tuvixeddu, il parcheggio multipiano, i baretti… guarda un po’ non compare più l’arena di Sant’Elia e il Cagliari che gioca a Is Arenas… ma c’è la querelle del Siotto!

Insomma, la normale attività di governo di una città problematica come Cagliari, orrendamente trascurata dalla giunta precedente! Come dire: il Lirico stava andando in fallimento e Zedda (con Cappellacci, diamo pane al pane e cappelli, con due ‘p’, a chi ce li ha) lo salva; Tuvixeddu stava per essere coperto di cemento e Zedda (con altri, certo, mica da solo!) lo salva; il parcheggio è una necessità di una parte dei cittadini e scontenta un’altra parte; i baretti sono abusivi, e viene fatta rispettare la legge; un insegnante che ignora le modalità di applicazione dell’IMU in città pone una domanda e le si risponde… e tutti vengono elencati come casini? E dove sarebbe il nervosismo di Zedda?

Con un artifizio che si chiama circolarità logica (ma non pretendo che dei giornalisti e notisti politici fai-da-te ne comprendano il senso) si scrive che essendo nervoso (a causa dei casini che ha combinato) ha risposto con nervosismo e la risposta che denota nervosismo dimostra come sia nervoso (a causa dei casini etc etc): un capolavoro! Non ci sono i casini, non c’è nervosismo, se si fa riferimento a tutto lo svolgersi dell’incontro – e non alla singola scena opportunamente tagliata – non c’è nervosismo neppure nell’assemblea del Siotto, eppure…

Perché tutto ciò? Prendo una citazione da un libricino di Carofiglio intitolato La manomissione delle parole. Non un capolavoro, ma visto il tema di cui si parla non me la sentivo di citare Lakoff, altrimenti Marco Zurru avrebbe ragione a dirmi che sono comico (ma potrebbe avere ragione in ogni caso, s’intende). Scrive Carofiglio:

«I ragazzi sprovvisti di parole per dire i loro sentimenti di tristezza, di rabbia, di frustrazione hanno un solo modo per liberarli e liberarsi di sofferenze a volte insopportabili: la violenza fisica.» (IV edizione, ott 2010, pag 19)

Io mi permetto di aggiungere che i ragazzi privi di strumenti critici per interpretare la realtà (questo è “le parole” cioè le categorie necessarie per discutere) che non desiderino ricorrere alla violenza fisica, ma che siano in grado di articolare un paragrafo di senso compiuto in un italiano comprensibile, possono sfogare la propria frustrazione pubblicando un trafiletto contro Zedda. Che dovendo governare – e non solo lanciare slogan belli da sentire e urlare in un corteo, salvo poi trovare modo di tradurli in agire – ha il compito di fare, non di far ridere alla radio, o scrivendo su un tasinantaonline. Gli stessi ragazzi che, privi delle parole, si sono abbandonati alla speranza di trovare l’Eden in terra in un paio d’anni, ricorrendo magari alle formule magiche di Merlino, scontrandosi poi con la realtà empirica dei soldi che mancano, della necessità di mediare su scelte dolorose, di recuperare una situazione di abbandono amministrativo acuita ulteriormente dalla riduzione dei trasferimenti statali e dalla presenza di un’imbarazzante amministrazione regionale.

Perché se si non si hanno le parole per dirlo, si usano le sole che si conoscono: Il cane non fa la cacca? È colpa di Zedda!

 

 

PS – Se per caso qualcuno chiosasse che almeno per il Lirico avrei potuto ammettere il casino, rispondo, precedendolo, che prima di decidere se lo sia o meno aspetterei il parere della magistratura. Per ora, siamo come quei saltatori in alto che, piuttosto che decidersi a saltare, continuano ad alzare l’asticella. Alla fine si vedrà chi si fa male, se ci sarà.

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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18 risposte a ZEDDA, L’INFORMAZIONE A CAGLIARI E LA MANOMISSIONE DELLE PAROLE

  1. Sovjet ha detto:

    Però quello che cita Lakoff a ogni piè sospinto sono io, non il mio amico Zurru! 😀

  2. Disobbediente ha detto:

    Gabriele, minchia… non ho mai assistito ad una leccata di culo gigante come la tua. Complimenti! Io ci vivo dentro il teatro lirico e Zedda non ha salvato un bel niente, anzi, ci ha usati tutti per la sua campagna elettorale e … accidenti a me, gliel’ho fatta pure io. Perchè credevo in lui. Poi, visto tutto il casino che sta combinando per mettere una sua amica in un posto di così enorme rilievo, non capendo perchè lo fa, posso solo dire che è un ragazzino viziato che vuole fare solo ciò che interessa alui. E se il mio cane fa la cacca in strada, no… non è colpa di Zedda, è colpa di Zedda se sto rischiando di perdere il lavoro e di vedere il mio teatro commissariato. E tu? Che ruolo hai nella vita di Zedda? Sarebbe interessante saperlo…

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Disobbediente,
      certo che se il suo cane fa la cacca per la strada non è colpa di Zedda: è il contrario. Legga bene: è colpa di Zedda se il cane è stitico.
      Cordialmente,

    • Anonimo ha detto:

      Disobbediante, la prego, mi faccia capire.
      Se Zedda, nel suo ruolo di Sindaco di Cagliari, sta mandando in rovina il teatro lirico, Floris, a suo tempo nello stesso ruolo, lo ha, per caso, fatto prosperare?

  3. giulio ha detto:

    Disobbediente, per favore faccia capire anche a me.
    In che senso, lei rischia di perdere il posto di lavoro?

    • nicole ha detto:

      non perdono nesdun posto di lavoro…ma hanno paura che qualcuno metta il naso nei conti del passato.. come sta accadendo…

      • Disobbediente ha detto:

        Perchè dovremmo avere paura? Non abbiamo fatto noi i debiti ma i vari politici che si avvicendano in teatro. Noi vogliamo trasparenza invece… sei poco informata

    • nicole ha detto:

      aggiungo: hanno paura di lavorare davvero per guadagnare i loro soldini…non sono disposti ad essere flessibili. straordinari ed indennitá vanno difese con le unghie e con identi! altro che cultura e musica!

      • Disobbediente ha detto:

        Nicole, da quello che hai scritto si capisce che non sai nulla del nostro lavoro e probabilmente neanche di musica. Ciao

        • nicole ha detto:

          Caro disobbediente, si legga i vari documenti relativi alle trattative sindacali tanto nazionali quanto dei singoli teatri in materia di orari e flessibilità… non ultime le trattative di Renzi con il sindacato dove giunge ad ottenere 15 minuti in più (minuti dico minuti!!!) al giorno e maggiore flessibilità sul lavoro….e io non ne saprei nulla di lavoro nelle fondazioni? nè di musica? O forse non sono in malafede e dico che si vogliono tutelare orari di lavoro e indennità che fanno urlare vendetta al cielo!

    • Disobbediente ha detto:

      Giulio, il grosso delle sovvenzioni arriva dal fus (fondo unico dello spettacolo). Per avere contributi bisogna produrre lirica, è quella che da punteggio. Dai discorsi di Zedda, io ho capito che vorrebbe utilizzare spazi e budget (magari sbaglio) per organizzare concerti di musica leggera. E’ chiaro che la cosa potrebbe andare avanti per pochi anni, dopo di che, esaurite le sovvenzioni del fus, ci ritroveremo a fare i conti con i contributi regionali e provinciali e altre piccole cose che non farebbero di certo sopravvivere un teatro lirico. So che tanti la lirica è pallosa, ma è la nostra storia; L’Italia è la perla della lirica in tutto il mondo, e ovviamente della cultura e dell’arte. Noi vorremo solo proteggere questo bene comune. Lavoriamo sodo, tanti non lo capiscono. Studiamo tutti i giorni, proviamo in orchestra tutti i giorni, 11 mesi all’anno. Si, è un bellissimo lavoro ma è sempre faticoso, non come andare in miniera logico, ma comunque impegnativo fisicamente e mentalmente. Io non rischio nulla, è la cultura che rischia 😉

      • Gabriele Ainis ha detto:

        Gentile Disobbediente,
        quando Zedda si è insediato il Lirico aveva un buco di 24 milioni di euro. Se non crede a me, vada a rileggersi i post di Biolchini (certo, potrebbe anche credere al Biolchini di oggi e non a quello di ieri, naturalmente).
        Quel buco l’ha fatto la precedente amministrazione (e alcuni dei membri del CdA che oggi tuonano assieme a voi) assieme a uno di nome Meli che ha un curriculum ineccepibile per gestire un teatro lirico (e, guarda caso, aveva presnetato manifestazione di interesse).
        La situazione l’ha risolta Zedda (non da solo). Queste non sono opinioni, sono fatti.
        Quindi se oggi lei ha lo stipendio (e Cagliari la cultura rappresentata dal Lirico) è anche grazie a Zedda, non alle RSU del Lirico. Questa non è un’opinione, è un fatto (rilevato anche da Biolchini prima maniera, se crede a quello).
        Chi sarebbe quello che vuole affossare il Lirico??
        Inoltre Zedda non ha mai detto che intende produrre musica leggera al posto della Lirica. E’ una solenne sciocchezza. La musica leggera al Lirico c’è sempre andata, spesso perdendoci un sacco di soldi (o vi siete già dimenticati Sting?).
        Certo che lavorate, esattamente come i minatori. Però i minatori non pretendono di scegliersi il capoturno, voi sì. Chissà perché!
        Cordialmente,

      • nicole ha detto:

        per curiosità, quanto è il tuo monte ore settimanale? 26 ore? o meno…e quando scattano gli straordinari? e che indennità avete da integrativo? Dichiarate non solo lo stipendio ma anche a che impegno corrisponde. è ora di far sapere all’Italia questa cosina!

  4. Asia ha detto:

    Credo che Zedda stia scoperchiando qualche pentolone con del cibo avariato.
    Quindi concordo con voi su molte cose… ma -nello specifico- la sua reazione al Siotto, per quanto motivata, è stata fuori misura.
    Un adulto non può svilire una docente (per quanto impreparata e arrogante) di fronte ai suoi studenti.
    A maggior ragione non lo può fare un primo cittadino.
    Le lezioni più grandi della vita si danno con la coerenza, con l’esempio e sottovoce.
    E’ questione di stile.

  5. tato ha detto:

    Aggiungo che oggi Castedduonline titola: Lirico, organici tagliati e stipendi ridotti: è nuova bufera Crivellenti.
    Cioè se io sono ancora in grado di leggere un titolo, a casa mia questo titolo significa che la Crivellenti ha ridotto gli stipendi… ma davvero? a me sembra che i lavoratori del lirico (non tutti, per carità) e la stampa abbiano interesse a far ricardere sulla coppia Zedda/Crivellenti le colpe dei predecessori…
    Ribadisco che la nomina della Crivellenti non è stata trasparente, ma il gioco sporco che fanno RSU+Stampa è ancora meno trasparente.

    Sul resto dell’articolo, caro sig.Ainis, non posso che darle ragione ed aggiungo 2 cose.
    Zedda avrà anche il diritto di sbagliare? senza che per forza ci sia dietro chissà cosa? io credo di si, così come credo che se ci sono stati errori, questi vadano inquadrati un una livello di severità: bassissima, bassa, media, grave, gravissima… ed in base a questa sererità bisognerebbe dare risalto alle notizie. Com’è che negli anni di Floris, cosparsi di magagne di ogni tipo ed errori di serverita regolarmente “molto più che graverrima” non ci sia stato lo stesso attacco mediatico che subisce ora Zedda…?

    Seconda cosa… una breve riflessione su Soru… personaggio che ho amato e poi odiato ma che tutto sommato stimo (ma non so se rivoterei). Ripensando a come la stampa ci ha propinato ogni cosa che faceva Soru facendocelo lentamente odiare (certo… anche lui ci ha messo del suo) oggi con una maturità diversa mi trovo a rivalutare quel Soru (con 1000 riserve) proprio alla luce di quello che succede oggi a Zedda… il disegno mi pare esattamente lo stesso… denigrare denigrare denigrare, amplificare amplificare amplificare….

    Quando questo bel progetto porterà ad avere sindaco di Cagliari il bombolaio magico di sant’elia, sono sicuro che si piangeranno molte lacrime di coccodrillo.

  6. Disobbediente ha detto:

    Tato, ma se siamo stati noi a fargli la campagna elettorale, per quale motivo adesso avremmo interesse a far ricadere colpe su di lui? E potresti spiegarmi quale è il gioco sporco delle RSu? Forse sono molto distratto ma non mi sono accorto che giocano sporco. Poi, a giocare con i giganti ci si perde sempre e noi in tutta questa storia siamo solo delle pulci.

    • Asia ha detto:

      Disobbediente,
      se Ainis parla di un “Biolchini prima maniera” presumo che abbia analizzato il fenomeno con una certa attenzione.
      C’è da chiedersi come mai chi ieri ha appoggiato la campagna elettorale del giovane sindaco oggi cerchi di fargli lo sgambetto in ogni settore e comunque.
      Qualcosa non torna…

  7. giulio ha detto:

    Sig. Disobbediente,
    io continuo a non capire. Lei nel primo commento dice che rischia il posto di lavoro, ma a quanto pare non è vero. Scopriamo che il buco disastroso in bilancio (con tutto ciò che ne consegue) è stato risanato con l’intervento di questo sindaco grazie alle pressioni fatte in Regione. Lei scrive che i maggiori finanziamenti alle fondazioni giungono dal governo attraverso il Fus e probabilmente ci saranno molti tagli per l’anno a venire. Ma quindi è il governo che taglia, non il comune, né tantomeno la nuova sovrintendente, giusto? Mi pare di capire che c’è la paura che la stagione lirico sinfonica possa subire uno svilimento perché sostituito da altri generi di spettacolo. Ma questo mi pare inverosimile, anche perché la stagione, se non erro, è stata presentata (ma potrei sbagliare). Io, per esempio, da cittadino, preferirei sapere che il teatro ha attività quotidiane anche di spettacoli pop, jazz o che so io, affianco a quelle tipiche delle fondazioni, per vari motivi, tra cui quello di incassare denari, visto che le fondazioni si reggono solo con i soldi dei cittadini (magari eviterei Marco Carta, questo sì).
    Allora chiedo, qual è il senso di questa sua affermazione “Io ci vivo dentro il teatro lirico e Zedda non ha salvato un bel niente, anzi, ci ha usati tutti per la sua campagna elettorale e… accidenti a me, gliel’ho fatta pure io. Perchè credevo in lui. Poi, visto tutto il casino che sta combinando per mettere una sua amica in un posto di così enorme rilievo, non capendo perchè lo fa, posso solo dire che è un ragazzino viziato che vuole fare solo ciò che interessa alui”?.
    Insomma qual è il problema? La nomina che ha fatto? Ma non sarebbe il caso di vedere come lavora questa persona prima di esprimere giudizi? Io ho notizia (per carità potrei sbagliare) che abbia un curriculum di tutto rispetto nell’organizzazione manageriale. E il sovrintendente non è un manager? Per favore mi aiuti a capire perché questa storia del lirico sta diventando come Il Processo di Kafka. Grazie

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