DUE PAROLE SUL LIRICO

POST 041 DUE PAROLE SUL LIRICOMa certo che ho detto più volte come non avrei più parlato del Lirico di Cagliari prima della fine della telenovela!! Infatti mica il titolo suona “Altre due parole sul Lirico”, oppure “Ancora due parole sul Lirico”. C’è scritto “Due parole sul Lirico” e si tratta di quello di Parma (che tecnicamente si chiama Teatro Regio di Parma).

Quindi i cantanti che hanno tanta voce quanti capelli, i “Lavoratori” che passano il proprio tempo cercando di mantenere ben salde le proprie posizioni nel carrozzone o i bizzarri rappresentanti sindacali che poco si scandalizzano se una donna viene accusata di essere incinta possono stare sereni: non parlo di loro. Va bene?

Perché parlare del Regio?

C’è un buon motivo: la trasmissione Otto e mezzo del 4 dicembre u.s.! L’ineffabile rossa de La7 riesce nel non facile compito di intervistare il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, con l’evidente intento (o almeno a me così pare) di metterlo in difficoltà, dimostrando come i politici eletti nelle liste del M5S siano una massa di poveri dilettanti allo sbaraglio. Si dirà che è proprio questo il ruolo di chi fa del giornalismo il proprio mestiere, quello di porre in risalto le magagne degli intervistati, ma poiché mi capita di seguire la trasmissione della Gruber con buona frequenza (sì, è vero, sono un masochista, ma da lei ci vanno personaggi interessanti, come per l’appunto Pizzarotti e, prima di lui, Davigo) potrei dire come la giornalista ci riesca di rado. Se poi dipenda da mancanza di mestiere o da poco desiderio di farlo veramente, non è dato sapere.

Però, ad essere sinceri, che l’intervista fosse vagamente velenosetta lo si è capito da un servizio in cui si parlava del Regio. In particolare l’affaire dell’orchestra che il sindaco ha deciso, correttamente, a mio avviso, di mandare a quel paese. Un vero capolavoro di giornalismo televisivo: da una parte una brevissima intervista al primo violoncello dell’orchestra (sarebbe una battuta, ma bisogna capirlo) violoncello che lamenta di correre il rischio di morire di fame, dall’altra pochi secondi di una delle tante performance di Grillo, uno spezzone tagliato così bene da indurre alla convinzione che si trattasse di una frase intollerante nei confronti degli artisti rumeni.

Che ci dice signor sindaco?

Chi si fosse aspettato una reazione veemente sarebbe rimasto deluso: Pizzarotti risponde assai tranquillamente che l’orchestra è stata mandata a farsi fottere perché era un carrozzone e che la frase di Grillo, tagliata ad arte, significava tutt’alto (pura verità, tra l’altro: si parlava della poca trasparenza nei pagamenti, che non si capiva dove andassero a finire). Punto!

Perché parlare proprio di questo? Perché non giocare, ad esempio, sull’inceneritore, che avrebbe dato ben altre possibilità di mettere in difficoltà Pizzarotti, visto che dopo tante promesse si sta dimostrando un osso ben duro da masticare?

Presto detto: perché la Kultura, a Parma, nella percezione cittadina, era in fondo su posizioni non troppo lontane da quelle del M5S. Chiedeva trasparenza, fine del clientelismo, fine degli sprechi e via di seguito, tutto il repertorio già sentito in tante, troppe, parti del paese: se c’è da fustigare i politici, la kultura è sempre in prima linea (o meglio: in prima fila).

Ci credereste? Quando Pizzarotti ha cominciato a fare ciò che la kultura chiedeva (cacciare a calci in culo chi pretendeva di fare della cultura il proprio comodo orticello) è successa una cosa mai sentita prima: tutti i kulturisti gli si sono rivoltati contro, e la storiaccia dell’orchestra ne è esempio emblematico.

Quindi: quale tema migliore per dimostrare che il M5S, quando finalmente prende le redini del potere, scontenta gli elettori come il tutto il resto della politica italiana?

Peccato che alla Lilli sia andata buca: prima di tutto perché Pizzarotti, che avrà anche la faccia da innocuo fattore della bassa, ha risposto a tono – tranquillo e beato come il virus dell’Ebola – poi perché è caduta su una delle faccende sulle quali Pizzarotti ha ragione da vendere e l’ha dimostrato con poche e centratissime parole (scaricare il video  per credere). In sintesi: abbiamo demolito un carrozzone, stiamo costruendo un’orchestra!

Già, ma quali sono le risposte dell’orkestra che non vuole farsi demolire?

Tutte molto originali: le trovate, ad esempio, su facebook.

http://www.facebook.com/orchestrateatroregioparma

No, non ditemi che sono esattamente le stesse cazzate propalate a proposito del Lirico di Cagliari perché non è vero! Sono tutti artisti che hanno una dignità, hanno studiato per anni, anni, anni ed anni e sono bravissimi, celeberrimi, insostituibili e carissimi ai cittadini, nonché martiri della kultura! Non per nulla la pagina conta ben… 1068 amici! Visto che gli orchestrali sono una cinquantina, si potrebbe dire che si tratta di una pagina seguita dai familiari e dagli amici intimi (forse anche dalle bestie di compagnia: cani, gatti, iguane e soprattutto zecche, quelle abituate a stare attaccate alle palle delle persone per succhiare il sangue).

Posso dirla diversamente? Se non si trova carne da azzannare, per criticare un sindaco ci si attacca all’osso della kultura, che funziona sempre perché i kulturisti fanno della visibilità il proprio mestiere. Insomma, se non c’è la bistecca, proviamo col brodo, seguendo l’aforisma che per farlo va bene tutto, a Parma come a Cagliari.

Così, en passant, non sarebbe male riflettere proprio su questo: se la propaganda anti-grillina finisce per attaccarsi all’orchestra, finirà, presto, per attaccarsi al cazzo!

Detto da uno che considera il M5S una vera e propria iattura!

 

PS – Chi legge le testate cagliaritane on-line troverà interessante questo articoletto; si capisce benissimo perché è scritto in LSC, visto che il parmigiano (non il formaggio, il dialetto di Parma) è una variante della Limba:

http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/163057/Pizzarotti_da_Lilli_Gruber:_bilancio_dopo_sei_mesi_da_sindaco.html

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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4 risposte a DUE PAROLE SUL LIRICO

  1. Ale Sestu ha detto:

    Gentile Ainis,
    nella lettura ho incontrato alcune vibrazioni negative.
    Provo a trasformarle in pensieri comprensibili.
    Riguardo la prima accusa ai 5stellini di essere dei poveri dilettanti allo sbaraglio: tenga conto del fatto che il dilettantismo dialettico e quello politico sono due cose diverse. Comunque non mi sembra che si sia dimostrato il suddetto handicap.
    Poi altra cosa importante: la Kultura, per il M5S non è Cultura. Per il M5S la Kultura è soltanto spettaKolo. Lei la differenza la conosce bene, per questo mi stupisce che non riesca ad intuire il distinguo. La “trasparenza, fine del clientelismo, fine degli sprechi e via di seguito” non è ne Kultura ne Cultura; è rispetto per la decenza.

    La Cultura, nel M5S, è una cosa molto ampia per cui sarebbero necessarie davvero parecchie battute (e adesso non posso), ma che si può riassumere nel concetto di rialfabetizzazione di massa e diffusione di conoscenze utili per il miglioramento concreto della qualità della vita. A Parma la percezione cittadina è vicina a questa idea di Cultura, non a quella di Kultura. E’ per questo che ha vinto il M5S. E infatti i cittadini non sono arrabbiati, sono arrabbiati pochi cittadini (quelli con la K).

    Sono sicuro che approfondendo le conoscenze intorno al M5S, comincerà a considerarla una risorsa, non una iattura, o almeno un buon antivirus.

    Cordialmente,

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Ale Sestu,
      neppure io ho tempo (né i miei ragionamenti hanno rilevanza, sia chiaro) per discettare di M5S. Esistono dei motivi che a me paiono buoni per i quali non mi piace (proprio per nulla) ma non è questo il tema centrale del post. Ciò che voglio dire è:
      1) che nello specifico della questionaccia dell’orchestra, Pizzarotti ha ragione (ma anche nella gestione del regio!);
      2) che pensare di togliere voti al M5S con i trucchetti giornalistici è una cazzata;
      3) che il terreno della kultura è quello che spesso si adopera per attaccare una politica se non si ha altro da dire.
      In definitiva, ho adoperato il M5S per riflettere anche su altro.
      Essendo persona notoriamente priva di modestia, ho la presunzione di conoscere la differenza che lei sottolinea (se poi sia vero o meno non mi pare argomento rilevante).
      Cordialmente,

      PS – Se non si fosse capito, ho preso atto (e la cosa mi fa veramente piacere) che Pizzarotti sta facendo un lavoro dignitoso in una situazione che farebbe tremare i polsi a chiunque! Per l’appunto ci sarà un motivo se, cercando di metterlo in difficoltà, si finisca per parlare di cazzate.

  2. alberto ha detto:

    Già, devo dire che la sovrapponibilità delle argomentazioni dei lavoratori del lirico di Cagliari con quelle degli orchstrali del Regio di Parma è lampante…simili gli argomenti addotti dai sindacalisti di Palermo che sono riusciti nell’intento di mandare via un sovrintendete molto capace e che aveva collezionato ben 7 bilanci in attivo, risanando il teatro (in questo caso lo si accusò di riduzione della produzione, nonostante le attestazioni unanimi di alta qualità ricevute dalla critica cfr http://www.operaclick.com/news/solidariet%C3%A0-ad-antonio-cognata-sovrintendente-del-teatro-massimo-di-palermo). Simili a quelle del lavoratori del Petruzzelli, dove il commissario ha bandito nuovi concorsi e costituito una nuova orchestra (e dove ha vinto TUTTI i ricorsi al Tar dei sindacati cfr http://www.operaclick.com/news/solidariet%C3%A0-ad-antonio-cognata-sovrintendente-del-teatro-massimo-di-palermo http://orecchiodidioniso.blogspot.it/2012/08/rigettati-altri-due-ricorsi-della-slc.html). Paralleli abbastanza significativi, direi.

  3. Gabriele Ainis ha detto:

    http://www.huffingtonpost.it/2012/12/06/inceneritore-parma-m5s_n_2249751.html?utm_hp_ref=italy
    Beppe Grillo e M5S, il Tar respinge ricorso a Parma: l’inceneritore si farà. Una sconfitta per Pizzarotti e per la città

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