ZEDDA, IL GOLEM, GLI ARTISTI E L’INFORMAZIONE. PER TACER DEGLI INTELLETTUALI

POST 043 ZEDDA A VIDEOLINA ATTENTI AL PICCIONEArriva la Befana e, come ogni anno, il Sole24Ore porta in dono la graduatoria del gradimento dei cittadini per i propri sindaci. Leggerla è più o meno come commentare la formazione della nazionale di calcio: nessuno ci capisce una mazza ma tutti si sentono autorizzati a parlarne, tanto tutto resta come prima e ci sentiamo come tanti Machiavelli, che per fortuna è morto e non può protestare.

I nemici dei sindaci trovano modo per andar loro addosso, gli amici per difenderne l’operato, tanto mica si va ad elezioni, no?

Zedda è passato dal 66% dell’anno scorso (da confrontare con la base del 60% raccolto al ballottaggio) ad un 54% che marca un calo netto, che sarebbe un 12% riferito al campione ma in realtà un valore ben più ampio se riferito alle intenzioni della popolazione manifestatasi favorevolmente al sondaggio precedente…

Vabbè, siccome ho scoperto che mi leggono un po’ tutti, inclusi cantanti vari, sociologi e ibridi artistico-giornalistici, spiego il senso della frase precedente.

Se ad un sondaggio, su un campione di 100 persone ben due dicono che io sono simpatico (quindi il 2%, ma ci credo poco, percentuale troppo elevata) ed al sondaggio successivo ne trovo solo una (1%, elevata anche questa) non posso dire che ho perso l’1% del gradimento, perché di quelle cui stavo simpatico, la metà (50%) ha cambiato idea. Pertanto Zedda deve preoccuparsi (forse) di un 12% riferito al 66%, cioè di quelli cui stava simpatico il (12/66)%, ovvero il 18%, ha cambiato idea.

È molto?

Premesso che a me Zedda sta simpatico, quindi sono portatore sano di conflitto di interesse, direi che è cifra da tenere in debito conto, tuttavia non preoccupante. Elenco almeno due motivi:

1)      Il 66% rilevato nel 2011 è chiaramente sovrastimato; Zedda non aveva ancora fatto niente, nel bene e nel male, quindi si trattava di un gradimento aleatorio, basato in gran parte sull’effetto novità e sulla faccia pulita (che non guasta ma poi i cittadini guardano ai fatti); il dato numerico valido è quello del ballottaggio e non si discute;

2)      Il 54% ottenuto dopo interventi pesanti e ideologicamente marcati come il rispetto della legalità (merce sconosciuta a Casteddu) e dopo una campagna mediatica di delegittimazione (di stampo berlusconiano, non dimentichiamolo) cui il sindaco non può opporre nulla, non avendo giornali, radio, televisioni, siti web, il 54%, dicevo, sa di miracoloso. E dice anche un’altra cosa: che se si votasse adesso, nonostante le miserie lanciate giornalmente sullo Snark a capo dell’amministrazione cittadina, vincerebbe di nuovo! Tiè!

Sì, a questo servono i sondaggi, no? Manifestano le intenzioni di voto e 54 cittadini su 100 lo voterebbero. Naturalmente queste non sono considerazioni da Castedduonline (che come organo d’informazione è sconsolante, chiamiamolo organetto, via) o da Ugnone che farebbe rima con organone ma anche con altri organi maschili, gemelli, però, piaccia o meno, è proprio così.

Inoltre, chi mastica un poco di politica, sa bene come in una legislatura di cinque anni, i primi due (o meno) siano gli unici in cui ci si possa permettere azioni davvero forti, perché poi, ahimè, o meno male, bisogna pensare al consenso, quindi non è che si possa litigare a piacere con la propria maggioranza o permettersi di prestare il fianco agli avversari.

Se qualcuno è così cretino da pensare che Zedda non lo sappia (e magari i cretini, visto ciò che è avvenuto di recente ci sono davvero) e non ne tenga conto (ci ricordiamo di chi è figlio, sì?) buon per lui. In fondo, chi passa il proprio tempo sparando cazzate alla radio o canticchiando su un palcoscenico non è che possa osservare il mondo reale, penserà ai microfoni e alle lodi dei seguaci (i critici sono solo dei poveri frustrati e non contano).

Il punto, piuttosto, è un altro: come diamine è possibile che un sindaco apparentemente indifeso come Zedda (ha contro parte della propria maggioranza e tutti i mezzi di informazione, nessuno escluso) dopo una campagna mediatica avversa come quella in atto, raccolga ancora la maggioranza dei consensi dei cittadini?

Ripeto che sono portatore di handicap (conflitto di interessi) però ho tutto il diritto di sparare cazzate come chiunque altro, quindi dirò che, a parer mio, ci sono due ordini di motivi:

1)      Gli attacchi che arrivano da una parte che l’ha sostenuto – e faccio nomi e cognomi, mica mi nascondo – Biolchini &C, sono sovrastimati. Io lo chiamo il complesso del Golem: i critici credono che Zedda sia una creatura creata da loro e pretendono di poterlo distruggere a piacimento. Non ci compra il Meccano n°10? Allora via, perché una buona amministrazione si vede dal Meccano e, se non compra il n°10, non va bene. Basta rileggere il crescendo di attacchi a Zedda da parte di Biolchini, iniziati con l’ufficializzazione della dotazione per la kultura (qualora se ne abbia voglia, ma per fortuna Biolchini non è logorroico come me) per rendersene conto. Per fortuna Biolchini sbaglia: i cittadini hanno priorità che differiscono dalle sue (direi per fortuna!) e un cervello che, incredibilmente, va ben oltre i soldi alla kultura, Marina Cafe Noir & Compagnia Bella (questa è una nuova compagnia teatrale casteddaia che non conoscete, ma tra breve Biolchini ce ne parlerà).

2)      L’opposizione è talmente sputtanata che non riuscirebbe a vincere le elezioni neppure se Zedda si trasformasse in Chavez (magari, compagni, ma non speriamoci troppo, porta sfiga!).

Restano altre due piccole questioni: l’informazione è più sputtanata dell’opposizione (ai cui interessi è stata ed è in gran parte funzionale) e gli intellettuali sono talmente mediocri che qualunque loro intervento passa del tutto sotto silenzio, trasformandoli in un fattore neutro e privo di peso.

Se dopo tutti gli sforzi dei Biolchini, Castedduonline, CagliariPad, Ugnoni e Nuove (o Vecchie?) Zedda è ancora ad un solido 54% dopo aver mandato a stendere Cellino e i “LavoraVacche del Lirico”, dopo aver chiuso i baretti per manifesta illegalità, vuol dire che i cittadini, finalmente, si sono rotti le scatole delle battute radiofoniche, della Bohème come priorità cittadina e delle palle clamorose dei costruttori che hanno soffocato Cagliari sotto una piramide di mattoni e massoni.

Posso dirlo?

Era ora!

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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10 risposte a ZEDDA, IL GOLEM, GLI ARTISTI E L’INFORMAZIONE. PER TACER DEGLI INTELLETTUALI

  1. Luca ha detto:

    Gentile signor Ainis, adesso sarà inondato di insulti dai LavoraVacche, dagli amici dei tenori – perchè in prima persona lui non si è mai esposto insultando, lui scrive “manifesti”, ricette economico-gestionali risolutive, perle di saggezza e poi manda avanti gli altri ad attaccare (per inciso lo sa che i tenori sono considerati dei cretini nel mondo della lirica?) -, da pseudo-giornalisti e amici.
    Visto che a Casteddu il giochino privilegiato è la PREVENZIONE dietrologica, beh io PREVENTIVAMENTE le do il mio sostegno. Anche se lei non ne ha bisogno, lo so.
    con vivissima, davvero vivissima, cordialità

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Luca,
      mi permetta una precisazione, anzi due:
      1) se ha voglia e tempo, sulla pagina fb di Marcello Sovjet Cadeddu troverà apprezzamenti diretti contro di me da Floris in persona; se questo signore si incazza (e non è difficile che accada) insulta direttamente e senza sconti; non risponde alle critiche, naturalmente (ci mancherebbe!) ma la butta facilmente sul personale (peccato veniale: si incazza gente con teste ben più pensanti della sua, intendiamoci);
      2) non ho mai pensato che Floris sia un cretino (non nascondiamoci dietro un dito, sto pure ingrassando per gli eccessi di panettone, quindi facciamo nomi e cognomi); a differenza del suddetto, inoltre, non ho mai espresso giudizi sulla persona o sulla validità del lavoro che svolge (e ne avrei il diritto, perchè lui è un personaggio pubblico e mi è anche capitato di sentirlo cantare); ritengo invece che abbia le idee molto poco chiare su cosa sia un bene pubblico, su chi debba amministrarlo e con quali criteri; penso anche che abbia un concetto ottocentesco della lirica e della cultura musicale in genere; in sintesi, avendo lettole sciocchezze che scrive, lo ritengo assolutamente inadatto a trinciare giudizi sugli amministratori pubblici o a dare suggerimenti sulla gestione di un ente così complesso come il Lirico.
      Per la solidarietà la ringrazio, ma devo anche confessarle come gli insulti mi lascino abbastanza indifferente, salvo quando sono fantasiosi e mi divertono. Però non capita spesso.
      Cordialmente,

  2. Luca ha detto:

    Non frequento FB per cui non vi ho accesso …preciso che l’opinione del mondo della lirica è in generale sui tenori e non su quel tenore… intendevo dire questo.

  3. claudia ha detto:

    Le esprimo anch’io il mio pieno sostegno. Si figuri che solo per aver condiviso su fb un suo articolo sono stata pesantemente contestata e “cancellata” dalle sue amicizie. cordiali saluti

  4. claudia ha detto:

    dalle sue amicizie (intendevo dalle amicizie del Floris).

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Claudia,
      mi precede su un tema sul quale cercavo di scrivere due righe. Precisamente la Berlusconizzazione dei dibattiti di qualunque tipo (purtroppo, devo dire, anche a sinistra). Sono scomparsi gli avversari (con i quali si può anche essere amici) e sono rimasti i “nemici”. Niente più sfide a scacchi, insomma, solo duelli all’ultimo sangue. La vicenda di questa surreale campagna contro Zedda ne è esempio e impressiona la mancanza di dialettica e disponibilità alla discussione. Dipenderà dall’età (sono vecchio a sufficienza da aver visto un “prima”) ma mi pare preoccupante. Sono anche vecchio a sufficienza da preoccuparmi maggiormente delle amicizie “fisiche” rispetto a quelle virtuali, ma non pretendo di dare lezioni in merito.
      Però, che si levi l’amimcizia perchè si condivide un link (qualunque link) mi sembra davvero preoccupante, non tanto per il fatto in sé quanto per ciò che implica: il desiderio di cancellare le opinioni altrui.
      Ai miei tempi si chiamava fascismo, adesso si chiama “Gli sta bene!”: come cambia il lessico, eh?
      Cordialmente,

  5. Sovjet ha detto:

    Devo ammettere che la classifica del Sole mi ha lasciato del tutto indifferente: che oggi Zedda abbia il 54%, il 64% o il 44% di consensi poco importa. I consensi sono importanti quando si va al voto, rincorrerli oggi non sarebbe inutile, ma stupido.
    Bisogna però mostrare un po’ più d’attenzione ai meccanismi che portano alla costruzione dell’opinione pubblica e quindi all’eventuale consenso. Per me questo si ottiene facendo bene le cose e facendolo sapere almeno con altrettanta abilità.
    Nel primo caso questa amministrazione alcuni problemi lasciati a marcire ha avuto il coraggio di affrontarli di petto. Gli esiti possono essere oggetto di discussione, la volontà di affrontarli – e in questo già marcare una differenza netta con le amministrazioni precedenti – no!
    La vicenda del Teatro Lirico e della Crivellenti ormai ha assunto i toni della sit-com e ogni giorno si attende di sapere cosa succederà di nuovo e, pur in apparenza succedendo in sacco di cose, la trama resta ferma. Adesso c’è l’indagine della magistratura su esposto dei sindacati. Bene, che si indaghi pure sulla regolarità, che si punisca se si troveranno irregolarità, che si commissari l’Ente, che si spiani Teatro! Credo che il risultato di tutta questa vicenda alla fine sarà quella di far stancare la maggioranza dell’opinione pubblica, che si porrà la fatidica domanda: “ma a me, della lirica, in fondo, cosa me ne importa?”

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Sovjet,
      non per la prima volta lei coglie nel segno: adesso bisognerebbe spiegarlo ai kulturisti. Ho provato più volter a segnalare che trattare la lirica (e altro)in questo modo equivale a renderla antipatica, ma sono stato (anche) insultato (non che ci abbai perso il sonno).
      Però, ragionare sul comportamento di Zedda non guasta, anche sulla comunicazione. Tanti accusano il sindaco di non saperla gestire ma io (sommessamente) suggerirei di guardare alla cosa con maggiore attenzione.
      Cordialmente,

  6. Peppino ha detto:

    Gentile Ainis, io la vedo molto più complicata. Se è vero, come è vero, che Zedda tante cose buone le ha impostate e fatte, è anche vero che per quanta riguarda il teatro lirico il suo comportamento mi lascia perplesso. Sono tante le domande a cui non trovo risposta. Perchè non ha inserito Crivellenti all’interno della manifestazione d’interesse? Ne aveva tutto il tempo, visto che la prima telefonata di Nastasi in teatro, per sapere chi fosse questa signora che Fava proponeva per Cagliari, risale al luglio scorso? Avrebbe potuto fare tutto in modo formalmente accettabile, attraverso una valutazione delle domande pervenute che premiasse l’impostazione di Crivellenti alla risoluzione dei problemi del teatro. Perchè invece un atto di forza che era chiaro avrebbe scontentato tutti? Perchè si è invischiato nel brutto affare della “falsificazione” dei verbali (non mi dica che non è vero perchè insulterebbe la sua intelligenza) arrivando a predisporre ben 6 bozze diverse (con la complicità del democristiano segretario immediatamente lodato e premiato dalla sovrintendente al momento del suo insediamento)? Perchè questo nascondere le cose se si è realmente convinti delle proprie ragioni? Perchè a marzo arriverà Allevi col suo concerto, e sappiamo tutti che questa è la strada opposta a quella che si sarebbe dovuta prendere per iniziare un discorso nuovo? Io ho paura che questa volta Zedda si sia trovato vaso di coccio tra vasi di ferro. Nel senso che tutto lascia supporre non si tratti di idea sua, ma sia il frutto di ingarbugliatissimi rapporti politici, tutti al di fuori dei normali canali. Pensare molto in grande può essere causa di molto traumatici ritorni alla realtà, quando si fanno alleanze che, o sei in grado di gestire, o ti stritolano. Zedda sta facendo affidamento su gente talmente scafata, e che si è preparata preventivamente ogni possibile via d’uscita, e che fiuta il vento molto prima che gli altri solo lo avvertano, che corre il rischio di diventare un solitario capro espiatorio. Proprio del “teatrino della politica”, in cui o sei politicamente un gigante o basta un furbo di tre cotte per venderti la luna. Poi naturalmente ognuno può leggere i fatti come più gli piace, e interpretare la realtà rendendola, diciamo così, malleabile ai propri convincimenti. Io spero proprio di sbagliarmi, ma ad intuito percepisco pescecani e sardine, e quando si tratta di pescecani trasversali il mio radar indica brutte faccende in avvicinamento. Per finire una notizia. Il commissariamento è già stato deciso, ed esattamente ieri pomeriggio, e sarà concordato fra Nastasi (il furbissimo) e Milia. Poteva andare a finire diversamente? Io penso di si. Ma la saggezza è merce rara e si acquista con tempo e fatica.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Peppino,
      alcuni dei miei pochi lettori mi domandano da tempo il perchè di questa mia insana passione per le vicende del Lirico.
      I motivi sono due. Il primo, il ruolo dell’informazione, quella “schierata” (che di fatto non nega il proprio schierarsi, come l’Unione e Videolina) ma soprattutto quella autoproclamatasi “libera” (Biolchini, ad esempio, ma non solo; adopero Biolchini perché ha dato particolare risalto alla cosa, intendendo sé stesso giornalista “libero”).
      Il secondo, la convinzione (tutta mia) che la gestione della cosa pubblica possa essere osservata attraverso casi paradigmatici e questo potrebbe anche essere uno di essi.
      Per il primo tema, se ne ha voglia, domattina troverà due righe nel blogghino (ma l’avverto, se avesse intenzione di leggermi, che non darò conclusioni, né, del resto, è mia abitudine).
      Per il secondo, incasello il suo parere nella tabella dei tanti (incluso il mio, non ho la pretesa di particolare rilevanza o “avere ragione”, anche se ci scherzo sopra spesso; al contrario, assegno poca “rilevanza” alla dicotomia ragione/torto). In questa storia, ecco perché m’intriga, si continuerà comunque ad “avere ragone” da parte di tutti, lei, Biolchini, quei mentecatti che ogni tanto scrivono piacevolezze nel blogghino e “me la faranno vedere”, insomma tutto il circo, incluse le zecche appese ai coglioni dei cammelli.
      Su questo bisognerebbe riflettere.
      Se poi ritiene che la mia sia una risposta evasiva, le dico che ha torto. Potrei rispondere, non senza logica, ad ogni sua osservazione, poi potrei dire il contrario con la stessa noncuranza con cui Floris, poverino, continua ad aspergere la rete di eminenti sciocchezze, convinto, davvero, di essere un Gesù in terra perché sale su un palcoscenico (e lo dice pure!).
      Un esempio? I verbali riscritti sei volte. Non so lei, ma io ho fatto parte di svariati consigli di amministrazione (non al livello del CdA del Lirico, intendiamoci, robetta piccola e del tutto privata). Ma sa quante volte ho dovuto riscrivere i verbali? Sa quante volte ho sentito presidenti ripetere la solita e trita battuta che “gli unici CdA che potrebbero funzionare sarebbero quelli costituiti da un numero di membri dispari inferiore a tre”?
      Guardi, ci sono un sacco di persone che parlano, per sentito dire, di situazioni di cui non hanno la minima esperienza (ad esempio un CdA). In questo caso, per di più, nessuno parla di Lirica. Come se parlando d’ALCOA, non si parlasse del mercato dell’alluminio, per intenderci.
      Il Lirico sarà commissariato? Si rilegga uno dei miei primi commenti (forse il primo) sul blog di Biochini e ci troverà scritto che sarebbe stata una vittoria di Zedda (spiego anceh il perché, dal mio punto di vista). Poiché gli scripta manent (se nessuno li cancella, beninteso) potrò dire: “l’avevo detto”, ridendo come un matto.
      Cordialmente,

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