IMPARIAMO LA STORIA SARDA: VIVA VIVA IL PARTITO SARDO D’AZIONE!

POST 045 IMPARIAMO LA STORIA SARDA!Sentito cosa ci dicono in continuazione gli intellettuali sardi? Bisogna smetterla con la storia romanocentrica, tutte balle raccontate dai colonizzatori che affossano il nostro profondo essere sardi e portatori dell’antica e gloriosa Identità Sarda!

Ad esempio: possibile che non si parli mai del mitico Partito Sardo d’Azione? Ma lo sapete che è il più antico partito politico attivo del nostro paese? Ecco, a sQuola si parla di tutto ma del PSd’Az proprio no, mai: non dovremmo essere orgogliosi di aver dato i natali ad un movimento politico che ha sempre difeso l’Identità Sarda nel corso dei decenni? Che da sempre sostiene tenacemente gli interessi della Sardegna contro ogni ingerenza continentale?

E che dire dell’acume politico delle personalità che ne hanno fatto e ne fanno parte?

Ad esempio, tanto per parlare di storia: vi ricordate di Paolo Orano? Come sarebbe a dire Chinicazzuesti? Ecco perché gli intellettuali sardi ci ricordano ossessivamente come si debba studiare la nostra storia: perché siamo ridotti male se neppure ricordiamo più uno degli esponenti di spicco del glorioso partito più vecchio d’Italia! Per fortuna c’è LA GRANDE ENCICLOPEDIA DELLA SARDEGNA. Volume 6, Melataras – Ortica, reperibile in rete a questo link, che, a pagina 569 (575 del PDF) ci dice (prima di Orata): Orano, Paolo Scrittore, giornalista, uomo politico (Roma 1875-Padula 1945). Conseguita la laurea in Lettere, si dedicò all’insegnamento e collaborò con la stampa sarda. Nel 1896 giunse in Sardegna con Alfredo Niceforo su incarico della Societa` romana di Antropologia per condurre una ricerca: il libro che ne trasse, Psicologia della Sardegna (1896), suscitò vivaci polemiche. Era in effetti – come ha scritto Annamaria Andreasi – «un deteriore libello in cui confermava la sua appartenenza alla scuola di quei sociologi positivisti (Giuseppe Sergi fu uno dei suoi maestri) che diedero una spiegazione razzistica dell’inferiorità del Mezzogiorno».

Capito? Orano fu l’autore di un fondamentale libro sulla psicologia dei sardi, reputati appartenere ad una razza inferiore, abulici e sottomessi alle influenze più nefaste. E sapete cosa fece allora il PSd’Az? Ma continuate a leggere la Grande Enciclopedia, no?, così lo scoprite:

[…]fu candidato nella lista degli ex combattenti e fu eletto deputato, sebbene avesse ripubblicato il suo ‘‘scandaloso’’ libretto; nel 1921 fu ricandidato dal PSd’Az e nuovamente eletto.

Ricapitoliamo: nel 1896 scrive un bellissimo saggio in cui i sardi vengono descritti come esseri inferiori – a mezza strada tra gli «italiani ariani» e gli «sporchi negri», tanto per essere chiari – e il glorioso PS’Az, dopo la prima guerra mondiale, lo porta in parlamento, così impara, maledetto razzista! E siccome i Sardisti sono tenaci, come tutti i sardi, ce lo portano due volte! Non fosse mai che non avesse compreso la lezione, quel maledetto: Oriano ci dice che siamo tutti imbecilli? E il PSd’Az lo fa eleggere!

Poi, dal ’22, Orano aderì convintamente al Partito Nazionale Fascista, continuando ad essere personalità di spicco nel processo di sviluppo delle tesi razziste che trovarono, finalmente, compimento col Manifesto della Razza e le successive, graziosissime, leggi razziali (per chi ha voglia di informarsi, consiglio, ad esempio: Marie-Anne Matard-Bonucci, L’Italia fascista e la persecuzione degli ebrei, il Mulino 2008, a cura di R. Pertici; colgo l’occasione per segnalare anche il ruolo simpatico di Lino Businco, firmatario del Manifesto della Razza, altro sardo d’a(do)zione di cui andare giustamente orgogliosi).

Insomma, cari miei, è ora di piantarla di studiare tutte le sciocchezze che raccontano i professori pagati da Roma per affossare la nostra storia: cominciamo a leggere ciò che scrissero gli esponenti del nostro più glorioso partito. E siccome l’editoria boicotta i saggi che parlano di noi, fatto che andrebbe giustamente stigmatizzato, purtroppo l’opera fondamentale di Orano sulla nostra psicologia è introvabile: bisogna andare in biblioteca. Come (spero gradito) regalo di Natale, vi posto le collocazioni del prezioso saggio nelle biblioteche sarde che ne hanno copia. Essendo un disterrau, io ho dovuto ricorrere al prestito interbibliotecario (mi è costato una cifra) mentre i fortunati che abitano nell’Isola possono accedere gratuitamente alla consultazione.

È arrivata l’ora di smetterla con i libri romanocentrici: leggiamo convintamente i testi scritti dagli appartenenti al Partito Sardo d’Azione e godiamo come ricci!

Perché come scelgono gli uomini politici loro, non lo fa nessuno: evviva evviva il PSd’Az!

 

Psicologia della Sardegna / Paolo Orano, Cagliari, G. Turno, stampa 1919

 

CA0010

CAGSS

Biblioteca comunale Generale e di Studi Sardi – Cagliari – CA

CA0017

CAGAS

Biblioteca dell’Archivio di Stato di Cagliari – Cagliari – CA

CA0043

CAGCM

Biblioteca della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura – CCIAA – Cagliari – CA

CA0194

CAGUC

Biblioteca universitaria di Cagliari – Cagliari – CA

CA0300

CAGDF

Biblioteca del Distretto delle scienze umane – Sezione Giordano Bruno – Università degli studi di Cagliari – Cagliari – CA

NU0039

CAGCN

Biblioteca del Consorzio per la pubblica lettura Sebastiano Satta – Nuoro – NU

NU0041

CAGAN

Biblioteca dell’Archivio di Stato di Nuoro – Nuoro – NU

NU0131

CAGRE

Biblioteca dell’Istituto superiore regionale etnografico – Nuoro – NU

OR0035

PBE91

Biblioteca del Seminario arcivescovile dell’Immacolata – Oristano – OR

SS0073

CAGUS

Biblioteca Universitaria – Sassari – SS

 

PS (non d’Az!) – La storia di Orano, portato in parlamento dopo aver scritto e ripubblicato un osceno coacervo di sciocchezze razziste sui sardi, mi ricorda una faccenda più recente di bandiere omaggiate a Presidenti del Consiglio della Repubblica Italiana. Quelli che governavano assieme alla Lega Nord, partito razzista che mostra di condividere il contenuto del saggio del sardista Orano. Quindi tutto si lega, tanto per dire la lungimiranza e l’acume politico del PSd’Az!

Amen!

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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7 risposte a IMPARIAMO LA STORIA SARDA: VIVA VIVA IL PARTITO SARDO D’AZIONE!

  1. CAGLIARIFORNIA ha detto:

    Non era mica il solo:

    «Abbiamo noi la forza morale di creare nel nostro organismo, di fare balzare fuori dall’oscura matrice della storia, una nazione sarda, concreta individualità che abbia un suo compito e una sua funzione nella vita europea? […]
    Per quanto cerchi di prospettarmi la questione in senso favorevole, a me sembra di no. […]
    Questo a noi non è possibile, perché siamo di razza e di materno linguaggio sardi […].
    Noi non possiamo divenire Stato…» Camillo Bellieni, 1920

    http://www.cagliarifornia.eu/2011/01/i-sardi-temono-laltrui-indifferenza.html

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile CAGLIARIFORNIA,
      c’è una bella differenza tra i due, non confondiamo, prego! Lei cita una persona che si dichiarò antifascista e non aderì mai alle leggi razziali (venendo cacciato dall’Università!). Le considerazini che lei cita, (peraltro estratte malamente dal contesto) si riferiscono all’amarezza di un sardo di fronte alla consapevolezza della propria subalternità. Se cambia la parola “razza” con “identità” ci ritrova le stesse considerazioni di tanta cultura “sarda” attuale. Il mio discorso si riferisce alla bizzarra capacità dei “sardisti” di darsi le martetllate sulle palle, spacciandosi per fini politici. Quelli che portano in parlamento chi parla male di loro e regalano i quattro mori a Berlusconi (alleato della Lega!!).
      Cordialmente,
      (Attenzione al senso da assegnare alla categoria “razza”; dentro il razzismo del ventennio si combatterono, almeno, due visioni del problema razziale: uno biologico, uno spirituale. Alla fine vinse il secondo (ad esempio Evola), quello che sopravvive ancora oggi e chiamiamo “identità”).

      • CAGLIARIFORNIA ha detto:

        Certo che c’è la differenza. Sociologicamente parlando, Orano era un razzista biologico, mentre Bellieni era un razzista culturale. Il concetto di razzismo culturale – quello che i sociologi chiamano «nuovo razzismo» in cui «le gerarchie di superiorità e inferiorità sono costruite in base ai valori della cultura maggioritaria» – all’epoca in cui Bellieni scrive queste parole, non era ancora in auge. Ciò non rende Bellieni meno razzista.
        (Attenzione a non confondere il concetto di “identità” con quello di “razza”. Tra le due cose ci può essere o non essere una relazione, come ci insegnano la psicologia sociale e la sociologia.)

        • Gabriele Ainis ha detto:

          Gentile CAGLIARIFORNIA,
          no: Orano aderì alle tesi di Evola. Certo che Bellieni era razzista, come lo sono tutti coloro che si rifanno all’identità (e magari non se ne rendono neppure conto). Non per nulla lo dico da tempo.
          Ciò non toglie che l’uno, Orano, pubblicò la sua “Psicologia” (l’ha letto? Glielo consiglio, ci ritrova un sacco di stereotipi ben attivi anche oggi e, guarda caso, proprio nei discorsi “identitari”) e venne eletto al parlamento dal PSd’Az; l’altro, Bellieni, venne giubilato dal fascismo!
          Il discorso non è su chi fu meno razzista, ma sulla cecità del PSd’Az, allora come oggi (oppure mi vuol dire che l’omaggio della bandiera a Berlusconi – alleato della lega – fu una scelta azzeccata?)!
          Cordialmente,

  2. Proto Zuniari ha detto:

    Scientismo e degenerazioni positiviste varie sono da tempo entrate nel novero delle pseudoscienze (o se si preferisce delle cazzate). Però, a sentir parlare Giacomo Sanna, ma Anche quell’intellettualone del prof. di Macomer, il dubbio che Lombroso avesse ragione potrebbe sorgere non senza giustificazione.

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