BIOLCHINI E L’HAMBURGHER DI ZEDDA

POST 072 L'HAMBURGHER DI ZEDDATempo di elezioni: i partiti si preparano alla tenzone.

In Sardegna, la destra fa ciò che ha sempre fatto: cerca la maniera di mettere le mani sui quattrini nel migliore dei modi. Ha in mano i mezzi d’informazione, come il maggiore quotidiano (anche l’unico) e la più importante emittente locale. Inoltre guida i ditini digitanti tastiere che riempiono i giornali on-line (salvo eccezioni infime che non fanno opinione) e propone candidati di immediata riconoscibilità nazionale. Come Sechi, ad esempio, giornalista simpatico come un’anguilla cosparsa di vaselina che ti guarda sempre dritto negli occhi. Farà il pieno di voti perché incarna perfettamente l’ideale particolarmente amato da chi abita a destra: protervia, machismo, furbizia, senza dimenticare l’ossequio al potente, pratica di chi vede il mondo in funzione della possibilità di sfruttarlo appoggiandosi a chi di dovere.

Tutto come previsto e prevedibile: la destra ha portato l’Italia al declino – la Sardegna mezzo secolo indietro – eppure sa che con qualche accortezza limiterà i danni, come è sempre accaduto. Soldi investiti nei canali giusti e informazione teleguidata nel migliore dei modi.

Ecco: quale sarebbe il migliore dei modi?

Non è difficile capirlo. Chi ha visto la puntata di Servizio Pubblico, di Santoro, quella che ha ospitato Berlusconi, ne ha avuto un esempio eclatante: basta che l’informazione parli dei temi giusti. Dunque, non lo sfascio dell’Italia (e, a livello locale, l’affondamento della Sardegna) bensì le magagne della controparte (soprattutto se non ci sono!) Quindi non si parli di Berlusconi bensì delle nefandezze di Travaglio!

Spostare l’attenzione dai temi rilevanti alle sciocchezze, con lo scopo di buttare tutto in rissa, è arte antica. A noi, a scuola (esiste ancora, sì?) raccontavano le favole di Fedro e un poco mi vergogno a citarle perché recentemente va di moda Kundera, ma la forza evocativa della novella del lupo e dell’agnello è inarrivabile. Se una discussione si sposta dall’ambito dei contenuti a quello delle convenienze, il ragionamento perde consistenza, subentra la forza e, necessariamente, la “ragione del più”. Più forte, più ricco, più bello…

Si può forse dubitare che il lupo abbia torto? No, eppure si mangia ugualmente l’agnello e, dal suo punto di vista (del lupo) fa pure bene, perché l’agnello è buono (con uovo e limone, grazie!)

Ecco il motivo per il quale, se si compulsano i mezzi di informazione sostenuti dalla destra (giornali, televisioni, quotidiani on-line) si trova, da mesi, il resoconto dettagliato (e raccontato strumentalmente) di alcune (poche) vicende relative all’amministrazione di Cagliari: la questione del Lirico, la rimozione dei baretti abusivi del Poetto, talvolta lo stadio S. Elia. Testimoniano, per chi sa leggere, soprattutto il fallimento clamoroso della precedente amministrazione cittadina, quella che non ha avuto il coraggio di farsi pagare il dovuto dal Cagliari Calcio, lasciando che lo stadio andasse a donne perdute, di porre mano alla questione decennale della spartizione selvaggia del Poetto, proprio l’amministrazione che stava per mandare in fallimento il Lirico e ha causato danni gravi all’Anfiteatro Romano, senza parlare del tentativo, sventato in extremis, di cementificare Tuvixeddu.

Eppure l’”informazione” dà l’impressione, da una parte, che il sindaco stia distruggendo la città, dall’altra che la destra al potere ininterrottamente per decenni, non abbia alcuna responsabilità. Ottenendo, come corollario, che non si parli, o si parli poco, del disastro combinato dalla destra ancora al potere a livello regionale: Cappellacci tenta di vendere le coste al miglior offerente? Colpa di Zedda che demolisce i baretti del Poetto! Cappellacci promette di salvare e vendere l’ALCOA ai cinesi, gallesi, cretesi, valdesi, obesi, grassi, magri, agri… e in realtà tutto ciò che riesce a vendere sono le nostre coste (per di più a poco prezzo)? Mica se ne parla, delle stronzate dette dal Presidente della Regione sull’ALCOA, no, la colpa è di Zedda che nomina Marcella Crivellenti al Lirico!

Non si può far nulla, ahimè, la proprietà dell’Ugnone è quella che è, come Videolina e via ad elencare tutto ciò che pretende di “informare”, on-line o meno. Si chiama libertà di parola, che si traduce, più o meno, così: l’informazione la fa chi possiede un organo di informazione…

…e questo mi fa venire in mente qualcosa.

Se il potere dei quattrini (da sempre, mica da Berlusconi) è anche quello di controllare l’informazione, l’avvento della rete – per ora, ma in seguito vedremo – permette di supplire, almeno in parte, e soprattutto localmente, allo strapotere economico, organizzando, tra social network e blogging, la possibilità di diffondere punti di vista alternativi. Non sarà un caso se in Cina la rete è sotto stretto controllo e si rischia di finire in carcere se si prova ad utilizzarla per contrastare lo standard di regime!

Ad esempio, in questo post, e nel mio piccolissimo, sto cercando di riflettere sul perché, data la situazione drammatica nella quale nuota la nostra disastratissima isola, si continui a parlare delle pustole di Zedda, mentre c’è chi si butta dalle torri… ma anche, siamo seri, semplicemente chi prende lo zainetto e sale su un aereo o su una nave per andare a cercare lavoro in un altrove spesso indefinito, qualunque sia, pur di piantarla con l’insostenibile pesantezza di un futuro incerto, o meglio di un futuro certissimo di incertezza. L’emigrazione, piaga antica e terribile, riprende piede e parliamo di baretti?

Però non mi leggono in molti, certo (e ci mancherebbe!) ma c’è chi ha visibilità ben superiore alla mia e, dichiaratamente, si propone di opporsi al monopolio informativo locale (e non solo) detenuto dalla destra, per di più con buona riuscita, visto che il blog (e la sua trasmissione radiofonica) sono seguitissimi. Vito Bolchini, meritoriamente, fa informazione (e politica, anche se fa finta di non saperlo) fuori dai canali controllati dal quattrino mattonmassonico casteddaio e sardo in generale, tra l’altro gratuitamente ed anzi spendendoci tempo (quindi denaro, non dimentichiamolo; potrebbe andare a raccogliere cocciule: non diventerebbe ricco, ma almeno potrebbe mangiarsi un piatto di fregola come si deve!)

Bene, accidenti, qualcuno che a sinistra si impegna per dare un’idea diversa di informazione!

Sì, vero, ma infine di cosa si parla?

Del Lirico, dei baretti…

Lo so che non si limita a questo, non sono così scemo (o sì?) ma se fate un giro nel suo blog sarà difficile negare che, da un bel po’ di tempo, sia stato occupato in pianta stabile da questi temi che, non giriamoci attorno, spingono Zedda nello stesso tritacarne mediatico nel quale lo costringono i mezzi di informazione controllati dal quattrino di destra: Berlusconi docet!

Gli piaceranno gli hamburger di Zedda? Magari al sangue?

Chiedetelo a lui, non a me, soprattutto lo facciano coloro che sono convinti che l’informazione alternativa sia quella roba: la realtà dice che Biolchini parla delle stesse cose di cui parlano gli altri (Ugnone in testa) e con le stesse identiche modalità (Zedda è un pazzo sconsiderato, Zedda è malato di decisionismo, Zedda non ascolta, a Zedda non interessa la cultura…) Come dire: il terremoto dell’Emilia? Ma che cazzo fa Zedda: demolisce i baretti? Non lo sa che i baretti stabilizzano le faglie?

No, lungi da me l’idea di sopire la critica: mai! Mi domando semplicemente come mai la critica libera sia incredibilmente simile all’Ugnone, in temi e toni, come se non fosse un dato oggettivo che Tuvixeddu non sarà cementificato, che i trasporti pubblici sono diventati tra i migliori a livello nazionale, che Zedda si è rifiutato di porgere le chiappe a Cellino, che il nostro sindaco non indice conferenze stampa dall’ufficio di un costruttore e che, piaccia o meno, si è messo in testa di rispettare e far rispettare le leggi (anche in occasione della nomina di Crivellenti, come i fatti stanno dimostrando, sebbene ciò faccia girare le scatole a chi ha interesse a lasciare le cose come stavano) senza dimenticare il dato piccolo e insignificante che deve far quadrare i conti in una situazione in cui i soldi non ci sono e i conti, per legge, devono essere a posto!

A questo punto ci vorrebbe una battuta, possibilmente carina. Però io non sono uno capace di immaginarne quindi lascio l’incombenza ai pochi lettori: chissà come mai Biolchini ama così tanto gli hamburger di Zedda. E pensare che a me neppure piacciono, gli hamburger, men che meno quelli di sinistra.

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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18 risposte a BIOLCHINI E L’HAMBURGHER DI ZEDDA

  1. alberto ha detto:

    signor Ainis, come ha ragione!
    Spero che Vito capisca che così non si risolve nulla.
    cordialità

  2. Anonimo ha detto:

    “Il lupo e l’agnello” è di Esopo.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Anonimo,

      Il lupo e l’agnello
      Fedro, Fabulae, I, 1
      Ad rivum eundem lupus et agnus venerant
      siti compulsi; superior stabat lupus
      longeque inferior agnus. Tunc fauce improba
      latro incitatus iurgi causam intulit.
      «Cur» — inquit — «turbulentam fecisti mihi
      aquam bibenti?». Laniger contra timens:
      «Qui possum, quaeso, facere, quod quereris, lupe?
      A te decurrit ad meos haustus liquor».
      Repulsus ille veritatis viribus:
      «Ante hos sex rnenses male, ait, dixisti mihi».
      Respondit agnus: «Equidem natus non eram».
      «Pater hercle tuus, ille inquit, male dixit mihi».
      Atque ita correptum lacerat iniusta nece.
      Haec propter illos scripta est homines fabula,
      qui fictis causis innocentes opprimunt.

      Per la traduzione (ad esempio)
      http://spazioinwind.libero.it/labandadeisei/fedro/fedrofav.htm

      Cordialmente,

      • Peppino ha detto:

        Gentile Ainis, il lupo e l’agnello è di Esopo. ripresa poi in latino da Fedro O λύκος και το πρόβατο
        ψάχνοντας για νεράκι
        σ’ένα ποτάμι φθάνουν
        που τρέχει μες στους βράχους
        O λύκος από τα ψηλά
        κάτω τ’αρνάκι βλέπει
        Xορτάτος αν και ήτανε
        αιτεία εζητούσε
        να το καταβροχθήσει
        – Pε αρχιδάκι…
        το γάμησες το νερό μου
        – Mε συγχωρείτε κύριε
        λύκο αφούστε στην πηγή
        και ‘γώ ‘μαι στο ποτάμι
        πως είναι δυνατόν
        να μολύνω το νερό σας;
        Kι αν είναι ολοφανερό πως
        είνι αθώο το αρνάκι
        ο λύκος συνεχίζει…
        – Aααααααααα…Tώωωρα θυμήηηθηκα
        εσύ πριν δέκα μήνες μ’έβριζες μπροστά
        στους φίλους μου
        για ξανάριχτά μου ρε μαγκάκι…
        – Σας παρακαλώ άρχοντα
        μου συγχωρείστε τον ταπεινό σας δούλο.
        Πριν δέκα μήνες δεν είχα καν γεννηθεί
        το κακόμοιρο
        – Oκ, δίκιο έχεις,
        ο πατέρας σου ήταν εκείνος o μαλάκας
        κι αφού τ’αρχίδι λείπει
        Λυπάμαι
        Θα πεθάνεις.

        • Gabriele Ainis ha detto:

          Gentile Peppino,
          e chi se ne frega? Se rilegge il mio post (ma l’ha letto?) ci troverà che a scuola mi hanno insegnato (alle medie) la fabula di Fedro e questa mi è rimasta impressa, come è capitato a tutti quelli della mia classe che hanno studiato prima il latino (alle medie) e poi il greco (al ginnasio). Non per nulla, quando eravamo ragazzini, alla TV c’erano gli indovinelli che, come argomento, avevano Fedro (sì, un tempo la TV aveva la pretesa di insegnare qualcosa).
          E farvi un po’ di cazzi vostri? Se non siete capaci di leggere un testo semplice non provateci, eccheccazzo!
          Cordialmente,

          • Peppino ha detto:

            La sua risposta è poco seria. Non mi riferivo al suo post, ma alla risposta da lei data all’anomino che le ricordava l’autore vero della favola. Quando lei risponde con il testo latino di Fedro sottindente, ironicamente, una da lei presunta manchevolezza dell’interlocutore, forse faticosamente diplomatosi alle scuole serali. E non cerchi giustificazioni diverse da una sua banale imprecisione, perchè non le rendono onore. Poi se il suo intento è allontanare con scortesia chi la legge, bè, almeno con me ci è riuscito.

            • Gabriele Ainis ha detto:

              Gentile Peppino,
              premesso che se lei si allontana non me ne può fregar di meno (si vede che ho lavorato anche al MIT, vero?) non se la prenda con me se non sa leggere un post. Quanto all’ironia della mia risposta, la vede solo lei. Ho dato il riferimento della fabula di Fedro perché ho immaginato che il lettore, probabilmente più giovane di me, non conoscesse ciò che (e come) si studiava ai miei tempi. Il che dimostra che lei non sa leggere i post ma, per fortuna… neppure i commenti!
              Cordialmente,

  3. tato ha detto:

    Sa, gentile Ainis…

    Io non capisco tante cose.
    Tra queste non capisco l’accanimento.
    Non capisco, come lei, l’accanimento di Biolchini nel confronti di Zedda, così come, in una sorta di fiera dell’est dei blog, non capisco il suo accanimento nel confronto di Biolchini e Floris.
    Non mi fraintenda, cerco di spiegarmi.
    Se Biolchini ogni giorno scrive un articolo in cui massacra Zedda, portando spesso motivazioni parziali e faziose, escludendo (credo volontariamente) alcune considerazioni… io mi stufo. Perchè capisco che si passa dalla giusta critica a degli attacchi che sembrano sempre di più personali e non giornalistici.
    Allo stesso modo percepisco questo nel leggere i suoi articoli nei confronti di Biolchini e Floris e da interessato lettore di ciò che lei scrive, all’inizio trovavo divertenti le sue frecciatine, ora continuo a trovarle divertenti ma dopo un po sempre più “personali” e non normale critica.
    Ora, se la conosco un po, se ne infischierà di quello che le scrivo, ma a me non importa perchè lei mi aiuta a vedere posizioni diverse su tutte le cose ed oggi è sempre più difficile vedere le cose da una prospettiva diversa.
    Sui contenuti del suo pezzo, non sa quanto sono d’accordo con lei…
    Non capisco davvero perchè tutto quello che fa Zedda debba sempre e comunque ricevere un’amplificazione mediatica così grossa e come mai le azioni di Zedda debbano sempre essere valutate da una prospettiva “al ribasso” se non addirittura “pesantemente negativa”. Non capisco come mai le azioni di Zedda positive vengano considerate “normali” o minimizzate (Se non ignorate) e non capisco come mai non ci sia la stessa minuziosa analisi di quello che succede in Regione in termini di favori, nomine, gestione di soldi pubblici ecc ecc…
    Poi certo che nello specifico il metodo usato per la nomina della Crivellenti, mi scusi, è una cagata (è davvero bizzarro che per la vetreria di pirri ci voglia la laurea e per il lirico no ed è davvero bizzarro indire una manifestazione d’interesse per poi infischiarsene).
    Però alla fine è una nomina fatta ne più ne meno come quelle fatte dai predecessori di Zedda: il presidente decide punto. Tutto questo casino non mi sembra sia successo con le precedenti nomine e il perchè di questo non me lo sa spiegare nessuno quindi io traggo le mie conclusioni (cioè che questa nomina è prima di tutto scomoda).
    E alla fine penso che questa sia nomina sempre migliore di quelle fatte dal centrodestra negli ultimi 20 anni e che la colpa della crisi del lirico non sia di certo di Zedda come invece si vuole far credere (e purtroppo anche leggendo Biolchini sembra che sia così, inoltre sottolineo un aspetto dei più sporchi: chissà cosa avremmo letto sul blog di biolchini se i commenti sulla gravidanza della Crivellenti gli avessere fatti Porcelli o Piras o qualche altro esponente del centro destra).
    E’ davvero evidente che questa vicenda, in cui ci poteva stare una civile protesta dei dipendenti del lirico per una nomina regolare ma che non ha rispettato le aspettative, si sia trasformata in un attacco personale alla Crivellenti e un pretesto per delegittimare Zedda su un tema che comunque è solo uno dei tanti che riguardano la vita di una città e non può essere giudicato solo su quello o solo sui baretti (dove mi si vuol far credere che le parole di Uras non siano dettate dalla campagna elettorale ma dal buonsenso, dai… cerchiamo di non essere così ingenui… provocatoriamente dico “cosa avrebbe detto uras se le elezioni fossero arrivete nel periodo del problema stadio? avrebbe dato ragione a Cellino?” suvvia… )
    Va bene… mi fermo, sono uscito fuori tema.
    Ad ogni modo aspetto da lei un bel articolo di “critica” a Zedda, dato che al momento lo difende sempre e lei che è sempre “contro tutti” non credo che non abbia nulla su cui criticarlo.
    Su ci pensi un po.

    Saluti
    Tato

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile tato,
      guardi, la ringrazio perché s’è preso la briga di scrivere un commento così lungo e in fondo sono d’accordo con lei (ad esempio me ne frego di ciò che mi dicono).
      C’è solo una cosa che vorrei sottolineare: se anche può sembrarle che mi interessi dare addosso a Biolchini da un punto di vista personale, sbaglia. Per questo la inviterei (visto che ha il coraggio di leggere ciò che scrivo… e di dirlo!) a compulsare con attenzione il post. A me Biolchini, da un punto di vista personale, interessa pochissimo (nel senso che non lo conosco, non l’ho mai visto e so pochissimo di lui se non come personaggio pubblico). Se però mi interrogo su quanto sta succedendo attorno all’esperienza del primo sindaco di sinistra di Cagliari e dei rapporti tra politica/interessi e l’informazione, di chi vuole che parli, se non dell’Unione/Videolina e di Biolchini? Come dire, del blocco di destra e di un blog che nel bene e nel male è una delle poche alternative? E che altro dovrei dire, se non constatare ciò che ho scritto (su cui, tra l’altro mi pare lei sia d’accordo)?
      Che poi sia “contro tutti” è del tutto falso. Sono assolutamente schierato, invece e, a mio avviso, si vede benissimo (ad esempio non evito di dichiarare la mia simpatia per SEL, che significa condividere una certa visione del mondo). Il che non mi impedisce il dichiarare pubblicamente ciò che mi piace meno, come le derive “sovraniste”, se le vedo, perché mi appaiono prive di senso, politico e tattico (potrei anche sbagliarmi, certo, ma esprimo le mie idee, mica quelle altrui).
      Quindi, che lei mi chieda un post di critica a Zedda mi pare bizzarro. L’ho criticato (non poco) quando ho ritenuto di doverlo fare, ad esempio perché non vedo l’impegno più ampio che da lui mi aspetto. E lo dico da persona che all’indomani dell’elezione era perplessa e si è dovuta ricredere assistendo allo svolgersi dell’amministrazione (anche se tutti sanno che sono lo zio di Zedda). Ma rifletta un attimo: crede davvero che, se ci fossero realmente “cose grosse” su Zedda, l’Unione&C si attaccherebbero a cazzate come i baretti e i ricci? Non le ricorda l’attacco agghiacciante dei giornali di Berlusconi contro un giudice reo di indossare calze di colore troppo sgargiante? Piuttosto che chiedere a me un pezzo “contro” Zedda, si domandi, come faccio io, come mai Biolchini dica le stesse cose dell’Unione! Per farle un esempio, sarebbe come se un giornalista di Repubblica, ai tempi dell’attacco al giudice, parlasse anche lui della bizzarria di indossare calze gialle!
      Cordialmente,
      PS – Mi sono dimenticato Floris: è solo un espediente sintattico per abbellire il discorso, come una battuta ogni tanto. Il personaggio lo permette e lo adopero. Potrei usare Ciccio e Nonna Papera, ma a Cagliari non li conosce nessuno. E poi Ciccio e Nonnna papera non sono altrettanto divertenti perchè non si incazzano.

  4. Proto Zuniari ha detto:

    Caro Ainis, non sono iscritto a Facebook , Twitter , Linkedin ecc. Però è vero, il blog , forse, è più democratico della TV, anche se può produrre reverendi Manson come Grillo, che strizzano l’occhio ai nazisti di casa Pound ma anche agli abitanti della Val Susa , vecchi dell’ANPI compresi, che non ne vogliono sapere di TAV. Grillo unisce internet allo spettacolo, creando l’accoppiata vincente per il consenso – unica cosa che gli interessa – tra un pubblico sostanzialmente di giovani, merce sempre più rara. Più rara, di sicuro, della gente che rappresenta il target sia del giornalismo “di merda” (definizione Sua) cui interessa solo lo share, che dell’attore d’avanspettacolo cui , ancora una volta, interessa il consenso. Perciò convergenza d’interessi tra Santoro e Berlusca, col risultato di cui parlano tutti i giornali (io non ho avuto lo stomaco per assistere allo show). Venendo a cose isolane, seguendo il suo consiglio, mi sono collegato per la seconda volta col blog di tale Biolchini, vero, solo attacchi al sindaco di Cagliari con baretti, teatro lirico, e tanta, tanta identità alla birra Ichnusa. Se questo come dice Lei è il blog più seguito in Sardegna, vuol dire che ci meritiamo Cappellacci.
    Ma per fortuna non è così. Mi è parso evidente che il blog rappresenti una realtà non identificabile con la Sardegna, ma al massimo col luogo geografico dove risiede il potere che la governa ( si fa per dire) e gran parte dei mezzi d’informazione ad esso accessori , come l’Ugnone, il Tg regionale che un giorno si e un giorno anche ci devasta le palle coi chioschi del Poetto e col teatro lirico di Cagliari (che cazzo gliene importa ai 330 licenziati dell’Alcoa e ai 1.500 di Vynils e Petrolchimico di P.Torres che per giunta stanno a 250 chilometri di distanza). Tutta roba che non andrebbe neanche sul giornale della parrocchia di Santa Gertrude Martire se non servisse in maniera pretestuosa ad attaccare Zedda. Mi deve spiegare, però, in che senso l’Ugnone è l’unico quotidiano (intende di Cagliari o della Sardegna?). Vede non credo che l’appartenenza di un quotidiano al gruppo l’Espresso sia una garanzia , anche qui ciò che conta sono le vendite, e se i lettori vogliono sentirsi dire che la birra Ichnusa è la più buona del mondo , Lilliu il più grande archeologo di tutti i tempi e che i bottegai di Sassari son rovinati dalla la ZTL, La Nuova li accontenta. Ma in termini di tirature e vendite non è poi così lontana dall’Ugnone ; c’è stato un momento in cui erano quasi alla pari e anche la linea politica, anche se meno prona, non è poi così ostile al potere della RAS (qualche M c’è anche nel CdA della Nuova) . Sono un estimatore di Zedda ma anche del mio sindaco che di attacchi ignobili da parte del peggior esponente del mattone locale ne ha avuto tanti. Poco importa se la sua amministrazione ha avuto il riconoscimento per i conti più in ordine tra tutte le amministrazioni del Paese nel 2012.
    La cronaca è importante ma l’attualità deve venire prima (in un giornale degno di questo nome, e or che i tempi son cambiati anche in un blog).

    Cordialmente

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Proto Zuniari,
      le rispondo in merito all'”unico quotidiano” (per il resto ha ragione da vendere… ed aggiungo ahimè!).
      A parte le vendite e la diffusione, La Nuova non è, tecnicamente, un quotidiano “sardo”. Tutto ciò che esula dalla cronaca locale (nel senso di notizia prodotta localmente) è farina del sacco del gruppo, non di una redazione locale (ricordo ad esempio un articolo su Quirra pieno di sciocchezze invereconde perché, in realtà, prodotto altrove e ribaltato su numerose testate). Diciamo che è un giornale nazionale con un’ampia pagina locale, ecco. Non ho dato un giudizio di merito sulla maggiore validità dell’uno o dell’altro, quanto uno tecnico, che però si riverbera sul tipo e/o qualità dell’informazione. Per essere chiari, non ho mai inteso dare una preferenza all’uno o all’altro.
      Cordialmente,

  5. Asia ha detto:

    Carissimo Ainis,
    per continuare a lavorare, se si è ancora giovani, bisogna imparare a chinare la testa e ad accettare compromessi, specie nel campo dell’informazione supercontrollata.
    Forse per questo Biolchini (che non conosco personalmente) si muove a fatica, in percorsi preconfigurati o di diplomatico compiacimento, alla ricerca di quella libertà di parola che in realtà solo i padroni si possono permettere.
    La massima “La libertà di stampa è di chi possiede un organo di stampa”… a me dice tante cose, che vanno al di là della semplice illusione di avere un blog LIBERO.
    Felice di ritrovarLa. 🙂

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Asia,
      Biolchini, nel proprio blog, non ha condizionamenti di sorta, o almeno questa è la mia convinzione (e, credo, la sua – di Biolchini).
      Felice di farmi ritrovare, ma non ero mica scomparso!
      Cordialmente,

  6. Asia ha detto:

    Visto che cita l’Unione… ci crede se le dico che la redazione censura gran parte dei commenti contro il Cavaliere, anche se ironici?
    Le propongo un esempio.
    Qualche giorno fa c’era un articoletto marginale sui 75 anni di Celentano (appena compiuti).
    Ho scritto due righe augurali, lodando la freschezza del cantante e la sua intramontabilità.
    In chiusura ho notato che, pur essendo praticamente coetaneo di B., sembra il figlio.
    Secondo lei mi hanno pubblicato il commento? 😉

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Asia,
      certo che l’hanno pubblicato, che crede? E’ lei che fa finta di non vederlo perché è una comunista!
      Dopo la risposta seria, “mi consenta” una battuta: nei blog, gran parte dei commenti non passa il vaglio della moderazione. Il tenutario fa ciò che gli pare e piace e fa benissimo. L’importante è conoscere le regole: se si posta in casa altrui, l’espressione del proprio pensiero è soggetta alla decisione del tenutario. Fortunatamente, ciascuno di noi puà aprire un blog.
      Com’era? Ah, sì: la libertà di stampa è di chi possiede un organo di stampa.
      Cordialmente,

  7. stefano ha detto:

    Zedda indagato per abuso d’ufficio e falso in atti pubblici….non ho parole…

  8. dinamite ha detto:

    Vediamo se le parole le avrà lui per difendersi…
    Mi sembra un po’ difficile, pero’…

    http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2013/01/17/news/teatro-lirico-indagato-il-sindaco-di-cagliari-massimo-zedda-1.6366304

  9. dentedelgiudizio ha detto:

    Mi riferisco soltanto al commento che il dott. Biolchini ha fatto a margine della puntata della trasmissione di Santoro dove l’invitato era Berlusconi. http://vitobiolchini.wordpress.com/2013/01/11/silvio-un-gigante-della-comunicazione-altre-due-volte-da-santoro-e-vince-le-elezioni-purtroppo/ Di nuovo il noto tono enfatico dell’illuminato, questa volta sulla grandiosità comunicativa del personaggio – così sarà per lui – che però dice cazzate. Cioè un grande comunicatore di c…te. Per non parlare del fotomontaggio che sta in testa all’articolo. Credo però che molti non hanno visto un grande comunicatore, di nessun tipo, ma soltanto un grande blaterante e un grande spolveratore di sedie.

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