MARCO ZURRU VINCE L’IG-NOBEL PER LA SOCIOLOGIA! LILLI PRUNA AL SECONDO POSTO (ED È TUTTO DIRE!)

POST 046 ZURRU IGNOBELNon sapete cosa sia il premio Ig-Nobel?? Davvero? Siete una massa di poveri ignoranti, meno male che ci sono io per istruirvi, banda di coglionazzi!Ecco qua:

«The Ig Nobel Prizes honor achievements that first make people laugh, and then make them think»

Non parlate inglese? Dio buono, forse siete irrecuperabili. Sarebbe a dire che : Il premio Ig-Nobel viene assegnato alle scoperte scientifiche che prima fanno ridere e poi pensare! Meglio specificare: parliamo di scienza vera e propria, non di pseudoscienza. Il premio, organizzato dalla rivista Improbable research  ha lo scopo di sottolineare come la scienza, assai spesso, si occupi di argomenti che a prima vista possono apparire assurdi (ma forse, sotto sotto, lo sono davvero) sebbene affrontati con metodo scientifico. Qualche esempio?

Nel 2012:

PSICOLOGIA: A. Eerland, R. Zwaan & T. Guadalupe per lo studio: “Pendere a sinistra fa apparire la Torre Eiffel più piccola» (Anita Eerland, Tulio M. Guadalupe and Rolf A. Zwaan, Psychological Science, vol. 22 no. 12, December 2011, pp. 1511-14.)

FLUIDODINAMICA: R. Krechetnikov, H. Mayer per lo studio della dinamica di un liquido agitato, così da capire cosa capita quando una persona cammina con una tazza di caffè in mano (Walking With Coffee: Why Does It Spill?” Hans C. Mayer and Rouslan Krechetnikov, Physical Review E, vol. 85, 2012)

Se ne volete altri andate qui e sarete soddisfatti (però è tutto in inglese, è bene saperlo). Sono ricerche di fronte alle quali, di primo acchito, ci si domanda: ma a che cazzo servono? Non potevano spendere i quattrini in modo migliore, visto che a questo mondo i problemi importanti da risolvere non mancano? Chi se ne frega se la torre appare più piccola pendendo a sinistra? E che dire del caffè che si versa?

Proprio per sottolinearlo, invito ad osservare in quale rivista scientifica abbiano pubblicato i vincitori per la categoria psicologia, ma anche gli altri: Physical Review è considerata la più importante rivista scientifica del mondo per le scienze fisiche!

Adesso passiamo a noi: Marco Zurru, esimio sociologo cagliaritano, docente universitario e allievo del preclaro professor Bottazzi, si occupa di immigrazione ed è esperto del fenomeno per quanto riguarda la Sardegna. Bene, si dirà, finalmente qualcuno che si occupa di cose serie, anzi, serissime. Ci voleva proprio qualcuno che si occupasse di ciò!

Si? E perché?

Vediamo due numeri: quanti sono gli immigrati in Italia? (fonte www.comuni-italiani.it)

 

Anno

Residenti Stranieri

Residenti Totale

% Stranieri

2005

2.670.514

58.751.711

4,5%

2006

2.938.922

59.131.287

5,0%

2007

3.432.651

59.619.290

5,8%

2008

3.891.295

60.045.068

6,5%

2009

4.235.059

60.340.328

7,0%

2010

4.570.317

60.626.442

7,5%

E in Sardegna?

Anno

Residenti Stranieri

Residenti Totale

% Stranieri

2005

17.930

1.655.677

1,1%

2006

19.445

1.659.443

1,2%

2007

25.106

1.665.617

1,5%

2008

29.537

1.671.001

1,8%

2009

33.301

1.672.404

2,0%

2010

37.853

1.675.411

2,3%

E a Cagliari?

Anno

Residenti Stranieri

Residenti Totale

% Stranieri

2005

2.976

160.391

1,9%

2006

3.049

159.312

1,9%

2007

3.656

158.041

2,3%

2008

4.323

157.297

2,7%

2009

4.857

156.951

3,1%

2010

5.593

156.488

3,6%

 

In Sardegna c’è una densità di immigrati inferiore ad un terzo rispetto alla media nazionale e a Cagliari (che raccoglie circa il 10% della popolazione isolana), risulta meno della metà. Però la Provincia di CA sta nella media sarda (2,2% nel 2010, con una popolazione pari a circa un terzo di quella totale della Sardegna), quindi stiamo parlando di un fenomeno del tutto locale e limitato, infatti sono circa 6000 persone.

Non è tutto: il tasso di incremento della presenza straniera nell’isola diminuisce: era il 25% nel 2007, è del 15% nel 2010, dato praticamente sovrapponibile con il dato di Cagliari (inoltre fenomeno in diminuzione: con la crisi che c’è, fra poco se ne andranno pure loro, altro che immigrazione!).

Vediamo di riassumere: In Sardegna c’è meno di un terzo degli immigrati rispetto alla media nazionale; il dato è omogeneo per tutta l’isola, salvo sporadici incrementi nei centri maggiori. Tenuto conto che tutta l’Europa ci piglia per il culo perché l’Italia – a causa della propaganda leghista e del supporto della destra – si lamenta per la presenza straniera avendo un tasso di immigrati ben inferiore rispetto al club delle potenze industrializzate cui si vanta di appartenere, sorge spontanea la domanda: ma di che cazzo parliamo? Abbiamo un tasso di disoccupazione spaventoso, la provincia più povera d’Italia, la disoccupazione giovanile più alta d’Europa, l’abbandono scolastico che grida vendetta… e studiamo l’immigrazione in Sardegna? Ma davvero non abbiamo nulla di meglio da fare? E che dire del terribile problema degli immigrati a Cagliari? Problema per il quale si zerriada aggittoriu a su professori?

Mi si dirà che Zurru è un ricercatore serissimo, bravissimo e capace… e chi lo nega (magari non sarà un mostro di simpatia, ma anche Godel era riservato, mica lanciava battute su Bersani)? Anche quelli che studiano il caffè dentro la tazza portata a spasso da qualcuno sono serissimi, ajò, pubblicano sul Phys. Rev. E, mica sul gazzettino rionale di Stampace! Il punto è un altro: che l’immigrazione in Sardegna non solo non è un fenomeno rilevante ma è oggettivamente sovrastato da ben altri problemi e, in realtà, se proprio dobbiamo dirlo, è una delle tante scemenze importate in Sardegna (immigrate!) da un mondo intellettuale e culturale incapace di inquadrare le vere sorgenti di disagio. Abbiamo il cancro allo stomaco e ci preoccupiamo del prurito al culo, magari provocato perché ci dimentichiamo che esistono i bidet!

Così, per il tempo dedicato allo studio della fluidodinamica del caffè ci domandiamo: “a che cazzo serve?” Oppure: “ma non si potrebbero spendere meglio i soldi dedicati alla ricerca scientifica?”.

E per l’immigrazione di Zurru?

Non so voi, ma io ho segnalato Zurru per l’edizione 2013 dell’Ig-Nobel (davvero, non è una battuta). Fatelo anche voi perché un genio di tal fatta merita il premio, altro che storie!

 

PS – Come? Lilli Pruna? Ajò, è anche meglio di Zurru, per questo è arrivata seconda: però ve lo racconto un’altra volta: oggi ho già riso abbastanza, come prevede l’Ig-Nobel.

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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10 risposte a MARCO ZURRU VINCE L’IG-NOBEL PER LA SOCIOLOGIA! LILLI PRUNA AL SECONDO POSTO (ED È TUTTO DIRE!)

  1. Zurru (zero) ha detto:

    Aggiorni i dati dott. Ainis… Se spende due secondi può usufruire del demo-Istat (aggiornato al 2111): ci sono ben 5 0 6 immigrati in più che modificano il cuore del suo discorso. …E forse ce la faccio davvero a conquistare l’Ig-Nobel !
    Grazie per il suo articolo.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Zurru (Zero),
      al 2111 sarei quasi portato a dubitarne: hanno scoperto la macchina del tempo? 🙂
      La realtà è che il copia/incolla delle tabelle funza maluccio e non avevo voglia di riscriverle da capo.
      Si segnali per l’Ig-Nobel, non è disdicevole, lo fanno tutti.
      Grazie per il commento.
      Cordialmente,

  2. Zurru (Zero) ha detto:

    🙂
    Certo !! Se poi accettano anche la somma dei refusi oltre il resto da lei segnalato.. volentieri !! Segnalerò anche lei (senza ironia) per “un’altro” di biolchina memoria. E’ sempre un piacere leggerla.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Zurru (Zero),
      per “un’altro”, lo segnalai e chiesi esplicitamente che rimanesse a futura memoria: vantarsi della propria ignoranza è un piacere immenso e raffinato, al limite del godimento erotico.
      La competizione per l’Ig-Nobel del 2013 sarà una faccenda seria: troppi avversari agguerriti; però non dispero.
      Cordialmente,

  3. Zurru (Zero) ha detto:

    🙂
    Concordo, sarà dura..
    Ancora grazie.

  4. Sovjet ha detto:

    Gentile Ainis,
    ho il vago sospetto che lei voglia voglia mettermi contro i miei amici…ma come, io scrivo un commento – rientrando dal mio avventino personale – sul blog di Vito Biolchini premettendo la mia lunga e fraterna amicizia con Marco Zurru e lei gli dedica l’Ig-Nobel? E al secondo posto addirittura un’altra mia cara amica, Lilli Pruna? E ittamanera! Ma ce l’ha con tutti i miei cari…e Gianluca Floris e Marco Zurru e Lilli Pruna…
    Con Gianfranco Bottazzi, che è un “santo” mentre noi tutti al suo confronto siamo “fanti”, è stato più buono, ma neppure lui è passato indenne. Mi manca Alessandro Mongili, che conosco ma con cui non ho un rapporto di amicizia e mi viene il dubbio che invece potrebbe essere un potenziale amico, visto la sua doppia segnalazione! Dica la verità, ce l’ha con me! Vuole dimostrare che non siamo la stessa persona, come taluno ha ipotizzato…oppure sono io, o una mia qualche doppia personalità, che novello Keyser Söze scrivo contro i miei amici per non farmi beccare! Roba da Hubert de Mauvouloir, Gran Maestro dei Compagni di Baal! (Almeno lei mi dica che ricorda la miniserie tv francese…).
    in verità, aldilà del discorso sui numeri, che in fin dei conti contano sì, am fino ad un certo punto, il problema è un problema quando come tale è percepito. Se fosse tutto sulla base dell’impatto numerico, avrebbe ragione il personaggio del fiilm “Johnny Stecchino” a dire che il problema di Palermo è il traffico: credo che sia incomparabilmente dverso il numero di morti per mafia rispetto ai morti di incidente stradale…e allora il vero problema quale sarebbe?
    Poi, Marco non studia solo gli immigrati, ma anche i poveri. E quelli, grazie a dio, anche a contarli non mancano di certo, neppure in Sardegna…inoltre ha studiato anche il fenomeno della droga! Noi lo definiamo uno “sfigologo” e, provi pure a smentirmi coi numeri se è capace, gli sfigati oggi fanno abbondantemente maggioranza. E si figuri se torna in auge il Caimano… lo saremo tutti!
    Sono curioso di leggere il post su Lilli Pruna, perché è una che su molte cose la pensa come esattamente come lei e diciamo che avete qualche tratto in comune come bastian contrari…mi viene un pensiero impertinente: ma non è che lei, Ainis, è invece Lilli Pruna? 😀

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Sovjet,
      al contrario di Pessoa, che possedeva svariate personalità, io sono in realtà il compendio delle vostre (lei, Zurru, Pruna, Mongili, etc… ma anche tanti altri che lei non ricorda o non nota). Avete aperto un blog e vi divertite a scrivere e a rispondervi. In più, vi domandate anche chi sia Ainis… e vi incazzate!
      Per il resto, l’esempio di Johnny Stecchino è improprio (a mio avviso) oppure, se vuole, è adatto al tema di cui parlo perché l’immigrazione potrebbe paragonarla al traffico di Palermo. Certo che ci sono le percezioni e i dati oggettivi, ma è ben per questo che dovrebbero esistere gli intellettuali, per sottolineare che ci sono percezioni e numeri: se non lo fanno notare loro, chi dovrebbe farlo? Nessuno può dire che il funo ammazza più persone del crack perché viene questo percepito come un flagello?
      Quanto alle critiche, non sia troppo “critico”: ho sempre riconosciuto esplicitamente le capacità di tutti coloro che nomina, nessuno escluso. Mami detto che siano cazzoni! Sono bravi, ma ciò non toglie che (a mio avviso, quindi opinione per nulla rilevante) siano lontanissimi dalle problematiche più importanti che di questi tempi ci affliggono: la consulta è sacrosanta, ma non facciamone ciò che non è. Altrimenti, a forza di “percepire” smettiamo di organizzare i problemi in priorità serie (e poi, scusi, ma non siamo noi, tutti, che tuoniamo in continuazione contro i media che ci spingono a “percepire” le cazzate, nascondendo le cose serie?).
      Cordialmente,

  5. Sovjet ha detto:

    Beh, no, abbia pazienza, se si muore più di incidente stradale che di mafia, il problema è il traffico (impatto numericamente più rilevante in termini di morti) rispetto alla mafia (che sarebbe quindi, nell’equivalenza, l’immigrazione). A questo punto gli intellettuali dovrebbero dirci che il traffico miete più vittime, ma che la mafia “avvelena i pozzi”. Da qui, l’immigrazione, che numericamente non ha lo stesso rilievo che ha nel resto d’Italia, non per questo ci risparmia da qualche malanno latente, per esempio il razzismo. Pochi o molti che siano, gli immigrati, durante le crisi spesso svolgono la funzione di “capro espiatorio” e quindi lo studio delle loro comunità e un intervento di promozione della loro integrazione è in qualche modo prevenire un male possibile prima di essere costretti a curarlo. Se poi uniamo il fatto che è sempre utile sapersi legare le scarpe e al contempo fischiare (metafora a me molto cara) lo studio dell’immigrazione può essere benissimo realizzata in contemporanea con quello dell disoccupazione. Come fa per esempio Lilli Pruna, che ottimamente coordina il rapporto annuale sul mercato del lavoro in Sardegna. Ma essendo Lilli la protagonista del suo prossimo post, attendo ansioso.
    Grazie per l’attenzione

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Sovjet,
      non ciurliamo nel manico: pur con l’incidenza sociale del traffico (che non provoca solo morti, ma anche enormi costi sociali) non sarà mai come quella della Mafia (che non provoca solo morti, ma anche enormi costi sociali, immensamente superiori ai precedenti). Per l’appunto, una cosa sono le percezioni, altro i numeri. Gli intellettuali dovrebbero dire che Mafia non è solo morti ammazzati (ed infatti mica lo fanno, salvo qualche esempio sparuto che infatti è inviso ai colleghi!).
      Sul fatto che studiare l’immigrazione non sia inutile, l’ho sostenuto anche io, non per nulla ho scelto la metafora dell’IgNobel (si tratta comunque di ricerca scientifica: nella peggiore delle ipotesi aumenta la conoscenza). Ma per l’appunto ho suggerito una riflessione sulla scala di priorità. Certo che è utile fischiare e legarsi le scarpe, ma se si sta annegando forse è meglio trattenere il respiro e nuotare. si fanno comunque due cose utili assieme ma giovano più delle precedenti.
      Se poi cerca di farmi dire che i suoi amici sono degli incompetenti (mi era venuto un altro termine, ma mi sono reso conto che non è proprio il caso) semplicemente non ci riuscirà perchè non lo penso.
      Sulla sua amica, visto che ci tiene, farò del mio meglio.
      Cordialmente,

  6. Sovjet ha detto:

    Poi quello che “ciurla nel manico” sono io! 😀

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