ZEDDA, IL LIRICO E IL RAPACE PUNICO

POST 079 ZEDDA IL IRICO E IL RAPACE PUNICOChi è il Rapace Punico che parla del Lirico di Cagliari e di Zedda? È Amsicora, che scrive un interessante contributo su Democrazia Oggi. Contributo traboccante tiratine d’orecchi e prodigo di consigli per il Sindaco.

Chi è Amsicora? Ho chiesto in giro e in parecchi mi hanno detto essere un famoso (per Cagliari) avvocato. Non ne faccio il nome perché ho timore: con gli avvocati meglio non scherzare e poi, a parte gli scherzi, se decide di firmarsi così avrà dei buoni motivi. Tra l’altro, visto il nick, deve anche essere uno di quelli che dà importanza all’essere sardo, sardissimo DOC, come per l’appunto il pugnace eroe che, nell’immaginario collettivo, coraggiosamente pugnò (ma non tanto, pugnò pagu pagu, fece, insomma, una pugnetta) e venne ricondotto subito all’ordine: lui e i suoi. Quanto poi fosse “sardo” è un argomento di discussione interessante, poiché era un patrizio punico, residente (e possidente) in Sardegna che difendeva i propri averi, mica la “sardità” e l’indipendenza dell’Isola! Però l’immaginario collettivo va sempre coltivato perché si rivela spesso utile, in politica e non solo, quindi, poche storie: Amsicora è un eroe “sardo”, assieme a un sacco di altre balle identitarie! Ma torniamo a noi: che dice Amsicora rivolgendosi al Presidente del CdA del Lirico? Due cose.

La prima: che, da un’analisi dei verbali del CdA, Zedda avrebbe commesso un illecito penale (testuale: «Sai cosa ti dico? Rischi molto in penale.»)

La seconda: che, secondo Amsicora, dovrebbe comportarsi (in questo momento, sic!) come aveva suggerito a suo tempo Felicetto Contu: «Fai come ti ha detto il notaio Contu: di’ che c’è stato un fraintendimento, ritira tutto e riparti da capo. Al più presto!»

Bene, per la prima osservazione non c’è molto da dire. Sarà pur vero che siamo tutti commissari tecnici, penalisti (nel senso di avvocati, molti tra coloro che scrivono in rete sono penalisti nel senso di pene, come dire, penecefali) e, ultimamente, economisti, però ci sarà, presto o tardi, il pronunciamento di un tribunale (se basta). Quindi non entro nel merito, al massimo faccio osservare che, avendo frequentato parecchi avvocati, ne ho trovato di rado due che fossero d’accordo su un qualunque argomento (non per nulla ho sentito pareri assi diversi da quello di Amsicora, sebbene non sappia se più autorevoli o meno, visto che non si chi sia, il Punico) e che estrarre da una documentazione i passi che ci fanno agio, trascurando gli altri, è una cosa che un famoso principe del foro (questo però davvero famoso) definì una volta, in mia presenza, “una cosa da ragazzini”.

Per la seconda, tuttavia, mi permetto di dire che Amsicora sarà pure (forse, così mi hanno detto ma non lo so) un avvocato, però di politica non capisce una beneamata fava. Vorrei dire che non capisce tanto neppure di cause penali, per la verità e adesso dirò il perché, però, davvero, che si possa suggerire al Presidente del Consiglio di Amministrazione, Sindaco di Cagliari, di sostenere come ci sia «stato un fraintendimento» (testuale) in questa fase mi pare una bestialità immensa.

Se reato c’è stato, di certo non lo si può cancellare con un «mi sono sbagliato» per “ripartire da capo”, ci mancherebbe (ecco perché mi domando se questo signore sia davvero un avvocato!) mentre politicamente sarebbe un suicidio più doloroso di quelli fantasiosi dei samurai, che si cacciavano una katana nelle budella aprendo due ferite in forma di croce. Per di più in periodo elettorale. Poi che fa, Zedda: rassegna le dimissioni da Sindaco e sostiene che ha agito come emissario di Fantola?

Naturalmente, non so se Amsicora sia persona che propende per la sinistra o per la destra (parrebbe sinistra) ma ciò che suggerisce (per di più adesso) sarebbe una colossale sciocchezza, sia da un punto di vista personale (l’eventuale condanna non la becca il Presidente del CdA, la prende la persona) che per l’uomo politico ed il partito di riferimento. Non per niente il partito nel quale Zedda milita si è espresso sostenendolo e dicendosi convinto che il Sindaco abbia agito nella convinzione di operare per il bene della comunità (sia di chi l’ha votato sia di tutta la cittadinanza).

C’è però un aspetto che vorrei sottolineare: la mancanza totale di analisi, la stessa che segnalo da tempo nel caso di Biochini e della strana compagnia che lo affianca.

Amsicora, molto opportunamente, a mio avviso, dichiara di aver votato Zedda. Dunque, immagino, di aver condiviso l’idea che Zedda portava avanti. Possibile che, avvocato o meno, visto che consiglia (immagino, dal proprio punto di vista, saggiamente) un certo comportamento, non si senta in dovere di analizzare quello di Zedda dal punto di vista politico? Zedda, in merito, ha rilasciato poche dichiarazioni (e ha fatto benissimo) asserendo di aver bisogno di Crivellenti per condurre l’Ente verso un’amministrazione diversa dalla precedente (non sto a ripetere in qual senso, la battuta su “Ora tocca a noi” che non vuol dire “Adesso mangiamo noi” è emblematica).

Possibile che Amsicora non dica a Zedda: hai sbagliato perché…. Facendo seguire l’affermazione da un’analisi politica?

Possibile che, anche lui, non si domandi perché il Sindaco agisca in questo modo, prendendolo direttamente per un ragazzotto un po’ scemo e forse mal consigliato, come in fondo cerca di rubricare da tempo Biolchini nelle sue bizzarre analisi al succo di pera?

Come dire: non so perché stia facendo ciò che fa, non so neppure ciò che fa, non glielo chiedo, se glielo chiedo non ascolto ciò che dice, però gli consiglio:

1)      Di dichiararsi colpevole (a questo equivale il suggerimento di Amsicora, la pretesa di “tornare indietro”):

2)      Di smetterla di fare l’uomo politico.

Sarà pure sardo, questo Amsicora (l’altro, quello storico, mica tanto, nell’accezione comune) però mi domando se chiamarsi in questo modo, adoperare questo nick, non sia un ritornare a ciò che Amsicora seppe fare molto bene: perdere… però prendendosi un sacco di pappine dai romani!

E forse capisco anche perché usi un nick: e se poi Zedda avesse ragione? Andiamo sulla tomba di Amsicora a prenderlo in giro? Almeno BIochini, nel suo piccolo, ci mette la faccia, completa di occhiali e barba. Finché non se la taglia.

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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7 risposte a ZEDDA, IL LIRICO E IL RAPACE PUNICO

  1. Peppino ha detto:

    Sia più preciso che se dice una cazzata sul suicidio rituale dei samurai ne può anche dire su altri argomenti. Per il Seppuku il taglio orizzontale del ventre, poi portato verso l’alto, si effettua con la Wakizashi o col Tantò. Usare la katana, come lei afferma, sarebbe fonte di disonore. Che per chi conosce la cultura giapponese vuol dire tutto. A quanto pare, con questo grave svarione, lei dimostra di non conoscerla. E allora non citi ciò che non conosce.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Peppino,
      cesssss … meno male che c’è lei, che c’è.
      Adesso posso dormire traquillo. Grazie per aver aumentato lo score del blogghino.
      Cordialmente,

  2. Proto Zuniari ha detto:

    Caro Ainis,
    con tutti questi esperti di suicidi etnici, non sarà il caso di toccarsi? Comunque il latifondista Ampsicora fece bene a fare harakiri (o come cavolo si dice) , perché se fosse caduto in mano ai sardo pelliti, al soldo dei romani contro i punici, sarebbero stati cazzi suoi.

  3. dorados ha detto:

    …. non conosco Ainis, ma ne condivido lo spirito..e non solo.
    Non è possibile relegare una vicenda amara che trasuda e puzza di accordo trasversale e sotterraneo tra poteri forti a danno di tutti e tutto con un semplice …..torra a carrigai !!
    Disprezzo delle leggi, della democrazia, delle persone, ed ancor peggio del pluralismo….. non erano queste le bandiere della sinistra corsara alla cagliaritana …SEL= sinistra e lobby ?
    Ma quando la smette di fare il gigione Mr.Zedda !! Sembra Alfano!!

  4. tato ha detto:

    Stavolta non mi dilungo, le do solo uno spunto.
    Suggerisca a suo nipote di andare a cercare le dichiarazioni rilasciate alla stampa dai membri del CDA il primo ottobre. Troverà cose molto interessanti. Del tipo che la nomina che ora disconoscono era stata votata (pur scaricando la responsabilità al presidente) all’unanimità.

    Questo è un esempio, se ne trovano tanti altri:
    http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=27894

    Saluti
    Tato

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Tato,
      si dilunghi pure, se vuole.
      Cordialmente,

      • tato ha detto:

        Ma guardi, volevo solo dare uno spunto.
        Se si fa una rassegna stampa delle dichiarazioni di Porcelli e compagnia rilasciate l’uno e il due ottobre risulta chiaro che, pur fortemente contrari alla nomina, l’hanno votata all’unanimità evidenziando però che lasciano la responsabilità di tale nomina al solo Presidente. Se poi non hanno voluto firmare i verbali a seguito di un profondo esame di coscienza questo non lo so, ma di sicuro sarebbe da chiederglielo e di sicuro sarebbe utile per chi dovesse difendersi da accuse varie ed eventuali, avere a disposizioni le dichiarazioni fresche dei consiglieri del CDA da confrontare con i verbali firmati e non.

        Ribadisco che Zedda ha fatto una vera cagata a non dare seguito alla manifestazione d’interesse (e non ne capisco i motivi), ma che in questa storia ci siano più punti oscuri non me lo leva dalla testa nessuno e spero che da questa inchiesta si possa partire per fare chiarezza su come vengono gestite le cose al lirico, perché da cittadino precario con tanto di laurea, mi da molto fastidio vedere tanti soldi pubblici finire a sanare i buchi di un’ente dove la gestione non è mai stata chiara, come diceva lo stesso biolchini:

        http://vitobiolchini.wordpress.com/2010/12/08/il-capolavoro-del-sindaco-floris-il-teatro-lirico-di-cagliari-e-allo-sbando-e-senza-vertici-intanto-il-direttore-amministrativo-distrugge-documenti/

        Per cui ribadisco, riprendiamoci i giornali del primo e del due ottobre e troviamo le differenze con quello che viene detto oggi, è un gioco molto divertente.

        Saluti
        Tato

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