LA SARDEGNA VA A PUTTANE? ACCODIAMOCI!!

Sarà la mancanza di informazione, oppure la completa disillusione dei cittadini, o anche la consapevolezza di essere del tutto incapaci e impotenti, però lo spettacolo offerto nelle ultime settimane dal mondo politico sardo è quanto di più bizzarro si possa immaginare.

Si comincia con la Consulta Rivoluzionaria e si finisce, degnamente e per ora, possiamo sempre peggiorare, con l’annuncio del Presidente della Provincia di Nuoro che si candida per le primarie. Forse qualcuno, per scherzo, gli ha detto che le primarie le vince chi si candida per primo, così non ha perso tempo e ha reso pubbliche le proprie intenzioni: adesso vedremo se qualcuno oserà affermare che il vincitore non è Deriu: è arrivato per primo, no?

Non è detto: le primarie si chiamano, per l’appunto primarie, mica primorie. Quindi c’è da aspettarsi che Barracciu convochi una conferenza stampa per comunicare la propria candidatura, così le primarie le vincerà lei perché ha dato l’annuncio per prima (mica per primo, come ha fatto Deriu!)

Purché si sbrighi, perché Deriu, che non è fesso, potrebbe leggere il mio post e pagarsi un volo per Casablanca diventando Roberta, quindi prima… mica lo freghi così un noccorese DOP, mih!

Sempreché, causa il poco tempo disponibile, non ricorra alle vie spicce: una rapida corsa fino a Pattada dove, seguendo le raccomandazioni di Maria Antonietta Mongiu, aderirà al programma di LAMAS, usandone una per tagliarsi i …

Meno male che c’è Pili, ma soprattutto Cappellacci, che passa dagli emiri all’allumina: pare che i primi, convinti da Pili, abbiano intenzione di finanziare le case sarde su Marte, per le quali si useranno i mattoni prodotti con i fanghi rossi del Sulcis, varietà d’argilla sarda famosa in tutto il mondo e soprattutto in Dubai. Altrimenti che senso avrebbe riaprire una fabbrica di allumina nel Sulcis visto che hanno chiuso l’ALCOA che la usava per ricavarne alluminio?

Pare che Cappellacci, alla domanda sul perché produrre allumina se non produciamo più alluminio, abbia risposto che si tratta di una questione di equità: prima producevamo alluminio, ora tocca all’allumina. Un po’ per uno, che diamine, visto che non possiamo permetterci tutto assieme! Come Monti, insomma: bisogna essere equi. Adesso aspettiamo che cominci ad adoperare una parrucca di loden, possibilmente blu e sarà perfetto come candidato alle prossime elezioni.

Fortunatamente c’è Oppi, stanco, poverino. Ha rassegnato le dimissioni.

Cade la giunta?

Ma neanche per idea: al massimo cadono le palle degli elettori, così ciascuno di loro può presentarsi alle primarie del PD prima di Barracciu con buone probabilità di vincere. Sempreché Silvio Lai non cambi le regole e le chiami secondarie del PD, così la cara Francesca può presentarsi per seconda e fregare tutti quanti! Tiè!

E Deriu?

Fregato! Però può sempre pagarsi un volo per Casablanca e farselo riattaccare, se nel frattempo non l’ha gettato via da sé come raccomanda il vangelo.

Insomma la Sardegna va a puttane, per fortuna, così possiamo accodarci tutti e goderci un po’ di divertimento. Dopo tutti questi anni di gaio sputtanamento: perché cambiare?

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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2 risposte a LA SARDEGNA VA A PUTTANE? ACCODIAMOCI!!

  1. Anonimo0 ha detto:

    A me le puttane sono sempre state simpatiche. D’altronde come è qui evidente, “l’andare a puttane” si presta a mille sfumature di significato, non semplicemente ancorate allo scambio sessuale mercificato dove una posizione (mi si scuserà il richiamo “altro” del termine..) è quasi sempre letta in senso asimmetrico rispetto all’altra, debole, succube, minoritaria… In quello che è spesso un gioco di ruoli capita invece di arrivare quasi sempre confusi alla fine dello stesso, per cui iniziando puttane, si può agevolmente passare a ricoprire il ruolo del cliente ed, infine, quello del magnaccia e – dopo diversi passaggi – tornare puttana senza neanche accorgersene, in seguito.. A tal proposito Ezechiele è un maestro; discutendo di Gerusalemme scrive: “A tutte le prostitute si fanno regali; ma tu hai dato regali a tutti i tuoi amanti, li hai sedotti con doni, perché venissero a te, da tutte le parti, per le tue prestazioni. Con te, nelle tue prostituzioni è avvenuto il contrario delle altre donne; poiché non eri tu la sollecitata; in quanto pagavi, invece di essere pagata, facevi il contrario delle altre” (Ez. 16: 33,34). Bobore e compagnia del fiocco verde declamanti idiozie, please, sicuramente l’hanno tradotta anche in sardo.. tornateci alla Bibbia.
    Insomma, pensi di essere tu a governare il gioco perché paghi ma, a volte, sei solo il gioco dell’altra parte: chi è la puttana dei due, allora? Il giovine in prossima partenza per Casablanca o segmenti societari pronti a pagare il biglietto (magari di andata e ritorno e non solo one way) allo stesso? Chi la puttana, l’Orco iglesiente immune alle tempeste della I, II e III futuribile Repubblica o la giungla delle/dei disoccupate/i, degli instabili, dei cassaintegrati, dei lavoratori in mobilità, degli anziani senza pensione dignitosa, dei marginali? Le convenienze del tempo alternano la convenienza a vestire in tacchi a spillo e lingerie o in calzone stirato, e le convenienze cambiano spesso, come l’umore di un ciclotimico. Questa è l’Italia, questa è sempre stata l’Italia, serva del principe appeso a testa in giù quando passa la buona brezza e arrivano i temporali.
    Sarà per questa babele sospesa che da sinistra formalmente poco sospetta-sostanzialmente priva di nerbo gramsciano e di ciò che la fatica del lavoro sedimenta prima di spendere parole agganciate a sinapsi si sussurra ad alta voce “cazzi loro, hanno votato Oppi, così imparano..?
    Poi si può anche gridare bastardo a tutti, poi si può gridare anche allo scandalo dell’assenza della voce dell’intellettuale, come se non ce ne fossero stati, come se non ce ne siano, non solo nell’Isola, belle teste – come dice l’avventore sporadico al bar delle idee – capaci di leggere le dinamiche e dare contributi critici e costruttivi. Ma tant’è .. a volte c’è il deserto come platea, e puoi anche attraversarlo diffondendo timore radicato, puoi anche vedere la tua testa offerta in omaggio su un piatto d’argento a una potenziale ballerina del tuo talamo , puoi.. Le parole arrivano quando l’orecchio è allenato al suono, il suono all’intimo etico, l’etico all’azione seguente. Ma la costruzione pretende tempo, attori e protagonisti invisibili che popolano strane stanze chiamate aule in strane abitazioni chiamate scuole. Ma questa è fantascienza, tutti abbiamo deciso di fare il gioco dei ruoli, a convenienza, dimenticando ciò su cui vale la pena spendersi, quei beni comuni che fanno la differenza di una protesta contro la Tav, di un Torfason capace di tessere insieme a tutti la proposta di una nuova costituzione e la protesta dei nostri abusivi, capaci di valorizzare il proprio opportunismo dei beni privati. Il resto? Si fotta, vada a puttane.. appunto.

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