BUON NATALE

POST 050 BUON NATALEMa come, gli uomini politici più inutili del mondo, i sardisti, regalano la bandiera sarda a Berlusconi e io non potrei regalare il Natale a chi mi pare?

E chi l’ha detto!

Regalo il Natale a Cecu, ed è il secondo che passo da che ha deciso di finire sottoterra, brutto bastardo. Gli ho portato un piccolo Babbo Natale di ceramica bianca, che sembra quasi un bidet, ma ormai l’avevo comprato e mica potevo metterlo nel bagno, ché già c’è parte delle piantine grasse: d’inverno devo metterle al calduccio, altrimenti crepano anche loro. Per quest’anno se lo tiene così, bianco come un bidet, per l’anno prossimo vedremo, se ci sarò.

L’ho posato sulla lastra di granito grezzo, sotto la foto appesa alla lapide che il gelo non vede l’ora di staccare. La foto, non la lapide… Forse gli piacerebbe staccare anche questa, ma non ci riuscirà: con la fotografia ha migliori chance. Gliel’avevo scattata appena dimesso dall’ospedale, la prima volta, magro come una salacca e gli avevo cacciato più per il gargarozzo un assaggio di grigliata e un bicchiere di vino, rosso. Ha la solita faccia da pigliainculo e sta mangiando una salamella, che però non si vede. Ho dovuto tagliarla: mi hanno detto che, nelle foto funebri, i salumi grigliati non stanno bene. Le altre, e ne ho tante, non si possono mettere su una lapide né in alcun altro luogo se non nel mio ricordo personale.

Da quella volta, il cortisone l’aveva gonfiato come un rospo in amore. Lo chiamavo l’Omino Michelin, oppure Ercolino Sempreinpiedi, ma lui mi rispondeva che la mia era tutta invidia e se avesse tirato fuori l’arnese mi avrebbe fatto ombra: altro che Viagra, il cortisone.

Accanto alla statuina gli ho lasciato un flûte di Chardonnay e con questo freddo non è il massimo, però il vin brûlé si sarebbe raffreddato comunque. E poi sotto terra la temperatura è stabile, come mi è capitato di imparare camminando nelle gallerie delle miniere con lo zaino e il fonometro, appresso ai minatori che si bucavano i polmoni respirando il cottimo e le orecchie perforando la roccia. Però dalle miniere si esce, a volte, da un camposanto è più problematico.

Abbiamo brindato alla sua salute: Gufo, io e Marcolino, come lo chiamava lui. Ci hanno guardato in modo sospetto, pare che brindare in un cimitero sia disdicevole, ma a Cecu non sarebbe importato. A me, poi…

 

Regalo il Natale anche alla Donna, l’essere complesso che racchiude buona parte dell’universo. Dev’essere per questo che noi maschi ci diamo da fare per evitare di ammetterlo: non ci piace l’universo, siamo minimalisti. Lo stadio, la figa e un bicchiere: noi siamo già a posto. Tutta questa confusione, le complicazioni, parlare, capire, spiegare, non fanno per noi. Siamo anche pragmatici: perché perdere tanto tempo se una sberla ne prende poco ed è quasi sempre esaustiva? Certo che dio è incomprensibile, come ci diceva giustamente il prete all’oratorio: come avrà fatto ad accoppiare una cosa così utile come la figa con quell’ammasso di problemi che è la Donna?

Anche per lei – la Donna, non la figa – ho comprato un Babbo Natale di ceramica bianca che sembra un bidet, ma non ho una tomba sulla quale posarlo: ne ho troppe. Mica posso comprare tutte quelle statuine, no? Mi sa che la conservo per l’anno prossimo, per Cecu, tanto non potrà lamentarsi. E al posto dello Chardonnay gli lascio un bicchiere di grappa, così non si accorge che il Babbo Natale è identico a quello dell’anno precedente.

Però potrei regalarlo anche alla figa, ma non so dove trovare una tomba sulla quale posarlo: è un problema. No, lo regalo a Cecu: è meglio.

 

Vorrei donare il Natale anche ai bambini, ma il solo nominarli mi fa paura. Considerato tutto ciò che siamo capaci di fare loro, forse è meglio ignorarli, potrebbero essere ben più felici.

 

Anche nominare i più deboli mi pare brutto: quando andiamo a cercarli, fuggono. Li trattiamo peggio dei bambini, ed è tutto dire.

 

Degli altri mi interessa poco.

Volete insistere? E sia: buon Natale a tutti, ma senza troppo coinvolgimento.

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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