MANGIARE QUIRRA SI PUO’

POST 047 MANGIARE QUIRRA SI PUO'Dopo la pubblicazione su FB, Fabio Ghigliè Lai mi chiede di fare altrettanto anche in questa sede. Accolgo molto volentieri la richiesta, impegnandomi a esprimere un commento, perché la situazione del PISQ, dopo tanto rumore mediatico, è approdata in una sede, il tribunale, in cui, agli interessi precedenti, si sovrappongono nuove esigenze derivanti dalle procedure dibattimentali. Mi ero ripromesso di attendere la conclusione dell’udienza preliminare per riprendere il discorso su Quirra, che pare evaporato dai media, ma credo che Lai abbia diritto ad esprimere la propria opinione, anche in questa piccola e trascurabile sede.

 

Quirra, ecco i veri dati sulla nocività dei prodotti alimentari!

 

Dopo più di un anno di menzogne atroci, ad opera di giornalisti, membri di comitati e gruppi antimilitaristi, partiti politici indipendentisti e chi ne ha più ne metta, ecco che il 05-12-2012, davanti ai membri della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’esposizione a possibili fattori patogeni, con particolare riferimento all’uso dell’uranio impoverito, hanno esposto i risultati del loro lavoro la Dottoressa Paola Nicolussi (Direttore sanitario dell’istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna) e la Dottoressa Giannina Chessa.

Le campagne stampa, tv e le varie manifestazioni antimilitariste (per fortuna sempre poco partecipate) avevano fatto pensare sino a pochi giorni fa ad una situazione critica per il territorio di Quirra. Si parlava di morti, inquinamento , agnelli malformati, latte e carni nocive. 

Ma ecco che all’improvviso (meglio tardi che mai) un’audizione di alcune ore tenuta da due ESPERTE e non da veterinari o cittadini qualunque ci dice tutt’altro.

Allora analizziamo attentamente i veri dati.

Per quanto riguarda i risultati relativi alla concentrazione dei 17 elementi chimici presi in considerazione nello studio, rilevati nelle acque, su un totale di 43 aziende selezionate nell’area del PISQ, 8 (una in particolare) superano i limiti indicati dalla normativa vigente. Per quel che riguarda l’area di Villaputzu, gli scostamenti in eccesso vanno addebitati alla contaminazione derivante dalla trascorsa attività mineraria dell’area di Baccu Locci. 

Per quel che riguarda i 25 campioni di latte provenienti dagli allevamenti dell’area del Pisq, la Dottoressa Chessa ha affermato che tutti i campioni sono al di sotto dei limiti prefeissati dalla legge ( ossia SANISSIMI E GENUINI).

Ancora, su 27 campioni di fegato provenienti dall’area del Pisq , 14, pari al 52% presentano livelli di cadmio superiori ai limiti, ma occorre osservare che al di fuori dell’area del PISQ , ossia nelle aree di controllo ( quelle che dovrebbero avere valori d’inquinamento inferiori) su un totale di 31 campioni ben 20 ossia il 64% presentano un analogo scostamento per i valori di cadmio.

Anche per quanto riguarda il cadmio nei campioni di rene prelevati dal bestiame proveniente dall’area del PISQ nel 96% dei casi osservati vi è uno scostamento eccessivo e tale scostamento si ha nella stessa misura nei campioni prelevati fuori dal territorio del PISQ. La Dottoressa Chessa ha spiegato che“questi elevati livelli di cadmio nel fegato e nei reni animali sono da ricollegare alla funzione che questi organi svolgono nell’organismo animale, sono infatti organi deputati al processo di detossificazione da sostanze tossiche che si traduce in fenomeni di bioaccumulo direttamente proporzionale all’età dell’animale”.

La Dottoressa Chessa ha affermato anche che non vi è presenza di uranio impoverito. L’uranio impoverito, menzionato ancora e non si sa per quale motivo, nella nomenclatura della stessa Commissione Parlamentare.

La Dottoressa ha poi concluso affermando che “con riferimento alla normativa sulla sicurezza alimentare non è stato evidenziato un problema di natura sanitaria nella zona del PISQ“.

Appurato che non vi è alcun rischio e alcun problema di natura sanitaria per quanto riguarda la sicurezza alimentare, ora i “giornalisti” dovrebbero come minimo iniziare una nuova campagna mediatica che vada controcorrente a quella che stanno portando avanti da più di un anno. 

I prodotti di Quirra non gli compra più nessuno , ormai sono fiiniti nella lista nera. Occorre far partire da subito la promozione dei prodotti alimentari di questa zona , occorre salvare il salvabile. Per far si che tutto ciò possa realizzarsi,  scrivere e riportare in prima pagina casse al trizio , uranio impoverito nei funghi senza averne alcuna certezza non è il massimo. Questi sopra riportati sono DATI , i dati che servono al giornalista per raccontare e far conoscere la verità.

Sbattete questi in prima pagina, scrivete che i prodotti sono sani e genuini, fate mea culpa e tornate indietro. SMENTITEVI! E’ l’unica cosa che potete fare per sentirvi un po’ meno in colpa.

Questo appello non verrà forse accolto dai mezzi stampa e dalle tv. Ma non deve rimanere senza voce.

Continuiamo come abbiamo fatto da un anno a questa parte ad urlare : “I PRODOTTI DI QUIRRA SONO SANI E GENUINI COME IL SUO TERRITORIO“.

 

Fabio Lai

http://www.facebook.com/#!/fabio.g.lai

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6 risposte a MANGIARE QUIRRA SI PUO’

  1. Proto Zuniari ha detto:

    Caro Ainis, tempo fa lessi, e condivisi totalmente, un tuo post sull’azione di Fiordalisi su Quirra.
    Sicuramente i propellenti dei missili non fanno bene, ma bisogna vedere dove vengono sperimentati i motori dei razzi (che non usano uranio impoverito molto meno radioattivo dell’uranio naturale, anche se inalato sotto forma di nanoparticelle non è aria di montagna) e capire dove possono finire le dispersioni. Cardiga e l’altopiano di Quirra dove insiste il poligono e pascolano gli animali non ha niente a che vedere con Baccu Locci che è una vallata sottostante che sfocia in una piana sull’orientale sarda di fronte a Capo S.Lorenzo, dove, semmai, dovrebbe esserci maggior inquinamento. Mi fa piacere che le bestie dell’altopiano siano sane, e non mi meraviglia se, con tutte le miniere che insistono sui versanti che delimitano l’altopiano, qualche agnello che pascola più in basso possa essere all’arsenico, al cadmio o al piombo. Personalmente, per motivi religiosi, non mangio carne d’agnello ma solo di porcetto. Però griderò che la carne di Quirra è sana e quando capiterò da quelle parti farò uno strappo, e ordinerò l’agnello.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Proto Zuniari,
      quella di Quirra è una brutta storia, vissuta da tante persone in buona fede e sfruttata da una congerie di delinquenti che ci hanno speculato per interesse politico e di carriera. Personalmente, sono contrario ai poligoni militari (non per motivi religiosi 🙂 ) in Sardegna e altrove, ma, a parte questo, avrei desiderato una gestione ragionevole (mi verrebbe da dire “normale”) di questa bruttissima faccenda. Sfortunatamente l’informazione locale è quello che è e il Pm Fiordalisi, cui bisogna dare atto di un notevole coraggio (non solo in questa vicenda, mi viene in mente l’abusivismo edilizio, per il quale avrebbe diritto ad un plauso unanime), ha compiuto, a mio parere, troppi errori, alcuni gravi. Errori derivanti da inesperienza (non la definirei propriamente “ignoranza”) e scelta poco oculata dei periti di parte. Comunque vada a finire il processo, che segue dinamiche proprie ai dibattimenti, ci sono due notizie che le segnalo: una buona, l’altra cattiva (ma non troppo, in fondo). Quella buona: lo studio epidemiologico delle popolazioni attorno ai poligoni procede. Quella cattiva: è in ritardo.
      Una volta concluso, sapremo finalmente se il PISQ è davvero responsabile (in senso scientifico) di un aumento di patologie. Se le interessa il mio parere (del tutto privo di qualuqnue rilevanza, parlo per le informazioni di cui dispongo) la risposta ha buone probabilità di essere “no” (o comunque non delal gravità sbattuta in prima pagine da un’informazione di merda, se mi passa il termine). Di ciò sarò felice, pur nella convinzione che un inquinamento rilevante sia presente e ritenendo che i Poligoni Militari non dovrebbero esistere.
      Cordialmente,

  2. Proto Zuniari ha detto:

    Anch’io sono contrarissimo ai poligoni militari ed ero attivo contro la base di La Maddalena. Utilizzando argomentazioni politiche però, non blaterando su ipotetiche fughe di isotopi della famiglia di decadimento dell’uranio (235) al completo; cosa che facevano i media imbeccati da “esperti” di radio-attività, leggittimati nel ruolo in quanto attivi in radio locali o esperti in radio-grafie per la diagnosi di contusioni da bucciconi o, se preferisce, da buccicagnotti.
    Da persona responsabile, mi auguro che l’insensato utilizzo di propellenti e armi varie non abbia contaminato i pascoli del Salto e neanche le zone di pianura vicine a Capo S.Lorenzo.
    Mi rendo conto che, in questo caso, sarà più difficile far sloggiare un insediamento che, “sporco” a prescindere e per altri motivi, avrà in questo modo anche la patente di pulito.

  3. Domenica Obinu ha detto:

    Sono ben contenta di questi risultati. Mi convinceranno appieno quando gli esperti si ciberanno di alimenti provenienti da quelle zone ogni giorno, o quasi , dell’anno , e quando altrettanto farà il parlamento italiano e le mense degli ufficiali militari. Sarebbe un’iniezione di fiducia e una vera dimostrazione. Inoltre sarebbe un reale mercato dove vendere e pubblicizzare a livello internazionale il marchio Quirra e perché no , la Sardegna tutta. Sperando sia tutto vero

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Domenica Obinu,
      mi duole informarla che i cibi che ingeriamo tutti quanti, tutti i santi giorni, risentono delle attività umane (e industriali in particolare). Quello del cibo “genuino secondo natura” è un marchio industriale non diverso dagli altri (anche quando crediamo che la lattuga coltivata nell’orto di casa sia meno inquinata di quello coltivata in serra e acquistata al supermarket). Purtroppo (o per fortuna, essendo esseri umani) ragioniamo molto più spesso col cuore che non col cervello.
      Di Quirra hanno fatto un mostro ed è accaduto per bassa convenienza di un gran numero di persone o per semplice ignoranza e menefreghismo.
      Ciò che c’è da augurarsi è che la popolazione non accetti il solito ricatto del territorio barattato con pochi e mal pagati posti di lavoro, come pare stia per avvenire (e come avevo detto tanto tempo fa, segnalando che il PISQ non solo non sarebbe stato chiuso ma neppure bonificato. Su questo spero, davvero, di sbagliarmi, ma non ci credo troppo).
      Cordialmente,

      • Domenica ha detto:

        Gent. mo Gabriele Ainis,
        so bene, ahimè, che il sogno di un cibo “genuino” si avvererà a bonifiche effettuate, quindi fra molti anni se dovessero iniziare ora. Nonostante questo continuo a ragionare con il cuore e , dopo aver utilizzato il cervello per leggere gli articoli scientifici e le relazioni di esperti sulle varie fonti di inquinamento, riesco ancora a credere che utilizzeremo le nuove tecnologie e conoscenze per mangiare in salute, senza omettere di notare ciò che attualmente non va bene. So bene che di volta in volta si criminalizza questo o quel prodotto, questo o quel territorio. Non bisogna lasciar fare ai media, bisogna dire la verità ( se la si conosce) perchè solo così si può andare oltre

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