AUTONOMIA, PER PICCINA CHE TU SIA…

Questa settimana a Prima Pagina, una delle trasmissioni più seguite di Radio3, c’è Pietrangelo Buttafuoco, giornalista appartenente alla categoria di coloro considerati bravi e capaci di «interpretare» e dunque prevedere, il mondo complesso della politica italiana. Insomma uno bravo, che passa dal Foglio di Ferrara a Panorama ma anche Repubblica, senza contare le ospitate televisivo da Gad Lerner (e le numerose trasmissioni televisive di cui è stato autore e conduttore). Tanto per parafrasare ciò che si dice di Ferrara: “uno intelligente”.

Sarà – e chi ne dubita – certo che, figlio di un parlamentare del MSI, già membro del Comitato Centrale del partito, prima di far parte dell’assemblea nazionale di Alleanza Nazionale, e avendo cominciato la propria carriera al Secolo d’Italia, ci si domanda se, chiamandosi Pietrangelo Chiloconosce, avrebbe fatto la stessa importante carriera. Come dire: sono quelli bravi che vanno avanti, però chiamarsi Mattia è meglio, hai visto mai che finisci a La Stampa?

Con questo non voglio dire che Buttafuoco o Feltri (junior, Mattia) non siano bravissimi e intelligentissimi, ci mancherebbe, però sono favoriti dall’essere primati figli di un maschio alfa, quelli che mangiano meglio, sono educati meglio, hanno tante opportunità in più rispetto ad un omega, bruttarello e poco brillante perché non riesce a impugnare decentemente un coltello da pesce.

Per arrivare al punto, sono bravissimi ragazzi, certo, ma non è che siano particolarmente capaci nell’interpretare società e politica. Semplicemente ne fanno parte e danno visibilità al proprio giornaliero, esattamente come Ferrara, che sarà pure intelligente ma non fa altro che porre in risalto gli interessi della parte cui appartiene. Serve un editoriale su Spinelli perché il padrone ha la caghetta al culo? E Ferrara lo scrive, sapendo che, sebbene Il Foglio non lo legga nessuno, verrà ripreso dal sistema dell’informazione e spacciato come attenta e perspicace analisi della realtà. Perché Ferrara (detto anche da D’Alema, ci mancherebbe!) è una persona intelligente!

Tutto questo per dire che ascoltare i Ferrara e i Buttafuoco è utile per capire dove stanno andando le cose, non perché questo tipo di giornalisti sia capace di precederle, ma per il semplice motivo che contribuiscono a crearle.

Ecco perché, per parlare di Autonomia (Sarda) comincio dalla trasmissione mattutina di Radio3: Prima Pagina. I radioascoltatori, filtrati da una redazione, pongono domande sui fatti del giorno e il giornalista di turno (che cambia ogni settimana) risponde in diretta, dopo aver commentato le prime pagine dei quotidiani.

Che ci dice oggi, 21 novembre 2012, l’ottimo e valente Buttafuoco? Un sacco di cose, naturalmente, però, essendo siculo fino alla radice dei capelli (ricci) e ancora orgogliosamente residente nell’isola, non perde occasione per parlarne, mostrando, com’è ovvio, una profonda conoscenza del tema.

Oggi, senza peli sulla lingua ha affermato, tra l’altro, di non vedere l’ora che l’Autonomia venga abolita (per chi fosse interessato, è disponibile il podcast). Attenzione, ripeto per coloro che leggessero frettolosamente: non ha auspicato la fine dell’Autonomia, ha affermato di non vedere l’ora che cessi!

Poiché è persona dotata di eloquio forbito (e scrittura dignitosa) non c’è da pensare che si sia potuto sbagliare: semplicemente, sa benissimo che l’Autonomia è in via di sparizione e, per motivi che saranno pure discutibili ma non sono il tema di questa paginetta, si augura che accada presto. Cerco di dirlo in altra maniera: Buttafuoco sta promuovendo la fine dell’Autonomia siciliana, che dà per certa, da buon politico qual è!

Ciò che appare bizzarro è la completa assenza di interesse da parte di noi sardi. Per quanto cerchi un qualche accenno alla possibilità che anche la nostra autonomia segua la strada maestra indicata dalla Sicilia, continuo a non trovarne traccia. Niente sui giornali (dipenderà dal fatto che in Sardegna non ne abbiamo?) nulla sui siti/blog che “fanno tendenza”, nulla nei telegiornali locali, nelle interviste a coloro che “fanno opinione” (sarà che fare opinione, da noi è sinonimo di farsi una sega?).

Eppure, le ragioni addotte dal giornalista per spiegare il suo desiderio che la Sicilia ritorni allo status di regione a statuto ordinario, sono proprio quelle che ci si potrebbe attendere da uno come lui: incapacità di gestire la cosa pubblica, società basata sull’assistenzialismo, assenza di iniziativa privata… detto in parole povere: una regione che avrebbe bisogno di un tutor, magari sobrio ed equanime (possibilmente in loden), in grado di portarla sulla retta via.

È da un po’ di tempo che assisto con curiosità a questa costante campagna di stampa contro l’autonomia delle Regioni a Statuto Speciale. Ad esempio, se ne sente parlare spesso su Radio24, l’emittente della Confindustria. A tal proposito, ho ascoltato interviste con esponenti politici siciliani, molti dei quali, delle più diverse coloriture politiche, danno oramai per scontata la fine dell’autonomia. Con politici Valdostani, che invece la difendono a spada tratta rivendicando il buon funzionamento delle proprie istituzioni, così come quelli delle provincie autonome di Trento e Bolzano.

E la Sardegna?

La Sardegna?! E chi dovrebbero intervistare: Cappellacci? Oppure uno degli indipendentisti:ad esempio quello con il fiocco verde, la testa pelata (e le idee invece pure) che vorrebbe entrare in Europa dopo la secessione perché così la UE ci regala un miliardo di euro che mancano al bilancio?

Perché la differenza è tutta qua: che mentre gli altri si preparano alla fine dell’autonomia e reagiscono come possono (chi, forte, pesta i piedi per contrattare; chi debole, se ne fa una ragione) noi facciamo finta di nulla e apriamo le vertenze per avere più soldi da uno stato centrale che, tra breve, non ci sarà più: sarà stato e basta!

Come: ho dimenticato di citare la sinistra?

Perché, in Sardegna abbiamo anche una sinistra?

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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5 risposte a AUTONOMIA, PER PICCINA CHE TU SIA…

  1. cicciopidocchio ha detto:

    Magari se leggessi i giornali qualcosa la troveresti… e non cancellare i commenti sgraditi, altrimenti potresti sembrare un po vigliacco!!!!

  2. Jonathan Livingstone ha detto:

    Dal mio modesto punto di vista, la pneumaticità è considerata la dote più importante. Per cui è prassi ritrovarsi con degli omega molto, molto pneumatici.
    Però sanno esprimersi in qatarese. A gesti. Autonomamente.

    Jonathan Livingston

  3. Proto Zuniari ha detto:

    Brutto essere d’accordo con i giornalisti presunti intelligenti e dal pedigree come quello di Buttafuoco, però anch’io non vedo l’ora che questo cazzo di autonomia finisca. Alle ragioni addotte dal giornalista, aggiungerei un centralismo RAS sfrontato e con effetto moltiplicatore dell’inefficienza e del clientelismo (Abbanoa docet).

    • Gabriele Ainis ha detto:

      Gentile Proto Zuniari,
      a me piacerebbe che se parlasse e il fatto che l’informazione faccia schifo non è un buon motivo per ignorare un argomento di questa portata.
      Cordialmente,

  4. Proto Zuniari ha detto:

    Stimato Ainis,
    Sono d’accordo. Quanto alla sinistra sarda non sarei così così pessimista… Quando avrà smaltito la sbronza a birra Ichnusa può darsi che le ritornino in mente le proprie origini .
    Cordialmente

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