VENETO: INDIPENDENZA SUBITO! E LA SARDEGNA?

Il 28 novembre il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato (opportunamente emendata) la famigerata Risoluzione n. 44, che dà mandato ai presidenti di Giunta e Consiglio Zaia e Ruffato di “avviare urgentemente con tutte le istituzioni dell’Unione europea e delle Nazioni Unite relazioni istituzionali che garantiscano l’indizione di una consultazione referendaria per accertare la volontà del popolo veneto in ordine alla propria autodeterminazione, avvalendosi del parere consultivo di un’apposita commissione di giuristi senza alcun onere a carico della Regione”.

Visto? Il Veneto se ne va per i fatti propri e ci manda tutti quanti in mona! I veneti sì che sono bravi, mica come i cazzoni indipendentisti nostrani!

In realtà non è che sia proprio così, perché ‘sta faccenda della secessione veneta è bizzarra quanto quella della secessione sarda e infatti la vicenda si è chiusa con un sostanziale nulla di fatto cui è seguita una lunga sequela di accuse tra le diverse anime dell’indipendentismo/autonomismo. Per dirla in poco: i veneti, quanto a indipendenza, sono cazzoni quanto i sardi, non buttiamoci troppo giù!

Però non è di questo che vorrei parlare, ma di due aspetti ben più bislacchi degli indipendentisti, veneti e sardi. Prima di tutto il poco risalto dato all’accaduto dalla stampa isolana. Basta che in Catalogna o in Scozia un secessionista lasci partire un troddio, che quelli sardi (indipendentisti, non troddi!) gli facciano subito eco; mentre se accade che il parlamentino veneto, a un tiro di scorreggia dall’Isola, voti per indire un referendum sull’autodeterminazione (anche se in realtà è tutta una palla, perché l’indipendenza in realtà non la vuole nessuno) ecco che tutti tacciono: zitti, buoni e coperti. Che so, mi aspettavo un saggio commento da parte di un intellettuale della levatura di Manichedda, o un post di Mongili, in criptosardo, un’osservazione particolarmente intelligente di quel genio di Baingio Sale. Oppure un esposto di Zuncheddu, che se la prende sempre con chiunque: perché con i veneti no? Le stanno tutti sui copertoni? Le hanno rigato la carrozzeria con i peoci di Chioggia? Non l’hanno invitata alla Caminada del peocio? Neppure un espostino? Proprio nulla? NO!

Ma com’è che tutti questi perditempo non fanno altro che parlare di indipendenza – sempre e comunque – e quando capita che i cugini veneti la richiedano a gran voce, approvando una delibera dietro la porta di casa, fanno finta di non saperne nulla?

Mistero!

Ma c’è un altro aspetto che non dovremmo trascurare, forse ancora più stravagante del precedente: i motivi addotti dagli indipendentisti veneti per la propria secessione. Dicono infatti i putei e le putee: perché dovremmo continuare a stare assieme agli altri italiani, se la differenza tra le tasse che versiamo allo stato e i servizi che lo stato ci dà è enorme, mentre al sud (ad esempio in Sardegna) avviene l’esatto contrario? Possibile che noi si debba finanziare il deficit altrui? Ma perché non se ne vanno a quel paese?

 

Residuo fiscale (media 2007-2009) valori in euro procapite

Indice di discrepanza (2009) Punteggio (Italia = 100)

(migliore)

(migliore)

1

Lombardia

7.198

1

Emilia Romagna

148

2

Emilia Romagna

4.203

2

Friuli-Venezia Giulia

140

3

Veneto

3.405

3

Trentino-A.A.

137

4

Piemonte

3.047

4

Piemonte

136

5

Lazio

2.346

5

Marche

129

6

Toscana

2.098

6

Veneto

123

7

Marche

1.342

7

Lombardia

123

8

Friuli-Venezia Giulia

640

8

Lazio

115

9

Trentino-A.A.

359

9

Umbria

113

10

Liguria

205

10

Toscana

111

11

Umbria

178

11

Liguria

95

12

Abruzzo

108

12

Basilicata

95

13

Campania

-1.042

13

Molise

94

14

Puglia

-1.368

14

Valle d’Aosta

93

15

Sicilia

-1.859

15

Abruzzo

87

16

Molise

-1.869

16

Puglia

58

17

Sardegna

-2.270

17

Calabria

52

18

Basilicata

-2.415

18

Sardegna

51

19

Valle d’Aosta

-2.532

19

Sicilia

51

20

Calabria

-2.797

20

Campania

48

(peggiore)

(peggiore)

Fonte: Unioncamere del Veneto

 

E che dicono gli indipendentisti sardi? Ma naturalmente esprimono a gran voce il desiderio di andarsene a quel paese: what else? Mica ci facciamo fregare, noi: vogliono che si vada a farci fottere? E noi ci andiamo, così imparano!

E poi, seriamente, non siamo forse  agli ultimi posti nella graduatoria italiana dell’indice di discrepanza tra livelli di reddito e benessere? Ma scherziamo?

Insomma, la situazione è davvero strana: i veneti vogliono lasciare l’Italia perché sono stufi di foraggiare il sud (tra cui la nostra isola) e i sardi se ne vogliono andare perché…

… già: perché?

Vuoi vedere che ho capito perché si parla tanto di Catalogna e Scozia ma non si dice una parola sul Veneto?

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

36

 

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4 risposte a VENETO: INDIPENDENZA SUBITO! E LA SARDEGNA?

  1. Hybris ha detto:

    Eilà egregio Ainis, vengo a distrarla per brevissimo lasso di tempo solo per vederla sollevare il suo ridente viso da quelle sudatissime carte, che monelle la rendono così nervoso. Ma non si crucci, verrò ogni tanto a portarle uno zefiro sereno, un mazzolino di giunchiglie, una parola d’amicizia e vedrà che le buie nubi di tempesta che affliggono la sua testolina scompariranno come d’incanto, lasciandola ad occhi aperti e cuore gonfio di gioia ad immaginare come inebriato cavalcate di templari, curati di Rennes le Catheau, pastori in Arcadia e astrologhi nuragici studiare compiti la fascia di Orione. A presto e si goda la salute.

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Hybris,
      lasciando per un attimo gli scherzi, non potrebbe cercare altrove un sostegno psicologico? Non potrebbe andare altrove per manifestare la sua profonda soddisfazione sessuale e lavorativa?
      Sia brava, suvvia, pensi a come la prenderanno per il culo le sue amiche, quelle che la conoscono.
      Trovi da scopare, da lavorare e si calmi, prego.
      Cordialmente,

  2. Vanessa ha detto:

    Che dite, ci vacciniamo?
    “Il vento non può essere fermato con la rete da pesca e non basterà uno sciroppo per la tosse a fermare il VIRUS dell’indipendentismo.
    Quanti asserivano sino a ieri che l’indipendenza era una chimera, un sogno se non proprio addirittura una bufala ora dovranno ricredersi. Se non sarà l’anno prossimo, sicuramente a breve, molto breve, si giungerà al referendum e così i veneti avranno il diritto di esprimersi se intendano rimanere italiani o se diventare uomini liberi.”
    http://www.bellunopress.it/2012/10/19/attenzione-ai-falsi-sacerdoti-di-paolo-bampo/

  3. Proto Zuniari ha detto:

    Illuminante cara Vanessa,
    più che veneti, nel link che suggerisci si vedono bassanesi, bellunesi che indipendenti-o-no-lo-prenderanno-sempre-nel-didietro ( a noi turritani per essere fottuti è bastata l’autonomia), alto-piavini, trevigiani, ecc.
    Noi però non corriamo questi rischi, siamo molto più omogenei, parliamo tutti la stessa lingua che, al massimo, ha bisogno di regole standard per l’ortografia. Infatti il lessico non varia da zona a zona: castia, abbaida , figgiura, si pronunciano tutte allo stesso e hanno lo stesso significato; è solo che si scrivono diversamente. Meno male c’è la LSC. I costi per insegnarla e imporla militarmente? Beh….se li possono accollare i colleghi indipendentisti veneti, i catalani ,al momento
    hanno qualche problema.

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