25 NOVEMBRE 2012: BASTA ALLA VIOLENZA DEI MASCHI

Chissà perché la chiamano Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Forse perché è disdicevole dire la verità vera, verissima, incontestabile: che bisognerebbe chiamarla Giornata mondiale contro la violenza dei maschi. Che poi noi, i maschietti dotati di pisellino e palline, si faccia finta di essere divisi in due categorie – i buoni che non affraccano di botte mogli e compagne, e i cattivi che lo fanno – è il gioco delle parti, anzi della parte: la nostra.

Perché, anche senza citare Fabrizio de André, non ci vuole un master in volpizia per capire che siamo tutti coinvolti, belli o brutti, alti o bassi, buoni o cattivi: violenti, noi maschi, lo siamo quando costringiamo le nostre compagne a vergognarsi di esibire i lividi, ma anche quando facciamo finta di credere che le donne siano tutte sbadate, un branco di oche che sbattono in continuazione contro gli spigoli dei mobili, cadono dalle scale e dalle biciclette o inciampano nei tappeti! Tanto lo sappiamo che è colpa loro, sempre la testa tra le nuvole, mai una volta che prestino attenzione alle cose serie.

Il 25 novembre è una di quelle giornate in cui si mandano le letterine o un mazzo di fiori alla donna ignota, una delle tante e una per tutte, ammazzata da un marito, un amante, un compagno, un fratello, un padre, un parente, uno sconosciuto, un figlio. Il 25 novembre noi maschietti ci liberiamo la coscienza: citando aforismi, suggerendo la lettura di un libro tanto intelligente, possibilmente scritto da uno di noi, partecipando a un dibattito, se siamo particolarmente studiati, intellettuali. Laviamo le nostre teste di cazzo in un immacolato bidet di parole, cortina fumogena che ci impedisca di vedere il nostro amico che pesta la moglie, il nostro capufficio che smanaccia le tette della segretaria, precaria e con due figli a carico, nostro figlio che affibbia una sberla alla fidanzata, brutta cretina che parla troppo e sempre a sproposito. Tenessero la lingua a posto, le donne, come quella puttana di mia cognata, che un ceffone, ogni tanto, se lo merita tutto!

Perché noi siamo questi: violenti e vigliacchi. Se non lo sappiamo, vuol dire che facciamo finta. Piuttosto che lavarci la faccia nel bidet, guardiamoci meglio nello specchio sul lavabo: finito di vomitare, andiamo dalla nostra compagna e preghiamola di regalarci uno specchio portatile, da tenere con noi tutto l’anno e non solo il 25 novembre.

 

www.zeroviolenzadonne.it

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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2 risposte a 25 NOVEMBRE 2012: BASTA ALLA VIOLENZA DEI MASCHI

  1. Jonathan Livingstone ha detto:

    La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata. (Shakespeare William )

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