CATALOGNA COME LA SARDEGNA

Vi ricordate gli indipendentisti nostrani che ci fracassavano le palle con l’Irlanda? Guarda l’Irlanda, dicevano, guarda come sono bravi: dovremmo fare come loro!

Poi l’Irlanda è andata a puttane e allora gli imbecilli hanno trovato altri modelli di riferimento, naturalmente alla cazzo, ma questa è un’altra storia, magari ce la raccontiamo un’altra volta.

La Catalogna!!! Visto i Catalani che ambiscono all’Indipendenza? Visto come sono bravi? Visto come sono ricchi? Perché non facciamo come loro? Perché non chiediamo il referendum per la secessione?

E invece niente da fare. Mi spiace, ma per una volta non siamo noi a fare come qualcun altro, ma il qualcun altro che si comporta come noi: proprio la Catalogna.

Artur Mas, leader del CiU Convergencia i Unio (destra indipendentista) aveva deciso di indire nuove consultazioni per chiedere agli elettori la maggioranza assoluta (gli sarebbero occorsi 68 seggi sui 135 disponibili) e gli elettori gli hanno risposto… riducendo i seggi di CiU da 62 a 50! Eh, gli elettori, sempre educati.

Chiedere è lecito, rispondere è cortesia, diceva sempre un intellettuale di cui non rammento il nome, ma di fronte a queste perle di saggezza non si può che restare basiti, sia per la profondità di pensiero che per la preveggenza: Mas ha chiesto…

… e gli elettori l’hanno mandato a farsi fottere, gentili come sempre!

In compenso hanno aumentato i seggi di ERC, Esquerra Republicana de Catalunya, che da dieci arriva a 21: ooooops!

A dire il vero, a parte il Partito Popolare, dichiaratamente unionista, che mantiene le posizioni (18 seggi aveva, 19 ne prende adesso), l’ulteriore débâcle dei socialisti genera un apparente incremento delle forze indipendentiste, ma solo apparente però, perché Ciu ed ERC hanno programmi del tutto inconciliabili e proprio in una prospettiva indipendentista.

Come ciò sia possibile è facile da spiegare. La Catalogna è potenzialmente ricca, possiede un apparato industriale invidiabile, ma è rimasta invischiata nella crisi come e quanto il resto della Spagna (il parallelo potrebbe farsi con la nostra Lombardia). Quindi ricca sì, ma avviata ad un sistema socioeconomico neoliberista che prevede pochi ricchi e una torma di poveri (che sarebbe come dire ciò che vorrebbe il CiU di Artur Mas). Il voto all’ERC, alla sinistra, dice che i poveri, o almeno parte di essi, non ci stanno, quindi, in poche parole: va bene indipendenti ma non poveri!

Come dire: l’indipendenza ci può anche stare, certo, visto che di quattrini possiamo anche farne molti di più rispetto al resto della Spagna, ma se poi la torta se la prendono pochi ricchi e gli altri devono tirare la cinghia, allora non va bene.

Da cui la Sindrome Sarda (sarà un caso ma si abbrevia SS!), quella che stanno cercando di introdurre al CERN senza riuscirci e si caratterizza dalla frammentazione del fronte indipendentista su posizioni inconciliabili (in realtà la frammentazione è maggiore, ma non stiamo a sottilizzare: noi siamo incapaci di ragionamenti sottili e il fioretto ci è sconosciuto; viva l’accetta!).

Bisognerebbe anche notare il pronunciato tafazzismo di Artur Mas, anch’esso parte integrante della SS e felicemente importato in Catalogna in occasione della scelta furbissima di indire nuove elezioni.

Allora: siamo contenti di aver finalmente esportato un modello politico, rompendo la subordinazione culturale indipendentista incapace di elaborare modelli propri e sempre alla ricerca di quelli altrui? Per una volta sono gli altri che ci copiano: non siamo contenti?

No, perché in realtà i cittadini Catalani, pur attratti dall’indipendenza grazie alle prospettive potenzialmente offerte da una situazione industriale forte, non vedono la secessione come un valore in sé, ma la coniugano, come farebbe qualunque persona non completamente idiota, con una situazione reale, tangibile, fatta di pro e contro.

Se bisogna morire di fame, ci dicono, se il modello è quello neoliberista, allora l’indipendenza non serve a nulla, perché non si può mangiare, né usare per coprirsi, riscaldarsi o divertirsi, non si mette nel serbatoio dell’automobile e non offre opportunità di crescita ai figli.

Naturalmente, la mania tutta sarda di spacciare l’indipendenza come un bene in sé – quindi di discutere ci cazzate, dividendosi fino ai quark – è una solenne scemenza, altro che esportarla altrove!, cosa tanto ovvia che non sarebbe neppure il caso di parlarne. Se non fosse che da anni è la base della Sindrome Sarda, quella che si estrinseca nella continua suddivisone delle – poche –forze indipendentiste, ovvero l’incapacità di proporre un modello che dovrebbe spiegare per quale arcano motivo si dovrebbe star meglio qualora fossimo indipendenti, visto che i bilanci regionali, sotto gli occhi di tutti, mostrano impietosamente che siamo alla bancarotta e lo smantellamento dell’industria procede senza alcuna prospettiva di porvi un freno! Stiamo andando a puttane e nessuno ha una ricetta credibile da proporre, altro che indipendenza!

Comunque, Artur Mas non solo non ci copia, ma è tutt’altro che uno sprovveduto: dopo le elezioni ha presentato al pubblico la propria caffettiera. Pare che la produrrà in serie guadagnando un sacco di denari. Gli indipendentisti sardi ne rivendicano la paternità, naturalmente, loro sono anni che la usano, ma queste sono questioni legali che daranno da mangiare a un branco di avvocati famelici. In Sardegna, in ogni caso, la caffettiera ha già causato un’altra scissione: Gavino ha fatto causa a Sale perché non vuole più mettere lo zucchero nel caffè con la scusa che è troppo italiano. Diavolo d’un Sale, speriamo che almeno adoperi il cloruro di potassio, perché quello di sodio fa salire la pressione. Oppure Sa- (che usa il sardissimo cloruro di sodio delle saline di Casteddu) si separerà da –le che sceglierà l’importato cloruro di potassio.

Cosa faranno in Catalogna?

Ah, saperlo, saperlo!

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

34

 

Questa voce è stata pubblicata in Indipendentismo, politica e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

13 risposte a CATALOGNA COME LA SARDEGNA

  1. Anonimo0 ha detto:

    Concordo o, come dicono i più scafati del web, quoto. Nel frattempo mi scuso per la non risposta al precedente (i tempi della natura sono implacabili.. e la raccolta delle olive non aspetta le risposte sui blog). Il presente conferma che apprezza davvero gli scritti e le idee (ma non tutte, non sia mai..) espresse pubblicamente da Angioni, Garzia transeat. Nonostante l’amico Milan sia defunto da tempo, ha avuto modo di scrivere un testo, prima che la mano assassina cadesse impietosa sul poeta boemo, che (se non si offende) le consiglio e penso attinente al tema (come quello di Berger e Luckmann in un precedente reso invisibile ai più). Lei ha citato il più famoso scalciando giustamente sui denti alla sinistra isolana, ma questo è meno conosciuto, come tanti altri lavori: “L’identità”, sempre edito da Adelphi, come tutte le sue opere.
    Veramente sarebbe da consigliare a tutta la compagnia del fiocco verde, e a breve lo farò. E’ una trasposizione del momento dello smarrimento identitario raccontato su un piano micro, all’interno della coppia, ma valevole per i piani messo e macro, dove amano impostare le proprie scorribande i Bobore friends plus Frantziscu friends. Insidia l’esistenza del dubbio, grande assente nelle dissertazioni dei precedenti: “Vi sono situazioni in cui per un istante non riconosciamo chi ci sta accanto, in cui l’identità si cancella, mentre di riflesso dubitiamo della nostra”. Ecco, magari un’analisi un po’ più articolata delle forze in campo, dei processi di modernizzazione avvenuti e di ciò che ciò ha significato non solo A DISCAPITO di quelli che chiamano COLONIZZATI, ma GRAZIE ai COLONIZZATI, sarebbe materia utile in quegli anfratti bui e umidi. E’ un piccolo segmento del gioco dei ruoli già citato, su cui tornerò.

    ps. Lei che ama Pessoa, leggerà (io lo adoro, ma sono cazzi miei, ovviamente..) Tabucchi. Nel gioco del rovescio è presente il bugiardino per le cose scritte di fretta prima della discesa in campo (delle olive.. 🙂 )

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Anonimo0,
      uno dei miei amici più cari è coniugato con una boema (di un paesino non lontano da Brno). Avendo cenato un numero imprecisato, ma elevato, di volte in compagnia di Kundera e avendolo letto anche per dovere amicale (dovevamo pur parlare di qualcosa, le pare?) mi illudo di conoscerne l’opera (e resto della mia idea: intellettuale che parla con altri intellettuali; gli altri si fottano, prego, o si adattino a leggerlo attraverso qualcun altro che lo predigerisca).
      Di Tabucchi, al contrario, ho ammirato la tempestività: è morto prima che la lobby italiana riuscisse a candidarlo seriamente al Nobel. Gli devo anche un unicum della mia vita: “Sostiene Pereira” è stato l’unico caso in cui abbia apprezzato la riduzione cinematografica più del romanzo originale. Mi sarebbe piaciuto se qualcuno avesse ricavato un romanzo decente dal film!
      Detto senza ironia, è possibile che il mio livello culturale non sia sufficientemente elevato per apprezzare Kundera e Tabucchi, ma sarò costretto a farmene una ragione. Mi contenterò di Gadda e Busi (“El especialista” è un piccolo gioiello).
      Di Angioni apprezzo molte idee: se poi si calasse nel mondo reale e capisse che ogni tanto bisogna mangiare sarebbero anche di più.
      Cordialmente,

  2. Anonimo0 ha detto:

    Nonostante l’epigono da lei dichiarato.. mi trova d’accordo anche in quest’ultima affermazione… Sarà per questo che il guasilese scrisse “Pane e formaggio”? Scrivere per non condividere mensa e dialogo?.. Mah.. Vallo a scoprire…

  3. Proto Zuniari ha detto:

    Caro Anonimo,
    lei è troppo colto. Tra smarrimenti di macro e micro identità io mi confondo, l’unico smarrimento di identità che conosco è quello della carta; mi capita spesso, e sa che palle andare a fare la denuncia! E poi proprio non riesco a conciliare l’ambiguo Boemo col Pisano che, anch’io (adoro è una parola grossa, sono un buon ateo) apprezzo tantissimo. Quanto al nostro Angioni, ha proprio ragione Ainis: a volte la troppa poesia fa dimenticare che c’è gente che ha ancora difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena. Comunque onore a “Doppio Cielo” che penetra e rivela (al pari del “Figlio di Bakunin” del casteddaio di Torino) una realtà sarda che proprio non va giù ai nostri identitari della pecora bollita.
    Per tornare alla Catalogna e al CIU (a parte l’anomalia dell’ERC, ma a Barcellona si celebra ogni anno la giornata del libro , e poi c’è stato un Durruti) di Artur X Mas, il parallelo mi sembra possa farsi con Calderoli & C. e la loro debacle prossima ventura.

    • Paolo Podda ha detto:

      Comente bonu cane de isterzu, su chi no est agradèssidu a su mere, no est agradèssidu mancu a tie. Lassende a banda chi de sa Catalugna nd’ischis unu catzu.

      • Gabriele Ainis ha detto:

        Gentile Paolo Podda,
        la ringrazio per l’intelligente commento: dimostra che noi cani, ahimè, ci trasciniamo appresso gli stronzi di cane!
        Guardi, per farle un piacere, pubblico il suo commento, così la riconoscono tutti. Contento?
        Cordialmente,

  4. Gabriele Ainis ha detto:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/27/catalogna-voto-che-frantuma-politica-e-allontana-spagna-dallue/427625/
    Catalogna, il voto che frantuma la politica e allontana la Spagna dall’Ue
    L’idea secessionista di Artur Mas è stata sconfitta. Il partito nazionalista moderato ha ottenuto 50 seggi e il quadro politico si è radicalizzato. E tra iper-indipendentisti ed ecologisti il Parlamento catalano si ritrova a riscrivere le regole del gioco. L’indipendenza però causerebbe il crollo del 50% dell’export e 500 mila disoccupati in più

    • Paolo Podda ha detto:

      Ainis, sa risposta mia non fiat a tie, ma a Proto Zuniari. Pro ite ti ses sentidu ofesu pro su de cane de isterzu chi apo naradu a isse? In cantu a sa Catalugna: In su mundu no esistit “Il fatto quotidiano” ebbia, (sa mentalidade est semper italocentrica); proa, o proade paris cun Zuniari, a lèghere su chi iscriet “Financial Times” pro esempru, o su NYT.

  5. Proto Zuniari ha detto:

    Gentile Podda,
    non ho capito un cazzo di quello che ha scritto, ma suppongo sia offensivo, come si conviene agli affetti da SS (come dice Ainis) perciò La invito cortesemente a fiaggazzi lu curu.
    Cordialmente suo

  6. Anonimo0 ha detto:

    Certo che esiste anche il NYT, ma invece che citarlo a cazzo o citare solo il titolo, legga tutto il pezzo… Così si può discutere guardando maggiormente alla complessità delle cose. Se non ha competenze linguistiche oltre quelle che sfoggia in questi post, posso tradurlo io senza parcella alcuna, altrimenti avrà pure qualche amico che gira il mondo o non e’ stato bocciato in inglese alle medie superiori..

    http://www.nytimes.com/2012/11/26/world/europe/divisive-election-in-spains-catalonia-gives-win-to-separatist-parties.html

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Anonimo0,
      lei è commovente! Guardi, se ha un momento (e mi pare di capire che lei ami i testi non eccessivamente brevi) le racconto un aneddoto.
      Di recente è stato pubblicato un saggio che affronta le problematiche tutte sarde&shardanike riguardanti le sciocchezze pseudostoriche&pseudoarcheologiche di una piccola banda di rumorosi cazzoni (quelli di Atlantide&C, per intenderci).
      Bene: personalmente la giudico una perdita di tempo, perché la banda di cui sopra parla un linguaggio incompatibile con quello di un saggio serio, né la gente (poca, per fortuna) che segue codesti bizzarri figuri possiede strumenti critici sufficienti alla lettura di un testo elaborato con criteri scientifici.
      Per loro vanno bene, al contrario, toni e metodi quali quelli di Roberto Coroneo quando scrisse il brevissimo “Le torri di Atlantide”.
      http://exxworks.wordpress.com/2010/06/18/le-torri-di-atlantide/
      Insomma gente di questo tipo va presa per i fondelli, senza perder tempo a pretendere che usino strumenti culturali che non posseggono.
      Nello stesso modo, lei suggerisce a un Podda Laqualunque di “leggere” e per di più in inglese! Ma pensa davvero che se ne fosse capace starebbe qui a scrivere tante/tali scemenze?
      Tuttavia sforzo ammirevole, mi creda.
      Cordialmente,

  7. Anonimo0 ha detto:

    Commosso della sua commozione, davvero.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...