ZEDDA IN GALERA?

POST 043 ZEDDA A VIDEOLINA ATTENTI AL PICCIONEMa come, ancora il Lirico?

A dire la verità, sarebbe uno dei pochi casi in cui bisognerebbe parlarne, del Lirico, e pure molto. E non solo per il caso specifico di Zedda, ma per riflettere, ad esempio, sull’ipotizzato reato di abuso d’ufficio (e falso, condizione evidentemente propedeutica alla contestazione del primo reato). Si ricorderà, ad esempio, il caso di Vendola, per il quale era stato chiesto il rinvio a giudizio rigettato in sede di udienza preliminare.

Bisognerebbe riflettere, se non fosse che la vicenda del Lirico è diventata una lite da bar sport, in cui imperversano i tifosi e i delinquenti che usano il calcio per farsi gli affari propri. Inoltre, non dimentichiamolo, siamo sotto elezioni e la figura di Zedda non è di poco rilievo nella campagna elettorale.

Quindi non si può, perché qualunque riflessione sarebbe immediatamente gettata in pasto alle solite scimmie urlatrici. E siccome non si può, vediamo di capirci qualcosa, invece, come dire che a me non frega nulla se si possa o meno: proprio adesso due righe bisogna scriverle!

Prima di tutto, come tanti altri, credo, sono andato a vedere se per caso Vito Biolchini, che della “Campagna del Lirico” è stato uno dei generali più attivi, avesse qualcosa da dire. La risposta è no. Dopo aver scritto tanto, tantissimo, su Zedda che distrugge il Lirico, proprio quando arriva la notizia dell’indagine, si ritira in uno splendido isolamento. In seconda battuta, noto che “organi di informazione” on-line come Cagliaripad fanno della notizia (tutto sommato scontata, perché l’iscrizione di Zedda sul registro degli indagati è un atto dovuto qualora si apra un’indagine, derivante da un esposto) fanno della notizia una specie di bomba mediatica e, naturalmente, dopo tutto il can-can degli ultimi tempi, nessuno tenta una straccio di riflessione, ci mancherebbe, si ripete ossessivamente la notizia, si ripetono gli articoli (sempre uguali) che hanno imperversato ultimamente, ma nessuno (bizzarro, no?) scrive due righe sul merito della vicenda.

Eppure non ci vuole molto. Ad esempio: cos’è l’abuso d’ufficio? Ecco qua:

L’abuso d’ufficio, disciplinato dall’art. 323 c.p., si verifica quando un Pubblico Ufficiale o un incaricato di Pubblico servizio, approfittando della posizione rivestita, procura, volontariamente, a sé o ad altri, un ingiusto vantaggio patrimoniale, oppure arreca ad altri un danno ingiusto.

L’abuso, inoltre, deve consistere nella violazione di norme di legge o di regolamento, o nella violazione dell’obbligo di astensione di chi abbia nella vicenda un interesse proprio o di un prossimo congiunto.

Pertanto, affinché si configuri tale reato è necessario che siano presenti le seguenti condizioni: 1. l’intenzione di procurare a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arrecare ad altri un danno ingiusto; 2. la violazione di una precisa norma di legge o di regolamento, oppure essersi verificata la mancata astensione in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti; 3. la violazione o l’omissione di cui al punto precedente devono essere la causa dell’ingiusto vantaggio o del danno ingiusto.

Quindi, in soldoni, Zedda avrebbe commesso abuso procurando a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale e l’avrebbe fatto violando una norma di legge o regolamento (ad esempio, guarda un po’, falsificando i verbali del Cda, da cui l’ipotesi di falso).

Orbene: cosa ci dovremmo aspettare dall’informazione? Semplice: che trattandosi di reato che prevede ii procurare a qualcuno un ingiusto vantaggio si dicesse, da qualche parte, dove starebbe questo vantaggio. In merito, tutto tace. Neppure i più acerrimi nemici di Zedda (chiamarli avversari mi pare improprio) sono in grado di ipotizzare questo “vantaggio”. Sì, si parla di tessere di partito, di bizzarre connessioni che andrebbero bene per Voyager, ma poi, guarda un po’, quando i coraggiosi sindacalisti paladini della democrazia depositano l’esposto non lo dicono.

Resterebbe il falso. Neppure per questo c’è una denuncia, attenzione, nessuno è andato in procura dire “I verbali sono falsi”. E si capisce anche il perché: se qualcuno l’avesse fatto, Zedda l’avrebbe immediatamente querelato e siccome non tutti sono Berlusconi, che stira i processi come l’elastico del perizoma delle sue olgettine, meglio andarci cauti.

Quindi?

Quindi, come ho detto fin dall’inizio, stiamo parlando di una lotta all’ultimo sangue per difendere le rendite di posizione maturate in decenni di cattiva gestione dell’Ente Lirico di Cagliari e a questo si sovrappone la scadenza elettorale, periodo nel quale ci si aggrappa anche a uno stronzo di cane, se galleggia, soprattutto in una destra che annega e cerca buoni motivi per non andare incontro al disastro che meriterebbe dopo la sistematica demolizione de bene pubblico attuata in Sardegna a livello cittadino e regionale.

Pertanto, so che non dovrei dirlo, ma dato che sono lo zio di Zedda me lo posso permettere, sono contento che la vicenda sia finita nelle mani di chi potrà mettere fine alle liti da bar. Zedda afferma di aver agito per il bene comune e di non aver nulla di cui rimproverarsi. Ha ragione? Ha torto? Adesso non ci saranno più alibi, da nessuna parte, com’è successo per Vendola: ci sarà un arbitro che deciderà a chi andrà la palla e chi ha commesso fallo (tanto per restare nell’ambito calcistico che tanto piace alla destra e a coloro che le vanno dietro).

Poi siamo in Italia e ci ricordiamo ancora del goal di Turone, certo, ma per fortuna c’è chi, dell’amministrazione della cosa pubblica, fa qualcosa di diverso da uno stadio di calcio.

Alla fine, come vado dicendo da tempo, si vedrà se è poi così facile impallinare i piccioni e soprattutto chi lavora per costruire e chi ha bisogno di macerie per illudersi di esistere. Ma anche, come direbbe il sommo Uòlter, illudersi di poter fare gli affari propri con i quattrini dei cittadini. Difficile cambiare, sì, ma c’è chi ci prova: magari è la volta buona che ci riesce!

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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9 risposte a ZEDDA IN GALERA?

  1. Asia ha detto:

    Certo che la nomina della Crivellenti ai vertici del Lirico non è da paragonare a quella di Farris ai vertici dell’Arpas.
    Eppure, mentre l’indagato Cappellacci aveva a suo tempo il sostegno e la solidarietà del suo intero schieramento, sul pulcino Zedda si è scatenata la tempesta, con tanto di tronus e lampus.
    E a scatenarla sono -paradossalmente- i suoi ex sostenitori, i vecchi compagni di merenda.
    Qualcosa non torna.
    A meno che non si semplifichi, pensando che tutti pigolano festosi dove c’è becchime, mentre si scatena l’inferno se si riduce drasticamente l’abbondante mangime dei polli.
    Il cosiddetto “Ainis-pensiero” in merito alla questione non è da buttare alle ortiche.
    Anzi, dovrebbe far riflettere e indurre alla prudenza.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Asia,
      in questa faccenda si sovrappongono due aspetti. Uno, il principale, è di certo quello del becchime. Zedda, piuttosto che adattarsi alla vecchia logica spartitoria (che fa comodo anche a chi “lavora” dentro il Lirico, pur con i dovuti distinguo) ha messo “i ditini” dove non doveva, quindi gli danno addosso.
      A questo, però, si sovrappone l’ira funesta e la frustrazione di chi da Zedda si aspettava maggiore considerazione poiché riteneva di aver contribuito in modo importante all’elezione. Sarebbe a dire la pattuglia dei kulturisti, quelli che sfottevo con la metafora del papà che si rifiuta di comprare il Meccano n° 10 perché in famiglia non ci sono i soldi. Costoro, peraltro in buona fede (ma non è un complimento, come può capire) hanno finito per trovarsi dalla stessa parte di un gruppo di sindacalisti che vorrebbe continuare in un giochetto durato anni.
      Ciò costituisce una miscela bizzarra in cui c’è chi si traveste da “esperto” perché urlacchia su un palcoscenico e chi si esibisce in fini analisi politiche convinto di spostare chissà quanti voti, senza neppure rendersi conto che del Lirico non frega nulla a nessuno se non a coloro che ci hanno mangiato e vorrebbero tentare (con ogni mezzo) di continuare a farlo (destra in testa).
      Come dire: una combriccola di cialtroni e bimbiminkia (sarà giusto questo plurale?) Veda lei chi sono gli uni e chi gli altri.
      Da parte mia, continuo a dire, assai semplicemente, ciò che ho sempre detto dall’inizio, però non me lo faccia ripetere, prego. Fino ad ora, pare, le cose sono andate come ho detto io (ma non perché sia bravo, perché era ovvio per chiunque avesse un po’ di cervello). In futuro si vedrà. Ciò che è chiaro, ancora una volta, è che Zedda di questi ragazzotti se ne fotte allegramente, sia che cantino sia che parlino alla radio, sia che si spalmino la vaselina in testa, sia che abbiano la barba. E per questo si incazzano, altro che sinistra, trasparenza e analisi politica! lesa maestà, gentile Asia, lesa maestà.
      Cordialmente,

  2. Peppino ha detto:

    Ella evidentemente continua a non capirci niente. Nonostante annaspi, sempre più in difficoltà di fronte alla realtà (quella reale e non quella partorita dai suoi fantasmi) nel cercare di rendere credibili i suoi vaneggiamenti, continua imperterrita a perseverare nei suoi errori, che penso derivino da grosse difficoltà strutturali nella sua formazione intellettuale. Non ha capito niente del teatro lirico. Non ha capito niente delle critiche rivolte a Zedda. Fa un uso strumentale del particolare, onde intorbidare la lettura del generale, tipico dell’informazione berlusconiana. Imbroglia nel leggere i dati, cita solo quello che apparentemente le dà ragione ed omette tutto ciò che potrebbe provocare dei dubbi. Mente consapevolmente nel citare cose che, lo sappiamo, copia e incolla dalla rete, forse perchè si creda che la sua scorza sia diversa da quella che realmente è. E poi le banalità, i luoghi comuni, le cose sentite ma mai vissute,addirittura le leggende metropolitane assunte per verità. E poi le analisi raffazzonate, tetre, vecchie, non da bar dello sport ma da gabinetto delle scuole medie. Per non parlare della sua idea di politica costruita in politichese, L’esatto contrario de: “il personale è politico”. Ed infatti la si è mai sentita dire “mi sono espresso male, forse non mi son fatto capire”? Macchè. Sono sempre gli altri a non capire, a non saper leggere, a dire stupidaggini. E quando questo capita lo fa con tale diabolica soddisfazione che viene da pensare che Ella sia sporca dentro, e voglia insozzare per contagio tutto quello che le capita a portata di mano. Chi non si sottomette al suo pensiero viene deriso e insultato, nella paranoica e autoreferenziale ricerca di una ironia che non le è mai appartenuta. I suoi attacchi pubblici ai personaggi che danno fastidio al suo ipertrofico ego sono solo sintomatici del disagio profondo che Ella manifesta nel non sentirsi seguito ed adulato come pensa di meritare. Ella, Angelo di lino vestito e mano sinistra di dio Ainis/Sinai, era un cattivo maestro e continua ad esserlo. Si compianga, che i dolori del giovane Massimo sono anche causa Sua, anche se è troppo stupido e pieno di sè per capirlo.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Peppino,
      adesso che ho pubblicato le sue cazzate spero stia meglio. Ma non potrebbe rivolgersi, ogni tanto, ai servizi sociali? Le liste d’attesa sono lunghe ma uno psicologo, prima o poi, potrebbe anche riuscire ad incontrarlo.
      Cordialmente,

    • alberto ha detto:

      sta parlando di biolchini vero? ottima analisi! davvero.

  3. dinamite ha detto:

    Come al solito, Ainis, non hai capito un cazzo.
    Il reato d’abuso d’ufficio è stato ipotizzato dal magistrato e non da chi ha fatto l’esposto.
    Non sai un cazzo, non sei un cazzo.
    L’esposto non fa nessuna accusa ma, alla luce dei fatti, CHIEDE alla procura di verificare se ci siano gli estremi per ipotizzare un reato.
    E questo ha fatto il magistrato.
    Ma quando la smetti di pontificare su ciò che non conosci?
    Non disturbarti a rispondermi, perchè tanto non leggerò la risposta: di cazzate tue ne ho letto abbastanza.
    TI auguro le cose peggiori, Ainis.
    Toccati la palle… E’ meglio, credimi.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile dinamite,
      ovviamente, non ho mai detto che nell’esposto si ipotizzasse un reato (al contrario ho scritto che proprio per questo è una burletta, e non ho cambiato idea, mi stupisce che un lettore attento come lei non se lo ricordi). Nel post che lei commenta, non a caso, scrivo: “Resterebbe il falso. Neppure per questo c’è una denuncia […]”.
      Certo, per capire un testo bisognerebbe detenere il diritto di sfruttamento di almeno un neurone e lei ne è priva, ma le puntualizzazioni non guastano.
      Quindi, quando leggerà la mia risposta (e non dica le bugiette, che le cresce il nasino, visto che altro da far crescere non ha) prenda a prestito il neurone da qualche amico o conoscente (ad esempio uno di quelli che le portano il Prozac tutti i giorni).
      Per il resto, le suggerisco ciò che ho già detto al gentile Peppino: si rivolga ai servizi sociali. Dato il suo stato, le daranno la priorità e la metteranno nelle capaci mani di uno staff di psicologi.
      Cordialmente,

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