LE CARAMELLE DI QUIRRA: L’IMBROGLIO DELLA BONIFICA

Supponiamo che debba procedere alla pulizia di un alloggio di 50 metri quadrati. Poiché sono persona notoriamente pigra, potrei decidere di pagare qualcuno per farlo al posto mio. Quanto mi costerà?

Basta chiedere in giro. Se si tratta di passare l’aspirapolvere sui pavimenti, dare una passata ai bagni e ai vetri me la caverò con poco. Se invece i pavimenti sono sporchi di vernice e i cessi incrostati di chissà cosa, sarà bene prevedere una cifra ben più impegnativa. Nella speranza di non dover chiamare una ditta specializzata che sappia il fatto suo, perché i solventi per le vernici bisogna saperli maneggiare e non si sa mai cosa può succedere. Se poi dovesse capitare che, per un qualche strano motivo, l’alloggio contenesse sostanze pericolose, per esempio radioattive (o qualche brutto agente batteriologico), allora la faccenda sarebbe decisamente complicata e i soldi sarebbero tanti, tantissimi. Di certo non me la caverei assumendo (rigorosamente in nero) una signora rumena, come usa da queste parti (ma ancora per poco: le signore italianissime ansiose di pulire gli alloggi ricicciano come le primule a primavera!)

Quindi?

L’esempio scemo si riferisce ad una notizia passata qualche giorno addietro sui mezzi d’informazione, relativa alla risposta a un’interrogazione parlamentare. Sollecitato in merito al Poligono Interforze di Quirra, il Ministro della Difesa risponde che le attività di bonifica avranno inizio nel 2013 e che per esse sono stati stanziati 25 milioni di euro in tre anni.

Di per sé la notizia potrebbe apparire positiva, ma sono sicuro che se mia nonna fosse ancora in vita commenterebbe: «25 milioni? Come fanno a sapere che bastano?»

Già, perché se devo passare l’aspirapolvere nel mio alloggio va benissimo la signora rumena (o italiana) ma se devo bonificarlo dall’uranio temo proprio di no. Non mi chiedete come diamine abbia fatto l’uranio ad arrivare nel mio alloggio, non lo so, non so neppure se ci sia, ma è lo stesso problema che hanno a Quirra: cosa dobbiamo bonificare?

E chi lo sa? Lo stesso ministro, rispondendo all’interrogante, precisa come ci sia un procedimento penale giunto all’udienza preliminare. In questo procedimento, il pubblico ministero ha intenzione di dimostrare, tra l’altro, che un paio di esperti, chiamati a pronunciarsi in merito alla presenza di uranio, abbiano fatto in modo di non trovarlo! Diciamolo in modo più semplice: sono stati assunti per rispondere ad una semplice domanda: a Quirra c’è uranio o no? Loro hanno detto di no e sono stati accusati di non averlo cercato bene, utilizzando metodiche sbagliate.

Chi avrà ragione? I periti che non hanno trovato uranio o coloro che li accusano di non averlo voluto trovare? Come dire: ma questo uranio c’è oppure no?

Avendo una formazione scientifica, sono stato abituato a pensare che l’onere della prova spetti a chi propone un’ipotesi: se io affermassi che a Quirra c’è uranio, dovrei anche dimostrarlo. Allo stato attuale, invece, chi accusa i periti di non averlo trovato, critica le metodiche utilizzate, ma non ha dimostrato che ci sia!

Per cui torniamo al problemino originale: cosa dobbiamo bonificare a Quirra, se c’è un processo che determinerà, si spera, di quale tipo di inquinamento è stato oggetto il poligono? Bonifichiamo senza saperlo? E come? Con quanto: 25 milioni di euro in tre anni?

A scanso di equivoci, vorrei sottolineare come sia dell’opinione che i poligoni vadano chiusi e poiché sono convinto che l’attività espletata sia fortemente inquinante, debbano essere anche bonificati, per di più quanto prima! Non si può tollerare oltre che le porcherie gettate a piene mani nei territori sui quali insiste il poligono restino là a far danno.

Ciò detto: come facciamo a bonificare se non sappiamo neppure «cosa» si debba bonificare? Dobbiamo levare solamente le carcasse arrugginite che si consumano lentamente sotto il maestrale? L’inesploso? L’inesploso che giace in mare (mai quantificato)? E i metalli pesanti? Cosa c’è davvero a Qirra? Dove? C’è qualcuno che mi saprebbe mostrare una mappa dell’inquinamento del terreno?

E l’uranio? Come lo leviamo se non sappiamo neppure se c’è? E se ci fosse, davvero cinque milioni l’anno per tre anni sarebbero sufficienti? Ma vogliamo scherzare?

Per la verità il ministro, nella risposta, dice che verrà presto emesso un bando per l’attività preliminare di indagine che determinerà lo stato di inquinamento…

Ma come, allora anche il ministro riconosce che non lo sappiamo? Che succede?

Eppure la risposta è tutta in un semplice numeretto: 25! 25 milioni di euro, la cifra che il governo pare abbia destinato alla bonifica. Cosa significa? Che la bonifica, in realtà, non verrà attuata, perché rispetto al problema enorme del ripristino del territorio di un poligono come il PISQ è una pioggerella di acqua fresca. La realtà è che non verrà fatta nessuna bonifica seria. Si leverà di mezzo qualche carcassa, si sposterà un po’ di terreno da una parte all’altra e col tempo le operazioni nel poligono continueranno, perché di chiuderlo non solo non se ne parla, ma si comincia a vagheggiare di un sito dedicato allo sviluppo di nuove tecnologie. Come dire che siccome nessuno usa più le bombarde secentesche, non c’è bisogno di sparare palle di cannone: proveremo i droni, il munizionamento sempre più «intelligente» e letale e tutte quelle diavolerie che inventiamo in continuazione per ammazzare meglio e con maggiore efficacia i nostri simili.

Tutto mentre gli uomini politici ci raccontano che si bonifica, si chiude, si trasforma, si sviluppa il territorio. E la stampa, nella migliore delle ipotesi, copia-incolla i lanci ANSA senza neppure far finta di capire cosa possano significare.

Bene, non ci vuole molto a capirlo: tra destre, sinistre, giornalai e giornalini, Quirra resterà ciò che è, compresa tutta la merda che c’è stata gettata in più di mezzo secolo di attività!

Come faccio ad esserne così sicuro? Date un’occhiata ai due link riportati qui sotto e leggete qualche numero serio.

http://pogoblog.typepad.com/pogo/2012/01/navy-pressures-agency-into-redacting-information-fromcamp-lejeune-investigation.html

http://www.washingtonpost.com/national/health-science/documentary-reveals-how-contaminatedwater-at-the-nations-largest-marine-base-damaged-lives/2012/01/10/gIQAfpy4GQ_story.html

 

Attualmente gli USA stanno bonificando il poligono portoricano di Vieques. nei Caraibi, dismesso nel 2003. Il poligono, che svolgeva attività simile a quello di Teulada, copre un’area di meno di un terzo del PISQ. Il programma ufficiale di bonifica prevede vent’anni di lavori (dal 2002 al 2022) e finora sono stati spesi 486 milioni di dollari, ripulendo appena un terzo del previsto!

Abbiamo capito? Vent’anni di lavori, non tre! E finora hanno speso 486 Milioni di dollari e ne hanno pulito un terzo, per un poligono che è pari ad un terzo di quello di Quirra: sappiamo fare le moltiplicazioni?

Ah, dimenticavo: l’interrogante, Cicu (PDL), si è detto soddisfatto e anche Cappellacci ha espresso soddisfazione!

Meno male che Caterina Pes (PD), quella che ama il turismo per la Sardegna ha detto…

…cos’ha detto? Che anche lei aveva sollecitato il ministro e finalmente qualcosa si muove!!

 

Per una volta, posso ricordare che da tempo affermo che con tutto il casino perverso sollevato attorno a Quirra, si finirà in realtà con il tenerci il poligono e pure l’inquinamento? Posso dirlo? E badate bene che, per una volta, chi ha inquinato non può scappare altrove, perché il responsabile è lo stato italiano, non una multinazionale che scappa chissà dove! Ma è uno stato che, di fronte ad un cancro, vorrebbe darci un pacchetto di caramelle, ottenendo, tra l’altro, la soddisfazione dei nostri rappresentanti!

Ciucciamo le caramelle, o cominciamo a dire ai nostri politici che la piantino di far finta di nulla?

Scommettiamo che alle prossime regionali il Movimento Cinque Stelle avrà qualcosa da dire in proposito?

 

 

Suggerisco anche il sito del GRIG per una rassegna completa delle note di stampa:

http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2012/08/09/si-apre-il-processo-sullo-strano-inquinamento-di-quirra/#more-4551

http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2012/07/18/presentata-listanza-di-costituzione-di-parte-civile-nel-processo-sullo-strano-inquinamento-di-quirra/

http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2012/06/04/chisura-dei-poligoni-militari-in-sardegna-e-dove-sta-scritto/

http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2012/05/11/il-tribunale-di-lanusei-e-il-senato-della-repubblica-si-occupano-dello-strano-inquinamento-di-quirra/

http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2012/03/24/lo-strano-inquinamento-di-quirra-produce-venti-indagati/

http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2011/12/07/lo-strano-inquinamento-di-quirra-un-procuratore-scomodo-e-un-processo-che-si-avvicina/

 

Gabriele Ainis

gabriele.ainis@virgilio.it

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2 risposte a LE CARAMELLE DI QUIRRA: L’IMBROGLIO DELLA BONIFICA

  1. Jonathan Livingstone ha detto:

    “E se ci fosse, davvero cinque milioni l’anno per tre anni sarebbero sufficienti? “.

    Non credo, tre per cinque uguale quindici. O sono sbagliati gli anni occorrenti per la bonifica o mancano all’appello dieci milioni.
    O no?

    Jonathan Livingston

  2. TETRAGRAMMA SARDO ha detto:

    Credo anche io che si risolverà tutto in una PISQuinata di piazza.
    Ma – naturalmente – cercheranno di dimostrarci (come stanno già facendo, tutti d’accordo tacitamente) che sia un’autorevolissima Opera Classica di un Grande Autore.
    Potrei anche spingermi ad annunciare che la Verità – come sempre, in Italia – si conoscerà dopo circa 30-40 anni: giusto il tempo necessario affinché tutti gli imputabili siano morti e quindi non più perseguibili. Della legge dello Stato che vede pecuniariamente perseguibili parenti ed eredi di un dipendente dello Stato che abbia causato danni economici alla Pubblica Amministrazione, nessuno si è mai curato. Eppure, per quanto iniqua in certi casi, tale legge esiste. Ma non vige.

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